lunedì 3 ottobre 2022

La Corsa delle 3 Ville 2022

Quando sei abituato alle gare di triathlon e vai a fare qualche gara podistica ti sembra sempre di essere in gita.

Non parlo di durezza o intensità, una gara è sempre una gara e si va sempre a tutta... parlo del fatto che non mi devo portare nulla dietro, non devo ricordarmi della muta, occhialini, bici, scarpe da bici e vabbè, tutte quelle cose che sapete benissimo...

Così come esco di casa, così mi ritrovo sulla linea di partenza.

Il percorso di questa gara è tanto bello quanto duro: si parte da Villa Adriana e si sale su a Tivoli attraverso Villa d'Este, il che significa tanta salita e tanto sterrato.

Conoscere a memoria queste strade mi permette di gestire da subito il passo, altrimenti si rischia di finire stravolti, e la scelta è azzeccatissima.

Primi 4km dentro Villa Adriana in totale controllo e quando comincia la dura arrampicata verso Tivoli attraverso Villa d'Este ho ancora le energie per forzare.

Dopo metà gara comincio a recuperare parecchie persone che probabilmente hanno forzato troppo l'inizio.

Il finale è in picchiata a tutta velocità e spingo ancora superando altre persone.

Quando vedo il traguardo inserisco la modalità PIVELLO ON.

Rallento, pensando di non avere nessuno alle spalle, e un tizio mi brucia sulla finishline.

Risultato: lui primo di categoria, io secondo di categoria.

E vabbè, dopo tanti anni anche oggi abbiamo imparato qualcosa.

Di buono però c'è da segnare un'ottima condizione (naturalmente sto beneficiando ancora della preprazione dell'IronMan), un 10° posto assoluto e un bel cesto di alimenti come premio.

Per migliorarsi c'è sempre tempo!



mercoledì 28 settembre 2022

Il pettorale adeguato per l'IronMan

 

Nel pacco gara del mio ultimo IronMan, ho trovato una curiosa sorpresa.

Come sapete, sul pettorale delle mie gare IronMan, ormai è riportato il nome STEFANOSTRONG.

Questa volta però, probabilmente a causa di una font troppo grande utilizzata, il mio nome completo non è entrato, e si leggeva semplicemente questo...


Mentre ridevo, ho detto a mia moglie che era giusto così, e solo al termine della gara avrei aggiunto

NZ oppure NG

a seconda di come mi sarei comportato...

Diciamo che era un bello stimolo per far bene, e visto come poi è andata la gara, direi che mi sono ampiamente meritato anche uno...

NGER

 

lunedì 26 settembre 2022

I tre anni di una programmazione


Un allenatore che stimo molto, una volta mi disse che era solito comunicare ai propri atleti che dopo tre anni dall'inizio degli allenamento avrebbe interrotto il rapporto atleta-coach perchè, se entrambi avevano lavorato bene, non c'era più niente da insegnare.

Come detto, pur apprezzando molto il tecnico in questione, ho una visione totalmente opposta su questo aspetto: per quanto mi riguarda il "divertimento", ovvero il frutto del lavoro, comincia a vedersi proprio dai tre anni in poi.

Dico questo relativamente più contesti:

1) quello umano, perchè tutti i rapporti hanno bisogno di tempo per consolidarsi, ad anche la totale e rispettiva fiducia tra allenatore ed atleta ha bisogno di tempo per maturare

2) quello tecnico, perchè l'esecuzione ottimale della tecnica, degli allenamenti e di una nuova programmazione, secondo le idee ed il metodo di un allenatore necessitano della dovuta esperienza

3) quello fisico, perchè il metabolismo di un (mio) atleta perfezione il completo adattamento a carichi di lavoro dopo un anno di "attacco", ed un altro di "consolidamento"

Sicuramente non c'è l'aspetto economico!

Come sapete, per fortuna non vivo di triathlon e posso permettermi di scegliere chi allenare, motivo per cui l'ultimo dei miei pensieri è quello di "fidelizzare" un atleta nel tempo.

Certo, alla fine si parla sempre di rapporti umani, e come tutti i rapporti umani per germogliare nel migliore die modi ha bisogno di quelle componenti fondamentali di fiducia, trasparenza, stima, onestà, correttezza e fedeltà.

Ma per quelle basta un anno per capirle.

giovedì 22 settembre 2022

E adesso?

 

Indubbiamente con questo IronMan sotto le 10 ore si chiude un capitolo del mio percorso di triatleta.

In realtà non è che sia stato un punto di riferimento così importante, ma l'anno scorso, dopo che in maniera inaspettata era arrivato un 10h06' avevo chiaramente focalizzato l'obiettivo senza girarci troppo intorno.

La gara è stata esaltante, senza mai un crisi, paradossalmente anche meno emozionante di altre, perchè da subito ho capito che c'erano tutte le condizioni per scendere sotto le 10 ore: clima perfetto, e una condizione fisica come non avevo mai avuto.

Non ci sono stati arrivi con i secondi contati, non ci sono stati calcoli per impostare un passo in compelta sofferenza per raggiungere l'obiettivo... aldilà di sterili speculazioni su un percorso troppo affollato di atleti, mi sono presentato allla partenza in una condizione perfetta.

Come spesso accade, quando si cerca un'obiettivo, alla fine si ottiene senza drammi e senza rincorrerlo ma in modo assolutamente naturale.

Chiaramente non significa per caso, dietro c'è stato tanto lavoro, tanta consistenza negli allenamenti, tanta determinazione e una motivazione sempre altissima.

In questo mi è sembrato di rivivere la mia maratona sotto le 3 ore: avevo una tale conspapevolezza della mia preparazione che non ho mai avuto dubbi di riuscire ad ottenerla.

La domanda a questo punto è: e adesso che si fa, quale obiettivo si cerca?

Qualche idea c'è, anche interessante e stimolante, ma è ancora tutto fumoso...

Poco male, a proposito di fumo, intanto mi godo questo traguardo con un bel Talisker e un buon sigaro di Big Luciano che aspettava di essere onorato... non c'è fretta di decidere per adesso, perchè c'è ancora da godere per molto!

martedì 20 settembre 2022

Il mio IronMan Italy 2022: 9h34' e un cuore grande così!

 

Come sempre, al termine di un IronMan, sono talmente le cose che passano per la testa che si rischia sempre di scordare qualcosa, ma anche se quel qualcosa non attraversa i pensieri, sicuramente alberga in qualche posto in fondo al cuore.

I giorni prima sono montagne russe di emozioni: giovedì c'è la tensione pre-gara, venerdì la consapevolezza che con il meteo disastroso previsto per il giorno dopo la gara possa essere un'agonia o che possa saltare. Si decide (per fortuna) di spostare la gara alla domenica insieme al 70.3 (il 5150 sarà eliminato, lo so, è una decisione drastica, però qualcosa bisognava fare), ma si resta in attesa dei danni che la tempesta ha provocato il sabato. Alle ore 18 finalmente c'è l'ufficialità della partenza, consegna bici con fila chilometrica fino alla notte, ma lo sforzo dell'organizzazione per mantenere tutto  è da applausi ed il giorno dopo si gareggerà in totale sicurezza.

Il giorno dopo...

Dopo tanti dubbi c'è una finalmente una certezza: ci sono tutte le condizioni per fare una grande prestazioni. Per chi ha un obiettivo cronometrico ben fisso, condizioni ottimali si traduce però in tante aspettative per non fallire.

Dopo 10h06' dell'anno scorso, il mio obiettivo naturalmente era scendere sotto le 10 ore. Le indicazioni dell'IronMan di Klagenfurt a Luglio erano decisamente ottimistiche: con una prestazione del genere su un percorso più facile come quello di Cervia sicuramente sarei riuscito a centrare il mio obiettivo, ma calcoli e chiacchiere valgono ben poco quando bisogna tirare le somme.

Muta consentita e mare calmo: nuoto in totale scioltezza senza mai forzare uscendo come previsto in 1h01'.


La zona cambio lunga 1km, allungata per unire IronMan e 70.3,  sembra non finire mai, ma appena salgo in bici mi sento totalmente centrato sull'obiettivo e motivato a dare il meglio.

Gestisco come da tattica impostata la prima parte di gara fino alla prima salita di Bertinoro, lì mi alzo sui pedali e comincio a spingere, breve recupero in discesa e poi comincio a martellare in bici.

Solitamente a metà gara arriva sempre un po' di stanchezza, più che altro mentale... mancano ancora 90km di bici e c'è ancora tanto da pedalare, ma stavolta mi sento completamente in forza con la voglia di spingere ancora.

Parentesi necessaria sulla questione scie, dovute alla presenza sul percorso di atleti sia dell'IronMan che del 70.3. Ci sono stati episodi di scia? Naturalmente, come avrà visto chiunque abbia partecipato, sì. C'era modo di approfittarne in maniera esagerata? Come sempre, dipende dalla volontà di ciascuno. Per quanto mi riguarda parlano i miei watt. Discorso chiuso.

Fresco durante tutto il percorso, vento sempre a favore dove serviva e sfavorevole dove non causava danno, e naturalmente una condizione eccellente (eh beh!), mi fanno chiudere la frazione sotto le 5 ore, con un tempo addirittura migliore rispetto alle mie aspettative.

I primi 200mt della corsa mi fanno subito capire che tipo di maratona sarà, e stavolta capisco che anche l'ultima, sarà un'ottima frazione.

Non faccio calcoli, ma so bene che anche con una corsa più lenta del previsto ho parecchio margine per stare sotto le 10 ore. 

Però da un po' di tempo non mi piace giocare più per "pareggiare", ma vado sempre "all in", anche a costo di perdere tutto.

E così spingo anche la corsa.


C'è solo una cosa ormai che mi preoccupa: dopo 2km di corsa il bicipite femorale sinistro si irrigidisce pericolosamente in continuazione. Che faccio, rallento? Ma non se ne parla! Cerco di cambiare postura di corsa finché non trovo un movimento che non mi dà fastidio.

E così dopo i primi 10km, quando passa anche quel fastidio, sono consapevole che nulla potrà più fermarmi. Durante l'ultima frazione non guardo mai l'orologio, il passo è costante senza cedimenti e non c'è bisogno di conferme cronometriche!

Quando mancano 4km penso che posso anche aumentare l'andatura, ormai potrei correre per altri 42km!

Sotto il traguardo, che segna 9h34', mi aspetta Alessia, pronta a passarmi il cappellino da Panda.

E' il nostro rituale, che ci ha accompagnato in ogni gara, quelle dove arrivo stravolto e quelle, come  oggi, esaltanti. Ma quando lo indosso, stanchezza o no, c'è sempre un sorriso che mi solca il volto.

Oggi, oltre il sorriso, c'è anche un cuore enorme, quello che regalo a mia moglie e a chiunque, in tanti anni che faccio triathlon, ha condiviso il mio percorso,anche solo di passaggio, anche per solo un metro, verso il mio obiettivo.



 

 

giovedì 8 settembre 2022

Quando e come provare gli "esperimenti" nella preparazione

 

Abbiamo parlato nel post del "Big Weekend" dell'opportunità di sperimentare durante la preprazione alcuni elementi nuovi.

Potrebbero essere degli allenamenti con un diverso rapporto alta/bassa intensità, curare aspetti tecnici non precedentemente non presi in considerazione oppure, come nel caso sopra citato, di inserire un blocco di allenamenti particolarmente instenso.

La domanda adesso quando è il caso di fare un esperimento del genere?

Le considerazioni da fare sono varie e complesse ma poichè, come sapete, mi piace sintetizzare all'estremo i concetti, possiamo riassumerle in tre punti:

1) l'atleta deve essere già esperto, in grado di valutare bene le sensazioni del carico, giudicando se è il caso di fermarsi o rimodulare in corsa il cambiamento

2) l'atleta deve saper eseguire bene quegli allenamenti, affrontati precedentemente con una diversa (più ampia) densità settimanale

3) l'atleta deve essere consapevole che l'esperimento, in quanto tale, può tramutarsi in una cazzata tremenda. In questo caso essere un coach-atleta-cavia potrebbe aiutare...

martedì 6 settembre 2022

Team Panda Running Club: allenati a Roma insieme ai Panda!

 

Per la prossima stagione agonistica, il Team Panda ed il PandaLab organizzano due allenamenti di gruppo a settimana a Villa Ada.

Chiunque vorrà unirsi al nostro gruppo sarà il benvenuto, si dice che allenandosi con i panda si diventa più forti...

Per qualsiasi info scrivete a: training@teampanda.it

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