giovedì 9 luglio 2020

Perché dare un nome agli allenamenti



Una delle prime cose che nota chi comincia a farsi allenare da me è che do un nome (e spesso un'immagine) a quasi tutti gli allenamenti.
All'inizio sembra solo una cosa simpatica, ma poi si cominciano a chiedere il perchè.
Ed ecco il motivo.
Innanzitutto è un modo per ricordarsi il tipo l'allenamento, anche nel caso dovessi riproporlo altre volte o in altre fasi della rpogrammazione.
Associarlo ad un nome o un'immagine mi aiuta immediatamente ad inquadrarlo se è un allenamento semplice o complesso, lungo o intenso.
Secondo motivo, è un modo (che funziona) per motivare i ragazzi.
Nel parlano nel gruppo, lo identificano subito ed "affrontarlo" diventa come una sfida, un nemico da sconfiggere.
Infine, individualizzare un allenamento, lo rende irripetibile, decontestualizzandolo da una monotonia storica, dimenticando l'invarianza fallimentare e  rendendo vulnerabile la propria asperità.
Non diventa più un nemico senza nome, un generico 4x2000, ma si definisce l'oggetto del nostro focus.
Quindi, sebbene nel ricordo di un'allenamento già fatto vi è maggior verità rispetto al suo oblio, dare un nome unico all'allenamento, come ogni nominalismo, equivale ad esorcismo: garanzia di annientamento ed irripetibilità.

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