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martedì 23 settembre 2025

Il mio IronMan Italy 2025: ne vale SEMPRE la pena!

Sono quattordici.

Quattordici IronMan che ho concluso.

La distanza è sempre la stessa, 3.8km di nuoto, 180km di bici e 42km di corsa, ma ogni volta è una storia diversa.

La cosa più difficile è, o meglio sarebbe, la voglia di trovare ancora la motivazione di allenarsi con costanza ogni giorno, di abbracciare la fatica in gara, di rinunciare (ogni tanto eh) a qualche piacere quotidiano per cercare una prestazione della quale non importerà  niente a nessuno.

Ho già avuto la soddisfazione di fare un IronMan sotto le 10 ore, una qualifica e partecipazione al World Championship IronMan e la consapevolezza che raggiungere nuovamente quei risultati necessiterebbe di una dedizione che adesso non mi va e non sarei in grado di mettere in gioco.

Anche quest'anno, le mie energie emotive erano concentrate tutte sul mio primo Extreme IronMan, concluso brillantemente a luglio, dopo il quale mi sono concesso, meritatamente, riposo e qualche serata al pub di troppo.

Ma non mi sono mai permesso di sottovalutare l'approccio a questo ad un IronMan, neanche se è il quattordicesimo, neanche se è relativamente "piatto" e da affrontare senza particolari obiettivi.

Per questo in questo racconto non parlerò di prestazioni, del nuoto come una tavola, della bici forzata ben oltre le mie aspettative, delle fasi altalenanti che ho vissuto in corsa, perché la cosa che davvero mi regala la più grande gioia è vedere tutti i ragazzi entrati nel mondo del triathlon attratti dallo spirito del Team Panda, terminare la propria gara col sorriso e la voglia di vivere il gruppo, di farne parte aldilà dello sport.

Per me questa è una vittoria reale, di qualità, che ho sempre sognato da quando ho deciso di raccontare il triathlon.

E ognuno di questi ragazzi mi sta ripagando nel modo più bello, diventando a propria volta un esempio di ispirazione per altri.

Quando ognuno condivide i propri sentimenti, le proprie debolezze, le proprie gioie, si crea un gruppo, una squadra, un team, una famiglia, chiamatela come cazzo vi pare, forte e invincibile.

E quando si diventa uniti e invincibili, ci si accorge che ne è valsa la pena.

Di qualsiasi cosa abbiate messo sul piatto.

martedì 24 settembre 2024

Il mio IronMan Italy 2024: Cum on feel the noize!


Trovare nuovi spunti emozionanti per raccontare il mio dodicesimo IronMan non sarebbe facile.

Non lo sarebbe perchè è stato il mio primo IronMan affrontato senza obiettivi.

Quelli agonistici, di un atleta amatore, li ho già raggiunti: IronMan sotto le 1o ore nel 2022 e finisher all'IronMan World Championship nel 2023.

Per l'impegno che posso e voglioo mettere a disposizione, il massimo raggiungibile è già ottenuto.

Se aggiungiamo a questo che:

1) ho partecipatoa questa gara perchè  ero già iscritto da due anni e posticipata proprio per il Mondiale dell'anno scorso

2) ho rimodulato la mia programmazione annuale diminuendo intensità e volume

...il rischio di prendere sottomano questo IronMan, cosa gravissima, era reale, così come l'eventualità di cedere "di testa" nel corso della gara, laddove fosse mancata una solida motivazione.

Nella prima riga di questo racconto, tuttavia, ho usato il condizionale.. non sarebbe facile.

Ma quando in questo finesettimana di Cervia  c'è la tua squadra, una ventina di amici che indossano i colori del Team Panda, condividendo fatica e sorrisi con te, trovare la voglia di impegnarsi al massimo diventa quasi facile.

Che poi comunque ci sono arrivato ben preparato a questa gara, con l'idea di far bene, e bene alla fine è andata, a cominciare dal nuoto... passano gli anni, i volumi di allenamento, le programmazioni, le mute consentite o meno, ma alla fine il tempo dei miei 3800mt è SEMPRE tra 1h e 1h05'.

E va bene così.

La grande sorpresa è la bici.

Nonostante ho fatto un casino con l'orologio e dopo il nuoto gareggero senza alcun riferimento cronometrico , affronto i 180km in estrema facilità, sottoritmo e senza voglia di faticare eccessivamente, tirando fuori una frazione molto solida per i miei standard, nella quale mi sono divertito a spingere fino all'ultimo metro senza la minima stanchezza (e senza la minima scia, anche se questo ormai è un fattore che, soprattutto quando vedo gli altri, non mi interessa più).

E poi la corsa, quei 42km finali, che affonto da subito con l'idea di godermela.

"Vado facile e mi diverto".

In realtà so bene che, per quanto facile possa andare, alla fine è sempre un gran bucio de culo.

Però sì che mi diverto, ignaro completamente di quale sia il mio tempo di gara.

Scherzo con il pubblico, incito i miei compagni di squadra e altri amici sul percorso e mi godo tutto il rumore della folla lungo quei 100mt finali sul tappeto rosso.

Ma l'emozione più grande, in tutti questi 12 IronMan, è sempre il momento in cui mia moglie mi attende all'arrivo e mi passa il cappellino da Panda.

Perchè alla fine, dopo tutte le emozioni, i traguardi e le medaglie, questo resto: quello con il Panda in testa.

P.S. quando vado a ritirare la bici e mi viene in mente che ancora non ho visto il mio tempo di arrivo, apro l'app e visualizzo 10h21' vicino al mio nome. Capite quando dico che degli IronMan quello che resta nel tempo non è il risultato cronometrico (importante per carità) ma le emozioni... Poi, naturalmente, ognuno sceglie cosa è importante.... alla fine, è sempre una questione di scelte.

martedì 20 settembre 2022

Il mio IronMan Italy 2022: 9h34' e un cuore grande così!

 

Come sempre, al termine di un IronMan, sono talmente le cose che passano per la testa che si rischia sempre di scordare qualcosa, ma anche se quel qualcosa non attraversa i pensieri, sicuramente alberga in qualche posto in fondo al cuore.

I giorni prima sono montagne russe di emozioni: giovedì c'è la tensione pre-gara, venerdì la consapevolezza che con il meteo disastroso previsto per il giorno dopo la gara possa essere un'agonia o che possa saltare. Si decide (per fortuna) di spostare la gara alla domenica insieme al 70.3 (il 5150 sarà eliminato, lo so, è una decisione drastica, però qualcosa bisognava fare), ma si resta in attesa dei danni che la tempesta ha provocato il sabato. Alle ore 18 finalmente c'è l'ufficialità della partenza, consegna bici con fila chilometrica fino alla notte, ma lo sforzo dell'organizzazione per mantenere tutto  è da applausi ed il giorno dopo si gareggerà in totale sicurezza.

Il giorno dopo...

Dopo tanti dubbi c'è una finalmente una certezza: ci sono tutte le condizioni per fare una grande prestazioni. Per chi ha un obiettivo cronometrico ben fisso, condizioni ottimali si traduce però in tante aspettative per non fallire.

Dopo 10h06' dell'anno scorso, il mio obiettivo naturalmente era scendere sotto le 10 ore. Le indicazioni dell'IronMan di Klagenfurt a Luglio erano decisamente ottimistiche: con una prestazione del genere su un percorso più facile come quello di Cervia sicuramente sarei riuscito a centrare il mio obiettivo, ma calcoli e chiacchiere valgono ben poco quando bisogna tirare le somme.

Muta consentita e mare calmo: nuoto in totale scioltezza senza mai forzare uscendo come previsto in 1h01'.


La zona cambio lunga 1km, allungata per unire IronMan e 70.3,  sembra non finire mai, ma appena salgo in bici mi sento totalmente centrato sull'obiettivo e motivato a dare il meglio.

Gestisco come da tattica impostata la prima parte di gara fino alla prima salita di Bertinoro, lì mi alzo sui pedali e comincio a spingere, breve recupero in discesa e poi comincio a martellare in bici.

Solitamente a metà gara arriva sempre un po' di stanchezza, più che altro mentale... mancano ancora 90km di bici e c'è ancora tanto da pedalare, ma stavolta mi sento completamente in forza con la voglia di spingere ancora.

Parentesi necessaria sulla questione scie, dovute alla presenza sul percorso di atleti sia dell'IronMan che del 70.3. Ci sono stati episodi di scia? Naturalmente, come avrà visto chiunque abbia partecipato, sì. C'era modo di approfittarne in maniera esagerata? Come sempre, dipende dalla volontà di ciascuno. Per quanto mi riguarda parlano i miei watt. Discorso chiuso.

Fresco durante tutto il percorso, vento sempre a favore dove serviva e sfavorevole dove non causava danno, e naturalmente una condizione eccellente (eh beh!), mi fanno chiudere la frazione sotto le 5 ore, con un tempo addirittura migliore rispetto alle mie aspettative.

I primi 200mt della corsa mi fanno subito capire che tipo di maratona sarà, e stavolta capisco che anche l'ultima, sarà un'ottima frazione.

Non faccio calcoli, ma so bene che anche con una corsa più lenta del previsto ho parecchio margine per stare sotto le 10 ore. 

Però da un po' di tempo non mi piace giocare più per "pareggiare", ma vado sempre "all in", anche a costo di perdere tutto.

E così spingo anche la corsa.


C'è solo una cosa ormai che mi preoccupa: dopo 2km di corsa il bicipite femorale sinistro si irrigidisce pericolosamente in continuazione. Che faccio, rallento? Ma non se ne parla! Cerco di cambiare postura di corsa finché non trovo un movimento che non mi dà fastidio.

E così dopo i primi 10km, quando passa anche quel fastidio, sono consapevole che nulla potrà più fermarmi. Durante l'ultima frazione non guardo mai l'orologio, il passo è costante senza cedimenti e non c'è bisogno di conferme cronometriche!

Quando mancano 4km penso che posso anche aumentare l'andatura, ormai potrei correre per altri 42km!

Sotto il traguardo, che segna 9h34', mi aspetta Alessia, pronta a passarmi il cappellino da Panda.

E' il nostro rituale, che ci ha accompagnato in ogni gara, quelle dove arrivo stravolto e quelle, come  oggi, esaltanti. Ma quando lo indosso, stanchezza o no, c'è sempre un sorriso che mi solca il volto.

Oggi, oltre il sorriso, c'è anche un cuore enorme, quello che regalo a mia moglie e a chiunque, in tanti anni che faccio triathlon, ha condiviso il mio percorso,anche solo di passaggio, anche per solo un metro, verso il mio obiettivo.



 

 

martedì 21 settembre 2021

Il mio IronMan Italy 2021 [...o magari no...]


Puoi preparare in mile modi un IronMan, ma ogni volta riesce a sorprenderti, a spiazzarti, a sconvolgere i tuoi piani, le tue idee e le tue certezze.
A volte in negativo, altre, in modo meravigliosamente positivo.
Da quando faccio triathlon, il mio obiettivo è stato sempre migliorare di un minuto il mio personale, può essere poco, ma basta a rendermi soddisfatto della gara.
Nel mio caso, il personale sull'IronMan era di 10h45'.
Ero consapevole che fosse un tempo che non mi rappresentava, perché era vecchio di 3 anni.
Dopo c'è stato l'IronMan di Nizza non valutabile, per l'accorciamento delle distanze e per un infortunio durante nella corsa e poi il funesto 2020 senza IronMan.
Quindi, con 10h44' sarei stato contento, ma pensavo di avere nelle gambe 10h29'.

Con questa convinzione mi sono ritrovato sulla linea di partenza sulla spiaggia di Cervia.
Ho ricominciato ad allenarmi a nuoto, per la chiusura delle piscine, solo ad Aprile.
Saltando la preprazione invernale e potendo nuotare solo una volta a settimana, ho lavorato esclusivamente per ricostruire la distanza, senza preoccuparmi della qualità, ed alla fine il risultato ha pagato.
Esco dall'acqua in 1h02', in perfetta linea con il mio solito tra 58' e 1h05'.


Nella mia testa l'idea era di iniziare la bici dopo 1h15' di gara, la comincerò dopo 1h10'... bene 5' guadagnati.

La bici, per la prima volta in un IronMan, va esattamente come pianificato.
Ogni cosa è perfetta nei minimi dettagli, dalla nutrizione alla strategia di gara.
Nei lunghi 180km di un IronMan ho sempre modo di incrociare sguardi e saluti con amici e compagni di squadra.
Questa volta ero talmente concentrato che non ho visto né sentito alcuno, ho la mia bici e la mia strada, per 180km mi basta quello.
E così, in quegli ultmi 20km, quando il vento volge contro e sembra volerti rispedire sulle colline di Bertinoro, le gambe continuano a girare una bellezza.
Concludo i 180km in 5h20', con 33,6kmh di media.
Perfetto così.


Manca solo la corsa, giusto?
Mancano solo 42km.
Con questa ennesima convinzione comincio a correre.
4'07" mi segna il gps...
Porca troia Strong, rallenta!!!!
4'20"... non basta 4'40"...noooo, 4'50".... ancora!!!... 5'10"... ora va bene!
Pasanno 5km e vedo che per rallentare sto correndo male, questa non è la mia corsa.
Sti cazzi Strong, vada come vada e che Dio ce la mandi buona.
4'45" e il primo giro va.
4'45" e finisco pure il secondo giro... 21km sono fatti.
Dopo circa un paio d'ore di corsa riesco ad incrociare gli altri tre Pandi che stanno gareggiando.
Se stanno correndo significa che ormai finiranno il loro IronMan: Thomas migliorerà il suo personale di 20', Matteo e Alessio andranno a conquistarsi il loro primo IronMan!
Comunque... terzo giro e ancora tutto ben...
... insomma...
al 28km comincia a sentirsi la stanchezza.
Sono costretto a rallentare e a gestirmi.
Supero IronMarco Accardo e lo incito a proseguire con me.
Sta camminando ed è stanchissimo, la sua gara è compromessa, ha ben altri obiettivi ma fa uno sforzo e decide di aiutarmi.
E' stato davvero un grande supporto, mi fa compagnia per 5-6km finchè non ci raggiunge Matteo che ci accompagnerà anche lui per un paio di km.
Quando si sta in buona compagnia la fatica non si sente più, e così al 36km comincio a riprendere un buon passo.
Marco e Matteo mi strillano di continuare del mio passo e le gambe tornano a spingere.
Quegli ultimi 5km volano, come sempre in queste occasioni, troppo velocemente.
Ho gareggiato vedendo sempre e solo i parziali delle singole frazioni e non ho la minima idea del tempo totale della mia gara.
Faccio per controllare e noto che il gps si è scaricato e non ho riferimenti.
Nella mia testa sto lottando per stare sotto le 10h30'.
Quando entro nella passerella finale vengo abbracciato dagli applausi del pubblico e degli amici che strillano il mio nome.
Bacio mia moglie che mi passa il cappellino da Panda.
Adesso posso alzare le braccia al cielo e tagliare il traguardo!
"Stefano, you are a Strong-IronMan" dice lo speaker.
Mi mettono la medaglia al collo ed entro nel tendone.
Come sempre, a fine gara non ho mai fame e l'unica cosa che riesco a buttare giù è una birra.
Mi siedo e penso... "porca zozza, ma neanche ha visto in quanto hai chiuso?!?!?"
Poco dopo arriva Marco e si siede vicino a me.
"Marco a quanto hai chuso?"
"Dieci ore e undici..."
"DIECI E UNDICI?"
E io quanto ho fatto?!?!?!
Esco fuori e dopo aver girato un po' in cerca di mia moglie, quando la trovo mi faccio dare il telefono per vedere il mio tracker.
10h06'
DIECI ORE E SEI MINUTI
Quaranta minuti meglio del mio personale.
Oggi che sto scrivendo questo post è ormai martedì, se fosse stato un sogno, a quest'ora, sarei dovuto già essermi svegliato...
...o magari no...

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