Nel triathlon moderno siamo bravissimi a trasformare ogni dettaglio in un protocollo.
Ora abbiamo heat acclimation, hot water immersion, sauna post-allenamento, camera climatica, core temperature, sweat sodium, cooling strategy, pre-cooling, mentolo, gilet refrigeranti e centinaia di sturmenti di misurazione.
La domanda però è semplice: l’heat training funziona?
Sì, funziona, ma quanto vale davvero il rapporto costo/beneficio per un triatleta age-group che prepara un Ironman?
L’acclimatazione al caldo ha senso, l’intervento più importante per ridurre lo stress fisiologico e ottimizzare la performance in condizioni calde è proprio l’esposizione ripetuta al caldo, di solito per 1-2 settimane, con sedute di circa 60 minuti e produrre un reale aumento della temperatura interna, della temperatura cutanea e della sudorazione.
I protocolli più controllati tuttavia prevedono esercizio in camera climatica, temperatura e umidità definite, sedute consecutive, monitoraggio della frequenza cardiaca, talvolta temperatura interna, valutazioni del sudore, controllo del carico e inserimento del tutto nelle settimane immediatamente precedenti alla gara. Sono protocolli eleganti, efficaci, ma decisamente complessi.
Per rendere tutto più accessibile, sono nate le strategie passive: sauna, bagno caldo, hot water immersion dopo allenamento e sì, funziona anche questo, ma a che prezzo?
Fare 30–40 minuti di sauna o bagno caldo dopo l’allenamento significa aggiungere tempo a giornate già piene. Significa curare idratazione, reintegro, recupero, sonno. Tra l'altro una meta-analisi del 2025 (Solomon & Laye, 2025 — “The effect of post-exercise heat exposure -passive heat acclimation- on endurance exercise performance: a systematic review and meta-analysis”) è stata molto più prudente: l’esposizione passiva al caldo post-esercizio, tramite sauna o acqua calda, ha mostrato effetti fisiologici piccoli o moderati su alcuni marker, ma l’effetto sulla prestazione resta incerto e la qualità dell’evidenza è stata giudicata bassa. Gli autori arrivano a una conclusione sensata: se questi 40 minuti al giorno sottraggono tempo a sonno, nutrizione, recupero o qualità dell’allenamento, bisogna chiedersi se ne valga davvero la pena.
Per molti atleti che stanno già applicando in maniera seria queste metodologie, prima dell’heat training avanzato vengono cose molto più banali e, soprattutto, molto più efficaci: ALLENARSI CORRETTAMENTE IN MANIERA ADEGUATA, sapere gestire il passo, non sovrastimare i watt, avere una strategia nutrizionale efficiente...
E sempre più spesso vedo atleti che scordano di curare la base per focalizzarsi su dettagli, anche importanti, ma marginali.
Soprattutto quegli atleti che avrebbero bisogno, più di altri, di solidificare quella base...
Bibliogafia:
- James, C. A., Willmott, A. G. B., Lee, C. W. D., Pun, T. K. G., Rai, R., & Gibson, O. R. (2024). Mixed-Method Heat Acclimation Induces Heat Adaptations in International Triathletes Without Training Modification. Journal of Science in Sport and Exercise, 6(3), 253–264. doi: 10.1007/s42978-024-00278-9. Studio su triatleti internazionali con protocollo misto attivo/passivo prima dei Mondiali U23.
- Stephenson, B. T., Tolfrey, K., & Goosey-Tolfrey, V. L. (2019). Mixed Active and Passive, Heart Rate-Controlled Heat Acclimation Is Effective for Paralympic and Able-Bodied Triathletes. Frontiers in Physiology, 10, 1214. doi: 10.3389/fphys.2019.01214. Studio su paratriatleti élite e triatleti able-bodied con 8 giorni di acclimatazione mista.
- Snape, D., Wainwright, B., Parsons, I. T., Stacey, M. J., Woods, D. R., & O’Hara, J. (2025). Seven days of mixed-method heat acclimation improved markers of cardiovascular and fluid-regulatory strain during exercise-heat stress. Experimental Physiology, 1–13. doi: 10.1113/EP092681. Studio su 7 giorni di protocollo misto e risposta cardiovascolare/fluid-regulatory in caldo.
- Stevens, C. J., Heathcote, S. L., Plews, D. J., Laursen, P. B., & Taylor, L. (2018). Effect of two-weeks endurance training wearing additional clothing in a temperate outdoor environment on performance and physiology in the heat. Temperature, 5(3), 267–275. doi: 10.1080/23328940.2018.1474672. Studio molto utile perché mostra che allenarsi “coperti” in ambiente temperato non ha prodotto vera heat acclimation nei triatleti.
- Olcina, G., Crespo, C., Timón, R., Mjaanes, J. M., & Calleja-González, J. (2019). Core Temperature Response During the Marathon Portion of the Ironman World Championship (Kona-Hawaii). Frontiers in Physiology, 10, 1469. doi: 10.3389/fphys.2019.01469. Studio sulla temperatura interna durante la maratona dell’Ironman World Championship di Kona.
- Baillot, M., & Hue, O. (2015). Hydration and Thermoregulation During a Half-Ironman Performed in Tropical Climate. Journal of Sports Science and Medicine, 14(2), 263–268. Studio su termoregolazione e idratazione in un Half-Ironman caldo-umido.
- Hermand, E., Chabert, C., & Hue, O. (2019). Ultra-endurance events in tropical environments and countermeasures to optimize performances and health. International Journal of Hyperthermia, 36(1), 752–759 / 753–760. doi: 10.1080/02656736.2019.1635718. Review su ultramaratone e triathlon long distance in ambienti tropicali, con focus su idratazione, cooling strategies e heat acclimation.
- Racinais, S., Alonso, J. M., Coutts, A. J., et al. (2015). Consensus recommendations on training and competing in the heat. British Journal of Sports Medicine, 49(18), 1164–1173. doi: 10.1136/bjsports-2015-094915. Documento cardine: acclimatazione, idratazione, cooling e raccomandazioni per eventi in caldo.
- Racinais, S., Hosokawa, Y., Akama, T., et al. (2023). IOC consensus statement on recommendations and regulations for sport events in the heat. British Journal of Sports Medicine, 57(1), 8–25. Documento IOC su protezione degli atleti, regolamenti e gestione degli eventi sportivi in caldo.
- Tyler, C. J., Reeve, T., Sieh, N., & Cheung, S. S. (2024). Effects of Heat Adaptation on Physiology, Perception, and Exercise Performance in the Heat: An Updated Meta-Analysis. Journal of Science in Sport and Exercise, 6(3), 195–217. doi: 10.1007/s42978-023-00263-8. Meta-analisi aggiornata su 135 articoli: conferma miglioramenti su performance/capacità in caldo, frequenza cardiaca, temperatura interna, sudorazione e percezione.
- Heathcote, S. L., Hassmén, P., Zhou, S., & Stevens, C. J. (2018). Passive Heating: Reviewing Practical Heat Acclimation Strategies for Endurance Athletes. Frontiers in Physiology, 9, 1851. doi: 10.3389/fphys.2018.01851. Review su sauna, hot-water immersion e strategie passive per atleti endurance.
- Solomon, T. P. J., & Laye, M. (2025). The effect of post-exercise heat exposure (passive heat acclimation) on endurance exercise performance: a systematic review and meta-analysis. BMC Sports Science, Medicine and Rehabilitation, 17. doi: 10.1186/s13102-024-01038-6. Meta-analisi prudente: l’effetto della sola esposizione passiva post-esercizio su performance endurance resta incerto.
- Kelly, M. K., Bowe, S. J., Jardine, W. T., Condo, D., Guy, J. H., Snow, R. J., et al. (2023). Heat Adaptation for Females: A Systematic Review and Meta-Analysis of Physiological Adaptations and Exercise Performance in the Heat. Sports Medicine, 53, 1395–1421. doi: 10.1007/s40279-023-01831-2. Review/meta-analisi specifica sulle donne e sugli adattamenti al caldo.
