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giovedì 17 ottobre 2019
L'IronMan di Tivoli
Ultimamente mia madre ha incontrato una persona per Tivoli che qualche anno fa correva nella mia stessa squadra podistica... la Tivoli Marathon...
Parlando del più e del meno, il discorso è caduto su di me, e l'interlocutore ha esclamato:
"Ah, ho capito chi è tuo figlio! E' con Tivoli Marathon!"
Ma di tutta risposta, naturalmente, mia madre lo ha prontamente redarguito, precisando:
"Seeeee... altro che Tivoli Marathon... mio figlio è un Tivoli IronMan"
lunedì 21 marzo 2016
Che ne dice mia madre: Road to Maastricht 2016
"Come è andata la Roma-Ostia?"
"Una bella faticaccia..."
"...ma se hai faticato per 21km come pensi di finire l'IronMan?"
CHE NE DICE MIA MADRE...
mercoledì 18 settembre 2013
Che ne dice mia madre #20
"A Sté, ma come mai buchi tutte queste volte? Non è qualcuno che te lo fa per dispetto?"
Certo, mi segue ogni volta che esco e appena mi distraggo mi butta le puntine sotto la ruota...
Certo, mi segue ogni volta che esco e appena mi distraggo mi butta le puntine sotto la ruota...
venerdì 21 giugno 2013
Decalogo per mia madre a Klagenfurt
Dopo dubbi, ripensamenti e tentennamenti vari, mia madre ha deciso che verrà a Klagenfurt a seguire il mio Ironamn.
La cosa
- Evitare di chiedermi per la 120^ volta le distanze delle tre frazioni
- Non preoccuparsi se dopo 3 ore ancora non ho finito la gara (ancora non sei arrivato? ma che è successo?)
- Non preoccuparsi se arrivo prima delle 17 ore (ma come, hai già finito? E' successo qualcosa per cui hai dovuto interrompere prima?)
- Non sbuffare se per le ore 20 non sono ancora arrivato e le salta l'aperitivo
- Non illudersi che avrò finito col triathlon per quest'anno
- Non dirmi che dopo dovrò dedicare il mio tempo esclusivamente alla famiglia
- Evitare di guardarmi durante la maratona finale con sguardo compassionevole
- Evitare di parlare di festeggiamenti per aver finito la gara
- Evitare di parlare di qualsiasi cosa possa realizzarsi DOPO aver finito la gara
- Evitare di parlare
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| Leggi tutte le "perle" di mia madre |
sabato 3 novembre 2012
lunedì 8 ottobre 2012
Che ne dice mia madre...
"Ahahahahahaha... no, davvero, quanto costano?"
"900€"
"Ti passo tuo padre..."
lunedì 30 gennaio 2012
Gente che NON si incontra in Zona Cambio [la mamma del triathleta]
Dopo aver dato voce alla moglie del triathleta, (giustamente) la mamma ha richiesto altrettanta attenzione...
Visto dunque che a questo punto la mia famiglia sta appropriandosi di questo spazio, ecco a voi il "mammastrong" pensiero:
La mamma di un triatleta è, prima di tutto, una mamma. Quindi ha tutte le caratteristiche della mamma: pedante, noiosa, insistente, ossessionante ed ossessiva e, soprattutto, innamorata e gelosa alla follia del proprio figlio.
Che poi questi sia anche un atleta, nella specie un triatleta, è un ulteriore elemento di complicazione.
Per lei, non certo per lui.
Eh sì…perché a tutte le preoccupazioni che normalmente colorano la giornata di una mamma, questo tre volte atletico figlio, si prodiga ad aggiungerne, di preoccupazioni, altre ancora più motivate.
Eh sì…perché a tutte le preoccupazioni che normalmente colorano la giornata di una mamma, questo tre volte atletico figlio, si prodiga ad aggiungerne, di preoccupazioni, altre ancora più motivate.
Così, mentre lui parla di allenamenti, tempi da migliorare, gare da preparare, chilometri fatti, pendenze, strappi, vasche, rapporti e scatti fissi, alla sua mamma scattano invece i nervi ed inizia a chiedersi e chiedergli se, per caso, si ricordi di essere ormai un adulto, con moglie, due figli e molte, moltissime conseguenti responsabilità.
Se, ancora, ritenga saggio rischiare la salute (parlo della salute fisica, perché quella mentale deve essere una prerogativa dei triatleti non curarla), pedalando o correndo in mutande nello smog romano con temperature da polenta calda, oppure emulando i pinguini nell’acqua gelata.
E compiacendosene, oltretutto!
Domanda tanto opportuna quanto destinata ad avere per risposta il silenzio, nel migliore dei casi, oppure l’invettiva con scatto di nervi e telefono sbattuto in faccia nel peggiore, e comunque il suo imperterrito e pervicace esercizio dell’insana passione.
Poi ci sono, è vero, i momenti dell’esaltazione, quando vorresti essere sul traguardo per abbracciarlo, quel tuo figlio, sudato e stanco; stringerlo a te come quando era bambino, cancellare la sua stanchezza con una carezza, fargli capire che, se anche non ha migliorato il suo tempo, è lui il più bel tempo, la più bella vittoria conseguita, nella vita, dalla sua mamma.
Lui, con tutti i suoi scatti di nervi e scatti fissi.
mercoledì 12 ottobre 2011
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