giovedì 24 settembre 2020

Perchè non mi piacciono i training camp e gli stages...

 

 Strong, perchè non organizzi un training camp, sai quanta gente ci verrebbe!

Questa frase mi viene riproposta puntualmente almeno una volta ogni tre mesi.
La verità è che non mi piace affatto l'idea di un training camp, per tantissimi motivi.

Belle sicuramente le location, bella l'opportunità di allenarsi per un finesettimana insieme ai propri amici,  compagni di squadra o sotto la guida di un professionista, ma ci sono tanti motivi per i quali 'sta cosa proprio non mi convince!

Aspetto tecnico.
Questa è un po' una fissa da allenatore, che la vostra programmazione possa essere scombussolata -seppur per 4 giorni - anche in maniera drastica per variazioni di volume e intensità. Oppure vi insegnano cose - magari anche giuste - ma diverse dalla metodologia del vostro allenatore. Certo, un bravo coach saprebbe come rimodulare programma e tecnica. Ma non tutti hanno un bravo coach. Sotto questo aspetto, se proprio volete partecipare ad un training camp, sceglietene uno organizzato dal vostro allenatore.

Aspetto economico.
I training camp sono tutt'altro che economici. Nel mondo del triathlon dove anche la più piccola stupidaggine costa tantissimo (e così via fino ad arrivare alle gare), meglio investire in un finesettimana con una bella gara. Forse sarà meno "utile" ma le nsazioni che lascia sono ben diverse.

Aspetto lavorativo.
Un po' come sopra... devo prendermi qualche giorno di ferie? Preferisco lasciarli per gare o viaggi con la famiglia.

Aspetto famigliare.
Lo sapete, l'aspetto dell'equilibrio della famiglia è sempre al primo posto per me. Non mi piace lasciarla a casa e naturalmente non provate a far passare il messaggio che in un buon resort sarà una vacanza anche per loro. Non ci credete neanche voi.

Poi, come sempre le considerazioni su questi aspetti sono sempre personali, quindi se non vi importa di una lineare programmazione annuale, se siete zitelloni/cavalli battenti, potete fare a meno del lavoro e vi pulite il culo con le banconote da 500€, allora certo, non ho controindicazioni alla partecipazione a training camp!

venerdì 18 settembre 2020

8x8 Saracinesco 2020: tutto quello che c'è da sapere!

 

Dopo qualche anno di assenza, finalmente si torna a parlare della 8x8 a Saracinesco.

Segnatevi la data: 18 ottobre 2020.

Se già avete partecipato alla 8x8 sapete di cosa si sta parlando, se non lo sapete, date un'occhiata qui...

In breve le regole:

8km in salita all'8% di pedenza, si parte tutti insieme, il primo che arriva vince la coppa.

In cima saranno sorteggiati piccoli premi tra tutti i partecipanti (se qualcuno volesse portare qualcosa è il benvenuto).

Sono ammesse qualsiasi bici e qualsiasi  scorrettezze.

La partenza è prevista alle 11.30 all'attacco della salita di Saracinesco. Se volete venire insieme a noi, gli appuntamenti sono alle 10:00 alla stazione ferroviaria di Tivoli o alle 11:00 al parcheggio subito dopo l'uscita autostradale Vicovaro/mandela (a 200mt dalla partenza).

Se pensate di vincere un premio, vi conviene salire in cima con la macchina e poi scendere con la bici alla partenza.

Visto che il giorno dopo sarà il mio compleanno, in cima festeggeremo tutti con cibarie e bevande varie.

Sostanzialmente è una festa, quindi evitate di fare polemiche tra partecipanti (anche se, come sempre, ci saranno).

Per poter partecipare, vincere il premio, ma soprattutto ENTRARE NELLA STORIA DEI VINCITORI DELLA 8x8, dovrete scrivermi via mail a stefanolacarastrong@gmail.com per essere "iscritti".

Chi sarà iscritto, alla partenza riceverà un pettorale. Potete metterlo sulla bici o tenerlo in tasca, l'importante sarà consegnarlo all'arrivo. L'ordine ufficiale di arrivo sarà esclusivamente quello della consegna dei pettorali. 

Per qualsiasi altra domanda, scrivetemi tranquillamente.

Qui sotto la lista degli iscritti (aggiornata periodicamente).

  1. Luca Bertaccini
  2. Stefano STRONG
  3. Walter ""Pescecane"
  4. Angela "PinkLady"
  5. Simone Sciortino
  6. Fabrizio Terrinoni
  7. Emanuele Orati
  8. Simone Conidi
  9. Claudio Mottola
  10. Roberto Polzelli
  11. Alessio Parisi
  12. Marco Berti
  13. Francesco Zazza
  14. Matteo Vitulano
  15. Carlo Spalletti
  16. Gabriele Baldi
  17. Andrea Piromalli
  18. Giacomo Angelini


mercoledì 16 settembre 2020

Quando c'è di mezzo il giro d'Italia, Rosa in questo caso, la cronaca oscilla sempre tra sport e vita



(Non l'ho scritto io ma mio mio padre, ma merita decisamente di stare su questo blog)

Ieri, Tivoli è stato tappa del Giro Rosa e, come molti tiburtini, ho assistito all'arrivo della corsa. Anzi, molto prima dell'arrivo, già ero entrato in quel clima particolare che si avverte mentre aspetti il passaggio dei corridori. Sulla panoramica della piazza Garibaldi, avevamo montato il gazebo del Team Panda, la squadra di Triathlon della quale sono, davvero assai indegnamente, presidente. Proprio sotto quel gazebo inizia la cronaca di vita. Sul tavolino, avevamo esposto i gadget offerti dai nostri sponsor. Alcuni erano di carattere prettamente sportivo, riservati ad atleti, gel fisiokineasy da prendere in corsa, altri, offerti dalla nostra atleta e sponsor Alexa Grisendi, d'uso comune, penne, agendine, ventagli, palloncini, poggia cellulare.

La cronaca, dicevo, piccola cronaca fatta di persone, che timidamente prendono ciò che gli si offre e, spesso, sentono quasi il dovere di motivare il loro interesse per il dono. Alcuni tornano con un amico, altri tornano tre o quattro volte, da soli. Poi c'è la signora che rimprovera le amiche perché non si vergognano di aver chiesto una penna e, mentre le altre restano vicine al tavolino, in disparte, ti racconta che ha un figlio disabile. Gli chiediamo di portarlo da noi e ci dice che "...no, no" con un'espressione che è difficile dimenticare. Infine, non accetta altro che una penna e un'agendina, perché basteranno a renderlo felice.
Quel velo di tristezza si dilegua, però, quando vedi il volto dei bambini e il loro sguardo che va dai tuoi occhi a quelli del padre o della madre, quando gli chiedi se vogliono un palloncino; lo prendono con gli occhi bassi e, sollecitati dai genitori, ti dicono grazie. Bene - penso allora io - ancora ci sono i "vecchi" genitori che insegnano a ringraziare.

Nel pomeriggio entra la cronaca sportiva, sulla salita più dura, sulla via del Colle, quando la strada impenna con una pendenza superiore al 15%. Passano le prime, danzano sui pedali, guardano la strada e la sfidano; sono solo due, due persone prima che due cicliste, in fuga si dice, in fuga dall'anonimato del gruppo che non di persone, ma solo di cicliste e colori è formato. Tornano le persone, quelle che hanno un volto, quelle rimaste indietro e anche loro guardano la strada, ma non la sfidano, sembrano anzi chiederle un gesto d'amore, che si spiani, che dopo quell'arco si mostri meno cattiva. 


Quando, dopo molto tempo, passa una ciclista sola, l'ultima, appena davanti all'auto di fine corsa, sembra che le auto non facciano rumore, neanche le moto, neanche la sua bicicletta, neanche il suo respiro. C'è solo silenzio, fino a quando una mano, tra il pubblico, le indica il punto in cui la strada si fa un poco meno ripida ed una voce, poi due voci, poi tre voci, la incoraggiano, lacerando quel silenzio che invece lei vuole, perché lì, in quel vuoto di suoni e di pensieri ha riposto ciò che le è necessario per non smettere di pedalare ed andare avanti. Così, lo impone il silenzio, nella foto si vede: toglie la mano dal manubrio e porta il dito davanti alla bocca. Non so come ti chiami, graziosa atleta, ma un nome te l'ho dato: Tacita Muta. Era una dea (chissà.. forse è una dea e forse sei proprio tu) che, con un gesto identico al tuo, imponendo il silenzio, concentrava il pensiero per aiutare il sole , anche lui, a salire, ad uscire dalle brume invernali.


Infine, quando è sera, torna la cronaca di vita, piccola e sorridente. A casa, affacciato in terrazza, vedo passare sulla la strada un bambino - solo, in salita e in silenzio, proprio come l'ultima ciclista- che con piccoli calci, spinge davanti uno dei palloncini del nostro sponsor. Quel piccolo pallone colorato, con quel nome "Speedy Block" stampato su uno spicchio, un nome che è quasi un ossimoro, evoca velocità e immobilità, chi in salita corre e chi si ferma, come nella vita, e così riassume la giornata con la potenza di un simbolo.
Non so bene perché, ma osservando quel bambino, ho provato una grande gioia.

giovedì 10 settembre 2020

La metodologia di allenamento migliore per la fiducia (fides) nei confronti del coach

 

Siamo abituati a porre gli allenamenti e la loro metodologia su aspetti metabolici, muscolari e in correlazione con altri aspetti come il recupero, la nutrizione ecc..

Siccome a me piace infilarci riferimenti classici, mi piace creare analogie umanistiche che, probabilmente e per molti, non hanno alcun tipo di connessione con la scienza dello sport.

Ho subito notato un parallelismo tra il coordinamento degli oggetti verso il fine della conoscenza, della ricerca razionale e della rivelazione, insegnati da Ugo di San Vittore, ed la metodologia di allenamenti, appunto.

In questo processo logico applicato agli allenamenti, avremo dunque:

  1. allenamenti che derivano dalla ragione
  2. allenamenti conformi alla ragione
  3. allenamenti al di sopra della ragione
  4. allenamenti contro la ragione
ovvero:
  1. allenamenti assegnati su parametri determinati e adattati nell'esecuzione alle sensazioni
  2. allenamenti eseguiti in base ai parametri assegnati in maniera precisa dall'analisi dei dati
  3. allenamenti eseguiti in base alle sensazioni, privi di alcun parametro assegnato
  4. allenamenti eseguiti forzando in maniera negativa o positiva quelli assegnati, basati su parametri precisi
Il filosofo della Sassonia afferma che le cose  riconducibili al n1) sono necessarie, quelle al punto 2)probabili, quelle al 3)mirabili e quelle al 4)impossibili, specificando che possono essere oggetto di fede solo le cose conformi (2) e al di sopra (3) della ragione.
 
Di conseguenza, presumo che un allenatore, per ottenere la fiducia dei propri atleti, dovrebbe basare i propri programmi di allenamenti  su quelli determinati da meticolosi e cooerentei parametri (passo, wattaggio, frequenza cardiaca...), ovvero su quelli basati sulla esclusiva percezione dello sforzo dell'atleta.
Dovrebbero entrambi funzionali al nostro scopo ma, come detto sopra, se nei primi la fides verso il proprio coach risulterebbe probabile, nei secondi sarebbe mirabile!
A voi la scelta su quale adottare...

lunedì 7 settembre 2020

Come reagire all'annullamento di tutte le gare?

Ho sempre dato una grandissima importanza all'aspetto motivazione per chi si allena, tanto più per gli amatori.

L'annullamento convulsivo di una gara dopo l'altra mette a dura prova il morale di chiunque abbia continuato ad allenarsi costantemente nel corso dell'anno, in attesa di sfogare un po' di adrenalina con un pettorale addoso.

Certo, i problemi sono altri, ma questo è un blog di triathlon e quindi e le difficoltà in contesto  sono evidenti (e non solo per gli atleti, naturalmente).

In molti potrebbe esserci senso di smarrimento o di incompiutezza, ma per quelli che, come ho consigliato più di una volta,  hanno continuato ad allenarsi con consistenza, il buone verrà fuori presto.

Il punto di partenza per la prossima stagione è quello di una base solidissima (l'assenza di gare almeno ha consentito una programmazione lineare senza intoppi), sulla quale costruire il 2021.

L'anno senza gare avrà contribuito ad una crescita della quale vedrete i gratificanti frutti il prossimo anno, pazientate ancora che tra un po' comincia la raccolta!

venerdì 4 settembre 2020

Il mio primo Duathlon Zwift


Era da un po' che ci avevo messo gli occhi addosso e alla fine ci sono cascato.

Il Duathlon di Zwift.

Ve lo dico subito, è gara vera, tiratissima fino alla fine: 3km run, 45km bike, 5km run.

L'unica pecca è dal momento che non molti hanno a casa rulli e tappeto, il numero degli iscritti non è altissimo (questa comunque era l'ultima settimana di agosto, in inverno ho visto gare anche sui 30/40 partecipanti).

La cosa bella è che ci sono tempi tiratissimi anche tra le iscrizioni alle tre prove, a meno che non vogliate una extra penalità di tempo in più, da decidere comunque prima.

Quindi, se fate tardi al "cancello" previsto, venite squalificati.

C'erano tre Panda alla parteza di questa gara: io, Thomas e Alessio.

Nella prima prova Alessio allunga su tutti correndo a 3'35", io e Thomas lo teniamo a distanza e chiudiamo tutti entro un trentina di secondi di distacco.

La parte divertente è la bici: 10 giri intorno al vulcano.

C'è poco dislivello e solo un punto dove fare un po' di movimento, ma l'andatura comunque è alta.

Mando un messaggio in privato a Thomas e Alessio dicendo di programmare un attacco insieme quando mancano due giri.

Alessio però, per rispondermi, perde il momento di un allungo del gruppo e rimane staccato... giuro che non l'ho fatto apposta!

Il gruppo rimane compatto e all'ultimo km provo un allungo, rosicchiando altri 4" a Thomas, Alessio invece, rimasto da solo, non riesce a chiudere prima del "cancello" e non può partecipare all'ultima frazione.

Alla partenza degli ultimi 5km di corsa, Thomas mi avverte che ho 28" di vantaggio su di lui e venderà cara la pelle.

In realtà sono cotto, e quindi provo a gestire la corsa impostando l'andatura un po' più lenta di Thomas (che sta correndo a 3'50"), cercando di gestire il distacco.

Dopo 2km però mi prende una fitta al fianco e sono costretto a fermarmi 15".

Quando riparto le gambe sono pensanti e Thomas ormai è andato, ma cerco di portare a termine la frazione mollando il meno possibile.

E poi escono le classifiche... primo e secondo!!!

Ce le siamo suonati ma esordio col botto per il Team Panda.

Botto virtuale, ma sempre botto!

Che dite, visto che ci hanno annullato il Triathlon di Capodimonte di sabato, nel finesettimana riproviamo?

mercoledì 2 settembre 2020

E dopo tanta attesa per gareggiare...

...dopo quasi un anno dalle ultime gare, dopo il lockdown, le chiuse in casa, le gare annullate el'incertezza della ripartenza agonistica.

Finalmente c'è una gara all'orizzonte.

Sì, è confermata.

E poiche succede?

Due ragazzi della squadra oggi si ricordano di voler partercipare...

...naturalmente quando il termini per l'iscrizione  sono giù belli che passati!


lunedì 31 agosto 2020

Il cimitero del ciclista

Il cimitero è sempre un punto di riferimento per il ciclista.

Se state pedalando in montagna o in collina, sapete benissimo dove troverete il cimitero.

E' posizionato sempre ad un chilometro dal paese, al termine della salita, una sorta di porta dell'Ade.

E come ogni sigillo metafisico, segna il passaggio da un mondo all'altro, pone termine all'estrema sofferenza della fatica, donando la quiete, l'esaltazione e nuove energie per la successiva discesa.

Ma le sensazioni possono essere contrastanti.

Quando sbuffando fuorisella si arriva ai cancelli del cimitero allora, quale sono le sensazioni che si provano?

Fine o nuovo inizio?

(P.S. il concetto naturalmente non si realizza per chi va in bici solo in pianura, ma andare in bici solo in pianura non è ciclismo)

giovedì 20 agosto 2020

Un gelato a Livata

Lo avevamo programmato già da qualche settimana.

Pedalata su a Monte Livata per gustarci un gelato della locale mieleria.

Presenti Strong, Alessio e Walter.

I primi 40km ondulati fino a Subiaco vanno via tranquilli chiacchierando, prima dell'attacco della salita allunghiamo un paio di chilometri per prenderci un po' di caffeina extra e ricaricare le borracce.

Ora non si scherza più.

Una dozzina di chilometri, i primi tre da morire, poi regolari, con una temperatura ottima: caldo accettabile per essere a metà agosto e salita tra i boschi.

Nel tratto più duro, Walter, che ormai pesa 35kg, allunga, poi seguo io e infine il povero Alessio che era venuto con la bici da crono non proprio adattissima a queste pendenze.

Dopo qualche chilometro però ricompattiamo il gruppo e decidiamo che salire insieme chiacchierando lenirà la fatica.

Così è: gli ultimi 5km passano in un baleno.

Arrivati in cima ci godiamo 10 minuti di pausa seduti ai tavolini per gustarci i meritati gelati, per poi proseguire a salire fino a Monna dell'Orsa per timbrare la nostra presenza con l'adesivo del Team Panda.

Attraversiamo campi di turisti avvolti di sbraciate tremende che minano le nostre papille gustative.

Anche se saliamo chiacchierando, quando in lontananza vediamo qualche gruppetto di pedalatori, non possiamo fare a meno di allungare l'andatura e superarli (simulando grande scioltezza e noncuranza mentre li sorpassiamo)

Ora ci aspettano 20km di discesa, prima quella lunga da Livata e Ienne, e poi ancora la via dei Monasteri che ci riporta fino a Subiaco.

Alla fontanella di Ienne, un vecchietto prima ci dice che dobbiamo pagare l'acqua, poi quando vede le mie pasticche di sali, fa la solita battuta "tutti bòni co' quelle".

Simpatie paesane.

Adesso arriva la parte più noiosa: gli ultimi 40km pianeggianti alle 2 di pomeriggio (e il caldo si comincia a far sentire) per tornare a casa.

Agli ultimi 10km, Alessio allunga e lo perdiamo di vista.

Dopo essersi staccato in salita sta cucinando la sua vendetta.

Arriva prima di noi e quando lo raggiungiamo al parcheggio lo troviamo così...

Oggi ha vinto lui!

lunedì 10 agosto 2020

Le domeniche di Agosto del Team Panda

 

Sono arrivati i nuovi completini da ciclismo del Team Panda e meritavano un piccolo evento speciale per la consegna.

E allora ci siamo inventati una domenica full-Panda.

Dopo esserci ritrovati al centro sportivo Empolum, abbiamo organizzato una pedalata di gruppo con i nuovi completini: giro lungo con passaggio a Bellegra, e giro corto per chi voleva rientrare prima con tappa a Subiaco.


Al seguito, le famiglie che si sono godute la mattinata in piscina.

Ad ora di pranzo comunque siamo rientrati tutti per mangiare insieme a bordo vasca.


Rapida digestione e poi una bella nuotata insieme...

...ma, quando hai tre corsie a disposizione, che fai non la organizza una bella gara a staffetta 2x50?

E poi ancora relax e merenda sul prato per chiudere in bellezza.

In realtà ci sarebbe stato il finale con una sessione di stretching a cura di Fisiokineasy con Alessio, ma una volta che li metti sdraiati sul lettino all'ombra degli alberi e con una birra in mano, valli a convincere tu a rialzarsi!



Commenti

Commenti 2

Related Posts with Thumbnails