Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post

venerdì 18 ottobre 2024

MOTIVATIONAL PANDA! La playlist esclusiva del team Panda e del PandaLab per allenarsi nel modo più motivato possibile!

Come ormai sapete bene stanno arrivando i mesi dove bisogna mettersi a testa basta ad allenarsi restando focalizzati sugli obiettivi ancora (apparentemente) lontani.

Ok, non è semplice trovare la motivazione giusta in questi casi... ma cosa ci sono a fare il Team Panda e il PandaLab se non per sostenervi anche in questo!

Ecco la playlist per tutti i Panda (ma anche per tutti gli amici) per spingere quell'allenamento ancora di più...

Ascoltate e poi ditemi che non vi abbiamo regalato facili 10watt extra?

DAJE PANDA!

venerdì 29 marzo 2024

Perchè mi alleno con il body da triathlon?

Questa è una domanda che puntualmente mi arriva.

Le risposte possono essere tante e tutte giuste (o tutte sbagliate, fate voi).

Perchè è più traspirante e quindi migliore per allenarsi?

Vero, ma non è questo il motivo.

Perchè bisogna allenarsi con lo stesso materiale con cui gareggiamo?

Vero anche questo, ma anche questo non è il motivo.

Il vero motivo per cui mi alleno con il body è perchè è più comodo per portarsi dietro il telefono.

Lo so vi aspettavate qualche motivazione più nobile, ma tant'è.

Ah, come attenuante c'è che chiaramente non lo uso per telefonare, ma per ascoltare la musica

venerdì 16 aprile 2021

RIDE ON - La playlist per i ciclisti e per chi ama il ciclismo

Perchè in bici è bello ascoltare il rumore della fatica, dei pedali che scricchiano con un fuorisella, della catena in tensione, della ruota che scorre sull'asfalto e del sudore che scende dalla fronte.

Pereò a volte è bello anche accompagnare la pedalata con un po' di sottofondo, soprattutto se si pedala indoor.

Per questo ho creato una playlist su Spotify come colonna sonora del popolo che pedala (ma anche di chi non pedala, come direbbe il mio amico Alessandro Malagesi), e sicuramente di tutti gli amanti del ciclismo.


mercoledì 17 aprile 2019

La ricerca della semplicità


Più invecchio più vado alla ricerca di cose semplici.
Semplici da organizzare e da eseguire.
Un po' come con la musica.
D ragazzo cercavo sempre band che volevano innovare, che cercavano la sperimentazione a tutti i costi, spesso anche a scapito della melodia, che in fin dei conti, è quello che conta di più.
Ultimamente sto apprezzando sempre di più musica "semplice" e lineare.
Avevo già parlato dello spirito punk dei Ramones applicato al triathlon.
Oggi è il turno del reggae.
Bob Marley disse che non tutti i bianchi avrebbero apprezzato il reggae perché era una musica troppo semplice.
Ma quella musica cazzo se funziona, anche se è "semplice"!
Lo stesso discorso vale per gli allenamenti.
Non ho mai detto che  riempire allenamenti e programmazione di cose complesse, mille aggeggi elettronici, e duemila pippe mentali non possano far giungere all'obiettivo.
(A dire il vero mantengo i miei dubbi, comunque...)
Il fatto è che se potete riuscire a fare le stesse cose senza ulteriori stress, perché complicarsi la vita?

venerdì 15 aprile 2016

Allenarsi con la musica, questione (anche) di motivazioni


La musica fa parte costantemente della nostra vita e, di conseguenza, dei nostri allenamenti.
Potete correre con le cuffiette o sentire il vostro respiro, scalare una salita con la musica a tutto volume o pensare solamente a risparmiare il fiato, ma qualche motivetto per la testa vi girerà sempre.
In questa sezione ho raccolto alcune playlist che se volete potrete usare in qualsiasi momento, adatte al caso nostro.
Le ho divise in:
  • Motivational: i classici brani, spesso strumentali, usati nei trailer di momenti epici per caricare l'atmosfera
  • Training Hard: hip hop da ghetto, ideale per gli allenamenti di potenziamento o indoor
  • Vintage Training: come sopra ma con musica R&B, soul e funky
  • Power Song: perfetta per gli sforzi brevi e intensi, per avere una spinta in più
Tutte le playlist sono in continuo e costante aggiornamento. Anche se non avete Spotify a pagamento, potete comunque sentirle in modalità casuale, che poi durante gli allenamenti è la cosa migliore.
Buon ascolto!



 

mercoledì 2 marzo 2016

Il doping emotivo/tecnologico



Nel triathlon (ma anche nelle gare podistiche) sono vietati iPod e vari lettori musicali.
Dicono che sia un doping emotivo.
Mentre nell'ambiente delle maratone tuttavia si chiude ampiamente un occhio su questa regola, e si vedono spesso corridori che zompettano a ritmo di musica, nel mondo della triplice, ed IronMan soprattutto,  l'individuazione di un corridore con gli auricolari ne comporta l'immediata squalifica.
Ma perche?
Ma stiamo scherzando?
Che cazzo di regola è?
Non vi sto chiedendo un parere sulla bellezza di sentire il proprio respiro o la gente che incita piuttosto di musica che pompa nelle orecchie, ma sull'onestà della regola.
Doping?
Ausilio?
E allora cosa sarebbe qualsiasi gps che ci indica precisamente che passo tenere, o un powermeter che ci evita la capacità di gestione dello sforzo in bici, indicandoci precisamente la potenza ottimale da produrre?
Forse qualche azienda di tecnologia sportiva "preme" di più su questo aspetto per favorire la vendita dei propri prodotti?
Forse, ma non credo sia questo l'aspetto prevalente?
O forse sarà che un iPod o uno smartphone, dotati anche di telecamera, possano essere utilizzati anche per filmare in qualche gara a scia vietata, qualche bel trenino infinito degno del Tour de France, mettendo in imbarazzo il tanto decantato "ironman style"?


domenica 4 maggio 2014

Best of the Month [aprile 2014]

Triatleta del mese
Apolo Ohno
 
di Christian "Mac" Ferretti Castellani
 
Il triatleta del mese, per questo mese...non è un triatleta! O meglio, non lo è ancora, ma andiamo con ordine. Forse non tutti sono appassionati di sport invernali, ma immagino che quasi tutti, almeno ogni 4 anni, in concomitanza con le Olimpiadi, abbiano potuto sentire il nome di Apolo Ohno. Poco più che trentenne, americano di chiare origini...boh, non proprio americane, comunque, ha nel suo palmarés qualcosa come otto medaglie olimpiche, di cui due d'oro, vinte nello short track, con comportamenti e grinta spesso ai limiti del regolamento, cosa che gli valse fortissime critiche da parte dei coreani, alle Olimpiadi di Salt Lake City, coreani per cui il pattinaggio sul ghiaccio è una delle religioni nazionali, assieme al Tae Kwo Ndo e allo spezzatino di cane. Ma perché un ex pattinatore, e poi concorrente dell'edizione americana di "Ballando con le Stelle", come triatleta del mese? Diciamo che è una scelta sulla fiducia, dettata dall'annuncio - come vuole la tradizione U.S.A. -in pompa magna, della futura partecipazione di Apolo all'Ironman Hawaii. Da pochi secondi sul ghiaccio, a diverse ore fra la lava, il salto non pare essere proprio dei più corti, eppure... E ovviamente, un tre volte olimpionico non poteva che puntare al bersaglio grosso al primo colpo, probabilmente anche invogliato da diversi sponsor e da una campagna stampa di World Triathlon Corp. degna di Rocky 4, dove l'altro Apollo sfidava Ivan Drago, fra James Brown, piattaforme rotanti, vestiti alla Zio Sam e tutte le amenità del caso. L'augurio è che questa volta non finisca come nel film! Di certo ci metterà del suo l'allenatrice di Ohno, una certa Paula Newby Fraser, che comunque, nonostante l'esperienza da atleta prima e da coach dopo, avrà il suo bel daffare per "resettare" cervello e gambe dell'ex pattinatore. Che infatti, non è che non abbia mai pedalato o corso. Solo che quando pedalava per allenare le gare in short track, durata media 80", lo faceva per pochi minuti al massimo sforzo. Idem per la corsa: nella presentazione della "Missione Apollo" (sempre più sobri, come si diceva, gli americani), ha dichiarato di esaurirsi dopo un'ora, in pratica finito il riscaldamento della sua allenatrice. Non penso possa essere possibile correre la maratona di Kona sotto l'ora, quindi il ragazzo dovrà in qualche modo rallentare, per lo meno i battiti. Lo sponsor principale di questa sfida, è una nota bevanda rigenerante, che ha già "portato al traguardo" prima di Ohno un tale Hines Ward, che solo gli appassionati seri di football americano potranno conoscere, trattandosi di un giocatore ritirato da poco, ex Pittsburgh Steelers. Un altro che di sicuro ha fatto qualche corsetta, pure veloce e con una manciata di pazzi corazzati ad inseguirlo e malmenarlo, ma che ha avuto la sua bella sofferenza nel completare i 226 km della distanza regina. Chiudendo per altro con un dignitoso tempo di poco superiore alle 13 ore. Che altro dire? Nulla, a parte augurare in bocca al lupo al controverso personaggio, magari non un mostro di simpatia, ma che ne merita almeno un po' solo per aver pensato di cimentarsi in questa nuova follia.
 
Album del mese
Pixies "Indie Cindy"
 
 
Post del mese
"Finalmente Triathleta"
di Sara "Saetta" Colombi sul blog Obiettivo Finish Line

domenica 2 febbraio 2014

venerdì 29 novembre 2013

Best of the Month [Novembre 2013]

Triathleta del Mese
Hillary Biscay

 
Disco del Mese
Midalke - "Antiphon"
 
 

"La Prima Bici" sul blog Velleità di Lorenzo Pisani.
 
...ma potete pescare un post a caso dell'ultimo mese, mi sa che abbiamo torvato un nuovo fenomeno dei blog :)
 

domenica 3 novembre 2013

Best of the Month [Ottobre 2013]

Triatleta del Mese
Genziana Cenni
 
di Christian "Mac" Ferretti
Eccoci, col consueto ritardo altrimenti vi destabilizzo... Ancora ruote grasse, ancora una donna, non è certo colpa mia se vanno forte! Siamo in Toscana, lungo quella dorsale appenninica che certamente invoglia al fuoristrada, e che ricompensa con scorci unici al mondo, non per niente "sfondo" ideale dei quadri di mezzo Rinascimento. Ma non sono qui per celebrare Leonardo o Piero della Francesca, mi manca il physique du rôle per fare il Philippe Daverio, e le fidanzate per fare lo Sgarbi. Al centro dell'attenzione, per il mese di ottobre, non è la campagna aretina, che pure appunto fa da sfondo, ma l'atleta che da quella splendida terra arriva, Genziana Cenni da Poppi. Specialista della corsa, specie off road, si difende bene anche sulle medie distanze (e non stupisce, data la classica affinità nell'allenamento fra triathlon "sporco" e 70.3), con un personale nella mezza maratona inferiore all'ora e trenta. Quest'anno ha stravinto, anzi dominato il neonato circuito Tnatura, ma ci arriviamo fra poco, perché le soddisfazioni arrivano prima dell'inizio del circuito predetto. In verità, l'inizio è in salita, come si converrebbe ma purtroppo in senso figurato, un ritiro al duathlon di Lucca, ma ci vuole poco più di un mese per prendersi la prima soddisfazione stagionale, altro duathlon, esito diverso: primo posto a Cortona. Da lì in poi, sono solo podi, di categoria e molto spesso assoluti, e di questi solo uno o due sul gradino più basso, dietro ad atlete come Monica Cibin ed Elena Manzato, per capire il livello e fugare i dubbi di chi potesse pensare che, dato il numero ridotto di donne in gara, potesse essere in solitaria. Avigliana, Bolsena, Santa Teresa di Gallura, per finire dive aveva cominciato, non nel senso della località, ma della specialità, vincendo alla grande il duathlon Tnatura di Conegliano, e dominando quindi l'intero circuito. Corre certo veloce, Genzi, ma non è che in bici stia lì a guardare, anzi. Da specialista esclusiva o quasi delle ruote grasse, ha forza, resistenza e capacità di guida, sommate al bell'aspetto, gli occhi azzurrissimi e il gran sorriso, suscitano non poca invidia e ammirazione. Ma la stagione non poteva certo terminare a Conegliano, per quanto in una cornice anch'essa da quadro, nella cornice della scuola enologica. Eh, no, va bene l'autarchia, ma c'era quella formalità del 27 ottobre, da sbrigare in quel paradiso terrestre delle isole Hawaii, versante Maui. In compagnia dell'altro portacolori dell'Arezzo nuoto, Fabio Guidelli, il viaggio agli antipodi, ovviamente non la tavola ma la fidata mountain bike al seguito. 21ma fra le pro, per gli amanti dei numeri 3h47', e si tenga conto che quelle davanti erano pro "vere", nel senso che quello fanno per vivere... Un ottimo coronamento di una stagione al vertice, anzi, almeno un biennio, visto che le classifiche del 2012 raccontano la stessa storia di inanellamento di podi. Vai, Genzi, ma nel 2014 qualcuna lasciala alle avversarie!


Disco del Mese
"New" - Paul McCartney
 

 

Elbaman 2013 (io c'ero) - sul blog Semper Adamas
 
 
 
 

domenica 6 ottobre 2013

Best of the Month [Settembre 2013]

Triatleta del mese
Javi Gomez
(nel caso non abbiate visto questo video, cazzo, vedetelo!)
 

 

Disco del mese
 




 
"Perdersi è ritrovarsi" sul blog "Fatica" di Ironmarz
 
l'essenza degli equilibri del triathleta con famiglia....

sabato 3 agosto 2013

Best of the Month [Luglio 2013]

Triathleta del Mese
Molli Serrano

di Christian "Mac" Ferretti
 
Il mese di luglio ci porterà in Florida, e più precisamente a Plantation, una cittadina di media grandezza, gli americani direbbero forse piccola, con i suoi novantamila circa abitanti, sull'asse di quelle località più note che rispondono ai nomi di Ft. Lauderdale a Nord, e Miami a Sud, uno di quei posti da cartolina e serie tv, il cui motto molto U.S.A. è "The grass is greener". Ma non resteremo lì, ci sposteremo in un'altra località da favola, quella Kona, Hawaii, che non ha bisogno di presentazioni in una comunità di triatleti. Nel mezzo però, e alla fine, andremo anche in posti meno ambiti e ricercati, in corsie di ospedale, centri chemioterapici e sale operatorie. Perché sarà anche vero che a Plantation l'erba è più verde, ma il cancro non guarda i colori, né si preoccupa di quanti figli possa avere chi colpisce. Nel 2011, purtroppo, toccò a Molli Serrano, la nostra atleta del mese di giugno. Bionda che più bionda non si può, fisico asciutto e nervoso, nonostante la doppia gravidanza che la portò ad avere, nove anni fa, una splendida coppia di gemelli. Un marito devoto, Juan, e la tenacia che la porta ad essere considerata una delle migliori age grouper americane sulla lunga distanza. Insomma, la classica famiglia americana degli spot dei cereali. Fino al 2011. Un mese prima del suo quarto Ironman, a Klagenfurt, e dopo aver sfiorato anche in occasioni precedenti la qualifica per le Hawaii, un amico la convince che quei continui dolori allo stomaco non sono normali, ha bisogno di esami, di andare a fondo. La diagnosi è impietosa: cancro al pancreas, uno di quelli che, come ci dicono le fredde cifre, lascia meno speranze in assoluto. Il 20 %, viene detto a Molli. Ma lei è tosta: è arrivata al triathlon sulla scia del marito, ma ben presto è stato il marito a doversi accodare a lei. Ogni mattina allenamento, sveglia presto e via, certo il clima della Florida aiuta, ma - non lo scopro certo io -ci va una bella dose di costanza e forza d'animo, specie se si hanno figli piccoli. Forza d'animo che Molli non perde, decide subito che la malattia non l'avrà vinta, almeno non sulle sue abitudini. Ed è così, davvero incredibilmente: il 28 giugno 2011, giorno del settimo compleanno dei figli, va sotto i ferri. Le asportano metà del pancreas, metà dello stomaco, la colecisti e per buona misura anche una porzione di intestino. Due settimane dopo, è in bici. Ad ottobre dell'anno dopo, corre il "livelong Event" in Florida, una gara in bici di un centinaio circa di chilometri. Nel mezzo, però, salta ovviamente Klagenfurt, e con quello anche il sogno della qualifica alle Hawaii. Ma ecco che la buona sorte, la favola, il marketing, decidete voi, ci mettono lo zampino: invia un video di novanta secondi per un concorso indetto da WTC, per cui chi concorre deve declinare il suo personale significato del motto di ferro, "Anything is possible". Ed ecco che arriva la chiamata: Molli vince il suo slot a Kona, certo non passando dalla porta principale, ma chi se ne frega, date le circostanze. Ed ecco l'ennesimo scatto, l'ennesima dimostrazione di forza di volontà e coraggio. Non si contenta di fare il viaggio, di prendere magari simbolicamente il via per poi fermarsi. No, Molli, no. Molli si allena, esce in bici con la sacca per l'infusione dei chemioterapici infilata nella tasca della maglietta, si allena duro: 400-500 km in bici, 40-50 di corsa, e una ventina a nuoto. A settimana. Juan dice che mentre i medici curavano il suo corpo, l'allenamento cura la sua anima. E Molli ce la fa. Indossa un body viola, simbolo della lotta al cancro del pancreas, e un braccialetto con il motto "Prendere a calci il cancro con una volontà di Ferro -Iron Will - forza, fede e amore". E taglia la finish line di Kona, nel 2012, con un tempo che le vale il quarantanovesimo posto nella categoria 35-39, non proprio una categoria poco affollata. E con un buon tempo, 11 ore 39 minuti e 38 secondi, ben al di sotto delle preventivate 12 ore. Nel mezzo, un'apparizione in tv a "Today", che le vale un pizzico di fama e molti messaggi di sostegno, ed altri di ringraziamento, per l'esempio. Si schernisce, Molli. Non si sente una fonte di ispirazione, dice che è solo una persona che fa quello che le piace fare, e che si rifiuta di smettere di farlo quando una situazione avversa si presenta e potrebbe impedirglielo.
Ma questa non è la classica storia americana, anche se ne potrebbero certo fare un film, e magari qualcuno ci sta anche pensando. Non lo è perché manca il lieto fine: il 15 luglio, pochi giorni fa, Molli deve cedere, l'80% contro il suo 20, non lasciavano molte speranze e non sempre accadono i miracoli. Molli lascia Juan e i due gemelli Nicholas e Isabella, ma lascia anche un'eredità alla comunità dei triatleti, la voglia di vivere, la forza e la volontà possono portare distante, e regalare giorni felici anche mentre si affronta una terribile malattia. Ciao, Molli, e se c'è un Lassù, ecco da lì non ti arrabbiare se ogni tanto pensiamo a te e ne ricaviamo ispirazione.

 
 
Disco del Mese
 
 
 

Stavolta concedete l'autoreferenza. Il post del mese, anzi, i post, del mese, sono quelli dei 5 ragazzi di Zona Cambio (io, Master, Luigi, RunnerBlade e Pietro) che hanno partecipato all'Ironman di Klagenfurt.
Cliccando qui trovate la lista di tutti e 5 i racconti!
 
 


venerdì 1 marzo 2013

Best of the Month [Febbraio 2013]

Triathleta del Mese
Linda Scattolin

di Christian "Mac" Ferretti
 
Premetto subito, a scanso di equivoci: il, anzi la triatleta del mese di febbraio, è una mia compagna di squadra, quindi sono in conflittissimo d'interessi, ma sono sicuro che non appena leggerete il nome, non potrete che concordare con me sulla scelta. E allora, bando alle ciance, squilli di tromba, and the winner is... Linda Scattolin.
Avevo promesso magiore attenzione al mondo femminile della triplice, e mantengo la promessa, cominciando con un'atleta davanti a cui non si può fare che inchinarsi. Linda, in forza a Padovanuoto Dynamica e Vigili del Fuoco, allenata da un altro nome illustrissimo del triathlon nostrano, una certa Edith Niederfriniger, è un'atleta eclettica e polivalente: a parte le tre discipline tutte insieme, non disdegna ultratrail, campestri, sci di fondo, sci alpinismo, e chi più ne ha più ne metta. Il sorriso sempre stampato, una parola gentile per tutti, è un esempio di tenacia e costanza. Abbastanza matta da scalare pendii impegnativi in chronobike, e affezionata partecipante, fra le altre gare, all'Elbaman. Proprio nell'ultima edizione disputata, ha piazzato un terzo posto di categoria S4, ottava assoluta al traguardo, dopo due edizioni sulla media distanza, in cui comunque non aveva decisamente mal figurato, con un secondo e un quinto posto. Nel 2012, appunto a podio, e nonostante abbia rischiato di doversi far trapiantare i polmoni, durante la frazione a nuoto. Ma neanche batterie virus possono fermarla, ed ecco il recupero nelle frazioni successive, fino a un podio che dopo l'1h31' in acqua, appunto limitata da problemi fisici, pareva quasi irraggiungibile. Ma come ho scritto, tenacia è il suo terzo nome. Terzo, perché il secondo è il nick "Lisca", richiamato anche dal tatuaggio che fa bella mostra di sé sulla gamba (così se la vedete di spalle, mentre vis supera, alle prossime gare, sapete di chi stiamo parlando).
Colonna portante della squadra femminile padovana, con cui solo un errore di conteggio e di percorso l'ha privata di un successo al campionato di Rimini a squadre a cronometro. Inconveniente che le ha fruttato però un bel Tapiro, alle premiazioni societarie, come al solito accolto con una fragorosa risata e a seguire l'immancabile sorriso. Mentre vi scrivo, è reduce da poco da una top ten alla short race di Abu Dabhi, e vabbé che non era a febbraio, ma siccome sono sempre in ritardo, almeno ne approfitto per fornire anche notizie fresche. Che altro dire? Che ci auguriamo che questo inizio di stagione così distante e così promettente, sia di buon auspicio per una qualificazione...anzi, La qualifica, e credo non occorra aggiungere altro. La guida esperta di Edith e le sue doti, le rendono senza dubbio l'obiettivo alla portata, ma non dico altro per pura scaramanzia. Forza, Linda, dajie de gas, e arrivederci al prossimo inevitabile successo
!
 
 
 
Disco del Mese
 
 
 
 

domenica 3 febbraio 2013

Best of the Month [Gennaio 2013]

Triathleta del Mese
Daniel Fontana
 
di Christian "Mac" Ferretti
 
Dopo aver omaggiato atleti e atlete di ogni dove, norvegesi, britannici, australiani, facciamo un salto, per l'atleta del mese di gennaio, oltre oceano, in Argentina... Ma forse basta fermarsi un po' più vicino, dipende dal periodo dell'anno. Parliamo infatti di un grandissimo di casa nostra, ma in modo un po' particolare, di quelli che qualche decina di anni fa andavano sotto il nome di oriundi: Daniel Fontana.
Il grandissimo campione argentino, naturalizzato italiano, corre infatti sotto la bandiera tricolore dal 2004, scoperto e portato in Italia dapprima da Marco Novelli, poi, fino ad oggi, con la Dds di Milano, per la quale attualmente allena gli age group. Due volte olimpionico, quattro volte campione italiano, dopo una brillante carriera da velocista itu, in un recente passato ha fatto il salto del fosso per lungo, passando alla Distanza. Evidentemente il passaggio all'Ironman, ed al mezzo Ironman, non ha fatto perdere cavalli al motore del nostro, anzi. Come per diversi atleti passati dai corti tiratissimi alla distanza regina, evidentemente il background da velocista ha giovato alla preparazione di ben altro impegno in termini non solo chilometrici. Fin da subito infatti è parso in gado di giocarsi alla pari i podi delle varie competizioni, senza alcun timore reverenziale nei confronti di campioni blasonati. Intendiamoci, Daniel è l'opposto dell'arroganza, ma evidentemente fare per anni a sportellate sui multilap al cardiopalma delle gare itu, lo ha in qualche modo immunizzato da un eccesso di timidezza. E se ne sono accorti subito tutti a loro spese. Esordisce nella mezza distanza con il botto, secondo al mondiale , all'epoca ancora a Clearwater, dopo qualche gara di avvicinamento, nelle quali ovviamente si era guadagnato la qualifica. Nel 2010, lungi dal lasciare, raddoppia: esordio nell'Ironman SouthAfrica, e ovviamente podio, terzo gradino e qualifica per le Hawaii. Dove, nel 2011, si piazza dodicesimo assoluto, eguagliando l'inossidabile Danilo Palmucci, il cui doppio record di piazzamento e cronometrico, resisteva dal 1994 (parliamo ovviamente di prestazione italiana alle Hawaii).
Ma questa piccola celebrazione non vuole certo essere un premio alla carriera, ci auguriamo molto ma molto distante dal suo epilogo. Tutt'altro: è il nostro atleta del mese, perché ha iniziato il 2013, sulla scorta di come aveva inanellato gare nel 2012, ovvero con il secondo gradino del podio, a cui appunto nell'anno appena trascorso aveva praticamente fatto l'abbonamento (con la non indifferente parentesi di delusione alle Hawaii, dove purtroppo persistenti problemi fisici lo hanno costretto al ritiro, come nell'anno dell'esordio; e con la invece piacevole parentesi, giusto per cambiare gradino, della vittoria nel 70.3 di Pescara). Il 13 gennaio a Pucon, in Cile, il solo Reinaldo Colucci, brasiliano, è riuscito a frapporsi fra Daniel ed il terzo successo in quella gara. Il brasiliano ha allungato in bici, e a nulla è valsa una mezza maratona di Daniel con il turbo. Resta comunque una prestazione da incorniciare, ed un podio importante, ad inizio stagione, che speriamo sia di buon auspicio per il seguito, e in particolare per quel piccolo appuntamento ottobrino...
 
 
 
Disco del Mese




 
"Running Sucks" su Blogger per caso di Ibiza130
 

mercoledì 26 dicembre 2012

Sì, un altro best of (i migliori dischi del 2012)

1
The Light the Dead See

Soulsavers

The Light the Dead See (2012)
 
2
Rise Ye Sunken Ships

We Are Augustines

Rise Ye Sunken Ships (2011)
 
3
That's Why God Made the Radio

The Beach Boys

That's Why God Made the Radio (2012)
 
4
ƒIN

John Talabot

ƒIN (2012)
 
5
Strength To Survive

Soldiers of Jah Army

Strength To Survive (2012)
 
6
Letur Lefr

John Frusciante

Letur Lefr (2012) [EP]
 
7
Turisti della democrazia

Lo Stato Sociale

Turisti della democrazia (2012)
 
8
The Bears for Lunch

Guided by Voices

The Bears for Lunch (2012)
 
9
Babel

Mumford & Sons

Babel (2012)
 
10
There's No Leaving Now

The Tallest Man on Earth

There's No Leaving Now (2012)
 
11
Baby

Tribes

Baby (2012)
 
12
Lex Hives

The Hives

Lex Hives (2012)
 
13
Sweet Heart Sweet Light

Spiritualized

Sweet Heart Sweet Light (2012)
 
14
Observator

The Raveonettes

Observator (2012)
 
15
Life Is People

Bill Fay

Life Is People (2012)
 
16
Celebration Rock

Japandroids

Celebration Rock (2012)
 
17
Mirage Rock

Band of Horses

Mirage Rock (2012)
 
18
Welcome Home

All the Young

Welcome Home (2012)
 
19
Cynic's New Year

Horse Feathers

Cynic's New Year (2012)
 
20
Fragrant World

Yeasayer

Fragrant World (2012)
 
21
Bend Beyond

Woods

Bend Beyond (2012)
 
22
Enjoy It While It Lasts

Spector

Enjoy It While It Lasts (2012)
 
23
The Carpenter

The Avett Brothers

The Carpenter (2012)
 
24
An Awesome Wave

An Awesome Wave (2012)
 
25
Rhythm and Repose

Glen Hansard

Rhythm and Repose (2012)
 
26
World Music

Goat

World Music (2012)
 
27
The National Health

Maxïmo Park

The National Health (2012)
 
28
Strangeland

Keane

Strangeland (2012)
 
29
Valtari

Sigur Rós

Valtari (2012)
 
30
Instant Wigwam and Igloo Mixture

Go-Kart Mozart

Instant Wigwam and Igloo Mixture (1999)
 
31
Rover

Rover

Rover (2012)
 
32
Handwritten

The Gaslight Anthem

Handwritten (2012)
 
33
Long Slow Dance

The Fresh & Onlys

Long Slow Dance (2012)
 
34
The Soul of Spain

Spain

The Soul of Spain (2012)
 
35
Ultraísta

Ultraísta

Ultraísta (2012)
 
36
Come of Age

The Vaccines

Come of Age (2012)
 
37
Jag är inte rädd för mörkret

Kent

Jag är inte rädd för mörkret (2012)
 
38
The Way We Move

Langhorne Slim

The Way We Move (2012)
 
39
Area 52

Rodrigo y Gabriela

Area 52 (2012)
 
40
Cheeky for a Reason

The View

Cheeky for a Reason (2012)
 
41
Ssss

VCMG

Ssss (2012)
 
42
I Bet on Sky

Dinosaur Jr.

I Bet on Sky (2012)
 
43
The Family Tree: The Roots

Radical Face

The Family Tree: The Roots (2011)
 
44
Mermaid Avenue Vol. III

Billy Bragg & Wilco

Mermaid Avenue Vol. III (2012)
 
45
Generation Freakshow

Feeder

Generation Freakshow (2012)
 
46
The Place I Left Behind

The Deep Dark Woods

The Place I Left Behind (2011)
 
47
The Way We Move

Langhorne Slim

The Way We Move (2012)
 
48
The Lion's Roar

First Aid Kit

The Lion's Roar (2012)
 
49
Silver Age

Bob Mould

Silver Age (2012)
 
50
Teenage Blood

Tom Williams & the Boat

Teenage Blood (2012)

Commenti

Related Posts with Thumbnails