venerdì 30 settembre 2016

Perchè gareggiare con la muta nel triathlon?


Intendo dire quando è facoltativa.
Se fa freddo ed è obbligatoria ben venga, tuteliamo la salute.
Ma se è facoltativa, il che significa che non ci sono condizioni di rischio ipotermico, allora è un aiuto non necessario (leggasi doping tecnico).
Perché è chiaro che la muta appiattisce i livelli, aiuta chi sa nuotare male (o chi non sa nuotare).
E perché dovremmo aiutare chi è carente in una delle tre discipline?
Chi è scarso in bici allora dovrebbe pedalare con una bici con pedalata assistita?
E a chi si proclama scarso nel podismo?
Gli facciamo fare un giro in meno di corsa? (Vabbè alcuni già lo fanno per conto loro, ma questa è un'altra storia...)
In realtà qualche motivazione c'è e la sappiamo tutti.
Questioni di sponsor.
Un'azienda che campa di mute qualche pressione potrebbe farla.
Oppure c'è l'obiettivo di avvicinare al triathlon chi è intimorito proprio dalla prima frazione, soprattutto in acque libere.
Ma il problema si risolve alla base, non così.
Se mi puzzano le ascelle non ci metto il deodorante sopra, mi lavo.
Se ho bisogno di aiuto nel nuoto non lo risolvo galleggiando un po' di più, ma facendo qualche lezione in più.
Nelle gare di NUOTO (non triathlon) in acque aperte la muta è vietata.
Noi la consentiamo anche ad atleti professionisti.
Sbaglio o c'è qualcosa che non torna?

 
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