lunedì 4 febbraio 2019

Il sorriso dell'allenatore




Questo film è un capolavoro.
Naturalmente non dico nulla di nuovo.
E questa scena è stupenda.
I 400 finali del velocista scozzese Eric Liddell.
Tra i tanti momenti emozionati (l'incoraggiamento nella lettera del rivale americano, il crescendo della musica di Vengelis e l'arrivo trionfale), quello che mi colpisce più di tutti è il sorriso del suo allenatore, quel con il cappello, per intenderci (al minuto 1:30)
Eric Liddell era famoso, oltre per la sua velocità e per il suo impegno come missionario cristiano, anche per il suo stile sgraziato: braccia senza controllo e testa buttata all'indietro.
Che però era la sua arma vincente.
Come anni dopo Pantani toglieva la bandana prima di scattare in salita, Liddel buttava la testa all'indietro prima del suo sprint finale.
In quel momento, il suo allenatore capisce che Eric Liddel ha già vinto.
Non c'è dubbio nel suo sorriso, solo compiacimento.
Certo, è solo un film, ma come spesso accade, in una ricostruzione cinematografica si riescono a cogliere e risaltare spunti assolutamente realistici.
L'allenatore è così.
A volte può essere più taciturno, a volte più loquace, ma conosce il suo atleta più di quanto lo stesso atleta possa conoscersi.
E sa sempre come finirà.
L'importante è saperlo fare sempre con quel sorriso.


Qui sotto il filmato originale della gara di Liddell, non meno emozionante del film.


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