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mercoledì 28 luglio 2021
venerdì 28 maggio 2021
lunedì 5 marzo 2018
Vabbè ma alla fine come devo nuotare, pedalare e correre?
Beh, semplice!
Per il nuoto poche bracciate e gomito alto, come Jan Frodeno!

Ah no, scusa, devi nuotare con il braccio teso come Nicola Spirig!

Però in bici mi raccomando, schiena orizzontale e braccia a 90° come Sebastian Kienle!
Perchè Giulo Molinari con schiena e braccia rialzate invece va piano...
Beh però il primo che nella corsa si mette a tallonare lo sfondo, bisogna correre come Craig Alexander!

Mica come l'ultimo campione del mondo IronMan, Patrick Lange...
La morale?
Io ne ho trovate almeno tre:
1) che a criticare qualcuno o la sua tecnica si sbaglia in partenza
2) che se continuate a cercare consigli su internet trovate tutto e il contrario di tutto
3) che l'unica tecnica "giusta" è andare veloci
lunedì 12 dicembre 2016
La punta di freccia
La settimana scorsa con il Team Panda abbiamo fatto degli allenamenti specifici in piscina di simulazione di acque aperte.
Uno degli allenamenti consisteva nell'imparare le tecniche di scia, nuotando 100mt con la formazione a "punta di freccia", quindi uno avanti e due leggermente dietro ai suoi lati.
L'allenamento ed il beneficio, in questo caso, non è per "la punta" ma per i due esterni, che devono imparare a trarre vantaggio da questa situazione.
E quindi, compito del primo, non è di tirare al massimo per staccare gli altri due , ma tenere un'andatura adeguata per la corretta esecuzione dell'esercizio.
LG lo ha capito bene...
"Strong, questo 100 devo farlo forte"
"No, non c'è bisogno in questo esercizio"
Ecco, 1'19".
sabato 16 febbraio 2013
GIVEAWAY (Clinic teorico pratico Nuoto in acque libere con il Campione del Mondo Valerio Cleri)
Per vincere un'iscrizione gratuita basta essere un lettore di Zona Cambio e lasciare un commento qui, indicando il motivo per cui volete partecipare!
Chiusura concorso, ore 24:00 del 10 Marzo
Daje!
martedì 8 gennaio 2013
Sulla meccanica ciclistica applicata allo smontaggio e rimontaggio del decoder Sky HD
Ieri sera vado ad infilare la scheda di SKY nel decoder ma, con mia moderata sorpresa, noto che non entra.
La fessura è aperta e non ci sono oggetti occludenti ma comunque la tessera fa fatica ad entrare.
Mi scatto verso mio figlio e lo punto.
Jacopo, hai messo qualcosa qui dentro?
Sìììììì!!!!
Non mi preoccupo più di tanto. E' ancora in quella fasa dove alle domande risponde indistintamente sì e no a prescindere dell'effettiva verità.
Mentre mi sto girando di nuovo, senza essere nuovamente interpellato, aggiunge...
Ho messo la scheda dei puffiiiii!!!
La scheda d...
Aaaaaaaah - interviene Mavi - ecco perchè non si trova più!
Panico.
Vado subito a staccare il decoder, cerco di vedere con la torcia (dell'iphone) se spunta qualche pezzo da poter acchiappare e tirar fuori.
Niente.
Prendo una spilletta, le pinze, le pinzette per i peli, ci ficco i dentri per riuscire ad agganciare qualcosa.
Niente.
Ho anche fretta, perchè devo fare qualche aggiustamento alla bici da crono, che non uso da settembre...
mmmmh...la bici eh...
Ed ecco l'idea che Isaac Newton me spiccia casa.
Con la chiave multi attrezzi per le bici btwin comincio a sollevare il rivestimento del decoder, poi con i toglicopertoncini comincio a sollevare un po' alla volta il resto della scatola.
Proprio come se stessi sostituendo la camenra d'aria.
Spack.
Un rumore secco e si apre tutto.
E' il punto di non ritorno.
Riesco ad estrarre la tanto agognata scheda (a quel punto immaginatevi in sottofondo la musica di Indiana Jones), ma è tutto aperto.
Rimane da vedere:
1) Se riesco a richiudere il decoder
2) Sperare di non aver fatto (troppi) danni
In due minuti chiudo, rimonto ed accendo la tv...
Chi è che pensa ancora che il ciclismo non è una scuola di vita?
giovedì 1 marzo 2012
il Delfinetto
Quando ho iniziare a frequentare l'insano mondo del triathlon, sentivo spesso usare il termine "delfinetto".
Inizialmente non capico cosa fosse.
In seguito l'ho capito, ma ancora non ne comprendo l'effettiva utilità.
Rientra nella categoria "stronzate del triathlon" (che avremo modo di approfondire successivamente) in cui chi le fa ha la saggezza - agli occhi dei profani - di conoscere movimenti e tecniche che la massa ignora ma che, di fatto, ti fanno guadagnare 3 secondi.
Il delfinetto non è altro che, al momento dello start, tuffarsi in acqua e risalire subito finchè non si toccherà più il fondo e si potrà cominciare a nuotare.
Dai filmati di triathlon si vede tranquillamente gente che, invece di fare il delfinetto, avanza tranquillamente tra le onde, restando comunque a ridosso di coloro che usano questa tecnica speciale.
Naturalmente noterete persone che utilizzano il delfinetto anche negli Ironman o nei 70.3 dove giustamente anche quei 3 secondi, in una gara di 12 ore, potrebbero fare la differenza...
...ma si sa, il triathleta sa distinguersi anche e soprattutto per i dettagli!
giovedì 20 ottobre 2011
Sulla regolazione delle tacchette per le scapre da bici
Un paio di settimane fa, comprando le nuove scarpe da bici, mi sono trovato di fronte nuovamente alla regolazione delle tacchette.
Con le scarpe Btwin da 40 euro non c'era stati grandi problemi, perchè hanno un alloggiamento già impostato che semplifica una regolazione per un piede regolare.
Le scarpe buone invece devono farti pesare la qualità e quindi hanno la suola "liscia" con libera regolazione.
Ora, se provate a cercare sul web qualche consiglio sulla regolazione ottimale, potreste imbattervi in cose del genere:
"Il pedale , in quanto punto di applicazione della forza del ciclista sulla bicicletta,costituisce un lemento fondamentale per tutta l’azione della pedalata. Oggi si utilizzano pedali a sgancio rapido con tacchette regolabili in due sensi:anteroposteriore e laterale.Per il primo punto bisogna regolarsi in modo che la scarpa,una volta agganciata sul pedale,sia posizionata in modo da far coincidere l’articolazione del metatarso ,in corrispondenza dell’alluce, esattamente sull’asse del pedale. Per il posizionamento laterale ,è buona norma posizionarle in modo che la scarpa sia il più vicino possibile al centro della bici, in modo da ridurre il “fattore Q”( distanza tra le due pedivelle). Questa distanza è importante sia nella fase di spinta che nella fase di recupero della pedalata e dovrebbe essere adeguata alla larghezza del bacino, al fine di mantenere una migliore perpendicolarità fra le articolazioni di anca-ginocchio-caviglia. Una notevole importanza,poi,è a carico di un altro elemento strutturale, capace di condizionare l’azione circolare del piede attorno al movimento centrale nonché l’altezza della sella: la distanza della suola dall’asse del pedale.Questo valore è dato dalla somma della distanza intercorrente fra asse del perno-superficie di appoggio più spessore della tacchetta. Questa distanza , variabile tra i diversi sistemi di sgancio rapido, comporta la necessità di correggere l’altezza sella in caso di passaggio da un sistema all’altro.Il passaggio dal sistema tacchetta-pedale più basso (12.5 mm) a quello più alto ( 22mm) comporta un innalzamento della sella di 9.5 mm, mentre il passaggio contrario comporterà un pari abbassamento. Recentemente è stato introdotto un nuovo elemento che può modificare di alcuni gradi l’inclinazione del piano di appoggio del pedale sul suo asse longitudinale.Questo determina la possibilità di convogliare la spinta sulla parte interna o esterna del piede, con conseguente spostamento del carico sul ginocchio.L’utilizzo di questa regolazione deve però essere ponderato attentamente e adottato solo nei casi in cui risulti necessario affrontare problemi di sovraccarico articolare o muscolare. Esiste inoltre un’altra variazione del piano di appoggio sull’asse trasversale in cui la tacchetta presenta uno spessore variabile da dietro-avanti con conseguente variazione del piano di appoggio sull’asse trasversale.Questa forma della tacchetta,più sottile davanti e più alta dietro, determina un assetto inclinato della suola rispetto al piano del pedale, con una posizione del piede con la punta più bassa rispetto al tallone più alto.La differenza fra i due modi con cui il piede si rapporta al pedale è sostanziale. Le caratteristiche funzionali più importanti del sistema pedale-tacchetta riguardano la possibilità di limitare o garantire la libertà dei movimenti angolare e laterale del piede durante l’azione della pedalata.Tale libertà nei diversi pedali può essere determinata dal meccanismo di aggancio della tacchetta,dalla sua forma o, ancora, dalla regolazione manuale di cui il pedale è dotato. La libertà di movimento angolare o laterale della tacchetta dentro al pedale, e quindi del piede, è di piccola entità,tanto che è sicuramente più corretto parlare di flottaggio. Il flottaggio asseconda tutti i movimenti involontari, ma quasi sempre necessari,che il piede compie nei 360° della pedalata; risulta importante soprattutto per i ciclisti che presentano una postura di apertura del piede in esterno (extraruotato) o che presentano un appoggio instabile del piede (piede piatto o semipiatto) e può essere utile come autoregolazione della larghezza di appoggio sui pedali (fattore Q), ma dannoso per coloro che tendono a spingere sul margine laterale del piede. Se per alcuni ciclisti i flottaggi consistono in una fastidiosa sensazione di instabilità, per altri sono un elemento indispensabile per evitare tensioni e dolori articolari.soprattutto a carico delle ginocchia; direi infine che la presenza di un flottaggio anche minimo può risultare importante nella prevenzione di problemi di usura e di sovraccarico delle strutture articolari,soprattutto al ginocchio." [Fonte http://www.dmsa.it/CDConvegno/Convegno/PREVENZIONE/MAPELLI%20SIMONA.pdf]
Mica l'avete letto vero?
Ok, se l'avete letto chiudete pure la gina, probabilmente questo blog non è il posto adatto per voi!
Se invece avete interrotto allterza riga (o anche prima) va bene, ci siamo...
Comunque, è chiaro che se non siete il meccanico personale di Contador, con questi consigli ci fate ben poco!
La carta non aiuta.
Questo è il consiglio che danno sul magazine "La Bicicletta" di ottobre 2011 ad un lettore che aveva chiesto consigli in merito (cliccate sulla foto per ingradirla e leggere meglio):
![]() |
Fonte: "La Bicicletta - Ottobre2011"
|
Tutto più chiaro adesso?
Per fortuna però c'è YouTube, che con un bel filmatino semplice, accattivamente ed allegro ci spiega bene la regolazione delle tacchette:
Hey, stavo scherzando...
Girovagando un po', alla fine, si trovano anche consigli per gente comune dove spiegano di posizionare le tacchette nella posizione media e pedalarci qualche volta per vedere come vanno ed eventualmente fare qualche modifica.
Nel mio piccolo, ecco le poche cose che ho imparato:
- Le tacchette (sicuramente quelle Look, non so per le altre) sono rosse, grigie o nere. Quelle rosse hanno un ampio "gioco", più che altro per i principianti (ma il piede balla parecchio), quelle grigie hanno un gioco medio e quelle nere sono fisse, quindi permettono di scaricare maggior potenza ma se posizionate male potrebbero crearvi qualche problema alle articolazioni;
- Le tacchette vanno girate in senso inverso a quello che poi effettivamente avranno. Chiaro eh? Allora, più le ruotate verso l'interno, maggiormente il piede sarà "aperto". L'altro giorno, regolando un po' verso l'interno cercando la posizione ideale, mi sono ritrovate a pedalare da Roma a Tivoli con i piedi alle 10 e 10 che manco nonno Fausto...
- Terza cosa. Facciamo un giochetto e non mentite. Guardate subito la foto delle scarpe all'inizio del post (che poi sarebbe la posizione che userete per regolarle) e dite immediatamente qual è la scarpa destra e quale quella sinistra.
..ecco...
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