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venerdì 7 luglio 2023

History repeating: gli IronMan con la salita

E' sempre così.

Come il parto della gestante.

Dici sempre che sarà l'ultimo e poi ci ricaschi.

E così, quando stai al 19°km di salita in un IronMan, e vedi che hai fatto appena 60km, mentre sono passate 3 ore, è il momento in cui pensi (e dici): "ma annàte tutti affanculo, voi e gli IronMan con la salita!"

Poi dopo che hai tagliato il traguardo sei già pronto per iscriverti a Lanzarote...


venerdì 19 maggio 2023

Le salite nella preparazione del triathlon e come eseguirle

E' ormai evidente che abbia un'ammirazione smisurata per i tecnici dell'Oceania, di qualsiasi disciplina.

Probabilmente il vivere down under rende anche le proprie idee abbastanza anticonmformiste da farmele, naturalmente piacere ed adottare.

Uno dei tanti allenatori di cui sopra, è il neozelandese Arthur Lydiard, noto oltre che per la sua semplificazione della metodologia di allenamento, anche per far uscire le salite dalle orecchie dei suoi atleti.

Salite per tutti, dai velocisti ai maratoneti, anche e soprattutto in sostituzione dei lavori in pista, che riduceva ai minimi termini.

Salite brevi prima di allenamenti più intensi in pianura, salite lunghe nei progressivi  e collinari nei lunghi, metodologia utilizzata anche dalla prima scuola podistica kenyota dei primi anni '90, dove oltre ai collinari facevano doppia sessione settimanale di salite.

Per questo motivo non c'è bisogno di spingerle al massimo, trasformandole in un allenamento anaerobico perchè lo scopo (principale) sarà quello di costruire una resistenza muscolare 

E tecnicamente come si lavora al meglio su questo aspetto?

Così:
- cadenza agile
- appoggio di avampiede (in salita eh, non cominciate con il natural running...)
- estensione della gamba nella spinta
- enfatizzare il movimento delle braccia
- rilassamento della parte superiore del corpo
- occhi bassi
- petto in avanti
- spalle indietro
- non guardare in alto

Ah, oppure potete evitare tutte queste salite e sostituirle con allenamenti con i pesi in palestra.

Tanto è uguale no?

venerdì 25 novembre 2022

Il lungo collinare senza colline [Workout Of the Week]

 

Un allenamento classico per la preparazione di una gara di endurance, in qualsiase fase è il lungo (più o meno lungo) collinare.

Proprio per il discorso che abbiamo fatto più volte sull'adizone della forza cosiddetta specifica rispetto a quella aspecifica, in questo senso avremo bisogno di mettere gambe un dislivello rilevante in questi lunghi.

"Eh strong, ma dove sto io non ci sono salite nell'arco di 20km, come faccio?"

E che ci sta a fare Strong?

Ecco la soluzione: vi basta una salita di 150mt al 4% circa, praticamente un cavalcavia.

Dopo il riscaldamento, fate:

15" in salita e riscendete

30" in salita e riscendete

45" in salita e riscendete

(se poi riuscite ad arrivare anche a1' meglio ancora, ma 45" sono più che sufficienti)

e poi ricominciate dai 15" fino alla lunghezza dell'allenamento previsto.

Cosa? Due cojoni?

E chi ha parlato di divertimento?

lunedì 18 ottobre 2021

Everesting Strong (i miei 8848mt tra ciambelle fritte, caffe americani e cieli notturni)



E' chiaro che quel tentativo di Everesting, per quanto ci avesse regalato una giornata indimenticabile e ricca di emozioni, avesse lasciato a me, Walter, Alessio e Matteo una sensazione di qualcosa di non terminato.

Abitando lì vicino, mi capita spesso di salire a San Polo, e ogni volta, la mente si fermava su quei tornati.

Ci siamo più volte ripromessi di rifarlo, abbiamo in qualche occasione provato ad organizzarlo di nuovo, ma per la difficoltà di incastrarlo in un finale di stagione ricco di gare importanti, avevamo deciso di rimandarlo al prossimo.

E poi così, senza pensarci più di tanto, ho notato che tra sabato 16 e domenica 17 ottobre, non c'erano gare, non avevo allenamenti importanti e non erano in programma impegni familiari... che ci faccio con questo weekend?

Non avete bisogno della risposta.

Organizzo tutto sulla "salita di STEFANOLACARSTRONG", segmento di Strava che ha segnato la mia gloriosa carriera ciclistica (Breve storia di questa salita... inziialmente era il mio piccolo "regno", la salita per tornare a casa mia, dove in pratica potevo avere un KOM tranquillo. Con il tempo, vari amici che erano venuti a conoscenza di questo porto franco, sono venuti sfidarmi, e ci siamo tolti più volte reciprocamente il primato, attualmente detenuto da Giacomo).


Tentare l'Everesting su un tratto vicino casa, totalmente illuminato (oltre ad aver fatto tesori degli errori del primo tentativo e dei consigli di "Iron" Marco Accardo), sicuramente ha agevolato logisticamente l'organizzazione di ogni dettaglio.

Mi faccio due conti e penso (spero) di finirlo sulle 21 ore (stima esatta, visto che lo completerò in 20h52') e decido di cominciare alle 4 di mattina, per evitare le "ore pensanti" dall'1 alle 4.

(Vi ricordo le "regole" dell'Everesting: 8848mt di dislivello positivo da coprire in bici, sulla stessa salita, di seguito e senza dormire)

Sto coperto bene e pedalo tagliando i tempi morti (due errori imparati dal primo tentativo), mangio e bevo per quanto possibile sempre sulla bici, fino alle 8.30, quando Alessia mi porta un bella ciambella fritta con the caldo.

Nel frattempo arriva anche Alessio... è venuto esclusivamente per farmi compagnia ed alleviarmi per qualche ora dalla fatica, e i 2000mt di dislivello in sua compagnia volano fin troppo in fretta!

Vado avanti senza problemi fino alle 12.30 quando faccio una sosta per mangiare un po' di pasta.

Nel frattempo gli abitanti di zona cominciano a guardare perplessi questo tizio che ha già fatto fa su e giù per la salita un centinaio di volte.

Le mie ripetute sono scandite da alcuni appuntamenti dove mi concedo qualche pausa un po' più lunga, con qualche piccolo "regalino", un dolcetto, un caffè americano...

Quando arrivo ai 6000mt, il punto dove abbiamo interrotto la volta precedente, mi sento benissimo e mi illudo che ormai il più è fatto.

Naturalmente è una gran cazzata e lo sapevo benissimo, ma in qualche modo bisogna cercare di fregare la mente.

Alle 19 di nuovo un po' di pasta e si ricomincia con il buio.

Ai 7500 arriva un po' di botta: in realtà fisicamente sto benissimo e non ho alcun dolore (tranne alle mani in continua tensione per i freni nelle discese), ma i tempi delle soste cominciare a dilatarsi. Niente di che, 30 secondi di qua, un minuto di là, ma sul tempo totale, ripetuti centinaia di volte si faranno sentire: ormai si va avanti solo a RedBull e caffè!

Nelle ultime 10 salite invece, naturalmente, sparisce la fatica e torna tutta la forza del mondo.

L'ultima salita, l'arrivo, il completamento del mio Everesting, saranno in maniera totalmente diversa dall'IronMan: da solo, all'una di notte, sotto un cielo meravigliosamente blu e nel silenzio totale... non mi serve uno speaker o il pubblico che mi acclama, questa vittoria è tutta per me!

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OK, FINO AD ORA ABBIAMO PARLATO DI CAZZATE, ADESSO LE COSE IMPORTANTI!

Il nostro primo tentativo di Everesting di giugno 2021, era nato e si è sviluppato per un motivo: raccogliere fondi per l'A.GE.PI.

Il mio Everesting, sebbene fatto a qualche mese di distanza, ne è la conseguenza e l'evoluzione, quindi, se avete apprezzato la mia fatica, sarebbe bello che possiate sostenere l'Associazione Gene Piga, che di fatica, VERA, ne fa ogni giorno!

Questa è stata la mia vera vittoria: "Grande Stefano! Abbiamo saputo dell'impresa. Franci non può farlo a voce ma questo è il suo bel sorriso per ringraziarti con tutto il cuore..."

lunedì 17 maggio 2021

Everesting Panda (2 giugno 2021)

Cos'è un Everesting?

In estrema sintesi, bisogna pedalare su e giù per la stessa salita finché non si coprono 8848mt di dislivello positivo. 

Semplice, no?

Giusto per chiarire, stiamo parlando di una prova che consiste più o meno in  260km e almeno 20 ore circa di pedalata.

Un po' meno semplice eh...

Comunque, il Team panda naturalmente non poteva esimersi dall'affrontare una sfida del genere, ed altrettanto naturalmente lo faremo, anche questa volta appoggiando l'A.Ge.Pi, cosa che rimane la sfida più importante!

Quindi, il 2 giugno 2021, sulla salita di San Polo dei Cavalieri (lato Tiburtina) noi ce la metteremo tutta a portare a casa questo grande risultato ma voi se volete potreste aiutarci in vari modi:

  1. Facendo una donazione all'A.Ge.Pi
  2. Pedalando qualche chilometro con noi per farci compagnia
  3. Incitandoci lungo la salita al nostro passaggio
Daje sempre, daje Panda, daje mo!

lunedì 25 maggio 2020

La prima uscita dopo 3 mesi di umiliazioni su Zwift


Da quando tre mesi fa abbiamo cominciato a sfidarci nella Panda Race su Zwift, i miei amici si sono sempre divertiti a sconfiggermi sulle strade virtuali.
In particolare, dove le pendenze cominciavano ad aumentare, rimanevo sempre al gancio, surclassato dai pesi mosca, tutti (parecchio) più leggeri di me.
Ma sabato finalmente c'è stata l'occasione di pedalare nuovamente sulle strade reali, e ci siamo ritrovati con Walter, Alessio, Daniele e Matteo per il giro Tivoli-Canterano-Tivoli.

I primi 25km sono di pianura e pedaliamo ad andatura tranquilla.
Al bivio di Madonna della Pace giriamo a destra verso la salita di Canterano.
Qui si comincia a fare fatica e sfoggio la mia prima arma segreta.
Cedo ai ragazzi un dolce al cioccolato ripieno di rum... cominciamo a stordirli da subito!
Dopo due terzi della salita c'è un leggero scollinamento di un paio di chilometri, per poi affrontare l'ultima parte di salita.
Appena la strada scende perdo qualche metro per bere alla borraccia ma quando la strada ricomincia a salire mi accorgo che l'andatura degli altri è un po' imballata.
Ecco qui.
Dopo tre mesi ho finalmente l'occasione di vendicarmi.
Vado in progressione e vedo che gli altri cedono un po'.
La salita questo punto è corta e c'è poco spazio per fare la differenza ma forzo ancora.
In un tornante vedo che dietro di me non si vede nessuno...
...e mi scatta l'idea che mi ripagherà degli ultimi tre mesi.

Allungo fino allo scollinamento, appoggio la bici e mi sdraio per terra facendo finta di dormire.
E quando arrivano gli altri li accolgo dicendo
"visto che tardavate ad arrivare mi sono fatto un sonnellino!"

Tuttavia, so benissimo che come tutte le sfide, non ci sarà mai il capitolo finale, e infatti Alessio, ferito e minaccioso, mi avverte...
"Lo sai che questa cosa che ci hai fatto la pagherai, vero?"

Ok amici miei, stiamo a Maggio, abbiamo tutto il tempo per battagliare!

lunedì 30 marzo 2020

8x8 a Saracinesco 2020 ZWIFT EDITION


E' il momento giusto.
Il momento di riprendere, dopo qualche anno di assenza la leggendaria 8x8 a Saracinesco.
Solo, questa volta, la faremo in versione virtuale, su Zwift.
Una gara tra amici, in salita, sul percorso Tour of Fire and Ice di Watopia di 26km.
16km di avvicinamento piuttosto pianeggianti e 10km di salita finale, che sarà questa:

E su in cima ristoro per tutti (se avete qualcuno che ve lo prepara).
Naturalmente, come sempre, ci saranno anche dei primi.
Primo uomo, prima donna e il resto a sorteggio tra tutti i partecipanti.
IL TEAM PANDA METTERA' IN PALIO DEI PREMI, MA ANCHE VOI SE AVETE QUALCOSA DA METTERE IN PALIO (cose piccole, un togli-copertoncino, un cappellino, un set di brugole, un powermeter...) FATEMI SAPERE, E' UNA GARA "SOCIALE"

Ok, ecco le regole per l'iscrizione:

  1. Comunicarmi la vostra richiesta di partecipazione a stefanolacarastrong@gmail.com
  2. Seguire il mio profilo Zwift per poter ricevere l'invito come Meet-Up esclusivo
  3. Comunicarmi a fine gara il vostro tempo finale

Non perdete tempo perché il limite degli iscritti è di 50 persone!!!
E poi basta, fatevi trovare pronti domenica 5 aprile, perché ci sarà da battagliare!

Qui sotto aggiornerò la lista iscritti e i premi.
  1. Stefano Strong
  2. Walter "Pescecane" Cassese
  3. Giacomo Angelini
  4. Thomas Del Duca
  5. Carlo Spalletti
  6. Davide Costadone
  7. Fabrizio Terrinoni
  8. Alessio Billato
  9. Matteo "Eagle" Vitulano
  10. Daniele "Thor" Torriani
  11. Alberto Roncalli
  12. Alexa Grisendi
  13. Valerio Della Bruna
  14. Luigi Mauro
  15. Angy PinkLady
  16. Andrea Giolo
  17. Sebastiano Di Pasquale
  18. Enrico Riva
  19. Luigi Monda
  20. Alessio Parisi
  21. Matteo Di Lorenzo
  22. Fabrizio Majerna
  23. Paolo Pasqualin
  24. Sabato Annarumma
  25. Marcello Sanna
  26. Federico Mortellaro
  27. Daniele Fiorentino
  28. Nico Garofalo
  29. Mirko Sanna
  30. Alessandro Michelangeli
  31. Felice Campanile
  32. Alessandro Mingoia
  33. Fabio Milani
  34. Patrizio De Ledi
  35. Mauro Biscossi
  36. Marco Montani
  37. Luigi Orlando
  38. Roberto Ferraiuolo
PREMI
  • 1° uomo e 1^donna: coppa
Premi a sorteggio:
  • t-shirt Team Panda offerta dal Team Panda
  • massaggio sportivo offerto dal centro Fisiokineasy di Alessio Parisi
  • elastico per allenamento di resistenza nel nuoto offerto da Davide Costadone
  • grip manubrio bike offerto da Alessio Billato
  • borraccia offerta da Giacomo Angelino
  • flaconcini lubrificanti WD40 offerti da Angy PinkLady
  • fascia cardio bluetooth offerta da Walter Cassese
  • supporto ciclocomputer per bici offerto da Marcello Sanna

lunedì 17 giugno 2019

La salita è sempre meno dura quando c'è qualche amico ad aspettarti in cima


Ieri ho fatto il classico "giro di Bellegra".
Tivoli - Subiaco - Bellegra - San Vito - Tivoli.
La salita di Bellegra non è lunga ma impegnativa, soprattutto nell'ultimo tratto.
Insomma, arrivare su in cima è sempre una piccola conquista.
Ieri però sapevo che in cima c'era il mio amico Gianni, che era tornato al suo paese di origine per aspettare il ritorno delle compagnie in pellegrinaggio a piedi al santuario della Santissima Trinità.

Il solo sapere che ci fosse qualcuno in cima che mi aspettasse, anche solo per un saluto, ha alleviato quasi completamente le mie fatiche.
Mi arrampicavo sul muro finale senza neanche sudare (se non per i 40° all'ombra, ma quella è un'altra storia).

Ma è sempre così.
Al mio primo IronMan a Klagenfurt sulla salita più impegnativa c'era tutta la mia famiglia ad aspettarmi, con mio padre che sventolava un bandierone.
Ed infatti non temevo l'arrivo di quella salita, ma la aspettavo!

E questo non solo per le salite.
Anche nelle frazioni finali degli IronMan, chi non aspetta di incontrare un figlio, una moglie o un amico a bordo strada anche per cinque secondi di incitamento?
E sappiamo che quei cinque secondi ci faranno andare avanti per altri 500 metri!
Viviamo per quei cinque secondi, li aspettiamo più dei ristori.
Io non aspetto altro di trovare in cima alle mie salite.

E allora, cominciate a prendere posizione sulle cime delle nostre salite, sto arrivando!

lunedì 26 marzo 2018

La passione di Saracinesco


Saracinesco, per chi abita nella provincia di Roma è un po' un piccolo Mortirolo.
Per carità, nessun paragone, meno chilometri e meno pendenza, però ricopre quel senso di sacralità e rispetto da parte di ogni ciclista locale.
Certo, ci sono salite e strappi anche più impegnativi, ma questa è "la salita".
Otto chilometri all'8%, che si snodano su una strada sostanzialmente senza traffico per arrivare alla rocca di Saracinesco, da dove si può riscendere solo da dove si è saliti (almeno con una bici da corsa).
Insomma, la passione di ogni ciclista.
Passione come sentimento impetuoso.
Ma passione anche da πάθος sofferenza.
E quale periodo migliore per affrontare una passione sui pedali se non la settimana Santa?

Quando attacchi la salita Saracinesco lo vedi quasi verticale sopra di te.
Non ha niente intorno, solo il cielo.
Un Golgota.
E' una salita dura, che non dà tregua, eppure dal primo colpo di pedale sai che lassù ci arriverai.
(A dire il vero i due ciclisti che ho superato ieri, non li ho mica rincontrati riscendendo, ma questa è un'altra storia)
E non si può neanche scappare da Saracinesco.
E' il calice che non vuoi ma devi bere.
Si sale su lentamente ed ogni chilometro che passa è una stazione del Calvario.
Ci sono solo un paio di tornanti, ampi, dove puoi prendere il fiato.
Quelli sono i momenti dove Veronica di rinfresca il volto e dove Simone di Cirene ti aiuta a portare la Croce.
Ma il riposo dura il tempo di una curva.
Poi si risale inesorabilmente.
Finchè non arrivi in cima, dove ti ritrovi completamente solo, in silenzio e schiaffeggiato da vento.
E' in quell'attimo preciso che passi dalla morte alla vita.
Un metro prima stai morendo, quando poggi il piede a terra sei morto, il secondo dopo siete pronti per l'immortalità.
E la cosa bella, è che non dovete neanche aspettare tre giorni.

mercoledì 7 agosto 2013

"E che fai, non la fai?"

 
Dopo aver fatto tanta crono per preparare l'Ironman di Klagenfurt, comincio ad avere la necessità di tornare a fare un po' di salite.
Ieri, tornando dall'ufficio (alle 2 di pomeriggio con 38° gradi naturalmente), ho voluto provare una strada che non conoscevo.
Ho tagliato dalla Salaria verso Palombara, attraversando le stupende campagne della Sabina.
Ad un certo punto ho incrociato un cartello che indicava una strada al 18% per salire verso Palombara.
"E che fai, non la fai?" mi sono detto...
Per la prima volta sono stato tentato di mettere il piede a terra.
Ma alla fine ho zigzagato e sono sopravvissuto fino allo scollinamento, finendo felice come un bambino.
E per festeggiare ho deciso di tornare a casa allungando per San Polo, e godendomi un'altra bella salita di 8km.
Vediamo che altro vado a scovare in settimana...
 
 

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