domenica 2 dicembre 2012

Best of the Month [Novembre 2012]

Triathleta del mese
Rasmus Henning



di Christian "Mac" Ferretti

Lo so, mi accuserete di essere sessista, assente Chrissie, raramente ho nominato atlete donne. Prometto di porre rimedio nei mesi a venire. Ma nel frattempo, va reso il giusto onore ad un triatleta che ha deciso di appendere cuffia-scarpette e bici al chiodo, almeno come professionista. Il piccoletto danese (1 metro e 88 per 74 kg...) ha infatti annunciato il ritiro, al termine di una sofferta stagione, che in realtà è solo il termine di un biennio piuttosto travagliato, fra infortuni e prestazioni non proprio esaltanti. Il grande campione ha infatti deciso di mettere la parola fine alla carriera da professionista, proprio analizzando prestazioni e costi, non solo e non principalmente in termini economici. Ha dichiarato di sentire sempre più i segni sul proprio corpo dell'allenamento intensivo ed estensivo richiesto per restare sempre al top. Il triathlon professionale perde certamente un grande protagonista: settimo ad Atene alle Olimpiadi, dopo essersi alureato campione europeo nello stesso anno. vincitore di cinque Coppe del Mondo, fra le quali due volte l'Hy Vee di Des Moines, come detto in precedenza la gara con il più alto montepremi per quanto riguarda il triathlon: 200 mila dollari, più un Hummer H3, giusto perché sono americani, e ci tengono che l'effetto serra resti sempre costante...
Si è poi riconfermato in top ten a Pechino nel 2008, perdendo una posizione rispetto ad Atene, ma evidentemente, per lui che non ha mai fatto mistero di sognare una medaglia olimpica, questi piazzamenti più che onorevoli non erano sufficienti. Naturale quindi il passaggio alle lunghe distanze, esordio col botto, vince nel 2009 l'Ironman China (anche se già nel 2000 si era laureato campione danese e vice campione europeo di superlungo), qualifica per le Hawaii, e lì, all'esordio, quinto posto assoluto. Ah, quinto all'esordio, e con i postumi di una frattura alla mano rimediata in allenamento solo 17 giorni prima della Gara...
Nel 2010, come ho anticipato, una stagione di grandi vette ma anche di grandi delusioni. Prima il record sulla lunghissima distanza, un 7h52' a Roth, con una maratona in 2h39' che la dicono lunga sul motore rodato dal danese sulla distanza corta. Poi la debacle, una giornata completamente storta a Kona, e un 23mo posto finale che di certo non lo ha soddisfatto, ma che la dice anche lunga sulla tenacia: altri forse al suo posto non avrebbero onorato il traguardo, inventando qualche malessere o infrtunio, una volta fuori dalle medaglie e dai soldini. Ma non Rasmus.
In mezzo a tutto ciò, il matrimonio con la bella Anita e i due figli, Caroline di 7 anni e Emilie di 5, e la laurea breve che lo abilita all'insegnamento. Ah, e ovviamente il libro, purtroppo non tradotto in italiano, ma disponibile da non molto almeno in inglese (non so quanti di voi pratichino il danese...), "Pro Chasing the Dream", un diario quasi quotidiano della vita del professionista. Non una lettura entusiasmante come altri libri del genere, ma con il pregio di apparire molto meno "costruito" e più sincero, il campione danese non ci nasconde nelle sue pagine i momenti di sconforto, i dubbi, la fatica che comunque richiede una vita per molti versi da privilegiato.
ma al di là del palmares di tutto rispetto, delle pubblicazioni (collabora in maniera continuativa con Triathlete Europe, su cui tiene una seguitissima e interessante rubrica), quello che più mancherà al Circus, è senza dubbio il suo volto sempre sorridente, prima e dopo le gare. Tanti auguri di buona vita, Rasmus (e anche di compleanno, visto che neanche a farlo apposta, è nato il 13 novembre del 1975).
 
 
 
Disco del mese
 
 Dopo "il sorprendente album d'esordio de i Cani" per il 2011, la miglior cosa italica venuta fuori quest'anno...

 
 
 
...per chi è sempre alla ricerca di motivazioni per l'allenamento...
 
 
 
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