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lunedì 31 agosto 2015

Triathlon autogestito, rimessa economica non indifferente e piccoli piacere.



Il programma di venerdì scorso prevedeva un bell'allenamento su tutte e tre le discipline.
Triathlon autogestito, appunto.


Mi presento alla piscina dell'Aquaniene con body gara, bici e casco.
Una carnevalata fuori stagione
Il travestimento naturalmente non finisce qui.
Dalla borsetta portaoggetti della bici tiro fuori cuffia ed occhialini e in equilibrio sui tacchetti delle scarpe da bici mi avvio verso la corsia della vasca.
La gente mi guarda torvamente (per fortuna stiamo ancora a fine agosto e non c'è il pienone).
Con nonchalance mi butto, avvio il Garmin e comincio a sbracciare.
Dopo la virata di metà allenamento butto un'occhiata al display per vedere il passaggio.
Tutto spento...
Vabbè cazzo, continuo per 1900mt, poi tutto sgocciolante mi avvio verso la bici, rificco cuffia ed occhialini nel contenitore, indosso casco e occhiali, guardo il Garmin e...
Cazzo il Garmin!
Deve essersi scheggiato in qualche occasione, ha il vetro un po' inclinato e da sotto i cristalli si vedono tutte simpatiche bollicine, intervallate da saltuari beeeeeep.
E mo che faccio?
Ah vero, usiamo l'app di Strava sull'iPhone e poi ci preoccupiamo.
Avvio l'applicazione e mi avvio pedalando verso l'uscita.



Il tragitto in bici prosegue apparentemente senza intoppi.
ho sempre usato Strava come software di analisi degli allenamenti ma mai come app gps per l'allenamento.
Ogni tanto controllo che la registrazione della pedalata avvenga correttamente ma non sembrano esserci motivi di preoccupazione.
Ultima frazione ed ultimo dubbio.

Con il semplice orologio che ho al polso (senza gps) non potrei correre 10km esatti.
Sto pensando di correre 45' a sensazione, senza particolari riferimenti sul passo, quando mi ricordo che il body ha una taschina interna.
Ficco l'iPhone nel taschino (naturalmente chiuso in una bustina per non farlo bagnare con il sudore) ed inizio l'ultima fatica, anche di buon umore, per dirla tutta.
Completo l'allenamento e me ne torno a casa.
L'allenamento mi è costato un Garmin, ma dopo tanti anni di utilizzo, ci può anche stare che alla fine abbia tirato le cuoia.
Vado a controllare i dati sul telefono e...
Il prolungato utilizzo del gps me lo ha fuso.
"Temperatura in ebolizione, chiamare i pompieri" mi avvisa il telefonino.
Dopo svariati tentativi di raffreddarlo, i postumi di quel che rimane sono una batteria che regge più o meno 5 minuti nonché wi-fi e blutooth andati a puttane.
Prima cerco di raccogliere tutta la mia famigerata calma zen ma poi, quando riconosco che non sono così incazzato, mi accorgo dell'ennesimo effetto collaterale del triathlon, tanto pericoloso quanto preoccupante.
La triste verità è che il fatto che in tre ore siano andati in fumo circa 1000€ non sia riuscito a togliermi dal viso un sorrisetto ebete che abbiamo, follemente tutti, al termine di un duro allenamento terminato piuttosto bene...



mercoledì 12 agosto 2015

La fame cronica del triatleta


Mi ero appena lamentato del pranzo abbondante seguito da un mancato allenamento quando devo registrare un nuovo episodio alimentare che descrive benissimo quelli che chiamo ECT (effetti collaterali del triathlon).
In previsione del compleanno di mio padre, sono stato molto parsimonioso a mangiare durante tutta la giornata, anche in corsiderazione dell'unico e blando allenamento previsto per la giornata.
Anche per la stessa cena ho conservato un basso profilo per scatenarmi con il dolce.
Come succede però in questi casi, quando arrivi al dolce con lo stomaco vuoto, c'è davvero molto spazio da riempire.
Risultato: 5 (CINQUE) fetto di torta con panna e crema ingurgitate in, più o meno, trenta secondi.
Quando mi sono alzato, un leggero senso di vomito mi ha pervaso.
Mi sono trascinato a letto con il pensiero di saltare la colazione la mattina successiva.
Stocazzo.
Mi sono svegliato con un buco allo stomaco che una dozzina di fette biscottare burro e marmellata ed il ciambellone hanno fatto fatica a placare.
Ecco, effetti collaterali del triathlon...

mercoledì 30 ottobre 2013

(Effetti Collaterali del Triathlon): il voyeur della piscina

 

E' risaputo che una delle attrattive principali del nuotatore maschile medio è seguire la scia delle raniste.
Anche i nuotatori più veloci, quando trovano una ranista davanti, invece che sbraitare come farebbero con qualsiasi altro personaggio che rallenterebbe l'allenamento, decidono di fare a loro volta qualche vasca sciolta a rana...
Da parte mia, invece, ieri ho avuto identiche pulsioni, vabbè, NON ESATTAMENTE IDENTICHE, ma abbastanza bramose, quando Valerio Cleri si è tuffato nell vasca a fianco alla mia.
Ad ogni incrocio rallentavo tantissimo (vabbè, non è che andassi così veloce già di mio) per cercare di rubare qualche segreto.
Ecco, uno dei tanti effetti collaterali del triathlon (ECT), è questa triste trasformazione: dal guardare le nuotatrici da dietro (IO COMUNQUE NON L'HO MAI FATTO EH!) allo spizzare i nuotatori (forti, almeno questo...) della corsia a fianco...
Che finaccia...

martedì 8 ottobre 2013

(Effetti Collaterali del Triathlon): il padre irresponsabile

 
Mio nonno mi raccontava con orgoglio di quando durante la guerra tornava a casa con i sacchi di farina sfamando tutta la famiglia.
Io invece rubo da mangiare dal piatto dei miei figli.
La cosa naturalmente è ascrivibile alla categoria ECT: "Effetti Collaterali del Triathlon".
Quando mi siedo a tavola, cerco di fare piazza pulita di tutto quello che c'è.
Quando ho finito di mangiare comincio a guardare con sguardo impaziente gli altri piatti, aspettando che qualcuno lasci qualcosa.
L'altro giorno mio figlio, mentre mangiavamo, ha piagnucolato...
"Mamma, devo andare al bagno"
"Va bene, vai..." ha risposto Alessia
"No, non ci voglio andare..."
"Perchè?"
"Perchè ho paura che se mi allontano papà si mangia tutto il mio piatto"




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