giovedì 21 novembre 2013

L'approccio del neo-triatleta con STEFANOLACARASTRONG

 
Di solito i neofiti che arrivano sul mio blog sono tutti estasiati da questo mondo del triathlon.
Sembra una cosa da superuomini (e veramente a noi piace anche pensarlo), con queste bici astronomiche, caschi oblunghi, gare dai nomi esotici, terminologia esageratamente tecnica e quell'aria un po' così che abbiamo "noi che facciamo triathlon".

All'inizio mi chiedono consigli su ogni campo.
Come allenarsi, QUANTO allenarsi, che bici top di gamma possono comprare con 150€, con quale società tesserarsi (con Zona Cambio, naturalmente!), se c'è fica nel triathlon (molti più fichi, direi), se il matrimonio con tutti questi allenamenti è a rischio o se scambierei il mio fustino di Dixan con due senza marca.

Dopo un po' che cominciano a capire un po' come funziona, maturano l'idea che io, con il mio blog, più che altro ho visibilità, ma che non sono il fenomeno che pensavano.
Anzi, capiscono che con un po' di allenamento possono battermi a mani basse (vabbè dai, ammentto che ultimamente qualcuno deve sudare un po' se vuole arrivarmi davanti).

Comunque, adesso mi ritrovo con una sfilza di amici che se una volta venivano ad abbracciarmi all'inizio di ogni gara, adesso mi guardano biecamente informandosi sui miei tempi e sulle mie condizioni.

Insomma, ogni sorpasso in gara sembra degno del miglior Alberto Sordi.

E a me, che non ho mai avuto lo spirito agonistico, 'sta cosa comincia un po' pure a piacermi.

Chi mi sfida per la prossima stagione?
(oltre a Giorgio, s'intende)


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