mercoledì 30 aprile 2014

Quel che resta di Padova


Di Padova resta un ricordo indelebile, non legato esclusivamente alla buona prestazione sulla Maratona.
Resta, soprattutto, l'idea di aver dopo tanto tempo regalato una vacanza a mia moglie dove la gara della domenica fosse una questione accessoria (almeno fino al sabato pomeriggio...) e non viceversa.
Resta la colazione al bar in attesa del treno che in una volata giovedì mattina ci ha portati a Padova.
Resta la curiosità di mia figlia nel cercare di comprendere il significato delle reliquie di Sant'Antonio.
Resta lo stupore di mio figlio perso nei vicoli e nei canali di Venezia.
Restano le cene, ottime ed a buon prezzo, in un ristorantino consigliatomi da Mac, seguendo le scrupolose indicazioni alimentari di Pitt.
Resta un sole estivo che ci ha accompagnati fino al sabato.
Restano le ore sdraiati sul prato a vedere i bambini che correvano (un'ora prima avevamo rinunciato a vedere l'orto botanico perchè dicevano di essere esausti).
Resta il cielo nuvoloso quando ho aperto la finestra alle 5:45 di domenica.
Resta il sapore dei 4 biscotti Plasmon, la mia colazione pre-gara.
Restano quei due chilometri dall'albergo al punto di partenza delle navette la mattina della gara, mentre camminavo con la musica nelle orecchie.
Resta la nausea per il troppo caldo in quei venti minuti interminabili in piedi sulla navetta per raggiungere la partenza.
Resta il rumore della partenza.
Restano quei primi 30km, oggettivamente brutti, immersi nelle campagne, ma talmente piatti che si correva una bellezza.
Resta il rumore della bici dell'allenatore di una ragazza del mio gruppo che mi ha accompagnato per molta strada.
Resta la voce di una signora del pubblico, sotto l'acquzzone, che ci ha detto "dai che tra 5 minuti smette di piovere!"
Resta l'euforia quando dopo mezzora ha smesso di piovere.
Resta il rumore dei piedi bagnati che schiacciano le scarpe inzuppate.
Resta quando alò 35°km...sì cazzo, ne hai ancora!
Resta quando mancano due chilometri e pensi che ormai sia finita, e ti ritrovi di nuovo quei sanpietrini.
Resta quando per la prima volta ti dispiace quasi di smettere di correre dopo 42km.
Resta il salto sul traguardo.
Resta una medaglia, davvero brutta.
Restano quei 10 minuti di massaggio ad occhi chiusi.
Resta il piacere della doccia in albergo.
Resta il silenzio di Padova mentre rifaccio per la secanda volta in questa giornata quei 2km dall'albergo alla stazione.
Resta il profumo del caffè americano in attesa del treno.
Resta la complicità di mia moglie, che sul viaggio di ritorno mi lascia assorto nei miei pensieri mentre cerco di rinchiudere dentro di me ogni singolo istante di questi quattro, bellissimi, giorni.

 
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