giovedì 14 maggio 2026

IRONMAN Austria-Klagenfurt 2026: analisi comparativa del percorso ciclistico, della distanza effettiva e della prestazione (ovvero: Un dislivello maggiore nella frazione ciclistica equivale necessariamente ad un tempo finale più alto? )

 

Un dislivello maggiore nella frazione ciclistica equivale necessariamente ad un tempo finale più alto? 

Questo articolo ha lo scopo di valutare se la modifica del percorso ciclistico dell’IRONMAN Austria-Klagenfurt, passato dal precedente tracciato lungo a giro unico al più recente formato su due giri, abbia prodotto effetti osservabili sulla prestazione cronometrica complessiva e sulla frazione bike. L’analisi prende in considerazione le edizioni 2022, 2023, 2024 e 2025, integrando quattro livelli di osservazione: configurazione del percorso, dislivello dichiarato, distanza effettiva o rilevata da fonti di timing/tracce disponibili, tassi di finisher e DNF, e tempi dei migliori atleti age group. L’obiettivo non è stabilire in modo semplicistico se il nuovo percorso sia “più facile” o “più duro”, ma valutare se la sua struttura risulti più efficiente dal punto di vista cronometrico.

AnnoConfigurazione bikeDistanza/dislivello disponibiliFinishers e DNFMiglior bike split di vertice
2022Giro unico lungoGuida: 180 km, circa 1490 m; timing: circa 179,2 km2166 finishers; DNF 12,7%; Bike DNF 5,3%Lukasz Wojt, 4:25:09/10
2023Giro unico lungoTiming: circa 179,2 km; comunicazioni locali: circa 180 km1879 finishers; DNF 8,9%; Bike DNF 2,7%Cameron Wurf, 4:12:52/53
2024Due giriGuida: 180 km, circa 1750 m2645 finishers; DNF 5,5%; Bike DNF 2,4%Jon Sæverås Breivold, 4:10:27
2025Due giriGuida: 180 km, circa 1825 m; traccia ufficiale/current: circa 177,0 km e 1811 m2247 finishers; DNF 10,9%; Bike DNF 4,6%Finn Große-Freese, 4:12:28

I dati sui finishers e sui DNF mostrano una variazione significativa tra le quattro edizioni: CoachCox riporta, rispettivamente per 2022, 2023, 2024 e 2025, 2166, 1879, 2645 e 2247 finishers, con DNF complessivo del 12,7%, 8,9%, 5,5% e 10,9%; i Bike DNF sono invece 5,3%, 2,7%, 2,4% e 4,6%. Questo indica che il 2024 è stato l’anno statisticamente più favorevole del quadriennio, mentre il 2025, pur confermando tempi di vertice elevati, ha presentato una maggiore selettività rispetto all’anno precedente.

Dal punto di vista del percorso, il 2022 appartiene al vecchio modello a giro unico, con un tracciato più esteso territorialmente e meno ripetitivo. Il 2024 segna invece il passaggio al formato a due giri, confermato nel 2025. La pagina ufficiale IRONMAN descrive il percorso bike attuale come collinare, con salite ripide ma anche discese remunerative, e precisa che le mappe sono soggette a modifica; ciò è rilevante perché la distanza nominale dei 180 km non coincide sempre con la distanza effettiva misurata da timing o tracce GPS. La guida 2024 indica esplicitamente un percorso bike di 180 km su due giri, mentre la guida 2025 mantiene la stessa impostazione generale con dislivello dichiarato più alto.

La questione della distanza effettiva è centrale. Per 2022 e 2023, le fonti di risultato individuale riportano spesso una frazione ciclistica intorno ai 179,2 km, quindi molto vicina alla distanza standard ma non perfettamente coincidente con i 180 km nominali. Per il tracciato corrente associato al 2025/2026, invece, la traccia ufficiale Strava/IRONMAN Europe disponibile indica circa 177,0 km e 1811 m di dislivello. Questo significa che una parte del miglioramento cronometrico delle edizioni più recenti può essere spiegata anche da una distanza effettiva lievemente inferiore, sebbene tale differenza non sia sufficiente, da sola, a giustificare tutto il margine osservato nei migliori bike split.

Il confronto dei tempi di vertice conferma infatti che il nuovo assetto non ha prodotto un rallentamento, nonostante l’aumento del dislivello dichiarato. Nel 2022 il miglior split bike rilevato tra gli uomini di vertice è intorno a 4:25, mentre nel 2023, 2024 e 2025 i migliori split si collocano tra 4:10 e 4:13. Nel 2024, in particolare, Jon Sæverås Breivold realizza il miglior bike split del periodo considerato, 4:10:27, all’interno di una gara conclusa in 7:53:13. Questo dato suggerisce che il nuovo percorso a due giri, pur più impegnativo in termini altimetrici nominali, possa risultare più efficiente sul piano della velocità media.

La spiegazione più plausibile riguarda la distribuzione dell’altimetria. Il vecchio giro unico presentava un profilo più dispersivo, con ondulazioni e variazioni di ritmo distribuite lungo l’intero tracciato. Il nuovo percorso, invece, concentra le asperità principali in blocchi più leggibili e ripetuti, alternandole a sezioni scorrevoli, discese e falsopiani favorevoli alla posizione aerodinamica. In termini prestativi, non tutti i metri di dislivello hanno lo stesso costo: salite brevi e concentrate possono produrre una perdita limitata se affrontate a intensità controllata, mentre i tratti successivi in discesa o falsopiano permettono di recuperare velocità e stabilizzare la potenza. Questo rende il percorso potenzialmente più rapido per atleti ben preparati, efficienti in posizione aero e capaci di gestire il pacing.

La tabella seguente integra l’analisi con i tempi finali dei vincitori e delle vincitrici age group. Il dato non rappresenta la media né la mediana dei partecipanti, ma il miglior tempo registrato in ciascuna categoria di età; pertanto va interpretato come indicatore della prestazione di vertice all’interno delle singole fasce anagrafiche. La tabella serve a valutare se l’evoluzione del percorso sia coerente anche con l’andamento dei migliori atleti non professionisti. Per il 2025 i dati dei vincitori di categoria sono riportati nella tabella CoachCox delle qualificazioni, mentre per le altre edizioni sono stati ricostruiti dalle classifiche age group disponibili.

L’andamento dei tempi age group rafforza solo in parte l’ipotesi di un percorso più veloce, perché il miglior tempo di categoria è sensibile alla qualità specifica degli atleti presenti in un determinato anno. Tuttavia, la tendenza generale è coerente con l’analisi principale: molte categorie maschili centrali risultano più rapide nel 2024 e nel 2025 rispetto al 2022, e anche diverse categorie femminili mostrano prestazioni di vertice particolarmente competitive nelle edizioni con il nuovo formato. Il 2024 appare l’anno più omogeneamente veloce, mentre il 2025 conserva un’elevata prestazione di vertice ma con maggiore variabilità tra categorie, dato coerente con il più alto tasso di DNF rispetto al 2024.

L’analisi suggerisce dunque che il nuovo percorso a due giri non sia necessariamente meno impegnativo sotto il profilo fisiologico, ma sia probabilmente più efficiente sul piano cronometrico. L’incremento del dislivello dichiarato non si traduce automaticamente in un rallentamento, poiché la disposizione delle salite consente una migliore gestione della potenza e un recupero parziale del tempo nei tratti veloci successivi. Inoltre, almeno per il percorso corrente, la distanza effettiva rilevata da traccia appare inferiore alla distanza nominale, contribuendo ulteriormente alla maggiore velocità potenziale.

La conclusione più solida è quindi che il confronto tra vecchio e nuovo percorso non debba essere formulato nei termini semplici di “più facile” o “più duro”. Il nuovo tracciato appare più veloce perché combina salite concentrate, discese e falsopiani favorevoli, maggiore prevedibilità del ritmo, buona continuità aerodinamica e, verosimilmente, una distanza effettiva leggermente inferiore rispetto al vecchio formato. Per gli atleti di vertice ciò può tradursi in bike split migliori; per il gruppo medio, invece, la selettività rimane significativa, come dimostra il rialzo dei DNF nel 2025. In termini tecnico-scientifici, la prestazione ciclistica a Klagenfurt sembra dipendere meno dal dislivello totale isolato e più dall’interazione tra distanza reale, distribuzione altimetrica, caratteristiche aerodinamiche del tracciato, capacità di pacing e livello competitivo del campo partenti.

 

FONTI

IRONMAN. IRONMAN Kärnten-Klagenfurt, Austria — Course Overview; Pre Race Info; IRONMAN Austria 2024 Athlete Guide; IRONMAN Austria 2025 Athlete Guide.
https://www.ironman.com/races/im-austria/course
https://www.ironman.com/races/im-austria/pre-race-info
https://www.ironman.com/sites/default/files/2024-11/im_austria_athlete_guide_english_2024.pdf
https://www.ironman.com/sites/default/files/2025-06/IMAT2025_Athlete%20Guide%20ENG_0506.pdf

Scribd / IRONMAN. IRONMAN Kärnten-Klagenfurt 2022 Athlete Guide.
https://www.scribd.com/document/619921236/Athlete-Guide-Klagenfurt-Englisch-2022-final

Marktgemeinde Moosburg. IRONMAN Austria 2023; Durchfahrtszeiten und Sperrzeiten Radstrecke 180 km — IRONMAN Austria 2023.
https://www.moosburg.gv.at/aktuelles/ironman-austria-2023/
https://www.moosburg.gv.at/wp-content/uploads/2023/06/Anlage-1-IM2023-Durchgangszeiten-und-Sperrzeiten-180km-2023.pdf

CoachCox. Ironman Austria 2022 Results; Ironman Austria 2023 Results; Ironman Austria 2024 Results; Ironman Austria 2025 Results; Ironman Austria DNF Rates; Ironman Austria 2025: Age Group Stats and Qualification Times.
https://www.coachcox.co.uk/imstats/race/1878/results/
https://www.coachcox.co.uk/imstats/race/1917/results/
https://www.coachcox.co.uk/imstats/race/2159/results/
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https://www.coachcox.co.uk/imstats/series/3/dnf/
https://www.coachcox.co.uk/2025/06/18/ironman-austria-2025-age-group-stats-and-qualification-times/

Endurance-data. Ironman Austria 2022 — Hawaii Qualification; Ironman Austria 2022 — Statistics; Lukasz Wojt — Ironman Austria 2022; Cameron Wurf — Ironman Austria 2023.
https://www.endurance-data.com/en/hawaii-qualification/689-ironman-austria/
https://www.endurance-data.com/en/statistics/689-ironman-austria/
https://www.endurance-data.com/en/result/689/3-lukasz-wojt/
https://www.endurance-data.com/en/result/860/7-cameron-wurf/

PTO — Professional Triathletes Organisation. IRONMAN Austria 2023 Results; IRONMAN Austria 2024 Results; IRONMAN Austria 2025 Results.
https://stats.protriathletes.org/race/im-austria/2023/results
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TriRating. Ironman Austria 2022 — Analyzing Results; Ironman Austria 2023 — Analyzing Results; Ironman Austria 2025 — Analyzing Results.
https://www.trirating.com/ironman-austria-2022-analyzing-results-2/
https://www.trirating.com/ironman-austria-2023-analyzing-results/
https://www.trirating.com/ironman-austria-2025-analyzing-results/

TriathlonCourseInfo. Ironman Austria 2024 Race Stats.
https://triathloncourseinfo.com/ironman-austria-2024-race-stats/

MapMyRide. Kärnten Ironman Austria Bike Course in Klagenfurt, Austria.
https://www.mapmyride.com/routes/view/38275840


mercoledì 13 maggio 2026

Un unico sport

 

Una prestazione carente nella corsa di un Ironman spesso comincia da prima che vi infiliate le scarpe.

Molti dei fattori che influenzano una buona prestazione  della terza frazione, sono infatti influenzati dalla gestione tecnica e tattica della seconda frazione ovvero il ciclismo.

A sua volta, seppure meno impattante come nella corsa, anche alcuni aspetti del segmente ciclistico saranno influenzati dalla gestione tecnica e tattica del nuoto. 

L'utilizzo o meno delle gambe durante lo stile libero, l'utilizzo o meno della scia in acqua, sono fattori che in qualche modo avranno delle conseguenze sull'approccio in bici.

Ancora, dopo aver pedalato al di sopra (o anche al di sotto) delle vostre capacità, magari impegnando gli stessi ditretti muscolari che vi serviranno per correre, magari in una posizione in sella che vi ostruisce un'adeguata respirazione e vi preclude di sviluppare in maniera opportuna il movimento, come pensate di poter correre? 

Per fortuna, l'assunzione del triathlon come unico e specifico sport e non più come l'insieme di tre frazioni separate è ormai data per acquisita da tecnici, atleti e addetti ai lavori in generale...

Almeno nella teoria e nelle intenzioni.

Nei fatti, ahimè, continuo a vedere gente che assume come modello di prestazione Phelps, Pantani e usain Bolt.

venerdì 8 maggio 2026

Il peso come problema nel triathlon e nell'endurance

 

In un contesto totalizzante come il triathlon, dove ci sono tantissimi aspetti che lo rendono uno sport meraviglioso, ci sono anche alcuni fattori assolutamente rilevanti sui quali riporre attenzione.

L'aspetto del peso è sicuramente uno dei più delicati.

Senza girarci troppo intorno, la priorità assoluta di un coach è e deve essere quella della salute dei propri atleti.

Una composizione corporea estremizzata, supervisionata e analizzata costantemente, per quanto mi riguarda ha senso per atleti elite agonisti il cui obiettivo principale e professionale è la prestazione sportiva.

Per tutti gli altri il discorso è paradossalmente ancora più complesso.

Nel mondo dell'endurance il corpo è sottoposto a stress fisici e mentali elevati, difficilmente compatibili con un regime alimentare restrittivo ovvero in costante deficit.

In sintesi, perdere peso mentre si prepara un IronMan non èproprio una scelta saggia. 

I rischi in questo caso possono svariare su vari ambiti, da quello di una prestazione sportiva non all'altezza  a quelli più seri legati al benessere psico-fisico.

In questi casi, naturalmente, la figura professionale di un esperto di nutrizione sarebbe necessaria, ma prima ancora, forse, sarebbe necessaria la consapevolezza che con il giusto equilibrio si possono ottenere i veri risultati, realistici, solidi, sostenibili e duraturi.

lunedì 4 maggio 2026

Gli ultimi due mesi prima dell'IronMan

I fatidici sessanta giorni prima dell'IronMan sono un classico crocevia dove molti atleti cominciano a "scapocciare".

Il problema di base è che dopo il grande impulso dell'inizio della preparazione, e il successivo consolidamento, questa è la fase - solitamente - di massimo carico, dove l'accumulo di fatica mal si sposa con il giorno della gara non ancora così vicino da poter essere un'àncora di traino motivazionale.

In tanti anni di esperienza, il modo in cui si "scapoccia" più spesso però ha delle conseguenze paradossalmente inverse, ovvero si finisce per "fare di più".

Molto di più.

I possono essere vari: timore di non fare abbastanza, testarsi in continuazione su passo-gara e distanza-gara, perdere ulteriore peso illudendosi che possa essere una soluzione per andare più forti, confrontarsi altri atleti che magari stanno sviluppando altri tipi di preparazione o prendere come riferimento gli allenamenti dei professionisti.

Semplice da dire, ma evidentemente mai abbastanza da ripeterlo, sono tutti elementi sabotatori del vostro (e anche mio come coach) obiettivo.

Quando poi lo si fa notare all'atleta, la risposta, anche qui identica nei tempi e modi come una sincronicità Jungiana, è sempre "sì sì', hai ragione, ora mi rimetto in riga, lo sai che mi fido di te".

E allora va bene, fàmo a fidasse, ma stavolta fidàmose per bene, perché se si fanno gli stessi errori, poi anche le spiegazioni sono sempre le stesse.

E alla fine diventano noiose, e la noia stanca.

mercoledì 29 aprile 2026

Come un bravo coach gestisce i "dolorini" dei suoi atleti

 


Quando un atleta avvisa il coach che sente dei "dolori" o "fastidi" il bravo coach gli dice che devono fermarsi qualche giorno, poi riprendere in modo graduale, se è tutto a posto ricominciare il programma con eventuali adattamenti  mentre se il "dolorino" persiste di farsi controllare da uno specialista.

E siccone penso di essere un bravo coach, anche io dico questa cosa.

Però, a volte, anche i bravi coach non pensano davvero quello che dicono... 

venerdì 17 aprile 2026

7-4-STRONG

 

Proviamo a dare una bella spinta ai vostri allenamenti.

Ci sono queste leggende di atleti (veri, quelli forti) che si allenano ad orari improbabili o fanno tripli allenamenti perchè nella loro testa, a loro dire, sapere che si stanno allenando mentre il loro rivale sta riposando, è una botta motivazionale incredibile.

Io non vi chiedo e non vi chiederò mai una cosa del genere, ma mi posso accontetare di un impegno decisamente minore ma altrettanto utile.

Al termine di ogni ripetuta, anche se siete stanchissimi concedetevi qualcosa in più.

Ci starebbe benissimo una bella preghiera di invocazione dell'Angelo Custode che, qualora non siate pratici, mi premuro di ricordarvi:

Angelo di Dio, che sei il mio custode,
illumina, custodisci, reggi e governa me, 
che ti fui affidato dalla pietà celeste. 

Se mi conoscete sapete quanto io sia credente, ma sono anche consapevole del fatto che non tutti possano avere il dono della fede.

Quindi, premesso che una preghiera non fa male neanche a chi non crede, vi do l'alternativa molto più pratica: sette secondi.

Fateli per me.

Seven seconds for Strong: 7-4-STRONG, appunto.

Che poi, in effetti, un po' il vostro angelo custode lo sono anche io... 

mercoledì 15 aprile 2026

Il mio approccio all'Ultratrail

 


Uno dei ricordi più intensi che ho della mia adolescenza riguarda i pellegrinaggi che facevamo con la mia famiglia al Santuario della SS. Trinità di Vallepietra.

La devozione ci spingenva a recarci nel cuore dei Monti Simbruini anche a dicembre, quando il Santuario era chiuso, e scendere lungo l'impervio sentiero che conduce alla base della rupe anche solo per recitare una preghiera davanti a un portone chiuso.

L'esperienza che mi mi porto dentro e della quale ancora adesso conservo il calore non si limitava solo al momento del pellegrinaggio e dell'adorazione, ma comprendeva tutto il contorno.

Il profumo del caffè durante la sosta a Subiaco, il pranzo frugale fatto di panini mangiati sul prato, le soste durante il viaggio di ritorno per raccogliere il muschio da usare nel presepe. 

E in tutto questo vortice di emozioni, l'elemento costante era sempre la meravigliosa cornice dei Monti Simbruini.

Di consegueza, non avrei potuto scegliere uno scenario migliore per avvicinarmi al mondo dell'ultratrail del Long Trail dei Monti Simbruini del 17 maggio.

Lo affronterò con tutta l'umiltà dovuta, perchè nonostante i miei 14 IronMan so bene che questo è un altro mondo che merita e richiede tutto il rispetto possibile.

Umiltà e rispetto dunque, ma anche una enorme gioia e passione per poter, ancora una volta ,vivere i Monti Simbruini dall'interno, respirandone l'essenza  passo dopo passo.

lunedì 13 aprile 2026

Un coach tra i coach


Una ventina di anni fa, quando ho iniziato ad allenare, alcuni personaggi che erano nella mia squadra, con una maggiore esperienza rispetto a me come atleti o come allenatori, hanno da subito cercato di screditarmi davanti ai (pochissimi) ragazzi che allenavo, evidenziando loro miei errori e lacune.

Il risultato naturalmente ha comportato l’allontanamento di alcuni (amici più che) atleti.
(Altri sono rimasti e continuo ad allenarli da allora, ma questa è un’altra storia)

Comunque, il mio smisurato ego e la mia sconfinata autostima (in questo caso più virtù che vizi) mi hanno consentito di non abbattermi ma anzi, di continuare il percorso formativo che mi ha portato a raggiungere il massimo livello tecnico federale, con svariate specializzazioni e certificazioni, a pubblicare libri che continuano a vendere ad anni di distanza e, soprattutto, centinaia di atleti con i quali ho costruito un rapporto stupendo.

Ecco, nell’ultimo periodo, tra i ragazzi del Team Panda, c’è stato un notevole incremento di  chi sta intraprendendo anche un percorso tecnico da coach (oltre ad altri che già lo sono con successo già da un po’).

Sicuramente staranno facendo degli errori e altri ne faranno, e proprio per questo mi rivolgo a loro in  modo entusiastico e  appassionato: siete il mio orgoglio, avrete in ogni momento il mio sostegno in tutto, per consigli e suggerimenti, per la ricerca di atleti da allenare e per lo sviluppo di idee e studi.

Ho sempre creduto che la condivisione dei propri progetti, unitamente alle persone che sostengono con creatività e curiosità le proprie idee, sia alla base di un percorso di crescita di ogni ambiente relazionale, ambiente che il rapporto coach-atleta sublima esponenzialmente.

Un ambiente che chiunque abbia attraversato il Team Panda conosce bene, un ambiente che, ancora una volta, ancora di più, mi restituisce tutto l’amore che ho investito.

mercoledì 1 aprile 2026

Coach piglia tutto


Twin Peaks è una serie dalla quale attingo spunti per molte riflessioni in vari contesti tra i quali, non da ultimo, quello del coaching.

Nella prima puntata, quando l'agente speciale Cooper si presenta allo sceriffo Truman, dopo i convenevoli di rito, mette subito in chiaro una cosa: "quando l'FBI entra in gioco, assume il comando delle azioni".

Ecco, il coach di triathlon deve ricalcare un po' questo concetto.

Non esiste  "un allenatore che mi segue solo per il nuoto", non esiste "però il giovedì vado ad allenarmi in pista con i ragazzi di atletica", esiste solo UN COACH di triathlon che segue e decide tutto.

Anni fa ho avuto modo di osservare giovani atleti di alto livello che si facevano seguire da un coach di atletica (perché è quello che allena pure gli africani) e da un coach di nuoto in vasca con atleti della nazionale (di nuoto), sotto la supervisione (?) di un coach di triathlon.

Il risultato è che questi atleti hanno mantenuto un livello molto alto, ma non così alto come alcuni loro coetanei seguiti da un unico coach che li ha portati anche alle Olimpiadi.

E' vero che i singoli casi non fanno scuola, ma sono comunque abbastanza per avermi nel tempo schiarito le idee a avermi mostrato la strada.

Quindi, quando mi chiedete se vi posso allenare, ad esempio, SOLO per la corsa e il ciclismo e vi rispondo di no,  e magari vi offendete pure, il problema, sostanzialmente, è solo il vostro.

giovedì 26 marzo 2026

Allenarsi senza motivazione?

 


L'aspetto motivazionale è una delle peculiarità fondamentali del bagaglio tecnico di ogni allenatore di qualsiasi sport.

E' un aspetto ampiamente dibattuto, sul quale sono tutti d'accordo, e del quale anche io ne ho fatto un cavallo di battaglia.

Ma la mia domanda è: ci si può allenare altrettanto bene SENZA un obiettivo? Senza un scopo?

E no, non sto parlando di chi si ritrova da un momento all'altro  nell'impossibilità di partecipare alla gara per la quale si era preparto, per imprevisti sopraggiunti (organizzativi o fisici), ma di chi scegliere deliberatamente di allenarsi bene senza dover necessariamente partecipare ad una gara.

Certo, direte, esci tranquillo quando e come ti pare.

Rilegette bene però: non ho scritto allenarsi senza un obiettivo, ma allenarsi BENE!

Ma anche in questo caso la risposta, con buona pace di chi vuole far passare il messaggio di avere necessariamente un obiettivo, è sì, si possono ottenere dei riscontrabili benefici.

Sebbene non ci sia una vera e propria bibliografia che ha curato tale aspetto, 

…si evidenzia che la letteratura scientifica, pur non affrontando quasi mai la questione in modo diretto (“allenarsi bene senza obiettivi”), converge su un punto chiave: ciò che sostiene davvero la qualità e la continuità dell’allenamento non è necessariamente il goal esterno, ma la qualità della motivazione.

La review di Pedro J. Teixeira (2012), basata su decine di studi, mostra che le forme di motivazione più autonome — quelle legate al piacere, all’interesse e al significato personale — sono fortemente associate alla pratica regolare e duratura dell’esercizio. In altre parole, non serve per forza una gara per allenarsi bene: serve un motivo che stia in piedi anche senza di essa.

Allo stesso modo, lavori più recenti come quello di Ian M. Taylor (2020) suggeriscono che, anche durante sforzi di endurance intensi, una motivazione più autonoma ( il caso in cui ti alleni perché lo vuoi fare, perché lo consideri importante per te o perché ti piace, non perché “devi”, qualcuno te lo impone o devi dimostrare qualcosa)  riduce la tentazione di mollare e migliora la qualità della prestazione. E studi interventistici come Cecilie Thøgersen-Ntoumani (2016) mostrano che quando la motivazione è intrinseca  (per il piacere dell’attività stessa, non per un risultato esterno) aumenta l’aderenza, e con essa arrivano adattamenti concreti come il miglioramento del VO₂max.

Quindi, resa semplice:
Motivazione autonoma = “lo faccio perché ha senso per me” → durante lo sforzo molli meno.
Motivazione intrinseca = “lo faccio perché mi piace” → nel tempo salti meno allenamenti. 

A questo si aggiunge un altro elemento spesso trascurato. Una recente meta-analisi di Katie R. Garstang (2024) conferma che fissare obiettivi specifici aumenta in modo significativo i livelli di attività fisica, ma ha un impatto molto più limitato sugli aspetti psicologici come motivazione e benessere. Ancora più interessante: gli interventi senza ricompense funzionano meglio di quelli che le prevedono.

Tradotto: gli obiettivi funzionano, ma non sono il cuore del problema. Possono farti muovere di più, ma non necessariamente sostenere meglio nel tempo.

Ed è qui che il cerchio si chiude. Allenarsi senza un obiettivo esterno non significa allenarsi senza uno scopo, ma spostarlo. Da qualcosa che sta fuori — una gara, un tempo, un risultato — a qualcosa che sta dentro: il valore dell’allenamento stesso. Ed è su questa base, meno evidente ma più solida, che si può continuare ad allenarsi bene.

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