lunedì 13 luglio 2020

In bici al Santuario della SS. Trinità di Vallepietra



Su questo blog a volte trovate articoli sugli allenamenti, altre volte resoconti di gare, altre volte aneddoti più o meno simpatici, ed altre volte racconti di pedalate.
Perché ogni volta che si esce in bici, c’è sempre una storia da raccontare.
E nei 150km che ho fatto per andare al Santuario della SS. Trinità di Vallepietra, naturalmente c’è abbastanza asfalto su cui scrivere.
Un luogo mistico, incastonato sotto una maestosa rupe, al quale sono molto devoto.
Alla partenza con me da Tivoli c'è Alessio, che a Jenne per motivi di orario mi saluterà e tornerà indietro.
I primi 40km per arrivare a Subiaco passano tranquillamente tra qualche chiacchiera e qualche tratto a tirare.
Alessio si incazza quando due ci si mettono a ruota, non tirando neanche un metro e, soprattutto, non salutando quando svoltano e cambiano strada.
Dopo un po' ne prendiamo altri due che si agganciano, ma a Subiaco ci ringraziano del "passaggio".
Da qui ora la strada salirà verso attraverso la meravigliosa strada dei Monasteri fino ad arrivare a Jenne.
12km di salita costante (tranne l'ultimo in contropendenza) ma regolare.
Alessio parte subito allegrotto e gli faccio notare che a quell'andatura non ci arriviamo in cima, soprattutto io che devo spararmi parecchio ulteriore dislivello.
Entriamo in modalità conservativa e saliamo chiacchierando.
A metà salita ci passa un ciclista con un passo decisamente migliore del nostro.
Scambiamo due battute e lui prosegue superando qualche decina di metri avanti, anche un tre ciclisti in evidente difficoltà.
In particolare uno di questi, nonostante stia ansimando, si alza sui pedali e prova stargli dietro per qualche pedalata, crollando miseramente subito dopo.
Mi chiedo il eprchè di queste cazzate.
Quando lo superiamo anche noi, non ha neanche la forza di parlare per quanto sta ansimando.
Arrivati a Jenne troviamo i ragazzi della mia squadra podistica, la Tivoli Marathon, che avevano organizzato una corsa di gruppo "autogestito" sul percorso della Jennesina.
E' sempre piacevole incontrarli.
Un saluto, una foto insieme, ed è tempo di salutarmi anche con Alessio, che se tornerà indietro.
Da qui proseguo da solo.
La discesa che porta sotto Vallepietra e lunga e larga e consente di recuperare un po' di energie, così come i 5km di leggera ascesa per arrivare a Vallepietra sono un piacere per gli occhi, tra boschi, cascatelle e fiumiciattoli.
Arrivato al paese dei ragazzi del Blokko Racing Team mi chiedono se ho un brugola da 8.
Mi fermo, cotrollo, ma non ho la misura che cercano.
Riempio la borraccia con un altro ciclista che si appresta ad iniziare la salita e comincio gli 11km di ascesa che mi portaranno al Santuario.
Ho percorso decine e decine di volte questa strada in macchina, ma con la bici ero arrivato sempre solo a Vallepietra, da qui è terreno sconosciuto.
In realtà la salita è lunga ma molto regolare e qualche nuovola nel cielo rende meno dura una scalata di metà luglio.
Tranne un paio di uscite dai tornanti dove la strada impenna parecchio, proseguo costante al mio ritmo senza soffrire.
Dopo 5km mi supera una ragazzo del Blokko.
E' molto giovane, ha un fisico da scalatore e mi passa a doppia velocità.
Dopo un po' però rallenta e mi fa compagnia per qualche chilometro, in attesa dei suoi compagni di squadra che lo stanno raggiungendo.
Insomma, questi 11km di salita che temevo, alla fine mi sono volati.
Adesso manca "solo" la parte  extraciclistica.
Quasi 2km di sentiero scosceso e sterrato per scendere giù al Santuario.
Non si può fare con la bici, a meno che non si abbia una MTB, ed io ho anche la bici da crono.
Poche chiacchiere, tolgo le scarpe, bici in spalla e comincio a scendere.
Tra le tante persone che incrocio, nell'ordine mi dicono:
1) arrivi mo' fratè!
2) sei un grande!
3) mamma, quello sta scalzo! (redarguita subito dalla madre con un "te la devi tagghià quella lengua!")
Una volta giunto ai piedi del santuario, con i piedi doloranti, mi avvicino alla scalinata, dalla quale si erge una suora che regola l'accesso.
Da come mi punta in distanza capisco già che mi deve rompere i coglioni.
La anticipo e metto la mascherina che avevo portato in previsione.
Mentre comincio a salire i gradini mi dice però che non posso entrare con la bici.
Di solito sono sempre rispettoso e diplomatico, ma stavolta non ho voglia di perdermi in chiacchiere.
"Sono venuto in adorazione della Santissima e porterò anche la bici dentro con me"
Abbozza in silenzio e finalmente entro nella grotta.
E in quei brevissimi 5 minuti che passo lì dentro c'è tutto il motivo dei miei lunghissimi 150km.

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