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lunedì 4 marzo 2019

Cosa NON si impara quando si cade in bici (it's not the fall that hurts, it's when you hit the ground)


Ieri sono caduto con la bici.
In discesa, mentre stavo sulle prolunghe, una buca mi ha fatto saltare la presa dalle dita.
Un braccio è finito giù lungo la ruota, con il corpo mi sono schiacciato sul manubrio e con l'altro mantenevo la presa sull'altra prolunga.
Se mi fossi visto da fuori sarebbe stata una scena comica.
In quella posizione, in discesa,  era impossibile rialzare il corpo con un solo braccio.
Ho continuato per una cinquantina di metri zigzagando con un braccio solo in presa, ben sapendo che non avrei potuto continuare più di tanto senza fare un volo assurdo.
Sapete, quando cadi improvvisamente, tra il trambusto e l'adrenalina ti ritrovi a terra senza capirci niente.
Io invece ho avuto tutto il tempo per capire la finaccia che avrei fatto, e vi assicuro che non è una bella sensazione.
Quanto "finalmente" la bici ha perso il controllo sono voltato in alto e in avanti con tutta la bici e, devo dire, anche con un bello stile.
Se ci fosse stato un giudice a borso strada mi avrebbe dato un bel nove.
Però, come si dice, "it's not the fall that hurts, it's when you hit the ground", e quando arriva il contatto con l'asfalto la botta si fa sentire.
Sull'anca, dove già mi prese una macchina qualche anno fa, su tutto il fianco, coscia e braccio destro, e sulla testa (METTEVEVI SEMPRE 'STO CAZZO DI CASCO!).
Dalla macchina scende una signora con le mani tra i capelli, ma da terra le faccio segno che è tutto ok...

Dopo un po' mi alzo e faccio il controllo della situazione.
Escoriazioni sparse.
Doloretti vari.
Completino bici del Team Panda completamente stracciato.
E soprattutto, il gruppo della bici, che avevo sostituito appena 10 giorni fa perché il precedente si era rotto, completamente piegato.
Tutto questo sapete per dirvi cosa?
Che tutte le manfrine che vi dico sulla passione sana per lo sport, che non dovete mai arrivare al punto che la vostra vita sia condizionata dagli allenamenti e tutte queste altre storie...
Beh, sono cazzate!
Provo ad insegnarvi altro ma il sono il primo dei peccatori.
Perché di tutte queste cose qui sopra, la cosa che mi ha fatto rodere di più il culo è di aver dovuto interrompere l'allenamento.



lunedì 16 giugno 2014

La sicurezza di pedalare in compagnia

Quando devi fare una bella uscita lunga in bici, e sai che la farai in compagnia di un amico che è anche un medico, stai tranquillo, perché oltre al piacere di una pedalata con un amico, appunto, sai anche che se ti succede qualcosa tipo una caduta a volo d'angelo sull'osso sacro e non ti riesci ad alzare da terra, stai comunque in mani sicure...


martedì 21 maggio 2013

Emuli del "Superbotto" (DON'T TRY THIS AT HOME)

Esattamente un anno fa, al Triathlon Sprint di Trevignano, mi cimentavo in questo "superbotto"...



Tale padre, tale figlio.
A distanza di un anno, mio figlio ricalca esattamente le orme del papà!

Infine, il mio amico e compagno di allenamenti Antonello, invidioso del mio volo angelico del 2012, nella stessa gara, allo stesso punto, ha cercato di emulare le mie spavalde gesta.
Quando i tuoi amici ti seguono anche in questo so' soddisfazioni!





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