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mercoledì 30 gennaio 2013

Perchè gli Ironman forti odiano gli Ironman scarsi

Nel mondo del triathlon esiste ancora un po' di spocchiosità.
I neofiti sono sempre visti biecamente dai veterani .
"Ma chi è 'sto tizio che mo pensa di diventare triathleta?"
"Ecco un altro che non sa nemmeno cosa sta facendo..."
"Con quei tempi io non ci farei neanche una passeggiata al centro commerciale..."
Naturalmente questo tipo di commento arriva generalmente da gente che qualche anno prima è stata a quel livello e solo dopo anni di buci di culo e chilometri macinati ha sopperito con la quantità alla qualità che non ha mai avuto.
(Questo non vale per gli Elite! A loro fa piacere avere più gente possibile "tra i piedi" perchè sanno che questo fa crescere il movimento)
Il discorso si estremizza sulla distanza Iron.
Se il triathleta può tollerare il nuovo arrivato, l'Ironman navigato non fa il minimo sforzo per accettare il "collega" che all'esordio chiude in 15 ore e 59 minuti.
"Un'eternità!"
"Rischia di farsi male"
"Che senso ha?"
"Neanche è arrivato che già vuole fare l'Iron..."
"Personaggi così fanno più male che bene al triathlon"
Cazzate.
La verità è che non sopportano di allenarsi 15 ore al giorno, 8 giorni alla settimana per tutto l'anno per finire un Ironman in un tempo che agli occhi della gente "normale" (quindi il 99% del mondo) non avrà alcuna differenza con l'ultimo tapascione che finisce un Ironma.
Per la gente "normale", finire un Ironman in 8 ore e finirlo in 15 avrà poca differenza.
La gente "normale" ha comunque rispetto per quello che è riuscito a fare un Ironman (vabbè, anche compassione, ma questa è un'altra storia...).
La gente normale, chiamerà entrambi Ironman.
E questo, l'Ironman "forte", non potrà mai accettarlo.

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