lunedì 28 aprile 2014

Maratona di Sant'Antonio 2014: il Re della pioggia e nuovoPB,finalmente come si deve!



Era da un po' che non scrivevo come si devo su una gara podistica, probabilmente perchè la vivevo come "semplice" preparazione per la stagione agonistica del triathlon.
Per questa gara è stato tutto diverso però.
A cominciare dalla bella vacanza con la famiglia con cui ho provato a simulare che non fosse solo un viaggio per una gara.
Giovedì a Padova, venerdì a Venezia e sabato di nuovo a Padova, per il relax pre-gara.
Dopo la Maratona di Roma di un mese fa le sensazioni sono decisamente migliori, sebbene non abbia fatto più alcun lungo di avvicinamento (vabbè, ho corso una Maratona un mese fa, se quello non è un lungo...)
Nonostante da giovedì si gira in pantaloncini e maglietta a maniche corte, le previsioni per la domenica sono un disastro, caldo e diluvio.
Quando alle 5:45 apro la finestra il cielo sembra invece piuttosto clemente.
Raggiungo la stazione ferroviaria a piedi da dove partono le navette per la partenza a  Campodarsego.
Anche il clima sembra buono per gareggiare, la temepratura si è abbassata parecchio e tira "solo" un fastidioso vento.
Una volta ingrigliato viene a salutarmi Andrea di Brescia, un simpatico lettore del blog che mi ha riconosciuto non so come (non avevo nè il cappello da panda e la canottiera pandesca era ancora coperta).
Il suo obiettivo era sotto le 3h30'... fammi sapere come è andata!
Chiedo agli addetti di poter entrare nella griglia davanti (che tra l'altro era quella che mi spettava per il tempo che ho) per partire insieme a Giorgio, che stranamente non si vede (poi mi dirà di aver perso la navetta e di essere arrivato 5" prima dello start).

Allo start ho i top runners a due metri.
Posso finalmente impostare una Maratona da subito con il mio ritmo, che dovrà essere tra i 4'25" ed i 4'30".
Vado da subito regolarissimo, sembro un pacemaker.
All'8°km si forma un bel gruppetto di una quindicina di persone.
L'andatura è buona, anche se un po' troppo veloce per la mia tabella (tra i 4'20" ed i 4'25") ma cercando di restare coperto non sembro faticare più di tanto.
Andiamo avanti così per parecchi chilometri.
Al 20° tre/quattro persone allungano a 4'15" e sfaldano il gruppetto.
Per due volte faccio l'elastico per cercare di restare con loro ma poi decido di mantenere il mio passo.
Sarà un'ottima scelta.
A questo punto si forma un bel trio.
Io, un ragazzo con la maglia rossa ed una ragazza seguita dal suo allenatore in bici.
Ci alterniamo regolarmente a fare l'andatura, coprendoci nei pezzi col vento contrario ed allungando leggermente quando soffia alle nostre spalle.
Sembra che possiamo proseguire così fino alla fine ma un temporale improvviso cambia un po' i piani.
Dopo Roma, anche qui al 27/28°km  arriva una scarica di pioggia che per mezzora ci inzupperà vestiti e scarpe.
Le energie ed anche un po' la testa hanno un po' di cedimento.
Il ragazzo con la maglia rossa si stacca e resto io con la ragazza per qualche chilometro.
Ripassiamo a Campodarsego che sono passati 30km, ne mancano 10 di strada per rientrare a Padova e gli ultimi due nel centro abitato.
Davanti ad una band che suona Johnny Be Good la ragazza fa uno scatto a 4' ed immagino che voglia andare in progressione finale.
Naturalmente non la seguo.
Mi passa anche un altro ragazzo che scherza sul fatto che la canzone ci abbia dato una carica... ma che purtroppo è finita subito.
La ragazza invece riprende l'andatura regolare e piano piano rallenta un po' il passo.
Guardo il cronometro.
Sto al limite del mio obiettivo delle 3h10'.
Se rallentiamo, anche di poco, rischio di saltarlo per poco.
Check out del corpo... c'è un po' di pesantezza ma nonostante quella sto ancora bene.
Siamo al 35°, il classico punto dove cedono le energie, ma stavolta no, stavolta ne ho per riprendere il mio ritmo e riallungare il passo.
Il cronometro ricomincia a scendere fisso a 4'25".
Come sempre succede negli ultimi 10km della Maratona, chi ne ha ancora comincia a recuperare i vari "cadaveri" per strada, ma per una volta lo zombie non sono io.
Al 40° recupero addirittura i 4 che a metà gara stavno nel gruppone con me ed avevano allungato.
Entriamo nel centro abitato e mi ritrovo i tanto odiati sanpietrini che lungo le strade romane mi distruggono fisicamente e moralmente.
Oggi ci volo sopra.
Faccio due conti.
Anche se crollo a 5' per due chilometri riesco a stare sotto l'obiettivo prefissato.
Ma non crollo, anzi aumento a 4'20".
All'ultimo chilometro poi succede quello che neanche a Klagenfurt mi era successo.
Che devo sforzarmi per rificcarmi le lacrime negli occhi.
Gli Ironman non piangono.
Sul rettilineo finale nella piazza più grande d'Europa ho il tempo anche di fermarmi per dare un bacio a mia moglie.
Taglio il traguardo con un salto.
3h08'40".
Questa è una vera vittoria, per me e per coach Diego che da mesi ha creduto che questo tempo fosse nelle mie gambe.
Mentre sto sdraiato sul lettina a farmi massaggiare socchiudo gli occhi e sorrido...
...adesso inizia il divertimento...
Adesso so' cazzi...

MIEI, naturalmente...

il bacio per la fotografa

La medaglia...bruttina, ma la più bella

Carbo-load pre gara con Giorgio "the bridge"

Grande fase aerea anche al 42° :)


Ultima curva

 
 
 




 


 
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