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venerdì 18 ottobre 2024

MOTIVATIONAL PANDA! La playlist esclusiva del team Panda e del PandaLab per allenarsi nel modo più motivato possibile!

Come ormai sapete bene stanno arrivando i mesi dove bisogna mettersi a testa basta ad allenarsi restando focalizzati sugli obiettivi ancora (apparentemente) lontani.

Ok, non è semplice trovare la motivazione giusta in questi casi... ma cosa ci sono a fare il Team Panda e il PandaLab se non per sostenervi anche in questo!

Ecco la playlist per tutti i Panda (ma anche per tutti gli amici) per spingere quell'allenamento ancora di più...

Ascoltate e poi ditemi che non vi abbiamo regalato facili 10watt extra?

DAJE PANDA!

mercoledì 28 marzo 2018

The Ramones del triathlon



Nel 1974, in piena epoca musicale invasa dall'abbondanza negli arrangiamenti, spartiti infiniti di progressive-rock e virtuosismi tecnici spesso tutt'altro che funzionali alla linea melodica, si presentarono sulla scena quattro tizi da New York, con un giubbotto di pelle, jeans stracciati, All Star e poco altro.
Joey, Dee Dee, Johnny e Tommy.
Sì, The Ramones.
Si presentarono subito evitando di riprodurre cover di altre band ma concentrandosi sulle loro composizioni.
Sapete perché?
Perché le canzoni degli altri erano troppo complicate da riprodurre.
A loro bastavano tre accordi.
Con tre accordi, non avevano bisogno di altro.
Nel Panda Lab siamo così.
In un ambiente sportivo stracolmo di gps, fasce cardio, powermeter, indicatori del riposo, contabracciate e integratori alimentari, a noi bastano tre velocità.
Easy, Moderate e Over.
Con tre velocità non abbiamo bisogno di altro.
Forse perché tutta quell'altra roba è troppo complicata per noi.
O forse perché così è molto più rock'n'roll...
...e a noi piace così...

HEY, OH, LET'S GO!

venerdì 15 aprile 2016

Allenarsi con la musica, questione (anche) di motivazioni


La musica fa parte costantemente della nostra vita e, di conseguenza, dei nostri allenamenti.
Potete correre con le cuffiette o sentire il vostro respiro, scalare una salita con la musica a tutto volume o pensare solamente a risparmiare il fiato, ma qualche motivetto per la testa vi girerà sempre.
In questa sezione ho raccolto alcune playlist che se volete potrete usare in qualsiasi momento, adatte al caso nostro.
Le ho divise in:
  • Motivational: i classici brani, spesso strumentali, usati nei trailer di momenti epici per caricare l'atmosfera
  • Training Hard: hip hop da ghetto, ideale per gli allenamenti di potenziamento o indoor
  • Vintage Training: come sopra ma con musica R&B, soul e funky
  • Power Song: perfetta per gli sforzi brevi e intensi, per avere una spinta in più
Tutte le playlist sono in continuo e costante aggiornamento. Anche se non avete Spotify a pagamento, potete comunque sentirle in modalità casuale, che poi durante gli allenamenti è la cosa migliore.
Buon ascolto!



 

domenica 29 giugno 2014

Best of the Month [Giugno 2014]


Triatletai del Mese
Fabian- Mazzetti - Steinwandter - Bonin


Album del Mese
"Seven Dials" Roddy Frame

Post del Mese
"Pro vs mia nonna" sul blog IronGian

domenica 6 aprile 2014

Best of the Month [Marzo 2014]

Triatleta del Mese
Mauro Ciarrocchi

di Christian "Mac" Ferretti
 
Che dire dell'atleta del mese di marzo? C'è voluta una piccola pausa di riflessione, per cercare almeno di evitare il rischio di agiografia in vita. Non è facile infatti scrivere oggettivamente di un amico, e di uno dei tuoi (miei) miti sportivi, in compagnia di un Ame Bonfanti, tanto per circoscrivere il genere. Ma il punto è che anche ad essere oggettivi, il Maurone Ciarrocchi nazionale, di lui stiamo parlando, è uno dei grandissimi del triathlon italiano, indiscutibilmente. Uno da Hall of Fame, da impronta della scarpetta da corsa impressa nell'asfalto, se non fosse che sull'asfalto vola e non sembra neanche poggiare i piedi... Ecco, lo vedete? Affatto facile, vado subito in ipossia e parte il proclama!
Mauro Ciarrocchi, 50 e rotti anni dalla provincia della Leonessa, avrebbe potuto essere l'atleta del mese praticamente sempre, da quando esiste questa mia piccola rubrica. O magri, a mesi alterni, per adeguarmi alla sua filosofia di tentare la qualifica per Kona un anno sì e uno no. "Tentare" poi è riduttivo, perché a memoria non ricordo abbia mai fallito l'intento. Ultimo approccio in ordine di tempo, quello appunto che gli vale questo sempre più prestigioso titolo di atleta del mese,  vale a dire il secondo posto di categoria all'Ironman di Los Cabos, (dove ha colto la sua prima vittoria Daniel Fontana, inutile ricordarlo, e troppo facile da segnalare come atleta del mese), che significa fra l'altro 62mo assoluto, davanti ad atleti che potrebbero essere sui nipot... Ehm, cuginetti). Ma l'impresa relativamente recente per cui ancora oggi fa emozionare, è la vittoria assoluta all'Ultraman Uk, in Galles, una tre giorni massacrante su percorsi che di piatto avevano giusto l'acqua del lago Bala. Che si è vendicato della piattezza, presentandosi freschetto, con una temperatura sui 15 gradi. Al seguito, inossidabile "life manager", la mitica Ornella, compagna di vita e sostegno nelle fatiche, che non sono solo quelle delle gare, ma del quotidiano allenamento, secondo il noto schema delle tabelle "autistiche": migliaia di metri a nuoto, centinaia di km in bici, decine a piedi, dormire, ripetere. Semplice, no?
 Fautore delle lunghe distanze, per Mauro il triathlon è solo lungo e senza scia. Quella che può sembrare un'affermazione apodittica e alquanto tranchant, la dice lunga sul carattere, in senso lato, del Nostro, mentre sul carattere in senso stretto, nulla quaestio, è sempre amichevole e cordiale, e non è cosa scontata, nel nostro ambiente dove pascolano anche personaggi che con la metà dei suoi successi e anche meno, sembrano aggirarsi per le zone cambio come Obama in visita ufficiale.
 Tecnico e anima dell'Europa Sporting Club, sta da almeno un paio di anni, crescendo una nuova generazione di matti da legare, gente che ha trovato il proprio personale sistema di farsi male (in senso scherzoso, ovviamente), sopportando quegli allenamenti di cui dicevo, e che sta già producendo una buona serie di risultati, nelle varie categorie, ivi comprese qualfiche ai mondiali XTerra.
 Che altro dire? Beh, Mauro, me la sono guadagnata una coppetta di gelato, magari all'Elba (visto che non sarebbe la prima volta che in un paio di settimane mette in fila uno dei triathlon long distance più duri al mondo, e poi la finale mondiale delle Hawaii), in quella gara dove, tu mi hai insegnato, la farica è mentale, perché "dove c'è salita, poi c'è discesa"?

 
 
Album del Mese
 
 



 
 "Perche sì va a Francoforte" sul Blog "TRI FUN & LIFE di Luigi Orlando "Magic"
La miglior guida per chi si accinge ad affrontare il Campionato Europeo Ironman del 2014


 

venerdì 28 febbraio 2014

Best of the Month [Febbraio 2014]

Triatleta del Mese
Scott Molina

 
 
Album del Mese
Perturbazione "Musica X (Sanremo Edition)"
 




Visto che non se vince un cazzo, stavolta ne metto due, perchè mi piacciono entrambi...

"1800 secondi" sul blog Distanza di Igor Nastic & "Fantasmi" sul blog Velleità di Lorenzo Pisani

venerdì 29 novembre 2013

Best of the Month [Novembre 2013]

Triathleta del Mese
Hillary Biscay

 
Disco del Mese
Midalke - "Antiphon"
 
 

"La Prima Bici" sul blog Velleità di Lorenzo Pisani.
 
...ma potete pescare un post a caso dell'ultimo mese, mi sa che abbiamo torvato un nuovo fenomeno dei blog :)
 

domenica 3 novembre 2013

Best of the Month [Ottobre 2013]

Triatleta del Mese
Genziana Cenni
 
di Christian "Mac" Ferretti
Eccoci, col consueto ritardo altrimenti vi destabilizzo... Ancora ruote grasse, ancora una donna, non è certo colpa mia se vanno forte! Siamo in Toscana, lungo quella dorsale appenninica che certamente invoglia al fuoristrada, e che ricompensa con scorci unici al mondo, non per niente "sfondo" ideale dei quadri di mezzo Rinascimento. Ma non sono qui per celebrare Leonardo o Piero della Francesca, mi manca il physique du rôle per fare il Philippe Daverio, e le fidanzate per fare lo Sgarbi. Al centro dell'attenzione, per il mese di ottobre, non è la campagna aretina, che pure appunto fa da sfondo, ma l'atleta che da quella splendida terra arriva, Genziana Cenni da Poppi. Specialista della corsa, specie off road, si difende bene anche sulle medie distanze (e non stupisce, data la classica affinità nell'allenamento fra triathlon "sporco" e 70.3), con un personale nella mezza maratona inferiore all'ora e trenta. Quest'anno ha stravinto, anzi dominato il neonato circuito Tnatura, ma ci arriviamo fra poco, perché le soddisfazioni arrivano prima dell'inizio del circuito predetto. In verità, l'inizio è in salita, come si converrebbe ma purtroppo in senso figurato, un ritiro al duathlon di Lucca, ma ci vuole poco più di un mese per prendersi la prima soddisfazione stagionale, altro duathlon, esito diverso: primo posto a Cortona. Da lì in poi, sono solo podi, di categoria e molto spesso assoluti, e di questi solo uno o due sul gradino più basso, dietro ad atlete come Monica Cibin ed Elena Manzato, per capire il livello e fugare i dubbi di chi potesse pensare che, dato il numero ridotto di donne in gara, potesse essere in solitaria. Avigliana, Bolsena, Santa Teresa di Gallura, per finire dive aveva cominciato, non nel senso della località, ma della specialità, vincendo alla grande il duathlon Tnatura di Conegliano, e dominando quindi l'intero circuito. Corre certo veloce, Genzi, ma non è che in bici stia lì a guardare, anzi. Da specialista esclusiva o quasi delle ruote grasse, ha forza, resistenza e capacità di guida, sommate al bell'aspetto, gli occhi azzurrissimi e il gran sorriso, suscitano non poca invidia e ammirazione. Ma la stagione non poteva certo terminare a Conegliano, per quanto in una cornice anch'essa da quadro, nella cornice della scuola enologica. Eh, no, va bene l'autarchia, ma c'era quella formalità del 27 ottobre, da sbrigare in quel paradiso terrestre delle isole Hawaii, versante Maui. In compagnia dell'altro portacolori dell'Arezzo nuoto, Fabio Guidelli, il viaggio agli antipodi, ovviamente non la tavola ma la fidata mountain bike al seguito. 21ma fra le pro, per gli amanti dei numeri 3h47', e si tenga conto che quelle davanti erano pro "vere", nel senso che quello fanno per vivere... Un ottimo coronamento di una stagione al vertice, anzi, almeno un biennio, visto che le classifiche del 2012 raccontano la stessa storia di inanellamento di podi. Vai, Genzi, ma nel 2014 qualcuna lasciala alle avversarie!


Disco del Mese
"New" - Paul McCartney
 

 

Elbaman 2013 (io c'ero) - sul blog Semper Adamas
 
 
 
 

domenica 6 ottobre 2013

Best of the Month [Settembre 2013]

Triatleta del mese
Javi Gomez
(nel caso non abbiate visto questo video, cazzo, vedetelo!)
 

 

Disco del mese
 




 
"Perdersi è ritrovarsi" sul blog "Fatica" di Ironmarz
 
l'essenza degli equilibri del triathleta con famiglia....

sabato 3 agosto 2013

Best of the Month [Luglio 2013]

Triathleta del Mese
Molli Serrano

di Christian "Mac" Ferretti
 
Il mese di luglio ci porterà in Florida, e più precisamente a Plantation, una cittadina di media grandezza, gli americani direbbero forse piccola, con i suoi novantamila circa abitanti, sull'asse di quelle località più note che rispondono ai nomi di Ft. Lauderdale a Nord, e Miami a Sud, uno di quei posti da cartolina e serie tv, il cui motto molto U.S.A. è "The grass is greener". Ma non resteremo lì, ci sposteremo in un'altra località da favola, quella Kona, Hawaii, che non ha bisogno di presentazioni in una comunità di triatleti. Nel mezzo però, e alla fine, andremo anche in posti meno ambiti e ricercati, in corsie di ospedale, centri chemioterapici e sale operatorie. Perché sarà anche vero che a Plantation l'erba è più verde, ma il cancro non guarda i colori, né si preoccupa di quanti figli possa avere chi colpisce. Nel 2011, purtroppo, toccò a Molli Serrano, la nostra atleta del mese di giugno. Bionda che più bionda non si può, fisico asciutto e nervoso, nonostante la doppia gravidanza che la portò ad avere, nove anni fa, una splendida coppia di gemelli. Un marito devoto, Juan, e la tenacia che la porta ad essere considerata una delle migliori age grouper americane sulla lunga distanza. Insomma, la classica famiglia americana degli spot dei cereali. Fino al 2011. Un mese prima del suo quarto Ironman, a Klagenfurt, e dopo aver sfiorato anche in occasioni precedenti la qualifica per le Hawaii, un amico la convince che quei continui dolori allo stomaco non sono normali, ha bisogno di esami, di andare a fondo. La diagnosi è impietosa: cancro al pancreas, uno di quelli che, come ci dicono le fredde cifre, lascia meno speranze in assoluto. Il 20 %, viene detto a Molli. Ma lei è tosta: è arrivata al triathlon sulla scia del marito, ma ben presto è stato il marito a doversi accodare a lei. Ogni mattina allenamento, sveglia presto e via, certo il clima della Florida aiuta, ma - non lo scopro certo io -ci va una bella dose di costanza e forza d'animo, specie se si hanno figli piccoli. Forza d'animo che Molli non perde, decide subito che la malattia non l'avrà vinta, almeno non sulle sue abitudini. Ed è così, davvero incredibilmente: il 28 giugno 2011, giorno del settimo compleanno dei figli, va sotto i ferri. Le asportano metà del pancreas, metà dello stomaco, la colecisti e per buona misura anche una porzione di intestino. Due settimane dopo, è in bici. Ad ottobre dell'anno dopo, corre il "livelong Event" in Florida, una gara in bici di un centinaio circa di chilometri. Nel mezzo, però, salta ovviamente Klagenfurt, e con quello anche il sogno della qualifica alle Hawaii. Ma ecco che la buona sorte, la favola, il marketing, decidete voi, ci mettono lo zampino: invia un video di novanta secondi per un concorso indetto da WTC, per cui chi concorre deve declinare il suo personale significato del motto di ferro, "Anything is possible". Ed ecco che arriva la chiamata: Molli vince il suo slot a Kona, certo non passando dalla porta principale, ma chi se ne frega, date le circostanze. Ed ecco l'ennesimo scatto, l'ennesima dimostrazione di forza di volontà e coraggio. Non si contenta di fare il viaggio, di prendere magari simbolicamente il via per poi fermarsi. No, Molli, no. Molli si allena, esce in bici con la sacca per l'infusione dei chemioterapici infilata nella tasca della maglietta, si allena duro: 400-500 km in bici, 40-50 di corsa, e una ventina a nuoto. A settimana. Juan dice che mentre i medici curavano il suo corpo, l'allenamento cura la sua anima. E Molli ce la fa. Indossa un body viola, simbolo della lotta al cancro del pancreas, e un braccialetto con il motto "Prendere a calci il cancro con una volontà di Ferro -Iron Will - forza, fede e amore". E taglia la finish line di Kona, nel 2012, con un tempo che le vale il quarantanovesimo posto nella categoria 35-39, non proprio una categoria poco affollata. E con un buon tempo, 11 ore 39 minuti e 38 secondi, ben al di sotto delle preventivate 12 ore. Nel mezzo, un'apparizione in tv a "Today", che le vale un pizzico di fama e molti messaggi di sostegno, ed altri di ringraziamento, per l'esempio. Si schernisce, Molli. Non si sente una fonte di ispirazione, dice che è solo una persona che fa quello che le piace fare, e che si rifiuta di smettere di farlo quando una situazione avversa si presenta e potrebbe impedirglielo.
Ma questa non è la classica storia americana, anche se ne potrebbero certo fare un film, e magari qualcuno ci sta anche pensando. Non lo è perché manca il lieto fine: il 15 luglio, pochi giorni fa, Molli deve cedere, l'80% contro il suo 20, non lasciavano molte speranze e non sempre accadono i miracoli. Molli lascia Juan e i due gemelli Nicholas e Isabella, ma lascia anche un'eredità alla comunità dei triatleti, la voglia di vivere, la forza e la volontà possono portare distante, e regalare giorni felici anche mentre si affronta una terribile malattia. Ciao, Molli, e se c'è un Lassù, ecco da lì non ti arrabbiare se ogni tanto pensiamo a te e ne ricaviamo ispirazione.

 
 
Disco del Mese
 
 
 

Stavolta concedete l'autoreferenza. Il post del mese, anzi, i post, del mese, sono quelli dei 5 ragazzi di Zona Cambio (io, Master, Luigi, RunnerBlade e Pietro) che hanno partecipato all'Ironman di Klagenfurt.
Cliccando qui trovate la lista di tutti e 5 i racconti!
 
 


sabato 6 luglio 2013

domenica 28 aprile 2013

Best of the Month [Aprile 2013]

Triathleta del Mese
Renata Bucher

di Christian "Mac" Ferretti
 
Ebbene sì, ancora una donna, l’avevo promesso e oltre ad avere una passione (ma va?), sono davvero tante e fortissime le atlete del triathlon, non ho che l’imbarazzo della scelta. Dunque, Renata: svizzera di Lucerna, 36 anni il prossimo 30 maggio, laureata a Zurigo in Scienze Motorie, amante dell’aria aperta e del movimento, fin da piccola (con tre sorelle e un fratello, come lei stessa ammette nel suo blog, difficile accadesse il contrario, ovvero si appassionasse di case di bambole e puzzle o scacchi…), ma soprattutto grandissima specialista del fuoristrada. Si dedica effettivamente quasi in esclusiva alle competizioni XTerra e affini, non disdegnando qualche incursione (ovviamente, quasi sempre vincente) nelle gare trail, e nel ciclocross ma praticamente mai in sella a una tt-bike o anche una semplice bici da strada. E questo, non so a voi, ma a me la rende già particolarmente simpatica.
Gli appassionati italiani del triathlon offroad l’avranno certo già notata in occasione delle gare di Villacidro e di Orosei nel 2011, e chi non l’avesse notata, probabilmente non ha osservato bene il podio: gradino più alto a Villacidro, piazza d’onore all’XTerra Italy. Nel 2012 ha invece optato per mete più esotiche, purtroppo per i fan e il pubblico italiano, e per la fortuna di quello asiatico e americano. Sia nel 2011 che nel 2012, è colpita a Maui dalla maledizione del settimo… no anno, ma posto, ripetuto per l’appunto in entrambe le partecipazioni. E veniamo finalmente a noi, dopo questo breve excursus: inizia il 2013 con una vittoria nel duathlon dell’amena località del Monte Baw Baw (esiste, esiste, ho controllato: è a due ore circa di auto da Melbourne, c’è persino un resort dall’altisonante nome “Everest Resort”, e - quasi incredibile -persino la neve. Il sito ufficiale parla di un Parco Nazionale e di “tipiche regioni alpine australiane”. Sarà… Comunque, ci fanno un duathlon offroad!); poi a febbraio un altro primo posto in una gara marathon, sempre Down-Under; a marzo l’esordio stagionale nel triathlon, secondo posto nelle Filippine, poi un terzo posto in una delle sue gare preferite, l’XTerra di Saipan, vinto per quattro volte di fila dal 2005 al 2008, e sette volte su otto partecipazioni precedenti, in totale, poi ancora seconda a Guam, nella terza gara dei “gioielli della Corona Xterra” del Pacifico (la prima è quella delle Filippine). Nel mezzo, un quinto posto al Tagaman tri, una gara long distance su strada sempre a Saipan. Considerato che l’organizzazione garantisce un premio supplementare per il più veloce uomo e la più veloce donna della combinazione delle due gare di Saipan, le perdoniamo questa incursione sull’asfalto.
Insomma, dopo la maledizione del settimo posto, marzo 2013 sembra dominato da quella dei gradini più bassi del podio. Ma marzo pazzerello, finisce in fretta, ed eccoci per l’appunto ad aprile: Primo gradino in Australia, replay in nuova Zelanda, e riconferma in Malaysia. In pratica, non un weekend senza una vittoria, nel mese di aprile. Ed in gare non certo semplici, vuoi per i percorsi e per le condizioni meterologiche e ambientali, vuoi per il parterre de rois costituito dalle avversarie: le specialiste indigene o quasi, Yasuko Miyazaky (giapponese) e Mieko Carey (di Guam), oltre alla britannica Jaqui Slack, ma soprattutto a una certa Shonny Vanlandingham, già campioness americana di mountain bike x-country.
Dopo aver mancato quindi di poco un’incredibile serie a Saipan, quella che per lei è La Gara, ecco che inanella un’altrettanto incredibile serie di tre vittorie su tre partecipazioni in un mese, portando a 32 il conteggio dei primi posti in carriera. Se la simpatica svizzera (ma con base anche sulla West Coast) manterrà questo livello di preparazione anche per le prossime apparizione, ne vedremo delle belle, anche in Italia, dove tornerà a gareggiare nell’XTerra del 20 luglio. Curiosità: sicura dei propri mezzi, e anche discretamente comunicativa, nel suo sito personale (www.renatabucher.ch) indica il calendario delle partecipazioni, passate e future, alle varie gare, dichiarando anche in anticipo l’interesse: gara di riscaldamento, di allenamento, di alto interesse. Non cerca quindi di nascondersi e non cerca eventuali alibi non dovesse andare come pianificato. Non male, considerato quanto piagnoni invece si contano purtroppo anche nello sport: colpa del pallone, della catena, dell’allenatore… Ah, indovinate un po’ quale gara del calendario viene indicata come di interesse “super high”?
  
Disco del Mese









domenica 31 marzo 2013

Best of the Mont [Marzo 2013]

Triathleta del mese
Yvonne Van Verklen


di Christian "Mac" Ferretti

Yvonne Van Vlerken: ecco una donna per cui non so se basterebbe un solo mese, e anche gli aggettivi: eclettica, poliglotta (oltre al nativo olandese, il tedesco della sua residenza austriaca, l'inglese e forse anche qualche altra...), e ovviamente fortissima! Anche a nickname è messa bene: fra tutti, L'Olandesina Volante (classico, e non credo si riferisca alle bici da passeggio) e Vonsy, il nick "ufficiale".
Prendendola da lontano, tanto per introdurre il personaggio a chi non la conoscesse, basti pensare che fino all'avvento dell'era di Chrissie, era la detentrice del record di velocità in un Ironman, record fatto segnare nel 2008, neanche a dirlo a Roth, con un tempo finale di 8h51' e spiccioli, fra l'latro fatto segnare con uno dei tempi climatici peggiori che si ricordino nelle edizioni di Roth. Con la regina Chrissie condivide il sorriso, sempre stampato in viso, ci perdonerà Chrissie se preferiamo quello di Yvonne dal punto di vista estetico, essendo formato dal numero canonico di denti, e incorniciato in una criniera biondissima, con contorno di occhi azzurrissimi. L'apoteosi dei superlativi.
L'esordio nella triplice risale ai primi anni duemila, con incursioni nel podismo (una mezza maratona corsa in 1h17'), e passaggi dalla World Cup all'Half e ritorno. Eclettica, appunto. Fino alla dedica ormai esclusiva alle lunghe distanze. Il 2008 il suo anno fin qui migliore, una ridda di primi e secondi posti, ovunque la portasse l'agonismo, a diverse latitudini, continenti e con percorsi i più disparati. L'ho per caso già scritto che è eclettica?
Nel 2012 chiude la sua stagione stabilendo il nuovo record della gara all'Ironman Florida, con un 8h45' decisamente di tutto rispetto, specie se si considera che si è presentata alla gara...per caso. Si sentiva bene, ha dichiarato alla rivista Triathlete, aveva pianficato il 70.3 di Austin e a seguire l'Ironman Cozumel, ha dato un occhio alla mappa e ha visto che la Florida era di strada, si è ricordata di essere olandese e che la Florida è piatta e ventosa (ma senza canali, né zoccoli di legno, che io sappia), ed ecco che una tappa intermedia si trasforma nell'ennesima superprestazione.
Il 2013 pare sia iniziato sotto i migliori auspici, ed in particolare a marzo (per una volta, sono sul pezzo e non in ritardo di un paio di mesi): 5° posto ad Abu Dabhi a inizio mese, un nuoto "discreto" con 46' per 3km, all'esordio stagionale, nuovi sponsor, un servizio con foto davvero simpatiche per Radstars.at (in abito da sposa, con il suo nuovo amore... a due ruote, non vi dico altro e vi invito ad andare a vedere le foto), e infine, e concludo anche io, un ottimo secondo posto all'Ironman di Melbourne. Buon inzio, giramondo Yvonne, viatico per altri successi e festeggiamenti, da qui ad ottobre!

Disco del mese
"The Messenger" by Johnny Marr

"Escape from Alcatraz Triathlon" sul blog di Ironfrankie

venerdì 1 marzo 2013

Best of the Month [Febbraio 2013]

Triathleta del Mese
Linda Scattolin

di Christian "Mac" Ferretti
 
Premetto subito, a scanso di equivoci: il, anzi la triatleta del mese di febbraio, è una mia compagna di squadra, quindi sono in conflittissimo d'interessi, ma sono sicuro che non appena leggerete il nome, non potrete che concordare con me sulla scelta. E allora, bando alle ciance, squilli di tromba, and the winner is... Linda Scattolin.
Avevo promesso magiore attenzione al mondo femminile della triplice, e mantengo la promessa, cominciando con un'atleta davanti a cui non si può fare che inchinarsi. Linda, in forza a Padovanuoto Dynamica e Vigili del Fuoco, allenata da un altro nome illustrissimo del triathlon nostrano, una certa Edith Niederfriniger, è un'atleta eclettica e polivalente: a parte le tre discipline tutte insieme, non disdegna ultratrail, campestri, sci di fondo, sci alpinismo, e chi più ne ha più ne metta. Il sorriso sempre stampato, una parola gentile per tutti, è un esempio di tenacia e costanza. Abbastanza matta da scalare pendii impegnativi in chronobike, e affezionata partecipante, fra le altre gare, all'Elbaman. Proprio nell'ultima edizione disputata, ha piazzato un terzo posto di categoria S4, ottava assoluta al traguardo, dopo due edizioni sulla media distanza, in cui comunque non aveva decisamente mal figurato, con un secondo e un quinto posto. Nel 2012, appunto a podio, e nonostante abbia rischiato di doversi far trapiantare i polmoni, durante la frazione a nuoto. Ma neanche batterie virus possono fermarla, ed ecco il recupero nelle frazioni successive, fino a un podio che dopo l'1h31' in acqua, appunto limitata da problemi fisici, pareva quasi irraggiungibile. Ma come ho scritto, tenacia è il suo terzo nome. Terzo, perché il secondo è il nick "Lisca", richiamato anche dal tatuaggio che fa bella mostra di sé sulla gamba (così se la vedete di spalle, mentre vis supera, alle prossime gare, sapete di chi stiamo parlando).
Colonna portante della squadra femminile padovana, con cui solo un errore di conteggio e di percorso l'ha privata di un successo al campionato di Rimini a squadre a cronometro. Inconveniente che le ha fruttato però un bel Tapiro, alle premiazioni societarie, come al solito accolto con una fragorosa risata e a seguire l'immancabile sorriso. Mentre vi scrivo, è reduce da poco da una top ten alla short race di Abu Dabhi, e vabbé che non era a febbraio, ma siccome sono sempre in ritardo, almeno ne approfitto per fornire anche notizie fresche. Che altro dire? Che ci auguriamo che questo inizio di stagione così distante e così promettente, sia di buon auspicio per una qualificazione...anzi, La qualifica, e credo non occorra aggiungere altro. La guida esperta di Edith e le sue doti, le rendono senza dubbio l'obiettivo alla portata, ma non dico altro per pura scaramanzia. Forza, Linda, dajie de gas, e arrivederci al prossimo inevitabile successo
!
 
 
 
Disco del Mese
 
 
 
 

domenica 3 febbraio 2013

Best of the Month [Gennaio 2013]

Triathleta del Mese
Daniel Fontana
 
di Christian "Mac" Ferretti
 
Dopo aver omaggiato atleti e atlete di ogni dove, norvegesi, britannici, australiani, facciamo un salto, per l'atleta del mese di gennaio, oltre oceano, in Argentina... Ma forse basta fermarsi un po' più vicino, dipende dal periodo dell'anno. Parliamo infatti di un grandissimo di casa nostra, ma in modo un po' particolare, di quelli che qualche decina di anni fa andavano sotto il nome di oriundi: Daniel Fontana.
Il grandissimo campione argentino, naturalizzato italiano, corre infatti sotto la bandiera tricolore dal 2004, scoperto e portato in Italia dapprima da Marco Novelli, poi, fino ad oggi, con la Dds di Milano, per la quale attualmente allena gli age group. Due volte olimpionico, quattro volte campione italiano, dopo una brillante carriera da velocista itu, in un recente passato ha fatto il salto del fosso per lungo, passando alla Distanza. Evidentemente il passaggio all'Ironman, ed al mezzo Ironman, non ha fatto perdere cavalli al motore del nostro, anzi. Come per diversi atleti passati dai corti tiratissimi alla distanza regina, evidentemente il background da velocista ha giovato alla preparazione di ben altro impegno in termini non solo chilometrici. Fin da subito infatti è parso in gado di giocarsi alla pari i podi delle varie competizioni, senza alcun timore reverenziale nei confronti di campioni blasonati. Intendiamoci, Daniel è l'opposto dell'arroganza, ma evidentemente fare per anni a sportellate sui multilap al cardiopalma delle gare itu, lo ha in qualche modo immunizzato da un eccesso di timidezza. E se ne sono accorti subito tutti a loro spese. Esordisce nella mezza distanza con il botto, secondo al mondiale , all'epoca ancora a Clearwater, dopo qualche gara di avvicinamento, nelle quali ovviamente si era guadagnato la qualifica. Nel 2010, lungi dal lasciare, raddoppia: esordio nell'Ironman SouthAfrica, e ovviamente podio, terzo gradino e qualifica per le Hawaii. Dove, nel 2011, si piazza dodicesimo assoluto, eguagliando l'inossidabile Danilo Palmucci, il cui doppio record di piazzamento e cronometrico, resisteva dal 1994 (parliamo ovviamente di prestazione italiana alle Hawaii).
Ma questa piccola celebrazione non vuole certo essere un premio alla carriera, ci auguriamo molto ma molto distante dal suo epilogo. Tutt'altro: è il nostro atleta del mese, perché ha iniziato il 2013, sulla scorta di come aveva inanellato gare nel 2012, ovvero con il secondo gradino del podio, a cui appunto nell'anno appena trascorso aveva praticamente fatto l'abbonamento (con la non indifferente parentesi di delusione alle Hawaii, dove purtroppo persistenti problemi fisici lo hanno costretto al ritiro, come nell'anno dell'esordio; e con la invece piacevole parentesi, giusto per cambiare gradino, della vittoria nel 70.3 di Pescara). Il 13 gennaio a Pucon, in Cile, il solo Reinaldo Colucci, brasiliano, è riuscito a frapporsi fra Daniel ed il terzo successo in quella gara. Il brasiliano ha allungato in bici, e a nulla è valsa una mezza maratona di Daniel con il turbo. Resta comunque una prestazione da incorniciare, ed un podio importante, ad inizio stagione, che speriamo sia di buon auspicio per il seguito, e in particolare per quel piccolo appuntamento ottobrino...
 
 
 
Disco del Mese




 
"Running Sucks" su Blogger per caso di Ibiza130
 

lunedì 31 dicembre 2012

Best of the Month [Dicembre 2012]

Triathleta del Mese
James Cunnama


di Christian "Mac" Ferretti

Non è agevole scegliere l'atleta del mese in un mese in cui non si gareggia , a meno di voler considerare le gare "Down Under", che comunque non sono nel pieno della stagione, fatti salvi un paio di Ironman. Ed ecco quindi che la scelta cade sul personaggio in questione, per meriti, per così dire, extra sportivi (con un'eccezione, che presto capirete). James Cunnama, quindi, un ragazzone sudafricano con base in... Sudafrica, a differenza di diversi suoi conterranei che si sono trasferiti per i più disparati motivi in Europa o America. Un Sudafricano che fa parlare di sé, nel triathlon, dopo Conrad "The Caveman" Stoltz, e l'emergente cortista Itu Murray, non tantissimi nomi di fama internazionale, benché il Sudafrica annoveri in realtà un discreto numero di gare di ogni distanza e disciplina, e anche una buona partecipazione, sia amatoriale che come numero di elite. Ma questa non è una disamina del movimento sudafricano, quindi torniamo a noi: Cunnama si fa notare dal grande pubblico mondiale, grazie al secondo posto a Klagenfurt nel 2009, per poi inanellare una buona sequenza di vittorie e piazzamenti prestigiosi anche nel 2010, con la prima vittoria pallinata, dapprima nella mezza distanza, ad Austin, e poi centrando il bersaglio grosso sempre in America, nell'Ironman Florida, chiudendo con 8h15'. Ma l'impresa è del 2012, quando a Roth entra nell'esclusivo club dei sub-eight, e proprio sul filo del rasoio, in 7h59'59". D'accordo, lo so che Roth non si corre a dicembre, ma l'avevo scritto che non era facile, no? E questa comunque era l'eccezione sportiva per la scelta, come avevo preannunciato. Quello che lo fa eleggere atleta del mese, in realtà, è una certa dose di sfortuna che ce lo fa apparire più umano, nonostante appunto l'appartenenza ad una elite di superveloci, e di conseguenza più simpatico. Il ragazzone sudafricano, infatti, ha vissuto una stagione travagliata, fuori per diversi mesi per infortuni (che c'entri qualcosa il metodo di allenamento del suo mentore, il discusso Brett Sutton? Ai posteri l'ardua sentenza, certo che statisticamente ne ammazza di più Sutton che l'addestramento dei Navy Seals), e con un paio di disavventure legate al passaporto, che per lui deve essere una sorta di maledizione, una raccontata da lui stesso nel suo blog, l'altra da Triathlete Europe. Partiamo da quest'ultima: appena terminato quel simpatico massacro dell'Embrunman, quasi nemmeno il tempo di sciacquarsi, e via di corsa in macchina, alla guida lo stesso Sutton, per raggiungere in tempo l'aeroporto di Nizza, dato che il giorno successivo scadeva il suo visto, con il rischio di ritrovarsi in Francia da campione...clandestino. Quattro e rotte ore di auto, dopo un ironman devastante, l'arrivo in aeroporto, il volo a distanza di poche ore, ma nessun posto in albergo, quindi Sutton che lo lascia per l'appunto in aeroporto. Dove scopre di aver smarrito l'attrezzo multiplo, indispensabile per smontare la bici, ancora "sudata" da Embrun, e infilarla nelle apposite sacche. Non dice nell'intervista, come poi abbia fatto (non credo vendano brugole e cacciaviti in aeroporto a Nizza, ma magari c'è un "sivende" nei paraggi, o per lo meno una ferramenta), o se Sutton lo abbia costretto, per non perdere tempo, a tornare a nuoto. Ma ci dice che al rientro in Sudafrica, era leggermente distrutto, cosa che non si stenta a credere. Analoga la disavventura narrata da lui stesso nel blog: lui e Jodie Swallow hanno fatto il viaggio dall'Inghilterra a Vitoria Gasteiz, per partecipare ai campionati mondiali di lungo, in auto, per evitare le frontiere, dato che di nuovo il Nostro era senza visto, avendo spedito il passaporto per la sua apposizione, e mai ricevuto indietro... Ora, vien da chiedersi se qualcuno nella burocrazia sudafricana ce l'abbia con lui, oppure se pianifica i suoi viaggi non con il dovuto anticipo, ma tant'è. Per fortuna il visto gli arriva per tempo (dice che ha raccolto il passaporto lungo la strada per l'aeroporto, è lui stesso a ironizzare sul "largo anticipo"), ed il viaggio di ritorno è meno rocambolesco, riesce a godersi lo spettacolo del triathlon olimpico comodamente seduto in tribuna, senza doversi guardare dai bobbies londinesi. Insomma, disavventure da persona normale, capitano evidentemente anche a chi è capace di correre i 226 km in meno di otto ore. A James Cunnama auguriamo un 2013 ricco di soddisfazioni, lontano dagli infortuni e dalle... guardie di confine!


Disco del Mese



mercoledì 26 dicembre 2012

Sì, un altro best of (i migliori dischi del 2012)

1
The Light the Dead See

Soulsavers

The Light the Dead See (2012)
 
2
Rise Ye Sunken Ships

We Are Augustines

Rise Ye Sunken Ships (2011)
 
3
That's Why God Made the Radio

The Beach Boys

That's Why God Made the Radio (2012)
 
4
ƒIN

John Talabot

ƒIN (2012)
 
5
Strength To Survive

Soldiers of Jah Army

Strength To Survive (2012)
 
6
Letur Lefr

John Frusciante

Letur Lefr (2012) [EP]
 
7
Turisti della democrazia

Lo Stato Sociale

Turisti della democrazia (2012)
 
8
The Bears for Lunch

Guided by Voices

The Bears for Lunch (2012)
 
9
Babel

Mumford & Sons

Babel (2012)
 
10
There's No Leaving Now

The Tallest Man on Earth

There's No Leaving Now (2012)
 
11
Baby

Tribes

Baby (2012)
 
12
Lex Hives

The Hives

Lex Hives (2012)
 
13
Sweet Heart Sweet Light

Spiritualized

Sweet Heart Sweet Light (2012)
 
14
Observator

The Raveonettes

Observator (2012)
 
15
Life Is People

Bill Fay

Life Is People (2012)
 
16
Celebration Rock

Japandroids

Celebration Rock (2012)
 
17
Mirage Rock

Band of Horses

Mirage Rock (2012)
 
18
Welcome Home

All the Young

Welcome Home (2012)
 
19
Cynic's New Year

Horse Feathers

Cynic's New Year (2012)
 
20
Fragrant World

Yeasayer

Fragrant World (2012)
 
21
Bend Beyond

Woods

Bend Beyond (2012)
 
22
Enjoy It While It Lasts

Spector

Enjoy It While It Lasts (2012)
 
23
The Carpenter

The Avett Brothers

The Carpenter (2012)
 
24
An Awesome Wave

An Awesome Wave (2012)
 
25
Rhythm and Repose

Glen Hansard

Rhythm and Repose (2012)
 
26
World Music

Goat

World Music (2012)
 
27
The National Health

Maxïmo Park

The National Health (2012)
 
28
Strangeland

Keane

Strangeland (2012)
 
29
Valtari

Sigur Rós

Valtari (2012)
 
30
Instant Wigwam and Igloo Mixture

Go-Kart Mozart

Instant Wigwam and Igloo Mixture (1999)
 
31
Rover

Rover

Rover (2012)
 
32
Handwritten

The Gaslight Anthem

Handwritten (2012)
 
33
Long Slow Dance

The Fresh & Onlys

Long Slow Dance (2012)
 
34
The Soul of Spain

Spain

The Soul of Spain (2012)
 
35
Ultraísta

Ultraísta

Ultraísta (2012)
 
36
Come of Age

The Vaccines

Come of Age (2012)
 
37
Jag är inte rädd för mörkret

Kent

Jag är inte rädd för mörkret (2012)
 
38
The Way We Move

Langhorne Slim

The Way We Move (2012)
 
39
Area 52

Rodrigo y Gabriela

Area 52 (2012)
 
40
Cheeky for a Reason

The View

Cheeky for a Reason (2012)
 
41
Ssss

VCMG

Ssss (2012)
 
42
I Bet on Sky

Dinosaur Jr.

I Bet on Sky (2012)
 
43
The Family Tree: The Roots

Radical Face

The Family Tree: The Roots (2011)
 
44
Mermaid Avenue Vol. III

Billy Bragg & Wilco

Mermaid Avenue Vol. III (2012)
 
45
Generation Freakshow

Feeder

Generation Freakshow (2012)
 
46
The Place I Left Behind

The Deep Dark Woods

The Place I Left Behind (2011)
 
47
The Way We Move

Langhorne Slim

The Way We Move (2012)
 
48
The Lion's Roar

First Aid Kit

The Lion's Roar (2012)
 
49
Silver Age

Bob Mould

Silver Age (2012)
 
50
Teenage Blood

Tom Williams & the Boat

Teenage Blood (2012)

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