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lunedì 2 luglio 2018

Il mio Triathlon Olimpico di Vico 2018 [tanta fatica tanta gioia]


Quando una gara l'hai fatta tante volte da conoscere ogni centimetro, è logico provare a pensare qualche tattica da mettere in atto.
Tattiche che, puntualmente, vengono stravolte dopo un metro di gara.

Il fatto è che riesco ad uscire dall'acqua con un gruppetto che di solito mi esce davanti, cercando di fare i salti mortali per rientrare in bici.
E invece stavolta mi ritrovo già con quel gruppo.
Mica male!



Nella mia testa c'era l'idea di gestire i primi due (di quattro) giri di bici.
Il percorso di Vico, per essere una gara di triathlon, è piuttosto duro, con una salita non lunga ma che spezza il ritmo e soprattutto le gambe ogni volta che si affronta.



 
Che poi neanche a dire che il resto del percorso si controlla.
Niente, è un forcing continuo, per tutti i 40km di bici non c'è un attimo di rilassamento.
Dopo i primi assestamenti, nel gruppo restiamo in 6-7, ed ognuno ha i suoi motivi per tirare.
Il mio motivo sono i miei rivali di categoria, che vedo un po' attardati nei gruppi dietro al mio.
Alla fine restiamo solo in due a tirare, ma le energie rimaste sono poche per tutte e ognuno tira fuori quello che rimane.


Quando comincio a correre la fatica della bici si fa sentire tutta.
Ma stavolta non posso cedere come a Pescara.
Qui ho un discreto vantaggio su Ricky e Gianluca, miei rivali di categoria, e non è una buona notizia.
Non lo è perché loro sono più veloci di me nella corsa, e so già che mi aspetteranno 10km di sofferenza provando a resistere ai loro attacchi.
Quando li incrocio vedo che hanno un passo più brillante del mio.
Dopo il primo giro il mio vantaggio si è ridotto di un bel po'.
Gianluca sta volando, ma è ancora lontano, Ricky invece si avvicina sempre di più.
Certo, sicuramente mi sfuggiranno altri che non conosco della mia stessa categoria, ma se sto davanti a loro sicuramente significa che sto facendo una bella gara!


Ricky è eccezionale, nonostante sto davanti e mi sta recuperando, ogni volta che lo incrocio mi incita a spingere di più!
Comincio la salita dell'ultimo giro di corsa.
La stanchezza ormai è tanta ma al giro di boa capisci che ce la posso fare.
In discesa allungo il passo e mi godo l'arrivo.
Sono terzo di categoria.
E venticinquesimo assoluto.
Tanta tanta soddisfazione.
Solitamente la testa ti aiuta quando sei in rimonta sugli avversari.
Quando si trattava di resistere agli attacchi ho sempre mollato dopo un po'.
Ma non stavolta.
Stavolta c'è stata la voglia di soffrire fino all'ultimo metro.
La fatica è sempre enorme, ma quando la gioia è altrettanto enorme sai che ne è valsa la pena!

 
 

 

martedì 23 maggio 2017

Il mio Triathlon Olimpico di Vico 2017




Mi mancavano un po' le gare. Quest'anno, e siamo a Maggio inoltrato, ancora non ho fatto nè gare di triathlon nè podistiche.
Insomma, la voglia di testarmi era parecchia.
Dopo dieci giorni di caldo, naturalmente il giorno della gara si presenta una bella aria frizzantina ed un vento che smuove parecchio il lago.
Decido di non fare il riscaldamento in acqua ed entrare "a freddo".
Non so se sarà stato questoProprio per quersto, quando esco dalla T1 e mi ritrovo a pedalare con Manzik però non capisco bene come sto posizionato.
Vedo gente che mi esce solitamente davanti che pedala  dietro.
Visto che mi sento bene, sulla prima salita allungo sul mio gruppetto.
Con il senno di poi, è una bella cazzata.
Mi faccio praticamente due giri da solo.
Ne ero consapevo che avrei consumato parecchie energie, ma in quel momento mi stava bene così, avevo voglia di faticare.
Quando mi raggiunge il solito treno di Rogerio, sono già un po' stanco, tengo fino in cima alla salita ma trainato al gancio, e infatti in discesa se ne vanno.
Mi riprende un altro gruppo e riesco quindi a fare gli ultimi 15km in tranquillità, gestendo le energie.
Per capire quanto sono veloce in zona cambio, considerate che Manzik, entrato in T2 dopo di me, ha cominciato a correre mentre io stavo ancora mettendomi il cappello da panda.
Sì, perchè con il nuovo body del Team Panda dovevo assolutamente rispolverare il cappellino.
Chi conosce questa gara sa quanto sia duro il percorso podistico.
Un chilometro e mezzo in salita (anche dura) e un chilometro e mezzo in discesa.
Difficile impostare un ritmo costante.
Nonostante questo sia io che gli altri ragazzi del Team Panda (Manzik, SanCarlo, Mao e Silvia "Norvasc") li vedo correre bene.
Il primo giro sto un po' incordato, al secondo mi sciolgo e riprendo Manzik,  al terzo spingo anche bene.
Insomma, se volevo testarmi in vista di pescara, diciamo che di risposte positive ne ho avute parecchie.
E poi c'è stato il dopo gara, con Maria Pia, che prepara sul posto mojito per tutti.
Non osa pensare all'arrivo di Pescara con cosa ci attenderà!


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