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giovedì 17 maggio 2012
Più veloce del 310
Già vi avevo raccontato come sono riuscito ad essere più veloce del 69.
Oggi vi racconto come sono stato più veloce del 310.
Tutte le mattine, bici in spalla, scendo dal treno e pedalo per 5-6km vero il mio ufficio.
Ci sono un paio di salitelle di 500mt, piacevoli quando sto con la bici da corsa, una sofferenza con la fixed col 46x16.
A metà strada circa incrocio il 310, che dalla stazione Termini va verso piazza Vescovio.
E' l'autobus che abitualmente prendono alcuni miei colleghi, tra cui Stefano il mio vicino di scrivania, divertendosi a parlare male con gli altri presenti di quel personaggio che va in bici...superandoli costantemente!
In più di un'occasione ho invitato Stefano a scattarmi una foto mentre li salutavo sorpassandoli, ma si è sempre lamentato del fatto che andassi troppo veloce per lo scatto!
Alla fine è riuscito a fare qualcosa ma, in effetti, fotografare un missile non è poi così semplice...
Ok, e adesso ditemi qual è il prossimo autobus da sverniciare!
martedì 15 maggio 2012
"Spring Race" alleycat, sabato 19 maggio 2012 Roma
Sabato 19 maggio 2012 a Roma ci sarà la bellissima alleycat organizzata dagli amici di Velorome.
Qui sotto tutte le info "ufficiali":
"E' primavera, svegliatevi bambine"
Vi proponiamo una gara(-etta per gli storici)
non oltre il raccordo anulare.
Un occasione per confrontarsi nuovamente
dopo una stagione assai fredda e nevosa che certamente non avrà convinto tutti ad allenarsi tra le strade ghiacciate,
assaporando finalmente l'atteso caldo.
Di rigore sarà il dopogara, con premiazione per i migliori;
non mancherà l'atmosfera per fare il solito casino tutti quanti e conoscere i nuovi interessati, festeggiando insieme con buffet (....anche per i vegani) ed alcool in grandi quantità.
Mantendendo la solita abitudine per alimentare la contesa tra pista e ciclisti della domenica
LA GARA è APERTA PER OGNI TIPO DI BICICLETTA.
Appuntamento
presso l'isola Tiberina- lato ponte Garibaldi, sotto l'ospedale-per le 16.30.
Consigliatissimi casco, luci e chiave da 15 per ogni evenienza.
Il dopogara,
per chi fosse interessato solo a far festa
sarà presso lo SpaziOxygene in via di san Tommaso D' Aquino 11a per le ore 19.00http://maps.google.i...a%2C+Lazio&z=19
Vi proponiamo una gara(-etta per gli storici)
non oltre il raccordo anulare.
Un occasione per confrontarsi nuovamente
dopo una stagione assai fredda e nevosa che certamente non avrà convinto tutti ad allenarsi tra le strade ghiacciate,
assaporando finalmente l'atteso caldo.
Di rigore sarà il dopogara, con premiazione per i migliori;
non mancherà l'atmosfera per fare il solito casino tutti quanti e conoscere i nuovi interessati, festeggiando insieme con buffet (....anche per i vegani) ed alcool in grandi quantità.
Mantendendo la solita abitudine per alimentare la contesa tra pista e ciclisti della domenica
LA GARA è APERTA PER OGNI TIPO DI BICICLETTA.
Appuntamento
presso l'isola Tiberina- lato ponte Garibaldi, sotto l'ospedale-per le 16.30.
Consigliatissimi casco, luci e chiave da 15 per ogni evenienza.
Il dopogara,
per chi fosse interessato solo a far festa
sarà presso lo SpaziOxygene in via di san Tommaso D' Aquino 11a per le ore 19.00http://maps.google.i...a%2C+Lazio&z=19
Iscrizione alla gara comprendente buffet e consumazione è di 4€.
Per altre info ed oscenità
c'è facebookhttp://www.facebook....82278501861005/
venerdì 4 maggio 2012
La mobilità sostenibile con la bici (sì, 'sto cazzo!)
Se leggete abitualmente il mio blog saprete quanto è importante per me la bici, a tal punto che non la uso ormai solo per allenarmi ma anche come mezzo di pensolarismo e per muovermi nel traffico romano.
Da qualche settimana gira sui blog la campagna #salvaciclisti, nata da un'idea del Times per promuovere l'utilizzo delle biciclette.
L'idea è stata ripresa ed adattata al contesto italiano da numerosi blog (più o meno famosi) e caldeggiata ormai da tantissimi politici, sempre pronti a battersi per temi etici, solidali e "verdi" (pare che se non hai il banner di #salvaciclisti non sei alla moda...)
Il manifesto è basato su 8 punti.
Ma io non ve li elencherò.
Credo che sostanzialmente siano una lista di cazzate che non serviranno, di fatto, a migliorare la situazione di chi pedala quotidianamente.
Davvero potrei smontarla ogni punto, ma adire il vero neanche mi va di farlo.
Un po' perchè, morettianamente parlando non mi riconosco nelle maggioranze e dunque proprio perchè adesso tutti parlano di mobilità sostenibile io preferisco tirarmi indietro.
Un po' perchè per favorire l'utilizzo della bici dobbiamo mettere in condizione le persone di utilizzare la bici concretamente.
Un po' come la vecchietta che non gliene frega niente se arrestano Provenzano se poi il teppistello le ruba la pensione fuori dalla posta, a me non frega niente se "Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti" (punto 3) se poi mi fate pagare la bici sul treno!
Ognuno combatte la propria battaglia e questa di #salvaciclisti non è la mia (credo in realtà più politica che di chi pedala...).
La mia battaglia è quella di non pagare la bici sul treno. C'è un sacco di gente che viaggerebbe sul treno se solo non dovesse pagare un biglietto extra per la bici (e vi assicuro che una bici appesa non toglie spazio ai passeggeri!).
Ho mandato una mail Trenitalia chiedendo se ci fosse la possibilità di un abbonamento annuale per la bici.
Dopo qualche giorno mi hanno telefonato (!) dicendomi che no, non c'è la possibilità di abbonamenti per la bici (dovrei dunque fare un vero e proprio abbonamento come una persona da 300 euro...) e dopo due secondi ho trovato una mail di Trenitalia che mi avvertiva che la mia pratica era stata "sbrigata".
Che cazzo significa che lo Stato ed i politici promuovono la mobilità sostenibile e l'uso della bici quando Trenitalia (società con partecipazione totale statale) scoraggia di fatto tale utilizzo?
Poi facciamo le campagne...
Io continuo a pedalare e portarmi la bici in spalla, sperando che la gente che mi vede quotidianamente con la mia bici, anche sotto la pioggia, possa finalmente capire da sola con i proprio occhi quando sia bello far girare quelle gambe!
venerdì 20 aprile 2012
L'equilibrio del ciclista (senza bici)
E' da un anno circa che la bici me la porto pure al cesso.
La mia giornata-tipo è questa.
Mi sveglio alle 5:45.
Colazione ed esco di casa con la bici.
Prendo il treno caricandomi la bici.
Scendo dal treno.
Lungo tutta la stazione Tiburtina porto la bici tenendola dal sellino (da vero triatleta) appoggiandomici come se fosse un bastone di una vecchiaia che la stessa bici tende ad allontanare il più possibile.
Salgo sul sellino e pedalo un quarto d'ora fino in ufficio.
Alle 2 riprendo la bici e vado ad allenarmi (corsa o nuoto).
Riprendo la bici e torno in ufficio.
Finito il lavoro riprendo la bici, vado alla stazione, ricarico la bici sul treno e me ne torno a casa.
E' evidente che senza bici faccio ormai fatica a viverci.
Oggi non avevo la bici con me, per una serie di motivi l'avevo lasciata a Roma (ma comunque ce l'avrò per tornare).
Ecco, stamattina, sceso dal treno, senza il mio appoggio, non riuscivo a camminare dritto. Lungo il corridoio della stazione mi sono accorto che non riuscivo a cammionare seguendo una linea retta, ma zigzagando in continuazione.
Mancava la mia appendice.
Mancava una parte di me.
venerdì 13 aprile 2012
Capotreno contro capotreno
Esco dall'ufficio e vado alla stazione Tiburtina per tornarmene, bici al seguito, col treno a Tivoli.
Stavolta salgo con ogni cosa in regola!
Bici appesa e biglietto per la bici già fatto in partenza.
A metà viaggio passa il capotreno, uno anziano, della vecchia scuola.
Mi sorride bonariamente "Ma il biglietto per la bici ce l'hai?" è evidente che è sicuro che io non ce l'abbia.
"Certo!"
"Sì, vabbè ma qual è quello già timbrato di stamattina?"
"No, ne ho fatto un altro"
"Come?! Ma allora potevi fare quello valido 24 ore da 3,50 euro!"
"La biglietteria è chiusa alle 6:20 ed il capotreno mi ha detto che non poteva farmelo lui sul treno altrimenti avrei dovuto pagare 50 euro di multa per essere salito con la bici senza biglietto..."
A questo punto il tizio si altera...
"Ma che è scemo questo? Ma come si permette? Tu devi farti 2 biglietti da 2,40 euro invece che quello da 24 ore! Tu gli devi dire - lei me lo deve fare!!!"
"Sì, è quello che gli ho detto..."
"Allora è uno scemo!"
Si allonta e dopo qualche passo torna indietro...
"Ma il biglietto per lei ce l'ha?"
mercoledì 11 aprile 2012
Il custode della bicicletta
Sabato mattina arrivo di corsa alla stazione.
Il sabato visto che non ci sono problemi di parcheggio alla stazione (sì, alle 6:15 di solito è già tutto pieno) me la prendo sempre con calma, anche perchè pure se perdessi il treno, riusciremi comunque a stare in ufficio in orario con il treno successivo.
Appena entro nella stazione c'è il treno in partenza.
"Scusi" chiedo al capotreno "mi può fare il biglietto per la bici sul treno, visto che se vado a farlo non faccio in tempo a salire?"
Il ragazzo, con accento campano, mi sorride...
"Il biglietto per la bici? Ma quando mai! Sali tranquillamente, oggi è pure sabato e non c'è nessuno, non ti preoccupare affatto!"
"Ehy, grazie!"
Salgo sul treno ed appendo la bici.
Il treno che prendo durante la settimana arriva da Avezzano ed già bello caldo, quello che prendo il sabato invece parte proprio da Tivoli ed è a temperatura igloo.
Mentre me ne sto rannicchiato nel giubbotto arriva di nuovo il tizio...
"Ma scusa, non rimanere qui al freddo, vai pure nella carrozza numero due che è più calda, non ti preoccupare, rimango io a controllarti la bicicletta!".
L'ennesima dimostrazione che con i campani ho avuto, ho ed avrò sempre un rapporto ed una simpatia speciale!
lunedì 12 marzo 2012
Il postulato di STEFANOLACARASTRONG #1 [rapporto ciclisti/automobilisti]
A) "Gli automobilisti che guidano parlando con il cellulare sono nemici dei ciclisti"
B) "Tutti gli automobilisti parlano con il cellulare mentre guidano"
C) "Tutti gli automobilisti sono nemici dei ciclisti"
Certo, come tutte le dimostrazioni teoriche, si può giungere al risultato finale in diversi modi.
Questo è quello sperimentato dal sottoscritto durante le sue pedalate quotidiane.
lunedì 20 febbraio 2012
mercoledì 15 febbraio 2012
Alemanno, non avrai tralasciato qualcosa?
Bella la neve su Roma, belli i pupazzi di neve ed i bambini che si divertono...
Vabbè, ci sono stati disagi, però la seconda volta qui a Roma hanno capito la lezione e con un po' buona volontà, centinaia di persone impiegate a spalare e tonnellate di sale il peggio è stato scongiurato!
Tutto bello allora, con le strade ripulite dalla neve, tutta diligentemente accantonata...
...sulle piste ciclabili...
Quella che costeggia la tangenziale , attraversa la Moschea e porta allo Stadio Paolo Rosi dove mi alleno era totalmente innevata (e ghiacciata) e mi ha costretto a farmi 1 chilometro con la bici in mano!
Perchè sì, c'è anche gente che per muoversi a Roma usa le biciclette, anzichè le automobili, e dove sta scritto che le vie di comunicazione degli automobilisti debbano essere più importanti di quelle dei ciclisti?
Chi, i ciclisti?
Ma chi se li incula quelli!
lunedì 6 febbraio 2012
Più veloce del 69
La scorsa settimana ho fatto un fartlek 10x(500mt a 4'15" + 500mt a 4'45") ricalcando il percorso della Corsa di Miguel.
Stavo abbastanza bene (staranamente è un buon periodo per la mia corsa) e me ne sono accorto dopo il 5°km, quando ho attraversato il ponte ed ho incominciato a costeggiare il lungotevere per il ritorno.
Mi si affianca il 69 e mi supera.
Grazie ad un po' di traffico lo riprendo.
Dopo un po' mi supera ancora.
Fermata e lo raggiungo.
200 metri e mi ripassa.
Ma c'è un semaforo rosso e quindi vado di nuovo avanti io
A questo punto da un finestrino vedo un ragazzo che era salito alla fermata che mi guarda allibito, avendomi riconosciuto quando era salito sopra.
Ecco che mi sorpassa di nuovo...fino al traffico davanti allo Stadio Olimpico...
Mentre mi sta raggiungendo ancora, spunta una nuova fermata e così ho ancora qualche metro per incrementare il vantaggio!
E' il momento dei 500 a 4'15" ed allungo ancora, anche se sento il rumore da dietro dell'autobus che arriva, in perfetto stile "The Duel"...
Altro semaforo!
Daje stè che non ci ripija!
Ormai sto tirando, è evidente che è diventata una sifda.
Il ragazzo sopra se la ride...
Sono 4km che sto gareggiando con un autobus...e sto vincendo io...
L'ultimo sforzo...alungo ancora un po' mentre sta arrivando a gran velocità da dietro...
Ma ecco il "mio arrivo"!
Giro a destra per Ponte Milvio separando i nostri tragitti e vincendo la mia sifda di oggi.
Questa mattina l'uomo ha vinto sulla macchina!
...che cazzo de soddisfazioni eh?!
lunedì 19 dicembre 2011
Cosa c'è nel mio zaino (attrezzatura per il ciclismo urbano)...
Questo è il mio zaino e quello che c'è dentro quando ogni mattina prendo bici e treno per andare a lavoro.
- Zaino della Maratona di Roma 2011 (che non ho fatto...)
- Scaldacollo in pile (utilizzato anche come cappello)
- Guanti da bici rigorosamente Campagnolo
- Comma 22, anche se sto a metà rischia di essere il miglior libro letto!
- K-way
- Impermeabile per lo zaino
- iPod (ora ho il nano di 3^G, ma prima che si rompessero ho avuto tutti gli altri tipi di iPod esistenti!) e cuffione
- Pompetta da 3euro (quella buona la tengo sulla bici da corsa)
- Ferma-pantaloni per evitare di strappare con la corona della bici i jeans più di quanto non lo siano già!
- Catena per la bici che si rompe con un tagliaunghie...
- Fischietto per richiamare l'attenzione degli automobilisti idioti
- Chiave inglese da 14
- Brugole varie
- Tip Top e mastice
- Camera d'aria
- Toglicopertoni
- Astuccio dove mettere le ultime 6 cose
Questa è l'attrezzatura stardard che mi porto dietro.
Naturalmente c'è sempre da aggiungere accappatoio, ciabatte e la roba per l'altro allenamento che ho in programma per la giornata (nuoto, corsa o bici da corsa...)
E voi, cosa vi portate dietro nella vostra borsa di tutti i giorni?
lunedì 12 dicembre 2011
La mia prima Alleycat (insieme a Paolo "kipudda")
E allora, vediamo un po' cosa sarebbero realmente queste Alleycat...
Alle 2 in punto mi incontro con Paolo, mangiamo qualcosa insieme (io qualcosa, lui mangia di tutto), un caffè ed alle 3 stiamo al ritrovo della partenza...fissata per due ore dopo.
Ne approfittiamo per aggiustare un po' le bici, tendere catene, cambiare tubi reggisella (...) e scambiare qualche chiacchiera con gli altri.
Per l'occasione, io sfoggio degli antichissimi baffi da hipster sfigato mentre Paolo si presenta con un'olandesina, la classica bici da passeggio...
La gente che piano piano arriva è assolutamente eterogena nell'abbigliamento e nelle bici. C'è chi è vestito da ciclista anni 60' con tanto di cappellino con visiera alzata, c'è chi ha vere e proprie bici da corsa (anche se comunque sono quasi tutte fixed) c'è chi gira con una telecamera in testa per riprendere la corsa e c'è chi sta in maglietta a mezze maniche perchè tanto poi si suda.
Naturalmente in un ambiente del genere i baffi sono un must.
Quando consegnano il manifest con i vari checkpoint da raggiungere ci rendiamo conto della prima (di tante) cose che non va...
Mi sembra che la cartina di Roma che ho comprato è un po' diversa da quella che hanno gli altri...
...in effetti, vedendola bene, è una cartina solo del CENTRO di Roma...
Vabbè, poco male, in qualche modo faremo...
Partenza ritardata ulteriormente di 15 minuti perchè un paio di tizi erano partiti senza il "via"...
Primo checkpoint vicino l'Auditorium. Mentre Paolo pensa al percorso gli dico "non ti preoccupare, giriamo per la ciclabile che porta direttamente alla Moschea, la conosco perchè la faccio tutti i giorni per andare ad allenarmi in pista!"
"Bene" fa lui "così sappiamo una scorciatoia ed anticipiamo tutti"
Naturalmente TUTTI passano per quella ciclabile...
Poco prima di arrivare Paolo attraversa un incrocio sul quale avevamo la precedenza, un vecchiobastardoidiotapezzodimerdafligiodiputtana con la macchina tira dritto mentre parla al cellulare e guarda dalla parte opposta alla nostra.
Paolo accellera e riesce ad evitarlo per un millimetro.
Io, che gli sto dietro, riesco a tirare fuori dai polmoni tutta l'aria che ho a disposizione vomitandogli a squarciagola ogni insulto possibile.
Dalla faccia che ha fatto credo che ancora stia fermo lì a riprendersi...
Facciamo un altro paio di checkpoint incrociandoci con gli altri partecipanti.
In uno dobbiamo ritirare un pacco da consegnare.
Paolo ha il portapacchi e non ha problemi.
Io devo ripiegarlo in 26 parti ed infilarlo nello zaino. Dentro ci sarà una banana da mangiare alla consegna.
Ripartiamo e sento rumore di ferraglia.
Altre due pedalate salta la catena.
Ci fermiamo e verdiamo che mi sto perdendo la guarnitura...per fortuna che ho tutte le chiavi al seguito, una bella stretta e si riparte.
Ripartiamo e sento rumore di ferraglia.
Altre due pedalate salta la catena.
Ci fermiamo e verdiamo che mi sto perdendo la guarnitura...per fortuna che ho tutte le chiavi al seguito, una bella stretta e si riparte.
Dopo un po' arriviamo ad un checkpoint.
"Siete i primi!" ci dicono.
La cosa non ci convince affatto, tanto più che la ragazza che ci mette il timbro ci chiede "e gli altri timbri dove sono?"
Il fatto è che io, essendo tornato da un paio di anni a Roma, non sono molto pratico della viabilità capitolina.
Paolo, nuorese ormai trapiantato qui, conosce molto bene le strade...per le auto, giocandoci quindi ogni possibilità di scorciatoie ma anche di semplici itinerari potenzialmente migliori per una bici. Tanto più che molti posti dove eseguire le consegne sono negozi comunque frequentati dagli altri partecipanti e quindi decisamente più agevoli rispetto a noi.
E infatti agli ultimi due checkpoint ci dicono che siamo ultimi...
Paolo non si convince del fatto che tutti siano passati avanti così facilmente a due triathleti (tra cui lui, che è serio, mica come me) ma comunque continuiamo il giro.
Giusto il tempo di terminare la corsa, salutare i ragazzi che hanno organizzato l'alleycat e riprendere la via di casa.
Insomma, una bella esperienza, sicuramente divertente e che forse abbiamo preso (giustamente, per quanto mi riguarda) con spirito più goliardico che competitivo (Paolo pedalava per le strade del centro cantando a squarciagola...).
D'altronde, quando uno è abituato a nuotare seguendo una striscia nera e correre girando sempre in cerchio, difficilmente può essere un fenomeno nell'orientamento con la bici...
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| Con la card della corsa e dietro la bici di Paolo |
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| Il manifest della gara |
lunedì 5 dicembre 2011
L'Alleycat "e mo cori" ed il compromesso
Per chi non è avvezzo del mondo delle bici fisse (come del resto me), ecco cos'è un'Alleycat:
l'Alleycat è "gara" che riproduce una simulazione delle consegne dei messenger da svolgere quasi sempre a checkpoint.
Inizia la "gara" e vi danno un foglio dove ci sono scritti dei luoghi della città dove andare (in ordine livero o già deciso), chi arriva per primo all'ultimo checkpoint ha vinto.
E' un evento nato più che altro per le bici fisse, ma di solito è aperto a tutti i tipi di bici, soprattutto per inventivare i neofiti.
Questa è la base, poi ci sono mille variabili, che potrebbero essere il dover cambiare una camera d'aria ad un checkpoint, il dover scattare una foto in un determinato posto per attestare la vostra presenza ecc...
Sabato prossimo parteciperò con la fixed alla mia prima Alleycat, in compagnia del buon Paolo "Kipudda" che verrà con la graziella.
I presupposti per divertirsi ci sono tutti...almeno per me...
Mia moglie non era molto d'accordo che io partecipassi a questa "gara", visto che comunque non è una competizione "ufficiale" con tutte le cose che ne conseguono.
Ho detto "era" e non "è" perchè la scorsa settimana le cose sono cambiate.
Alessia torna a casa e con un sorrisono mi dice "Sabato puoi tranquillamente fare quella specie di corsa, ed hai anche la mia approvazione!"
A questo punto sono io quello ad imbrunisrsi.
Il cielo comincia ad annuvolarsi sopra la mia testa e comincio a sentire la mia schiena incurvarsi...mi preparo al peggio...
Per un musone asociale come me c'è poco di peggio di partecipare attivamente alla vita sociale, soprattutto quando ci sono di mezzo persone che non si conoscono bene, e soprattutto SOPRATTUTTO quando ci sono di mezzo bambini, scuole, maestre ed altri genitori...
"La maestra di Mavi ha detto che è in difficoltà per organizzare la recita del 23 dicembre, ma io le ho detto che tu sei molto bravo con mixer, musica, computer ed amplificatori, così le ho detto che ci pensi tu...ah, e naturalmente mica solo il 23, dovrai partecipare anche a tutte le prove che faranno..."
Ecco, mi sa che la prossima volta, prima di proporre qualche idea nuova, mi faccio un po' i cazzi miei...
venerdì 25 novembre 2011
Io, la mia bici & i capitreno amici
In molti mi hanno scritto che ormai le mie avventure con la bici sul treno stanno rasentando il pathos delle telenovele (manco quelle americane, proprio quelle squallide brasiliane, doppiate pure da cani).
Concordo assolutamente, e presto farò un sunto di tutto quanto è successo per avere sempre aggiornata la situazione...
...tuttavia, come in ogni telenovela, c'è il colpo di scena, che però questa volta è positivo!
Dopo aver battibeccato e battagliato con vari capitreno e controllori, questa settimana le cose sono girate:
- Lunedì: alle 6:30 sto sul treno. Arriva il controllore, uno nuovo, mi chiede se ho il biglietto per la bici. Gli dico che la mattina presto i biglietti li facciamo sempre sul treno perchè la biglietteria è chiusa. "Ah, non te preoccupà, semmai passo dopo" e poi non passa.
- Martedì: alle 19:00 sto scendendo dal treno quando il capotreno (un altro che non ho mai visto) fissa la mia bici... "mo che vole" penso, ma lui mi chiede spiegazioni sul fatto che abbia solo un freno e come funziona lo scatto fisso. E alla fine ci crede pure che è più per utilità che per moda...
- Giovedì: salgo sul treno delle 17:10 ed il macchinista nota la mia bici con un freno solo. Tra l'altro pare che gli impeigati delle Ferrovie siano gli unici a notare questa particolarità della mia bici. Allora subentra il capotreno, che gli spiega il funzionamento dello scatto fisso, raccontando della sua epopea quando nel 1989 provò a spedire in Italia una bici "cruiser" a scatto fisso trovata ad un mercatino nelle Fiandre in Belgio.
- Venerdì: alle 6:30 salgo baldanzoso sul treno e ritrovo "il re delle Fiandre" che tutto contento mi fa notare che abbiamo gli stessi turni!
Eccheccazzo!
Mica ci sono solo personaggi negativi nelle soap opera!
mercoledì 9 novembre 2011
La prima pioggia con la bici per Roma non si scorda mai
E ne ho anche pagato le conseguenze, fottendo un telefono ed un iPod per quanto erano zuppi fino all'ultimo transistor.
Però l'ho presa sempre a due condizioni:
- Andavo in bici per allenarmi
- Iniziavo sempre l'allenamento quando comunque non pioveva
Ieri pomeriggio, alle 16:30, Roma è già buia, ne sta buttando giù a catinelle ed io devo uscire dall'ufficio per tornare a casa.
Vado prendere l'autobus, aspettandolo in fermata almeno 20 minuti, per poi rimanere bloccato nel traffico capitolino per un'altra mezzora, perdendo il treno delle 17:10 ed aspettando un'altro ora per quello successivo?
Naaaa!
Sono tornato da poco dall'allenamento di nuoto e sono pronto per un altro "bagnetto".
Zi' Franco, uno dei colleghi in stanza con me, mi guarda allibito.
Mi infilo il k-way (comprato da Decathlon a 15€), accendo la lucetta posteriore rossa (comprata sempre da Decathlon a 7€) e mi avvia pedalando per le strade di Roma.
L'unico inconveniente è che per evitare di far bagnare lo zaino, ficco pure quello sotto l'impermeabile che, tirandosi su, mi lascia le gambe completamente scoperte (per favore non ditemi di metterci i parafanghi...).
Abbiamo già detto come la bici a scatto fisso sia più pericolosa di quella tradizionale, ma almeno con la pioggia ha un vataggio nella frenata che grazie appunto alla ruota fissata, è decisamente più sicura sull'asfalto bagnato (un po' come per chi guida la macchina frenare scalando le marce...).
Quando arrivo alla stazione sono soddisfattissimo!
Salgo sul treno e ritrovo il mio "amico" capotreno...
"Ma non te pare ora de lascià perde co' 'sta bici?"
"E' meglio rimanere un'ora chiuso in macchina sotto la pioggia?"
"Vedi tu..."
Comunque, anche questa è fatta, e abbiamo visto come quanto possa essere divertente pedalare per Roma sotto la pioggia.
Il problema adesso sarà sgridare nuovamente mia figlia quando salterà ancora su ogni poazzanghera che incontra...
Vado prendere l'autobus, aspettandolo in fermata almeno 20 minuti, per poi rimanere bloccato nel traffico capitolino per un'altra mezzora, perdendo il treno delle 17:10 ed aspettando un'altro ora per quello successivo?
Naaaa!
Sono tornato da poco dall'allenamento di nuoto e sono pronto per un altro "bagnetto".
Zi' Franco, uno dei colleghi in stanza con me, mi guarda allibito.
Mi infilo il k-way (comprato da Decathlon a 15€), accendo la lucetta posteriore rossa (comprata sempre da Decathlon a 7€) e mi avvia pedalando per le strade di Roma.
L'unico inconveniente è che per evitare di far bagnare lo zaino, ficco pure quello sotto l'impermeabile che, tirandosi su, mi lascia le gambe completamente scoperte (per favore non ditemi di metterci i parafanghi...).
Abbiamo già detto come la bici a scatto fisso sia più pericolosa di quella tradizionale, ma almeno con la pioggia ha un vataggio nella frenata che grazie appunto alla ruota fissata, è decisamente più sicura sull'asfalto bagnato (un po' come per chi guida la macchina frenare scalando le marce...).
Quando arrivo alla stazione sono soddisfattissimo!
Salgo sul treno e ritrovo il mio "amico" capotreno...
"Ma non te pare ora de lascià perde co' 'sta bici?"
"E' meglio rimanere un'ora chiuso in macchina sotto la pioggia?"
"Vedi tu..."
Comunque, anche questa è fatta, e abbiamo visto come quanto possa essere divertente pedalare per Roma sotto la pioggia.
Il problema adesso sarà sgridare nuovamente mia figlia quando salterà ancora su ogni poazzanghera che incontra...
lunedì 31 ottobre 2011
Scatto fisso, bici fissa, single speed & fixed gear (che poi alla fine sono più o meno, HO DETTO PIU' O MENO, la stessa cosa)
Una volta credevo che le bici fossero solo quelle da corsa.
Un po' lo penso ancora.
Soprattutto mi è rimasta l'avversione per quelle bici pesanti col manubrio orizzontale e le ruote larghe col battistrada ela tripla moltiplica davanti... (In effetti, alla fine, credo che il problema siano le ruote larghe...)
Tuttavia sono arrivato ad un compromesso.
Anzi, più che arrivandoci, ci sto dentro fino al collo.
Parlo delle bici a scatto fisso. O bici fissa. O fixed.
Cos'è la bici a scatto fisso?
I puristi ed i "fissati" potrebbero parlarne per giorni.
Io, da novellino ignorante, mi limito a dirvi le cose principale.
Io, da novellino ignorante, mi limito a dirvi le cose principale.
Scatto fisso significa che non potete smettere di pedalare. Il movimento è fissato alla ruota posterio: se pedalate in avanti andate avanti, se pedalate all'indietro andate all'indietro.
Come i tricicli dei bambini.
Lo scatto fisso in pratica è utilizzato esclusivamente con la single speed: avete un solo rapporto e solo quello potete usare, sia in salita che in discesa.
Lo scatto fisso è utilizzato principalmente per le corse nelle piste dei velodromi, ma ultimamente, soprattutto dopo l'uso da parte dei bike messenger americani, è stato imbastardito a quasi qualsiasi tipo di bici.
In questa ragnatela ci sono rimasto invischiato anche io (naturalmente).
Ho preso la mia vecchia Bottecchia e l'ho portata da Andrea e Piero, guru a Roma dello scatto fisso.
Se avete una cosa con due rote che volete fissare , mettetela nelle mani di Piero e ve la trasformerà in una cosa che stenterete a riconoscere: via i freni (che non vi servono e rovinano la linea del manubrio), via i cavi, via il deragliatore e via tutti quei rapporti dal pignone!
Ora rimane la domanda che tutti hanno in mente.
| stefanoSTRONG & "Mastro" Piero |
Ora rimane la domanda che tutti hanno in mente.
Perchè uno dovrebbe utilizzare una vecchia bici in acciaio, semza freni (se non uno piccolino anteriore) con le gabbiette al posto dei Look, soffrendo come un cane sia in salita che in discesa perchè non hai rapporti da scegliere?
Di risposte ne potreste sentire centinaia: i filosofi diranno che è uno stile di vita, c'è chi vi dirà che è come tornare ad avere 5 anni, chi invece che pensa che per una bici basta avere l'essenziale, chi dice che meno cose ci sono meno c'è da rompere e chi ritiene che per andare in città lo scatto fisso è la soluzione migliore.
La verità, probabilmente, saranno in pochi a dirvela (o a riconoscerla): il fatto è che la bici fissa ora è di moda ma, soprattutto, è bella, bella, bella ed usarla è una gran figata!
mercoledì 21 settembre 2011
Come trasportare la bici sul treno
No, non è un'immagine dell'archivio della NASA su una bicicletta messa su uno Shuttle senza gravità, è la mia bici appesa sul treno (e non girate la testa, si vede proprio in questo senso).
Piccolo passo indietro.
Da quando prendo il treno con la bici (la bici con il treno) mi metto sempre nell'apposita carrozza restando in piedi e tenendo la bici.
Non mi dà fastidio fare il viaggio in piedi ed evito alla bici di prendere colpi imprevisti.
Un mesetto fa un controllore c'aveva già provato:
"Ma scusa appendi la bici, no?"
"No, sto bene così, grazie"
"Ma qui fa freddo (era Luglio), appendi la bici e vatte a sedè alla carrozza passeggeri!"
"Non si preoccupi, non è un problema per me"
"Ma perchè non la vuoi appende?"
"E' una bici in carbonio, vorrei evitare che prendesse qualche botta di troppo (lo so, forse è un timore esagerato, ma tant'è)"
"E che c'entra, pure le canne da pesca so' in carbonio ma mica se rompono!"
(che cazzo c'entra, ci fanno pure i missili nucleari, ma non per questo li appenderei ad un gancio del treno)
"Va bene, grazie, ma preferisco tenerla così"
L'altro giorno, però, ho trovato un controllore dal tipico accento campano, che con tutta la cazzimma congenita, alla fine l'ha sputata.
"...perchè poi il treno si riempie e la gente (non lui, la gente) le creerà problemi se tiene la bici in mano e non appesa"
(in realtà per appendere la bici e fissare la ruota posteriore bisogna reclinare uno schienale con 3-4 posti a sedere)
Mentre se ne sta andando provo a dirglielo
"Scusi, ma se alzo lo schienale comunque la gente si lamenterà perchè non può sedersi..."
Chiude la porta, ci pensa, poi torna indietro e la riapre
"Sì, ma se lei la mette nel modo previsto gli altri non le potranno dire nulla..."
Mah...
Comunque dopo aver traccheggiato un po' cercando di capire come infilare la bici tra quei ganci, torna il controllore con un bel sorriso sul volto:
"Ecco! Così si mette la bici sul treno!"
mercoledì 14 settembre 2011
Sul ciclismo urbano a Roma
O meglio, per venire a Roma uso ancora il treno, per tornare, invece, pedalo.
Ci sono dei tragitti (in particolare quello dalla stazione ferroviaria all'ufficio ed i primi 15km della via del ritorno verso Tivoli) dove la biciclettata non è un vero allenamento ma vero e proprio "urban cycling".
Negli ultimi due mesi ho pedalato in una Roma che somigliava molto in quella deserta del morettiano "Caro Diario": bella, silenziosa e deserta.
Attraversare le vie del quartiere africano alle 7 di mattina col solo rumore della gomma che accarezza l'asfalto e col profumo dei cornetti dei bar è davvero un bel modo per iniziare le giornate.
Adesso che siamo a Settembre, le vacanze sono finite ed è ricominciata la scuola, Roma, alle 7 di mattina come alle 5 di pomeriggio, è ridiventata un rumoroso formicaio.
La pedalata ormai è diventata uno slalom tra automobilisti distratti, motorini impazziti e lenti autobus fumanti.
Nonostante questo, amo pedalare anche in questo traffico. Neanche un po' meno dei mesi estivi.
Vedere le facce tristi chiuse nelle macchine mentre me le lascio alle spalle mi rende ancora più di buon umore. E con la bici passo anche dove moto e motorini non riescono.
Stamattina ho raggiunto 3 autobus/navetta partiti prima di me dalla stazione. Dà soddisfazione. Così come superare la chilometrica fila indiana sulla Nomentana in uscita da Roma.
Una volta pensavo che l'unica bici fosse quella da corsa e l'unico modo per usarla fosse l'allenamento.
Adesso sto apprezzando anche il ciclismo urbano, ed anche per la questione delle bici da corsa...
...continuate a seguire il blog che presto (mi auguro) ci sarà qualche novità sul mio modo di pedalare...
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