lunedì 20 maggio 2019

Il ciclista campanaro


Ogni anno una pedalatina a Guadagnolo me la faccio sempre.
Una bella salita, molto lunga e pedalabile, con una vista spettacolare su tutta la pianura romana.
Si sale a 1200mt ed è il centro abitato più elevato del Lazio, e su in cima fa sempre freschetto.
Becco comunque una giornata di questo maggio in cui non diluvia, ma è "solo" nuvoloso.
In salita comunque si suda e meno roba si ha addosso e meglio si sta.
Quando arrivo in cima mi fermo a riempire le borracce ad una fontanella vicino ad un vecchietto seduto su una panchina.
Nel silenzio di una piazzetta di una domenica alle 2 di pomeriggio, sento i suoi occhi che mi scrutano da testa a piedi.
"Giovanò, mo mettite qualcosa addosso perché a riscende fa freddo!"
Ringrazio del consiglio, mi metto l'antivento e riscendo.
Durante la discesa, vedo che c'è un bivio per il Santuario della Mentorella.
Conosco bene quel posto per esserci arrivato a piedi con un'escursione.
E' un posto intimo pieno di misticismo e non ci penso due volte ad arrivarci in bici.
Non c'ero mai arrivato da questo lato con la strada e capisco perché.
Un discesone stretto e ripidissimo di un paio di km mi fa capire che il ritorno sarà la mia personale penitenza.
Ma ne vale la pena.

Arrivo al santuario, metto la bici in spalla e salgo la Scala Santa per arrivare alle campane.
Non far da campanaro se il cor tuo non batte da Cristiano

recita l'incisione.
Batto un paio di rintocchi, metto il rapporto più leggero, mi alzo sui pedali e ricomincio la mia ascensione.

2 commenti:

IlCorsaro ha detto...

guadagnolo é un luogo "mio". ci feci vari trek, un paio di arrampicate folli senza attrezzatura, diverse fettuccine ai funghi porcini, ci portai le donne piú importanti della mia vita.

stefanoSTRONG ha detto...

quando vuoi ci andiamo insieme, decidi tu con quale sport :)

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