lunedì 15 gennaio 2018

E.M.O. Training (parte IV): sì ma a che corrisponde OVER? A quanto devo correre?

 

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E.M.O. Training  I parte
E.M.O. Training  II parte
E.M.O. Training III parte

Avere dei valori definiti di allenamento è un porto sicuro.
Raramente si rischia di sbagliare.
Conoscere perfettamente la propria soglia anaerobica o il massimo consumo di ossigeno reale e non stimato è un valore aggiunto ai propri allenamenti.
Come anche  allenarsi con zone di potenza nel ciclismo.
Mai pensato il contrario.
Ma "un" valore aggiunto, come ce ne possono essere altri.
Come ormai sapete, non è la via con la quale mi piace raggiungere gli obiettivi sportivi.
Certo, una prestazione eccellente può essere raggiunta analizzando tutti i valori, ma mi piace pensare che si può fare di meglio anche senza.

Se devo fare delle ripetute sui 1000 a 4'km o un blocco in bici da 280watt, ma quel giorno sono svogliato, o avuto una giornata impegnativa e la percezione della fatica è più bassa, preferisco definire l'andatura "OVER" che corrisponde al (quasi) massimo che possiamo pretendere, a prescindere dal riscontro oggettivo.
Che poi può capitare anche che devo correre a 3'30" e invece in stato di grazia mi viene a 3'20".
(In un video di un allenamento in Kenya, alcuni atleti professionisti svolgono una sessione da 10x800  con grandi differenziali di tempo tra le varie serie)
Qual è il rischio?
Completare una programmazione al di sotto del potenziale (primo caso) o rischiare un infortunio per avere forzato troppo?
Sul primo punto la risposta è troppo complessa da definire, sul secondo fino ad ora non mi è mai capitato per me o per i ragazzi che alleno di dover saltare una gara per infortunio.

La mia risposta comunque (ormai dovreste averlo capito) è assecondare il corpo anche nell'intensità di ogni singolo allenamento.
A quali risultati porterà e quanta gratificazione possa darvi, se avrete pazienza e voglia, lo vedremo insieme.

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