Visualizzazione post con etichetta road to Maastricht. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta road to Maastricht. Mostra tutti i post

giovedì 25 agosto 2016

Perché mi sono innamorato di Maastricht




Le aspettative non erano il massimo.
Nella mia testa Maastricht era un posto freddo conosciuto solo per il trattato.
La scelta della gara, come sapete, era ricaduta solo perché era una delle poche rimaste ancora aperte.
Ma le cose sono andate diversamente da come mi aspettavo (sì, in effetti anche la gara, ma quella è un'altra storia).
Ho solamente emozioni fortissime e ricordi indelebili di Maastricht.
E me ne sono innamorato.
Perché dal momento in cui abbiamo messo piede in Olanda siamo stati accolti da una gentilezza e disponibilità inaspettati.
Perché dalla finestra dell'hotel si vedeva la finishline.



Perché il nostro punto fisso l'AlleyCat Bikes & Coffee, un locale dove preparavano ottimi dolci, servivano ottimo caffè e sistemavano le bici (rimontandoci le nostre).





Per la pasta scotta e sciapa, giusto per ricordarti che è tutto bello, ma non stai in Italia.
Per il bicchiere d'acqua pagato 2€ all'IronMan village.
Per Lucky Berlage, che è venuto LUI a salutare ME prima della partenza.
Per quel cartoccio di pasta gustato al tavolino con Marco subito dopo l'arrivo, le penne più buone della mia vita.



Per l'albergo, raggiunto in due minuti dopo l'arrivo.
Per i 17 km che Alessia ha percorso per me avanti e indietro per Maastricht il giorno della mia gara.
Per Chris, che ha immortalato sulla mia pelle tutti questi ricordi.



Per il metro di costelette, l'ultima mangiata di carne prima di tornare ad un'alimentazione vegetariana.

Per il viaggio in treno verso l'aeroporto (che meriterà un racconto a parte...)
Per la cheescake di Starbucks all'aeroporto.
Per la compagnia di Marco e Ilaria, con i quali condivideremo ancora tante gare.
Perché dentro di te sai che durante quel viaggio hai capito tante cose e sei cresciuto un altro po'.
Perché quando rimetti piede in Italia e cominci a trovare un motivo per tornare in un paesetto al confine tra l'Olanda e il Belgio, significa che quella terra ti è entrata nel cuore.
E una volta dentro, non può più uscirne.



 

 

 



 

 

 

 

mercoledì 3 agosto 2016

IronMan Maastricht 2016 - Un viaggio lungo 226km




Ho spesso parlato di viaggio, parlando di questa gara, dall'idea di farla alla preparazione, dalla partenza all'arrivo.
Sì, l'arrivo.
Quel traguardo che in alcuni momenti sembra così vicino che puoi toccarlo, in altri così invisibile che vorresti fermarti ed abbandonare tutto.
Anche se sai che non lo farai mai.
E' stata la gara più dura che abbia fatto, ma come spesso succede in questi casi, la più bella.
Uno di quei viaggi, appunto, dove non cambieresti nulla, dalla compagnia di Piastrella e Ilaria al bicchiere (sì, bicchiere) di acqua naturale pagato 2,50€.
Le "buone vibrazioni" si sono percepite appena messo piede in Olanda.
Empatia con il posto, empatia con le persone.
Ma questo meriterà un racconto a parte, il viaggio che voglio raccontare ora è quello un po' più breve, ma comunque di 226km.

Il primo metro è una bracciata nella Mosa, il fiume che taglia Maastricht.
Io e Marco decidiamo di partire insieme, ma alla fine ci perdiamo nel piccolo passaggio per arrivare alla partenza.
Anche se toglie spettacolarizzazione all'evento - la mass start ha un bell'effetto scenico - la rolling start mi piace perche ti permette partendo uno alla volta di prendere subito il tuo ritmo.
In questo caso però le operazioni sono particolarmente lente e si perde un po' troppo tempo.
Comunque, sarà l'unica parte facile della gara.
Nuotare su un canale senza possibilità di sbagliare direzione e con le acque calme sicuramente è la condizione più semplice per affrontare la prima frazione.
I primi 1600mt sono controcorrente, ma sono quelli dove ancora hai tutte le energie e non senti fatica.
Uscita  dall'acqua per un breve passaggio su un'isoletta, il tempo non è eccezionale ma sono consapevole che al ritorno la corrente sarà a favore.
E così sarà.
Il beep che avevo messo sull'orologio ad ogni 500mt sembra suonare molto più velocemente ed in 1h03' termino la prima fatica.
1'42" di passo, in linea con quello che mi aspettavo.
Breve sosta al bagno e si comincia a pedalare.

I primi chilometri sono una bellezza.
Piatti ed asfalto perfetto.
Mi passano in tanti, ma l'imperativo per il primo quarto di gara è stare tranquillo e tenere il cuore basso.
Comunque, il pezzo facile dura meno di 10km, poi si comincia a ballare.
Credetemi, non c'era un singolo chilometro in pianura o dritto.
Tutto saliscendi e curve a gomito in continuazione.
Un incubo?
Se vuoi fare il tempo probabilmente, se invece sei capace di assorbire il bello di ogni cosa è uno spettacolo.
Deliziosi paesaggi tra la regione di Limburgo e le Fiandre (sì, perchè attraverseremo anche il Belgio), incitamente ad ogni paesetto e tanto verde.
Certo, non solo.
Anche pezzi di strada cementata, rampe con pendenze assurde costruite per l'occasione per scavalcare qualche via principale e tratti in pavè.
Percorso perfetto per una granfondo nordica (molti passaggi combaciavano con la Amstel Gold Race), poco ideale per un Ironman.
Ma sti cazzi.
Sono qui per divertirmi e mi sto divertendo.
Sono qui per vivere ogni emozione, non per una medaglia.
Vabbè questa è una cazzata, sono qui anche per la medaglia, porca puttana!
Quando comincia a piovere e le strade si infangano, e gli occhiai si appannano, e i passaggi nei boschi si rabbuiano, e i freni in carbonio non frenano, e il pavè ti scivola da sotto le ruote, invece di preoccuparmi, mi si stampa un sorriso in faccia.
Sto bene.
E sono felice.
Certo, dopo 180km di battaglia (182 per la precisione) a 30km di media (30.3 per la precisione) e bisogna cominciare a correre, sto un po' meno bene.

Che poi in realtà non ho dolori e non corro neanche male, ma arriva una crisi di testa.
Non vedevo l'ora di cominciare a correre ma 42km ora sembrano un'eternità.
Dopo due chilometri c'è subito una salita spaccagambe.
C'è già gente che cammina.
Ancora una volta, impensabile fare andature veloci ma questi cambi di ritmo a me piacciono, aiutano a spezzare la monotonia.
Anche di corsa non c'è un metro in pianura, ma neanche un metro dove sei solo.
Trovi incitamento dal pubblico in continuazione.
Uno spettacolo.
Si scende di nuovo e si sale di nuovo, prima in città, poi nel parco e poi ancora in città.
Sui sanpietrini.
Di nuovo.
Al secondo passaggio Alessia mi dice che tutti ma proprio tutti gli amici mi stanno incitando con il loro #1km4strong.
Prima botta di commozione.
Non poteva esserci una botta motivazionale migliore di questa.
Ho scritto i loro nomi sulle braccia portandoli dietro con me e loro mi stanno ripagando come meglio non avrebbero potuto.

Anche il secondo giro va bene.
Poi, naturalmente arriva il conto.
Dopo nove ore di gara puoi aspettartelo da un momento all'altro.
La crisi ora non è di testa ma proprio fisica.
Ogni salita diventa l'Everest, in discesa ogni muscolo urla e sui sanpietrini sento le ossa scricchiolare.
Quando incrocio Alessia le rapporto il mio bollettino di guerra.
Ho le ginocchia a pezzi e sono stanchissimo.
Incrocio di nuovo Alessia che taglia da un vicolo all'altro per seguirmi, mi prendo gli incitamenti di Ilaria e di Aurelie e scambio un sorriso abbozzato con Fabio, sfortunato anche oggi.
Ma la crisi non passa.
Quando stai in fondo al pozzo però, la motivazione dove meno te l'aspetti.
La mia l'ho trovata in un ragazzo subito dopo il passaggio davanti l'arrivo.
Proprio mentre sto passando tira fuori un cartello di cartone con scritto "Be Iron", mi sorride ed alza il pollice.
Niente di che, ma basta per rasserenarmi.
E giù lacrime.
Ormai manca un solo giro.
Solo 11km.
Qui la sofferenza finisce.
Entro in modalità "pilota automatico" abbasso il livello di sofferenza e cerco di godermi ogni singolo metro, per l'ultima volta, questa volta.
Sono io ad incitare la folla ai miei passaggi e tutti rispondono urlando.
E' la mia passerella.
Al 41°km riprendo un ragazzo che aveva corso con me i primi 5km e poi aveva accelerato.
Ammazza come corre bene, avevo pensato.
Ma il conto non sai mai quando arriva.
Gioia, tristezza, euforia e sconforto si alternano senza criterio in questo gioco lungo, almeno per me undici ore e trentaquattro minuti.
Davanti l'arrivo trovo Alessia tra la folla e la bacio.
Non ho mai camminato durante questi 42km finali, ma questi ultimi 100mt me li faccio al passo, per godermeli tutti.
Metto le mani intorno alle orecchie per incitare il pubblico ad urlare.
Rispondo con un applauso.
Quando passo sotto il traguardo le braccia sono alzate.
Sono un Ironman per la terza volta.
La più dura.
La più bella.

Perché credetemi, in ogni gara che ho fatto, di ogni sport, di ogni lunghezza, il risultato è l'ultima cosa che ricordo.
Quello che resta sono le sensazioni, i volti, i colori, i sorrisi, le lacrime.
Quelle che una volta mi sforzavo di trattenere.
Quelle che ora lascio scorrere quando mi emoziono.


mercoledì 27 luglio 2016

Road to Maastricht: la benedizione finale

(lasciate la musica in sottofondo mentre leggete, per favore)

E' stato un anno lungo e difficile
La strada per Maastricht
Come tutte le strade ha le sue salite e le sue discese
Come tutti i percorsi si prende e si perde
Si smarrisce e si ritrova
Ho perso uomini a cui volevo bene
Ma ho visto la luce di nuove vite
Ho smarrito per strada qualche nuovo amico
Ma ne ho ritrovati vecchi che anche se non li vedi ci sono sempre
Tutto ti segna e tutto ti fortifica
Sono comunque riuscito a prepararmi bene
Perlomeno come avrei voluto
Adesso sono in quella fase in cui aspetti solo la gara
Quando con un colpo di spugna cancelli tutto quello che c'era prima
Adesso ci sono solo io e 226km di fronte
Numeri che hanno significati e numeri che non contano niente
Come le ore che impiegherò per percorrerli
Uscite dalla gabbia del tempo
Non lasciate che un orologio possa determinare il grado della vostra felicità
Seguite i vostri obiettivi e vivete i vostri sogni
Ma non siatene schiavi
Qualcuno potrà dirvi che una gara non è la vita
Qualcuno potrà dirvi che non è importante
Che non siete eroi
Ma chi ha sempre il sorriso
Chi ha la luce della serenità
Non ha bisogno di essere eroe
Perché quell'isola
Sì, avete capito bene, K...uell'isola
Può stare molto più vicino di quanto pensiate
Ma se non sapete trovarla dentro di voi
Non la troverete neanche dall'altra parte dell'oceano
Io l'ho trovata, e sebbene piccola, c'è spazio per un sacco di gente
E ho braccia abbastanza larghe per abbracciarvi tutti
Se vi va, accompagnatemi lungo questa strada
Un po' di compagnia mi farà bene
Che Dio mi benedica
Che Dio benedica i miei passi


venerdì 15 luglio 2016

Quali scarpe per il mio prossimo IronMan? [Brooks Connect 4 vs Skechers GoRun 4]



Niente, non riesco a decidere.
Mi trovo benissimo con entrambe, provate tutte e due in gare e simulazioni di combinati ma  il dubbio rimane.
Ho pensato di andare sul colore più abbinato al body, ma anche se sono spesso offuscato dall'estetica, non posso arrivare a tanto per la Maratona finale.
A 'sto punto meglio tirare a sorte.
Brooks Connect 4 o Skechers GoRun 4.
Voi che ne dite?

lunedì 11 luglio 2016

[Un chilometro per Strong] - Corri un chilometro con me nell'IronMan diMaastricht


Un chilometro per Strong.
Un chilometro per "farmi compagnia" nel giorno più lungo dell'anno (per me, naturalmente).
Il 31 luglio, come molti di voi sapranno, gareggerò a Maastricht nel mio terzo IronMan full distance.
In uno dei miei tanti lunghi di corsa, mi è venuto in mente che sarebbe un bel sollievo aver un amico a fianco per ogni chilometro della maratona finale.
E allora, anche se virtualmente, perché non avervi davvero vicino con me?
L'idea è questa.
Il giorno 31 luglio, non prima né dopo, chiunque voglia accompagnarmi nella mia fatica finale, può infilarsi le scarpette e correre  un chilometro.
Sì, mi accontento anche di una camminata veloce!
Naturalmente dovete "certificare" il vostro impegno...
Postate su Facebook, Instagram, Strava o qualsiasi altra piattaforma, anche sulla mia bacheca se volete, una foto con l'hashtag #1km4strong
Facile no?
Di più, ognuno può scegliere in quale "chilometro virtuale" accompagnarmi.
Qui sotto aggiornerò le pietre miliari in base quelle che mi direte.
Sarà mio impegno ricordarli tutti a memoria in ordine per pensarvi e sentirvi chilometro dopo chilometro.
Daje, spero di non restare da solo neanche per un metro!

1° - Vinz
2° - Davide Pat.
3° - River

5° - Emanuele

7° - Mannù

9° - Domenico
10° - Lollo
11° - David
12°
13° - Dado
14° - Carlo
15°
16°
17° - Kevin
18° - Lorenzo
19°
20° - Margherita
21° - Emilianochi?
22° - Erba Buona
23° - Camoscio
24° - Lello
25°
26°
27°
28° - Lepre
29° - Sasà
30° - Viviana
31° - Manzik
32° - Alessio
33° - Fedex
34° - LG
35° - Cabra da peste
36° - Gennaro
37° - Claudio
38° - Pallino
39° - Bernardo
40° - Shorty
41° - Master
42° - Strong (questo è tutto mio)







lunedì 21 marzo 2016

Che ne dice mia madre: Road to Maastricht 2016


 
"Come è andata la Roma-Ostia?"
"Una bella faticaccia..."
"...ma se hai faticato per 21km come pensi di finire l'IronMan?"
 
 
 
CHE NE DICE MIA MADRE...
 
 

lunedì 4 gennaio 2016

Road to Maastricht 2016: Genesi di una decisione

Prima era Civitavecchia.
Oh me raccomando, tutti a Civitavecchia!
Poi dice che Civitavecchia non si fa più.
E mo che famo che so' tutte sold out?
Vabbè, è rimasta aperta Barcellona, che è piatta, si fa scia e ti esce il tempone da vantarsi su facebook.
No, cazzo, nel frattempo ha chiuso pure Barcellona.
Vabbè e mo?
Lanzarote è troppo dura, Nizza troppo vicina a Pescara, a Maastricht Rosario l'anno scorso si è quasi ammazzato, Bolton fa schifo, Zurigo troppo cara, Mallorca troppo avanti nel tempo, Vichy...Vichy perchè no?
E allora ammorbo mia moglie su dove andare e dove non andare.
Ste, a me va bene tutto.
E allora senti gli amici... e chi già si è iscritto e chi se non è Civitavecchia allora quest'anno niente, e Giorgio che si prende l'anno sabbatico, e a Luca fa male ancora il ginocchio e il tendine.
Ok, si decide insieme a Piastrella.
Andiamo a Nizza, dice lui.
No, troppo presto, andimo a Vichy, dico io.
No, troppo tardi.
Vabbè, in pratica ne rimane una.
Maastricht.
Si va a Maastricht.
Sì ma iscriviti prima tu perchè finchè non lo fai non ci credo.
Ok, andiamo dallo sponsor.
Non vi fate strane idee, mio padre...
Ecco, ora ci credi?

Commenti

Related Posts with Thumbnails