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sabato 25 luglio 2026

Garmin acquisisce Training Peaks (e TrainHeroic): qualche coniderazione ed eventuali sviluppi

 
Il 22 luglio 2026 Garmin ha acquisito TrainingPeaks e TrainHeroic, portando dentro il proprio ecosistema due delle piattaforme più importanti per la programmazione dell’allenamento endurance e della forza. Circa 120 dipendenti entreranno nell’organico Garmin, mentre il valore economico dell’operazione non è stato comunicato.

A prima vista potrebbe sembrare la solita acquisizione tecnologica: Garmin produce gli strumenti che registrano l’allenamento e ora compra il software che permette di analizzarlo. In realtà l’operazione è molto più importante.

Garmin non ha acquistato soltanto dati, grafici e calendari.

Ha acquistato il punto nel quale un coach decide che cosa deve fare l’atleta, controlla come lo ha fatto e modifica ciò che dovrà fare successivamente.

La novità più importante emersa dopo l’annuncio iniziale riguarda il futuro degli utenti non Garmin.

Secondo quanto riferito dai rappresentanti delle aziende a Slowtwitch, TrainingPeaks e TrainHeroic continueranno, almeno nel futuro prevedibile, a operare come un’unità separata sotto il controllo Garmin, mantenendo un’impostazione indipendente dal marchio dei dispositivi e degli smart trainer utilizzati. Anche Lee Gerakos, responsabile di TrainingPeaks e TrainHeroic, ha assicurato ai clienti che TrainingPeaks continuerà a essere un ecosistema cross-platform.

Questo significa che non è prevista una chiusura immediata verso COROS, Polar, Suunto, Wahoo, Hammerhead, Apple o gli altri sistemi già collegati alla piattaforma.

Dirk Friel resterà inoltre coinvolto come consulente strategico e Lee Gerakos continuerà a guidare l’attività. È un segnale di continuità che riduce il rischio di un assorbimento frettoloso dentro Garmin Connect.

La rassicurazione è importante, ma contiene anche una formula da leggere con attenzione: “nel futuro prevedibile”.

Nessuno può dunque già sapere se tutte le integrazioni continueranno a ricevere, negli anni, lo stesso livello di sviluppo.

Garmin era già molto forte nel registrare ciò che accadeva all’atleta.

Possedeva dispositivi, Garmin Connect, gli algoritmi Firstbeat, Training Readiness, HRV Status, Body Battery, Training Effect, Garmin Coach, Tacx e numerosi strumenti per la valutazione del recupero.

Quello che mancava era un vero ambiente professionale nel quale un coach potesse programmare una stagione, gestire più atleti, distribuire allenamenti, controllare la compliance e interpretare l’evoluzione del carico.

Le testate specializzate hanno quindi interpretato l’operazione come un’espansione di Garmin dalla raccolta dei dati alla gestione dell’intero percorso dell’atleta. Garmin Rumors ha riassunto efficacemente la differenza: Firstbeat ha portato Garmin dentro la fisiologia registrata dal dispositivo; TrainingPeaks la porta dentro il lavoro del coach.

Un altro elemento interessante emerge dal linguaggio utilizzato da Garmin.

Nel comunicato non si parla principalmente di coaching automatico, ma di esperienze di coaching più autentiche e di collegamento tra atleti e allenatori professionisti. Cycling Weekly ha interpretato l’acquisizione come un voto di fiducia nel coaching umano in un mercato sempre più affollato da sistemi automatici e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

Questo non significa che Garmin rinuncerà all’AI. È molto più probabile che la utilizzi per automatizzare analisi preliminari, segnalare anomalie, riassumere i dati o suggerire modifiche.

Ma il patrimonio più importante di TrainingPeaks non è un algoritmo.

È costituito da anni di programmi elaborati da coach, allenamenti prescritti, risposte degli atleti, modifiche effettuate e risultati ottenuti. È un’enorme infrastruttura di coaching reale.

Per il coach competente può essere un vantaggio, per gli altri invece, il rischio di essere sostituito da funzioni automatiche aumenterà.

Il primo sviluppo atteso è una sincronizzazione molto più profonda tra Garmin e TrainingPeaks.

Il coach potrebbe avere nello stesso ambiente allenamenti programmati, file completati, sonno, HRV, stress, recupero, Training Readiness e altri indicatori raccolti dai dispositivi Garmin. Non è ancora stata annunciata una roadmap, ma l’integrazione tra dati fisiologici Garmin e pianificazione TrainingPeaks rappresenta la conseguenza tecnica più logica dell’operazione.

TrainHeroic può invece colmare uno dei limiti storici del coaching endurance: la gestione della forza. Video degli esercizi, serie, ripetizioni, carichi, progressioni e feedback potrebbero essere collegati in modo più efficace al calendario di nuoto, ciclismo e corsa.

C’è poi TrainingPeaks Virtual. La piattaforma indoor nata dall’acquisizione di indieVelo dispone già di allenamenti sincronizzati, eventi, gare, percorsi caricati tramite GPX e strumenti dedicati ai coach. Garmin possiede anche i rulli Tacx e la relativa applicazione. La convivenza futura tra i due ambienti non è stata spiegata, ma Cyclingnews considera TrainingPeaks Virtual uno degli asset che potrebbero beneficiare maggiormente delle risorse Garmin e diventare un concorrente più forte di Zwift e MyWhoosh.

C’è un dettaglio meno evidente ma strategicamente interessante.

TrainingPeaks indica tra i propri marchi registrati TSS, Training Stress Score, NP, Normalized Power, IF e Intensity Factor: termini utilizzati quotidianamente da coach, atleti, produttori di dispositivi e piattaforme di analisi.

Con l’acquisizione Garmin non controlla quindi soltanto una piattaforma, ma entra anche in possesso di una parte rilevante della proprietà intellettuale sulla quale è stato costruito il linguaggio moderno dell’allenamento con potenza.

Non significa che gli altri sistemi smetteranno di utilizzare queste metriche. Significa però che il principale produttore di dispositivi endurance diventa anche proprietario dell’azienda che ha registrato alcuni degli indicatori più diffusi del settore.

Il problema principale resta la neutralità.

TrainingPeaks è diventata centrale perché permette a un coach di seguire contemporaneamente atleti Garmin, COROS, Polar, Suunto, Wahoo o Apple. Ora il proprietario della piattaforma compete direttamente con molti di questi produttori.

Garmin non avrebbe alcun interesse immediato a chiudere TrainingPeaks agli altri dispositivi: ne ridurrebbe drasticamente il valore. Il rischio più realistico è più sottile.

Le integrazioni Garmin potrebbero diventare progressivamente più complete, veloci e ricche di dati, mentre quelle concorrenti resterebbero formalmente disponibili ma più limitate. Si creerebbero così utenti di prima e seconda fascia senza bisogno di chiudere alcun collegamento.

È la preoccupazione espressa soprattutto dalle piattaforme concorrenti indipendenti, che sottolineano come la pianificazione di un atleta venga ora affidata a una società che produce anche l’hardware utilizzato per registrarla. La loro posizione è chiaramente interessata, ma il problema strategico esiste.

Rimangono inoltre aperte le questioni economiche. Garmin non ha annunciato variazioni dei prezzi, modifiche agli account o integrazioni con Garmin Connect+. Non sappiamo se TrainingPeaks Premium, Virtual, TrainHeroic, Tacx e Connect+ resteranno abbonamenti separati o verranno riuniti in nuovi pacchetti.

Per quanto riguarda il mio punto di vista e probabili sviluppi, nel breve periodo vedo più opportunità che problemi: maggiori risorse, migliore sincronizzazione, possibile accesso ai dati Garmin, gestione della forza e crescita di TrainingPeaks Virtual.

Sarebbe però prudente conservare esternamente le librerie più importanti, esportare periodicamente i dati degli atleti e non far dipendere l’intero metodo di lavoro da una sola piattaforma.

Soprattutto, il coach deve smettere di presentare il proprio servizio come semplice compilazione di TrainingPeaks.

Il valore non è inserire una serie di allenamenti in un calendario. Il valore è interpretare i dati, comprendere il contesto, assumersi la responsabilità delle decisioni e costruire una relazione che nessun algoritmo può ridurre a un numero.

L’acquisizione è probabilmente positiva nel breve periodo.

Garmin può finalmente mettere in comunicazione hardware, fisiologia, pianificazione, forza, ciclismo indoor e coaching professionale. La conferma della continuità cross-platform riduce il rischio di conseguenze immediate per chi utilizza altri dispositivi.

Nel lungo periodo bisognerà però controllare tre elementi: neutralità delle integrazioni,  rapporto tra indicazioni del coach e raccomandazioni automatiche Garmin e, probabilmente quello che ci interessa di più, la politica degli abbonamenti.

Perchè in questi casi si cominci già a sentire puzza di incrementi... 


lunedì 29 maggio 2023

Cosa visualizzare sul GPS durante le frazioni ciclistiche del triathlon?


 Spesso un allenatore si focalizza su alcuni aspetti fondamentali dell'allenamento, dando per scontati altri elementi accessori, altrettanto importanti.

Il fatto è che dare per scontate alcune informazioni ai proprio atleti, è sempre un errore.

Ho notato che molti atleti che alleno, anche piuttosto esperti, non sfruttano al meglio in gara alcuni dati che potrebbero esser loro di enorme ausilio.

Lo sapete, non sono un fanatico dell'utilizzio massivo dei dati (per dirla eufemisticamente), ma una volta che li abbiamo usiamoli al meglio.

A cosa serve nella frazione ciclistica avere sul display del nostro gps la visualizzazione della quota, della pendenza, o dell'orario a cui tramonta il sole, mentre stiamo affrontando il nostro IronMan?

Ecco allora i dati che ritengo indispensabili da visualizzare, o comunque quelli che consiglio in questo tipo di gare ai miei atleti, in ordine di importanza:

1) Tempo del lap-frazione (visto che facciamo una gara contro il tempo, bisogna sempre avere un'idea chiara di quanto stiamo impiegando)

2) Chilometri percorsi (dovremmo pur sapere quanta  strada abbiamo fatto!)

3) Cadenza (per la mia metodologia di allenamento e prestazione in gara, un valore assolutamente fondamentale)

4) Erogazione dei watt sui 3s (la base del misuratore di potenza, si utilizza sui 3 secondi perchè quella immediata sarebbe troppo variabile)

5) Potenza media normalizzata sul lap (probabilmente il valore più importante da considerare nelle gare su lunga distanza, soprattutto quelle senza troppo dislivello)

6) Potenza media sul lap (non normalizzata, valore più utile da osservare sulle gare con dislivello)

7) Velocità (in realtà è un dato non particolarmente utile, e spesso anche rischioso per chi non utilizza un miosuratore di potenza, ma comunque è sempre utile averlo come riferimento)

8) Frequenza cardiaca (per quanto mi riguarda un dato del quale possiamo fare a meno, ma se avete settato il display con 8 campi - o due settori da 4 campi ciascuno, tanto vale inserire anche la fcz)

E per favore, adesso non venite a dirmi che sarebbe utile inserire anche la percentuale di ripartizione di potenza tra pedale destro e pedale sinistro...


giovedì 7 marzo 2019

Ok, niente tecnologia... tranne quando nuoto!


Vabbè, ormai lo sapete quanto sia contrario alla tecnologia nel triathlon.
C'ho scritto post e post sul mio "E.M.O. training".
Ma nel nuoto no, nel nuoto non posso assolutamente rinunciare al mio orologio.
Perché?
Voi cosa fate quando nuotate?
Io di solito, nell'ordine:
  • canto
  • penso a cosa mi mangio quando finirò l'allenamento
  • penso alla prossima serie da vedere
  • se c'è qualche evento sportivo imminente penso a chi potrebbe vincere
Risultato?
Dopo 75mt ho già perso il conto di quante vasche ho fatto.
Figuratevi se devo fare un 800!
Ma voi, come cazzo fate?!?!?!

lunedì 30 luglio 2018

Il buco nero degli allenamenti non sincronizzati


In questi giorni si è sentito molto parlare dell'eclissi lunare.
Tutti contenti, con il naso all'insù, ad osservare quella palla arancione oscurarsi.
C'è però un altro fenomeno astronomico un po' meno gioioso.
Anzi, per molti è una vera e propria disperazione.

Avete appena fatto l'allenamento perfetto.
magari proprio quello che odiate e non vi riesce mai.
Un 3x2000 girato 5" meglio delle vostre aspettative.
Una salita a tutta che sicuramente vi avrebbe fatto ottenere un kom...
O peggio ancora, un personal best in gara!

Salvate immediatamente la prova sul vostro gps da polso e andate a sincronizzare l'allenamento sul portale di riferimento.
Non vedete l'ora di vedere quanti KOM avete ottenuto, quanto distacco avete dato sul vostro rivale nel segmento nel quale vi sfidate in continuazione ma...

Niente, non succede niente!
Eppure sembrava tutto salvato regolarmente.
Cominciate a sudare freddo, perché capite quello che sta per succedere.

Non potrete vantarvi di quei 6km a nuoto.
Non potrete condividere la foto con gli esaltanti dati di Strava .
Nessun badge!
Nessun Kom!
Il vostro allenamento è astato risucchiato nel BUCO NERO DEGLI ALLENAMENTI NON SICRONIZZATI e, mi dispiace per voi...
...ma quell'allenamento SARA' MAI ESISTITO!


mercoledì 25 ottobre 2017

Gli occultatori di allenamenti (spionaggio e controspionaggio nel triathlon)



Strano mondo quello di Strava e della condivisione degli allenamenti in generale.
Oltre l'aspetto maniacale dei KOM, già trattato in varie occasioni, c'è anche quello di spizzare gli allenamenti degli altri.
Io sto correndo a 4'00", ma tizio sta correndo a 3'50", devo assolutamente fare meglio!
Magari tizio sta preparando una 5km e voi una maratona, ma questa è un'altra storia.
Naturalmente come ogni azione di intelligence, il piano prevede  un'adeguata risposta di controspionaggio.
Ci sono vari metodi, in base allo scopo prefissato.

Se l'obiettivo è far sembrare che siamo più forti del previsto, le tattiche da adottare sono queste:

  • Non registrare il riscaldamento, che rallenta solo la media finale
  • Stoppare il gps ad ogni recupero, senza usare il lap. In questo modo la media finale sarà solo quella effettiva di tutte le ripetute.
  • Se si va in bici disabilitare la pausa automatica, in caso di soste a fontanelle.
  • Nuotare in vasca più piccola della classica 25 (a questo non ci avevate pensato eh, principianti!)
  • Prestare il gps ad un amico più veloce oppure eseguire un segmento ciclistico in auto invece non rientrano in questa categoria, perché l'occultatore di allenamenti ha comunque una suo senso della morale.
Se invece l'obiettivo è sembrare più scarsi di quello che siamo, per far tranquillizzare i rivali, che  potrebbero accontentarsi dei loro ritmi senza necessità di migliorarli, le azioni saranno più o meno quelle contrarie:
  • Registrare anche lo stretching
  • Non stoppare il gps neanche quando ci infrattiamo per fare pipì
  • Scordare di terminare la sessione di allenamento.
  • Eseguire un allenamento di ripetute senza "lappare", in modo che se avrete eseguito 10x1000 a 3'00 ed un recupero a 6'00, agli occhi degli impiccioni risulterà un normale allenamento a 4'30".
Se queste sono tuttavia modalità per dissimulare il reale allenamento, c'è la via del controspionaggio estremo.
Il protocollo "Langley".
L'occultamento degli allenamenti.
Mi registro ad una piattaforma di condivisione allenamenti per poter vedere gli altri, ma rendo secretati i miei.
Metodo suggerito spesso anche dai propri allenatori, gelosi di non divulgare il propri allenamenti super performanti.

Oppure potete fare come me, ovvero l'esatto contrario.
Il protocollo "Alberto Angela": divulgare come se non ci fosse un domani.
Non seguire nessuno, che tanto non ve ne frega un cazzo degli altri, e lasciare i vostri allenamenti visibili a tutti.
Che a farsi i cazzi propri, dicitur, ci si allena cent'anni.

giovedì 10 settembre 2015

Sembrerebbe fatto apposta


Già in passato avevo svelato qualche trucco da usare con la propria moglie quando ci arriva il momento irrefrenabile di comprare una nuova bicicletta.
Sono strategie bieche e meschine ma assolutamente efficienti.
Dopo le mie disavventure capitate durante uno dei miei ultimi allenamenti multipli, tutti hanno cominciato a consolarmi, ma stranamente, a nessuno è venuto in mente la pianificazione a lungo termine di nuovi acquisti all'orizzonte.
Eppure, la rottura nello stesso giorno di iPhone e Garmin avrebbe potuto far insospettire qualche maligno.
E invece, senza bisogno di organizzare alcuna tecnica, vostra moglie, che già aveva notato un orologetto multisport al polso di Daniel Fontana (aveva notato l'orologio eh), ti riporta a casa un pacchetto con questa sorpresa...
Se non l'avessi sposata sarebbe da sposare immediatamente.

Ah, e la foto al Garmin l'ho fatta con il mio nuovo iPhone...


giovedì 23 maggio 2013

Garmin Point a Trevignano


 
L'anno scorso, durante il Triathlon Sprint di Trevignano, Giorgio "the bridge" nella frazione di nuoto ha perso il suo fedele GPS da polso nelle fredde acque dolci lacustri.
 
Quest'anno, il prode Giuliano, ha pensato bene di ripetere  l'insano gesto.
 
Se qualcuno scandaglia il lago mi sa tanto che ci apre un negozio di triathlon...
 
 

mercoledì 21 luglio 2010

Allenamento "a sensazioni" (-10)

Il mio Garmin dà problemi. Quando torno da un allenamento sudato, anche il Garmin è particolarmente bagnato. I sensori non fanno contatto, quindi:
1) non riesco a scaricare la corsa
2) non riesco a caricare il Garmin

E infatti, ieri, non si era caricato abbastanza. Dopo 5 minuti di corsa leggo la fatidica frase "batteria scarica" e, senza lasciarmi qualche minuto di speranza, il display si spegne.

Vabbè poco male, si corre a sensazioni (che, si dice, a volte è pure un bene)
Le sensazioni sono buone, corro più o meno 10km e mezzo in 55 minuti (la media è altina, più di 5' a chilometro, ma alternavo tratti veloci ad altri in recupero).

Per domani, a lavoro fino a tardi, niente allenamento, speriamo che per venerdì il sudore sul Garmin si sia asciugato.

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