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venerdì 16 settembre 2016

Alimentazione vegetariana e sport di endurance... STEFANOLACARAVEG 2.0.


C'ho già provato qualche anno fa.
Ma non sapevo che significasse eliminare alimenti animali dalla mia dieta.
Ho fatto tutto inconsapevolmente, solo per motivazioni etiche.
Poi ho smesso, soprattutto per difficoltà di gestione.
In questi anni sono diventato più consapevole sull'alimentazione in generale.
Potrei annoiarvi con discorsi moralisti o con  riferimenti salutisti, ma non mi va, perché sarei io il primo ad annoiarmi.
E poi tanto chi mangia carne resta della propria idea e chi non la mangia fa altrettanto.
Né tantomeno lo scopo di questo post è invogliarvi a seguire la mia scelta.
Lo sapete di cosa parla questo blog, dei miei racconti sportivi e questa è una nuova storia che voglio raccontarvi.
Tolgo alimenti animali perché mi va e perché mi fa stare meglio.
Di testa sicuramente, in relazione alle mie prestazioni atletiche non so.
Vi farò sapere.
Cercando riferimenti di sportivi in rete, soprattutto su siti italiani, ci sono i soliti riferimenti attualissimi...
Carl Lewis, Edwin Moses, Martina Navratilova, roba da Superga ai piedi e racchette di legno.
(Sì ok, ci sono anche Magnini, Calcaterra ed altra gente un po' più attuale...)
E poi tutti quelli che parlano di veganismo e vegetarismo soprattutto per le ricette e le "piramidi alimentari"
Che, sostanzialmente, chi se ne frega.
Quello che cercherò di raccontarvi sono le effettive difficoltà.
Se con tutte  queste fibre e legumi si può correre più di un chilometro senza intossicare chi c'è dietro.
Se senza le bistecche alte tre dita posso comunque fare lavori di forza.
Se posso riuscire di fare una trasferta sportiva senza dover mangiare necessariamente solo riso in bianco (che poi mangerei comunque a prescindere, per dire...)
Se è necessaria un'integrazione.
Se si può anche apparire anche un po' più atletici e in forma o c'è una metamorfosi irreversibile similcadaverica in stile Paola Maugeri (non me ne voglia eh, sta benissimo, ma non è il prototipo di modello di sport di endurance)
E soprattutto cercare di alleggerire un po' i toni, perché come in tanti altri ambiti, mi sembra che ci sia un po' troppa serietà su questo argomento.
Insomma, veg* ma caciarone come sempre...
 

martedì 10 agosto 2010

Il dolce salutista e la tragedia consumata

Mia madre mi ha fatto crescere mangiando sempre carne.
Non solo carne, ma comunque sempre.
Antipasto di carne, pasta e carne, contorno e carne, carne e pesce o carne e carne.
Appena vedevo una cosa verde cominciavo a tremare terrorizzato.
Poi, piano piano, Alessia mi ha aperto la strada delle verdure.
In poche parole, ora non riesco a farne a meno e la carne non mi piace più di tanto.
Da qui, e da una serie di scelte etiche e salutiste, la decisione di passare ad un’alimentazione vegetariana.
Comunque non vi starò qui a tediare con benefici vari.
Vale però la pena di sentire come l’ha presa mia madre.
A cena, con un sacco di persone a tavola, durante la frutta.
“A proposito mà, puoi evitare ormai di farmi la carne, visto che siamo vegetariani”
Sguardo dubbioso “Ma come, stasera hai mangiato la car…” Ci pensa un attimo e realizza che quella sera NON ho mangiato carne.
Appena in tempo.
Arriva Mavi ridendo “Nonna, mamma e papà non mageranno più la carne!” lo dice così, all’improvviso, senza sapere che stavamo parlando proprio di quello.
E’ il classico coltello che si contorce nella piaga.
Mia madre, abbassa lo sguardo, prima si intristisce, poi (caso veramente eccezionale) si ammutolisce.
Per finire il colpo di grazia.
“Stasera abbiamo un dolce salutista!” esulta mavi entrando con vaschette di farro dolce con cremina di frutti di bosco.
Mia madre, golosa di dolci, prova miseramente ad assaggiarne un cucchiaino, poi lascia tutto il resto.
E’ il mio trionfo.
“Mà, che c’è non ti piace?”
“no, è che ho mangiato troppo prima ed ora mi sento proprio piena”




mercoledì 7 luglio 2010

Scelta vegetariana

No, non ancora, però mi sto informando e documentando. La decisione, squisitamente etica, sembra comunque definitivamente presa. Mia moglie naturalmente, la condividerà con me, ma non potrebbe essere altrimenti. Certo, rimangono perplessità: riuscirò a resistere ad una bistecca argentina poco cotta fumante sul mio, piatto? E agli hot dog durante le partite? E agli arrosticini? Il pesce si mangia o no? E la scelta vegetariana è necessariamente finalizzata a quella vegana? Quanto influirà sulle mie prestazioni sportive (vabbè, per i miei livelli sai che problema...)? E' giusto adottarla da subito anche per i nostri figli? Non so ancora rispondere a queste domande, ma intanto il mio wallpaper sul pc dell'ufficio è questo...

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