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venerdì 8 agosto 2025

Il team di supporto in una gara di Xtreme Triathlon

 

Quando ci si approccia ad una gara "Extreme Triathlon" per la prima volta, bisogna prendere in considerazione anche la figura obbligatoria del supporto, ruolo ben conosciuto nel mondo dell'UltraTrail ma  elemento misterioso per chi proviene esclusivamente dalla triplice disciplina.

Il team di supporto e tutto ciò che ne ruota intorno deve essere preparato minuziosamente, come qualsiasi altro elemento fondamentale della prepazione alle gara.

Il mio "TEAM" per l'EagleXMan è stato Alessio, e qualora si possa sintetizzare in una parola il suo ruolo, userei senza esitazione la parola PERFETTO.

Per questo mi sento di suggerirvi tutto quello che abbiamo pianificato e sopratutto le modalità con cui eseguito il tutto. Nello specifico, queste sono le cartteristiche che ogni supporto dovrebbe avere: 

  1. Innanzitutto l'elemento fondamentale, imprescindibile e necessario: deve essere una persona della quale vi fidate al 1000%, uno di quelli che se ci fosse una battaglia vorreste al vostro fianco.
  2. Conoscere le dinamiche fisiche e sopratutto mentali di ogni momento che state affrontando, capire il momento di quando motivarvi e quando frenarvi.
  3. Multitasking: deve saper saper guidare e scegliere il posto ideale per i rifornimenti, deve PREPARARE i rifornimenti, pensare anche ai suoi fabbisogni vitali (perchè sì, oltre la vostra gara esiste anche lui!), e studiare già quello che c'è da fare nella prossima ora.

Chiaramente per far funzionare bene il binomio, devono esserci anche alcune condizioni adottate dall'alteta che ritengo necessarie:

  1. Il supporto sta lì per voi, non fategli pagare niente, dall'alloggio al vitto!
  2. Ringraziatelo ad ogni singola borraccia che vi passa, la gentilezza non costa nulla.
  3. Mettete in conto e accettate eventuali errori che potrà fare, lui sta lì per dare il meglio per voi!

Detto questo, per quanto mi riguarda ho avuto la fortuna di avere Alessio che, oltre a queste caratteristiche fondamentali ne ha aggiunte altre:

  • Non ha commesso NEANCHE UN ERRORE O DISTRAZIONE!
  • E' un fisioterapista pronto a intervinire anche per qualsiasi allarme fisico (nel mio caso fastidio alla schiena durante le discese in bici)
  • Mi ha seguito in MTB lungo il mio percorso di corsa (un tragitto tutt'altro agevole per una bici), prima di spararsi con me i 6km di vertical.

Ecco, per ques'ultimo aspetto tuttavia, durante un momento di massimo calore in tratto esposto al sole, si è fermato con la bici sotto un albero e si è sdraiato all'ombra, scolandosi una fresca bibita osservandomi compiaciuto mentre arrancavo barcollante. 

Ma per tutto quello che gli avevo chiesto, direi che me lo sono meritato tutto.

martedì 6 agosto 2024

Un allenatore come amico


Ho un approccio al rapporto coach/atleta fondato prima di tutto sulla relazione interpersonale, che ritengo elememento fondamentale e assolutamente imprescindibile.

Paradossamente, un allenatore discreto ma che ha saputo creare un eccellente rapporto con un suo atleta, lo porterà ad ottenere i migliori risultati auspicabili assai più facilmente rispetto a un ottimo allenatore ma per nulla empatico e con una pessima relazione.

Questo naturalmente non significa però che sono amico di tutti per svariati motivi.

Quello che però dovrebbe significare (e in questo, come ho ribadito più volte, avere il privilegio di non DOVER allenare tutti ma poter scegliere i propri atleti) è che scelgo chi allenare solo esclusivamente le persone che abbiano quei valori etici e umani che dovrebbe aver un mio amico.

E soprattutto mi aspetto e pretendo che loro scelgano me come loro coach per gli stessi identici restrittivi motivi.

Non accontentatevi mai, anche e soprattutto nello sport, di circondarvi di persone mediocri.

mercoledì 3 agosto 2022

Un IronMan per un'altalena

Chi conosce le avventure del Team Panda sa bene che dopo aver conosciuto Francesco durante il nostro tentativo di Everesting un anno fa, qualcosa è si è aperto irrimediabilmente...

...il nostro cuore è stato catturato da Franci, e in qualche modo vogliamo donargli quei sentimenti che è riuscito a trasmetterci in quel poco tempo che è stato con noi!

Nel nostro piccolo, quello che vorremo donargli è un'altalena che gli possa regalare momenti di gioia da condividere con le persone che ama e che lo amano.

E siamo sicuri che tutti gli amici del Team Panda saranno lieti di partecipare a questa gioia!

Le donazioni possono essere fatte a:

Associazione TeatroDistinto

IBAN: IT12S0760103200001061908115

Causale: altalena inclusiva 


 


mercoledì 21 luglio 2021

Come inziare a creare un gruppo di allenamento con un progetto vincente

 


Durante la mia carriera professionale, ma anche attraverso la mia passione sportiva, ho avuto in varie occasioni il modo di riconoscere, apprezzare e studiare, i progetti vincenti.

Oltre gli aspetti necessari, quasi scontati da dire, quali la competenza, preprazione, affidabilità ecc... dei principali componenti del gruppo, c'è un aspetto, fondamentale e primario, ancora più importante della formazione di ciascun individuo:

* la disponibilità a gettarsi nelle fiamme per il referente del gruppo *

Tutti i progetti  che ho avuto modo di valutare, anche quelli che inizialmente sembravano più strampalati, si sono rivelati vincenti quando partivano da questa base: una cerchia ristretta di persone con le quali avete una base di totale e reciproca fiducia, sulle quali contare ciecamente.

Certo, può capitare anche la vostra fiducia sia tradita, ma è un rischio calcolato che vale sempre la pena correre, perchè se partite prevenuti, una base non potrà mai essere solida.

Quindi, anche se avete intenzione di creare un bel gruppo di allenamento, partite da questa base.

Poi c'è l'aspetto antecedente a questa fase, ovvero come ottenere la massima fiducia dai vostri uomini... ma mica ve posso di' tutto io...

venerdì 4 giugno 2021

Kilimanjaring Panda


Sì, doveva essere un Everesting, ma ci siamo fermati a 6000mt di dislivello.

Tanti piccoli errori di inesperienza ci hanno portato a perdere vari minuti più del previsto nelle pause, e la rimodulazione dell'orario di fine non era più compatibile con i nostri impegni.

Tentativo di Everesting non riuscito?

Poco male, se cercavamo un senso a questa fatica l'abbiamo trovato.

Tentantivo di Everesting non riuscito?

Leggete e poi rispondente.

Io, Walter, Alessioe Matteo partiamo poco prima delle 21... in realtà eravamo pronti già una mezzoretta prima, ma Alessio si scorda il Garmin (niente di che, solo l'attrezzo che avrebbe dovuto certificare la nostra impresa) e aspettiamo la moglie Eleonora che si fa 30km per portarglielo. Naturalmente non è neanche incazzata, perchè sa che con questo ci campa di rendita per almeno due anni in favori da chiedere al marito!

La salita individuata per il tentativo è San Polo mdei Cavalieri lato Tiburtina, 7km per un dislivello medio del 5% circa, da fare una venticinquina di volte, per un totale di 360km circa.

L'occasione, come già condiviso più volte, era raccogliere fondi per l'A.Ge.Pi.

Le prime due salite, naturalmente, volano.

Poi arriva la prima difficoltà: il freddo.

Eravamo tutti attrezzati al meglio, ma il cambio tra vestiario leggero per la salita e quello pesante per la discesa ci prende più tempo del previsto, oltre le sosteper rifollarci con la crostata di Giusy e per la pipì per il freddo ad ogni discesa.

Fino ad una certa ora abbiamo anche il fotografo ufficiale che ci immortala mentre saliamo e scendiamo al buio, ma dopo mezzanotte siamo totalmente soli.

La sensazione è unica e (per noi) mai provata.

Saliamo nel cuore della notte, senza alcun rumore, in mezzo ai boschi illuminati solo dalle nostre luci e dalle stelle, accomapgnati da due volpi e un istrice, e c'è qualcosa di magico in tutto questo.

Il sonno e il freddo, sopratutto dalle 3 alle 4, sono logoranti, ma siamo ancora lucidi per apprezzare e goderci questi momenti indescrivibili.

Facciamo una salita completamente in silenzio, cercando un senso alla nostra fatica.

Alle 4:45 comincia ad albeggiare, e in quel momento scompare ogni fatica: il morale è alle stelle e non vediamo l'ora di continuare.

Altre due salite e ci fermiamo a San Polo a prendere un caffè ad un bar appena aperto.

Alle 8:30 arriva mia moglie con altro caffè e cornetti caldi, altra botta per il morale.

Passa un'altra ora e arrivano tanti altri Panda e amici ciclisti locali per accompagnarci per le salite ed amici e parenti lungo la strada si fermano per acclamarci... uno spettacolo ed un aiuto enorme, i chilometri scorrono senza accorgercene.

E poi al termine di una salita, la 14^ se non sbaglio, su in cima troviamo Chiara dell'A.Ge.Pi. che è venuta a sostenerci con il figlio Francesco. Dovremmo essere noi a regalargli un sorriso ed un'emozione, ma è il contrario.

Ci facciamo una foto insieme, lo abbraccio e gli do un bacio, ma vorrei stringerlo ancora più forte. Un vortice di emozione eche, parlandone durante la discesa con gli altri ragazzi, hanno avuto tutti.

Abbiamo trovato il senso a tutto questo.

Non la gloria personale o l'egocentrismo (che per affrontare una cosa del genere sicuramente erano presenti), ma aver fatto qualcosa, seppur una briciola sola, per Francesco.

Le soste si sono prolungate tantissimo, ci facciamo due conti e vediamo che l'orario di termine andrebbe ben oltre le nostre aspettative, rendendo tutto incompatibile con l'orario lavorativo del giorno seguente.

Matteo e Alessio si fermano dopo 16 salite, io e Walter ne facciamo una in più giusto per raggiungere 6000mt, ma il risultato sostanzialmente non cambia.

Adesso, vorrei ripetere la domanda iniziale,e date voi la risposta...tentativo non riuscito?



lunedì 17 maggio 2021

Everesting Panda (2 giugno 2021)

Cos'è un Everesting?

In estrema sintesi, bisogna pedalare su e giù per la stessa salita finché non si coprono 8848mt di dislivello positivo. 

Semplice, no?

Giusto per chiarire, stiamo parlando di una prova che consiste più o meno in  260km e almeno 20 ore circa di pedalata.

Un po' meno semplice eh...

Comunque, il Team panda naturalmente non poteva esimersi dall'affrontare una sfida del genere, ed altrettanto naturalmente lo faremo, anche questa volta appoggiando l'A.Ge.Pi, cosa che rimane la sfida più importante!

Quindi, il 2 giugno 2021, sulla salita di San Polo dei Cavalieri (lato Tiburtina) noi ce la metteremo tutta a portare a casa questo grande risultato ma voi se volete potreste aiutarci in vari modi:

  1. Facendo una donazione all'A.Ge.Pi
  2. Pedalando qualche chilometro con noi per farci compagnia
  3. Incitandoci lungo la salita al nostro passaggio
Daje sempre, daje Panda, daje mo!

lunedì 5 aprile 2021

Mezzi muffin, vecchie con la mascherina, cambi elettronici e tante salite

Come dico sempre, ogni uscita in bici è una storia da raccontare.

Tanto più se, come in questo caso, la compagnia è bella e il dislivello è tanto.

Strong, Pescecane, Alessio, Matteo e Giacomo i Panda a raccolta, più gli amici Terrinohfen e Scioto.

Il pacchetto del Panda Bike Tours prevede, prima della partenza, colazione a casa mia per tutti.

Vabbè, poi c'è chi invece di un muffin intero se ne mangia MEZZO, ma queste sono storie che non dovrebbero neanche essere raccontate...

Il giro prevede tante salite, concentrate tutte nella prima metà della pedalata: ad ogni salita si sale un po' di più, fino ad arrivare a 1000mt.

Neanche il tempo di partire da Tivoli e si gira subito per Castel Madama, siamo ancora freschi e si sale chiacchierando.

Sulla seconda ascesa, il Passo della Fortuna, si dirada la nebbia che c'era in partenza, il clima è PERFETTO per una gran giornata di ciclismo.

La terza salita, è attraverso i vicoli di Gerano, un paesetto di poco più di 1000 persone, solitamente non trafficato se non fosse che, per il crollo di una variante, è stato incanalato il traffico locale proprio nel centro storico.

Il risultato è di avere la vecchia al volante con mascherina indossata da sola in macchina (un po' la versione 2021 del "vecchio col cappello al volante" degli anni '80) che impianta la macchina sul punto al 19% della salita, costringendo molti di noi a mettere il piede a terra.

Il gruppetto si sfalda, e quando chiediamo ad un locale da quanto sono passati i nostri amici, ci invita a sbrigarci perchè stanno avanti di mezzora.

In realtà stanno avanti di 3 minuti ma va bene lo stesso.

Ci ricompattiamo ed affrontiamo tutti insieme la salita di Rocca Santo Stefano, redarguiti da un signore che ci dice che in salita non si chiacchiera perchè significa che non si sta faticando abbastanza!

Quinta salita è Bellegra, una volta tanto affrontata dal lato meno impegnativo.

Mentre scendiamo verso Affile, Giacomo saluta la compagnia per rientrare a casa anticipatamente ed il resto del gruppo svolta verso gli Altipiani di Arcinazzo.

A questo punto il cambio elettronico di Walter si blocca e non cambia più.

Pescecane, visibilmente contrariato (diciamo che je rode proprio il culo), mi dice di continuare e lui se ne tornerà da solo a casa.

Dopo 10' però mi arriva una chiamata di Walter che entusiasta mi avverte di aver risolto il problema e che sta tornando verso di noi... che tocca inventasse per farsi qualche chilometro in più!

Quando arriviamo tutti insieme agli Altipiani, la vista è sempre uno spettacolo: una pianura verde sconfinata con le montagne abruzzesi sullo sfondo coperte di neve... un ciclista non chiede altro!

Manca solo una salita, quella di Jenne, ma anche il percorso da arrivarci merita il passaggio: la stradina a fondo valle che costeggia l'Aniene e le cascate di Trevi è un gioiellino che ricarica sempre le energie prima delle ultime fatiche.

La salita verso Jenne è regolare, senza traffico e permette di salire con un passo costante fino in cima. Abbiamo 2000mt di dislivello ma la fatica sembra non arrivare mai quando si pedala con questi paesaggi.

In cima salutiamo Scioto, che deve anticipare un po' il rientro e tornarà da solo spingendo a tutta, mentre noi ci godiamo lo spendore della discesa lungo la via dei Monasteri.

In teoria adesso ci aspettano 40km di pianura da fare tranquilli, ma Fabrizio si mette in posizione ci tira il collo proprio quando pensavamo di goderci il meritato riposo.

A 20km dalla fine gli dico di rallentare perché siamo cotti, e così almeno l'ultima mezzora ce la facciamo tranquilli...

...fino alla salita di casa mia, naturalmente, il prezzo finale di ogni pedalata.

Ma quando si pedala con amici così in attraverso strade così, è sempre un prezzo che vale la pena pagare!

lunedì 22 febbraio 2021

6 ore di pedalate con i Panda

 

Il programma del giorno prevedeva sei ore facile.

Ma sei ore non sono mai facili...

Tanto più se organizzi un percorso con oltre 2000mt di dislivello.

In assenza di Thomas e Alessio che sono andati ad un duathlon, rispondono alla chiamata Walter, Thor e Matteo, più la special guest Fabrizio, che a termine giro acquisirà il titolo di Panda ad honorem.

Partenza da Tivoli, prima tappa è la tanto agognata pizza bianca ad Orvinio.

La salità è lunga, ma l'andatura tranquilla e le forze ancora fresche ci portano su che neanche ce ne accorgiamo eeiusciamo a guadagnarci le nostre strisce di pizza proprio prima di un gruppo numerosissimo di motociclisti affamati.


Attraversiamo la bellissima vallata tra Orvinio e Vallinfreda e poi cominnciamo a scendere per Riofreddo ed Arsoli.

Da lì svoltiamo a sinistra e ci godiamo un'altra ascesa lunghissima verso Cervara.

La strada in pratica senza traffico ci permette di salire ancora una volta chiacchierando in tranquillità fino allo scollinamento per scendere a Subiaco, dove facciamo una sosta caffè + tozzetti.

Sulla strada di ritorno, decidiamo di prendere la deviazione per Canterano, ma a metà salita ci aspetta una spiacevole sorpresa: la strada è chiusa per lavori e per proseguire bisogna necessariamente passare attraverso Rocca Canterano, con una rampa oltre il 20%.

Matteo attacca la salita troppo allegramente e sarà costretto a mettere un piede a terra (una carta di rivalsa che potremo giocarci a nostro favore in altre situazioni), io non stacco il pedale ma la velocità è la stessa di Matteo che cammina, nonostante un cane ci insegua abbaiando.

Scavalchiamo anche questo passo, e per una quarantina di minuti finalmente abbiamo solo discese e piattoni.

Quando siamo a Tivoli però, invece di rientrare, propongo un'ultima deviazione: il passaggio sulla salita del Colle, di nuovo punti oltre il 20% percorrendo l'arrivo di tappa dell'ultimo Giro d'Italia femminile.

Daniele borbotta un "va bene", non me lo faccio ripetere dui volte e cominciamo ad arrampicarci.

Però il passaggio tra i vicoli silenziosi del centro storico, è una cicliegina finale sulla torta che ci voleva per chiudere in bellezza il giro.

Quasi in bellezza, perchè sulla strada di ritorno incontriamo il fenomeno del giorno, che ci insulta perchè non procediamo allineati (in un punto dove a lato la strada era sconnessa) e si ferma un paio di volte con la macchina anche per abbaiare (ma senza mordere...)

Insomma, un cojone.

Ah dimenticavo... per tornare a casa mia, punto di partenza e arrivo, c'è un ultima rampa di 300mt al 20% : questo sì che è chiudere in bellezza.

Caffè rigorosamente americano per (quasi) tutti ed un'altra bellissima giornata archiviata.

Piccola provocazione finale... ma delle pedalate con amici così, ma c'è davvero bisogno delle gare?

 


 

lunedì 19 ottobre 2020

8x8 Saracinesco 2020: il reportage completo

Non so se  perché è l'ultima in ordine di tempo o perché si è incatenata una serie di eventi, ma questa edizione della 8x8 è la più bella (e sono sicuro che la prossima sarà ancora meglio).

Tutto perfetto dalla compagnia al cima, dal primo minuto all'ultimo minuto.

Per la cronaca... pronti via e scatto di Nico Garofalo, ripreso subito da Luca Bertaccini.

Corsa parallela per un paio di chilometri e poi Luca allunga e arriverà solitario fino in cima.

Secondo Nico, nonostante un cambio che fa le bizze e non lo ha fatto rendere al meglio.

Terzo il giovanissimo Lorenzo, diciassettenne... e ho detto tutto!

Tra le donne vittoria di Angela "PinkLady", che dopo aver vinto la 8x8 virtuale su Zwift, doppia la vittoria nella 8x8 reale.

E poi ancora il blocco della Green Hill che ha voluto essere presente partendo da Roma, e gli amici ciclisti di Tivoli, che non mancano mai.

Menzione speciale per Francesco "Locomopica", che una volta arrivati in cima mi chiede quando scendiamo per fare la seconda salita... Aveva capito che 8x8 significava ripetere la salita 8 volte e visto che era venuto con questa intenzione, è rimasto davvero a farla 8 volte... tanta tanta stima!

E soprattutto il Team Panda, ma loro sono il mio cuore quindi menzionarli è quasi superfluo. 

Il mio enorme grazie a tutti i partecipanti che hanno onorato la 8x8 e di conseguenza mio compleanno, e  alla mia famiglia e Francesca che hanno supportato tutto l'evento con cibarie, logistica e foto.

L'unico rammarico è che sarà ricordata come la prima 8x8 senza polemiche o litigi, mi auguro che per la prossima edizione si possa mettere in scena un po' di casino! 

CLASSIFICA 

  1. Luca Bertaccini
  2. Nico Garofalo
  3. Lorenzo Caon
  4. Alessio Parisi
  5. Fabio Del Vescovo
  6. Stefano La Cara
  7. Francesco Pica
  8. Simone Proietti
  9. Matteo Vitulano
  10. Claudio Mottola
  11. Walter Cassese
  12. Thomas Del Duca
  13. Fabrizio Majerna
  14. Christian Gibbini
  15. Daniele Torriani
  16. Carlo Spalletti
  17. Emanuele Orati
  18. Massimo Bertaccini
  19. Giampietro Moscatelli
  20. Gabriele Baldi
  21. Roberto Polzelli
  22. Emiliano Innocenti
  23. Roberto Otti
  24. Fabrizio Terrinoni
  25. Valerio Della Bruna
  26. Massimiliano Leone
  27. Angela Di Prisco
ALBO D'ORO
  • 2020 Luca Bertaccini
  • 2015 Luca Bertaccini
  • 2014 Kaiser Jimbo
  • 2013 Emanuele Orsini
  • 2012 Marco Piccolino

giovedì 20 agosto 2020

Un gelato a Livata

Lo avevamo programmato già da qualche settimana.

Pedalata su a Monte Livata per gustarci un gelato della locale mieleria.

Presenti Strong, Alessio e Walter.

I primi 40km ondulati fino a Subiaco vanno via tranquilli chiacchierando, prima dell'attacco della salita allunghiamo un paio di chilometri per prenderci un po' di caffeina extra e ricaricare le borracce.

Ora non si scherza più.

Una dozzina di chilometri, i primi tre da morire, poi regolari, con una temperatura ottima: caldo accettabile per essere a metà agosto e salita tra i boschi.

Nel tratto più duro, Walter, che ormai pesa 35kg, allunga, poi seguo io e infine il povero Alessio che era venuto con la bici da crono non proprio adattissima a queste pendenze.

Dopo qualche chilometro però ricompattiamo il gruppo e decidiamo che salire insieme chiacchierando lenirà la fatica.

Così è: gli ultimi 5km passano in un baleno.

Arrivati in cima ci godiamo 10 minuti di pausa seduti ai tavolini per gustarci i meritati gelati, per poi proseguire a salire fino a Monna dell'Orsa per timbrare la nostra presenza con l'adesivo del Team Panda.

Attraversiamo campi di turisti avvolti di sbraciate tremende che minano le nostre papille gustative.

Anche se saliamo chiacchierando, quando in lontananza vediamo qualche gruppetto di pedalatori, non possiamo fare a meno di allungare l'andatura e superarli (simulando grande scioltezza e noncuranza mentre li sorpassiamo)

Ora ci aspettano 20km di discesa, prima quella lunga da Livata e Ienne, e poi ancora la via dei Monasteri che ci riporta fino a Subiaco.

Alla fontanella di Ienne, un vecchietto prima ci dice che dobbiamo pagare l'acqua, poi quando vede le mie pasticche di sali, fa la solita battuta "tutti bòni co' quelle".

Simpatie paesane.

Adesso arriva la parte più noiosa: gli ultimi 40km pianeggianti alle 2 di pomeriggio (e il caldo si comincia a far sentire) per tornare a casa.

Agli ultimi 10km, Alessio allunga e lo perdiamo di vista.

Dopo essersi staccato in salita sta cucinando la sua vendetta.

Arriva prima di noi e quando lo raggiungiamo al parcheggio lo troviamo così...

Oggi ha vinto lui!

lunedì 10 agosto 2020

Le domeniche di Agosto del Team Panda

 

Sono arrivati i nuovi completini da ciclismo del Team Panda e meritavano un piccolo evento speciale per la consegna.

E allora ci siamo inventati una domenica full-Panda.

Dopo esserci ritrovati al centro sportivo Empolum, abbiamo organizzato una pedalata di gruppo con i nuovi completini: giro lungo con passaggio a Bellegra, e giro corto per chi voleva rientrare prima con tappa a Subiaco.


Al seguito, le famiglie che si sono godute la mattinata in piscina.

Ad ora di pranzo comunque siamo rientrati tutti per mangiare insieme a bordo vasca.


Rapida digestione e poi una bella nuotata insieme...

...ma, quando hai tre corsie a disposizione, che fai non la organizza una bella gara a staffetta 2x50?

E poi ancora relax e merenda sul prato per chiudere in bellezza.

In realtà ci sarebbe stato il finale con una sessione di stretching a cura di Fisiokineasy con Alessio, ma una volta che li metti sdraiati sul lettino all'ombra degli alberi e con una birra in mano, valli a convincere tu a rialzarsi!



lunedì 27 luglio 2020

In bici intorno a Tagliacozzo


Sabato giornata di lungo in bici.
E corsa.
Il programma prevede la compagnia di Walter "Pescecane" e Daniele "Thor", con partenza da Tivoli, verso Tagliacozzo, dove ci agganceremo al mio amico e collega Gabriele "Sal" che ci farà scoprire qualche percorso poco battuto da quelle parti.
Saranno poco più di cinque ore di pedalata.
Dopo una mezzoretta metto al corrente Thor di quello che lo aspetta...
Ma Walter mi aveva detto che erano al massimo 4 ore!
Ancora ci casca a 'ste cazzate!
Tiburtina, svolta a sinistra per Arsoli, Carsoli e Pietrasecca.
Lì incontriamo Gabriele che ci organizza il giro turistico delle frazioni di Tagliacozzo.
Santo Stefano, Sante Marie ed altri piccoli paesi stupendi nascosti in mezzo ai boschi.
L'asfalto non è il massimo (e infatti in discesa mi salterà la scatolina con i sali) ma le salite sono belle e pedalibili e soprattutto non passa una macchina.
Dopo tre ore di pedalata decidiamo che è il caso di tornare indietro.
Salutiamo Gabriele e riprendiamo la strada di casa.
La pendenza adesso è a favore ma ormai sono le 13 passate e il caldo comincia a farsi sentire.
E infatti alle 14 in punto, in tipico orario corsa IronMan, lasciamo le bici per mezz'ora di corsa.
Ma alla fine è sempre così, puoi avere tutte le difficoltà, stanchezza o caldo, ma quando ti alleni in compagnia il tempo e la fatica sembrano avere livelli totalmente diversi.
Poi certo, quando sai che la sera andrai ad ingozzarti famelicamente ad un battesimo,   tutto è più facile...

lunedì 25 maggio 2020

La prima uscita dopo 3 mesi di umiliazioni su Zwift


Da quando tre mesi fa abbiamo cominciato a sfidarci nella Panda Race su Zwift, i miei amici si sono sempre divertiti a sconfiggermi sulle strade virtuali.
In particolare, dove le pendenze cominciavano ad aumentare, rimanevo sempre al gancio, surclassato dai pesi mosca, tutti (parecchio) più leggeri di me.
Ma sabato finalmente c'è stata l'occasione di pedalare nuovamente sulle strade reali, e ci siamo ritrovati con Walter, Alessio, Daniele e Matteo per il giro Tivoli-Canterano-Tivoli.

I primi 25km sono di pianura e pedaliamo ad andatura tranquilla.
Al bivio di Madonna della Pace giriamo a destra verso la salita di Canterano.
Qui si comincia a fare fatica e sfoggio la mia prima arma segreta.
Cedo ai ragazzi un dolce al cioccolato ripieno di rum... cominciamo a stordirli da subito!
Dopo due terzi della salita c'è un leggero scollinamento di un paio di chilometri, per poi affrontare l'ultima parte di salita.
Appena la strada scende perdo qualche metro per bere alla borraccia ma quando la strada ricomincia a salire mi accorgo che l'andatura degli altri è un po' imballata.
Ecco qui.
Dopo tre mesi ho finalmente l'occasione di vendicarmi.
Vado in progressione e vedo che gli altri cedono un po'.
La salita questo punto è corta e c'è poco spazio per fare la differenza ma forzo ancora.
In un tornante vedo che dietro di me non si vede nessuno...
...e mi scatta l'idea che mi ripagherà degli ultimi tre mesi.

Allungo fino allo scollinamento, appoggio la bici e mi sdraio per terra facendo finta di dormire.
E quando arrivano gli altri li accolgo dicendo
"visto che tardavate ad arrivare mi sono fatto un sonnellino!"

Tuttavia, so benissimo che come tutte le sfide, non ci sarà mai il capitolo finale, e infatti Alessio, ferito e minaccioso, mi avverte...
"Lo sai che questa cosa che ci hai fatto la pagherai, vero?"

Ok amici miei, stiamo a Maggio, abbiamo tutto il tempo per battagliare!

giovedì 19 settembre 2019

Suocere e ciclismo


Qualche mese fa ho fatto un brutto volo in bici.
La cosa peggiore non è stata il cambio della bici rotto (appena cambiato, tra l'altro), né la botta che ho preso e che mi ha azzoppato per un po'.
La cosa peggiore è stata che si è stracciato il completino da ciclismo del Team Panda.
Tenuto da parte per un po' (e non dite che anche voi non custodite oggetti ormai inservibili ai quali siete affezionati),l'altro giorno l'ho portato da mia suocera.
Prima mi ha chiesto cento dettagli su come lo volessi sistemato e in quali punti dovesse tirare e poi se l'è preso.
Ed ecco qui, stamattina mi preparo per la pedalata e trovo il completino come nuovo.
(Naturalmente secondo lei si poteva fare ancora meglio).
Comunque, 'sto regalo mi ha riempito di gioia!

Come ogni cosa, costruire è meglio di distruggere ed  unire è meglio di separare.
Questo vale per dei pezzi di lycra, ma anche per le persone che vi stanno intorno.

Evitate, anche per le attività sportive e negli allenamenti, persone preferiscono separare i pezzi, perché i pezzi più si allontano più si crea distanza, e la distanza porta ad inevitabili incomprensioni.
Finché state in tempo provate a ricucire, perché un vestito cucito nuovamente può sembrare nuovo, ma una serie di stracci, rimangono stracci.

Certo, se poi avete anche una suocera eccezionale allora è tutto più facile!

lunedì 5 agosto 2019

A cosa servono le cene di squadra?



Perché periodicamente si organizzano delle cene di squadra?
Per il piacere di mangiare una pizza insieme?
Sicuramente!
Per avere un'occasione di vedersi e chiacchierare anche al di fuori di gare o allenamenti?
Certo!
Approfittandone dell'appuntamento per fare una convocazione di un'assemblea?
Anche.
Per fare un po' di sano gossip del mondo del triathlon?
Perché no?
Ma il motivo principale è un altro.
Quando la squadra sceglie quale IronMan fare per il prossimo anno, e c'è qualcuno ancora non convinto o che tergiversa...
Si tende la trappola della pizza in compagnia e poi lo si obbliga a non alzarsi da tavola finché non ha completato la registrazione alla gara!








giovedì 3 gennaio 2019

Lettera aperta ai ragazzi che alleno (il rapporto coach-atleta)


L'inizio dell'anno è visto spesso come un punto di partenza per nuove idee, nuovi progetti o, più semplicemente, per riazzerare vecchi strascichi e ripartire con una tabula rasa.
Con i ragazzi che alleno abbiamo uno scambio quotidiano di idee, pareri, cazziate e risate.
E' questo che unisce una relazione.
Naturalmente c'è chiede consigli 24 volte al giorno e chi mi contatta una volta al mese, se va bene.
Chi mi telefono ogni settimana e chi alleno da 6 anni e non ho mai sentito al telefono.
Qual è la misura giusta?
Quanto è importante saper riconoscere i "tempi" di ogni persona?
Parlando con qualsiasi coach di alto livello, sentirete dire che non esistono allenamenti miracolosi, che potente inventarvi quello che volete, ma il vero salto di qualità con un atleta si costruisce attraverso quello che potete dare e quello che potete ricevere.
Rapporti umani, si chiamano.
E' vero che un coach mette tutto se stesso quando allena una persona, e di contro riceve tantissimo sul piatto delle emozioni.
Spesso trovare un allenatore teso il giorno di una gara del suo atleta, più dell'atleta stesso.
Però l'allenatore si trova  naturalmente in un "piedistallo" che, vuoi o non vuoi, gli consente di far notare errori e cazzate commessi dai suoi allenati.
Sotto questo punto di vista, si dà molto più di quanto si riceve.
E allora chiedo questo, per crescere ulteriormente come allenatore, vorrei che i miei ragazzi mi scrivessero, privatamente, cosa vorrebbero in più da me, cosa dà loro fastidio e in cosa potrei migliorare.
Va bene tutto, una mail, una telefonata o un messaggio su whatsapp.
Perché essendo più uniti possiamo essere più forti, allenatori ed atleti.
Perché le critiche funzionano solo quando servono ad unire, invece che a dividere.
Legàmi, si chiamano.

lunedì 19 novembre 2018

Dopo un esaltante 2018, per la stagione agonistica 2019... BE A PANDA!

 

' tato un vortice di emozioni questo primo anno "ufficiale" del Team Panda.
Riassumerlo in poche righe sarebbe oltre che riduttivo, anche inutile.
Qualsiasi squadra potrebbe vantarsi dei propri valori e dei rapporti all'interno della squadra, ma qui abbiamo qualcosa in più.
Si sente, si percepisce.
L'abbiamo sentita quando ci siamo incontrati durante il Challenge di Roma, dove chi faceva la gara lunga è venuto il giorno prima per incitare i partecipanti dello sprint e viceversa.
L'abbiamo sentita a Cervia, nell'esaltante weekend dell'IronMan, dove le strade erano piene di Panda-supporters.
E l'abbiamo sentita, soprattutto, durante l'indimenticabile trasferta a Calella, dove la partecipazione alla finale europea Triclub alla fine è stata "semplicemente" un'occasione per creare dei legami umani incredibili.
Per questo non vi stiamo chiedendo di tesserarvi con il Team Panda per 2019, ve lo stiamo solo suggerendo...
Uno di quei suggerimenti pronunciati a bassa voce, come un segreto, perché vorresti condividerlo solo con chi è in grado di apprezzare questi valori.

"Dai che ti aspettiamo!"  

martedì 22 maggio 2018

IronMan 70.3 Barcelona: quando il viaggio conta più della meta



Sabato sera sento mia moglie al telefono.
"Mai come questa volta non mi interessa della gara, è stata una trasferta bellissima, il Team Panda si è unito come non mai e mi basta solo questo".
Due giorni prima, nove panda si sono trovati a Roma con due furgoni.



Destinazione Calella, Barcellona.
Altrettanti ci raggiungeranno lì con l'aereo.
Una cosa che sa di gita post-liceo.
Devastante ma indimenticabile.
Alla partenza Ci sono anche Presidente e VicePresidente per benedire il nostro viaggio.
Alle 8 partiamo, dopo mezzora ci fermiamo, perchè abbiamo già fame.



Naturalmente non ci manca nulla, visto che ognuno ha portato qualcosa.
"Ve porto io a Barcellona" dice Carlo!
Arrivati a pisa si butta dietro e si ficca sotto la copertina a dormire.



Ci diamo tutti cambi alla guida ed il viaggio prosegue alla grande.
Verso le 4 di mattina (!) abbiamo appuntamento con Lollo a Savona, con i santi genitori che lo accompagnano all'autogrill in orari da lupi panda mannari.
Ma per il Team Panda si fa questo ed altro!
Entriamo in Francia accolti da 4 flash degli autovelox ci fanno quattro istantanee.
L'ultima dovrebbe essere con il dito che indichiamo l'obiettivo salutando, spero ci mandino la polaroid.
Magari gli lasceremo anche mezzo stipendio, ma i mondiali del 2006 li abbiamo vinti comunque noi.
La colazione in terra francese ce la godiamo con la crostata preparataci da Maria Pia.



Finalmente entriamo in Spagna giusto in tempo per marcare territorio.


Arrivati a Calella, giusto il tempo di sistemare bici e bagagli e poi si va subito a fare la registrazione ed entrare in clima TriClub


Piano piano arriva anche chi ha viaggiato "comodo"



Per mangiare non abbiamo problemi
Walter prepara il pranzo e Carlo il caffè.
Chi sta mejo de noi?





Il sabato è piuttosto intenso.
La mattina abbiamo appuntamento per un intervista per IronMan del nostro poliglotta Antonio.



Il tempo di tornare in albergo e farci un giretto in bici a visitare il faro di Calella.



Appena torniamo in albergo Carlo si blocca il collo facendosi la doccia.
Sì, non allenandosi o facendo movimenti particolari, facendosi semplicemente la doccia.
Per fortuna che abbiamo Lillo che con un paio di scrocchi lo mette a posto.



Il pomeriggio andiamo alla parata delle squadre Triclub.
Con bandierone Team Panda, bandiera italiana e altoparlante che spara l'inno di Mameli, sfiliamo orgogliosamente sul lungomare di Calella.


A fine sfilata restiamo al pasta party per cenare tutti insieme.
Nonostante fossimo prevenuti, la pasta non è neanche tanto male.



E niente, poi resta solo da gareggiare.
Ma questa è un'altra storia, che merita un racconto a parte.
Qui si parla di amicizia, di un gruppo di amici che si ritrovano casualmente a fine gara davanti ad un chiosco e pure se sei zozzo e sudato, non te le la fai una cerveza mas rapida?



Qui si parla di un legame che questa trasferta ha contribuito a solidificare, che ti permette di non temere di ripartire per Roma dopo la gara, pronto per sprarti altre 14 ore di auto, perchè sai che con questa compagnia il tempo volerà.


E che quando il viaggio è finito, un secondo dopo che ognuno ha preso la propria strada per casa, ti mancano già tutti.






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