Visualizzazione post con etichetta 42km. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 42km. Mostra tutti i post
lunedì 11 aprile 2016
La mia Maratona di Roma 2016: puoi farla come ti pare, ma resta sempre un gran bucio de culo!
Ok, che non l'avevo preparata ed avevo e il motivo per cui ho deciso di partecipare lo sapevate, che mi andava comunque di correre per Roma pure, ora vi racconto come è andata...
La giornata è ideale per correre per Roma, forse un po' di vento ma per chi come me non ha grandi obiettivi cronometrici non sarà un problema (almeno quello)...
Faccio tutte le cose con estrema calma e rilassatezza, addirittura sulla metro, con la musica nelle orecchie mi addormento e vengo svegliato alla fermata dove scendere dal movimento della folla...
Mi ingriglio solo 10' prima della partenza, ma il buon pettorale mi consente comunque di stare davanti e fare una partenza decente.
I primi chilometri scorrono (naturalmente) lisci, incrocio anche Giorgio che mi incita.
Mi aveva proposto di accompagnarmi lungo il percorso ma oggi volevo correre da solo, sentire il respiro, il rumore dei passi e l'incitamento del pubblico.
Probabilmente una scelta anti-social da un tipo "social" come me, ma Giorgio è un amico e avrà sicuramente capito.
Prima della mezza mi fermo per una breve sosta, una volta tanto senza l'assillo di "dover fare veloce anche quello".
Passo ai 21km in 1h35, forse un po' troppo veloce per quelle che erano le mie intenzioni.
Il passo cala leggermente e non faccio nulla per forzare.
Altra sosta e dritti verso la fine.
Nella fase di massima stanchezza incrocio tante facce amiche lungo il percorso che alleviano la fatica e mi danno una bella spinta di morale.
Carlo, Carmen, Piastrella e Sberi, Francesca (più altri amici che mi hanno scritto di avermi incitato ma che per il mio stato di rincoglionimenti non sono riuscito a vedere), ogni incitamento è una spinta in più.
Dopo il 32°km ricomincio ad andare bene ed era quello che mi interessava, riabituare la testa a soffrire quando finiscono le energie.
A due km dalla fine mi passano i pacemaker delle 3h15...che stanno viaggiando a 4'20... forse se l'erano presa un po' comoda all'inizio...
I sanpietrini mi stanno distruggendo le ginocchia, ma fa parte della Maratona di Roma e preferisco non spingere oltre.
Li lascio passare e li mantengo a qualche metro davanti preferendo correre da solo.
L'arrivo è sempre uno spettacolo, un mix di esaurimento, eccitazione ed esaltazione che solo la Maratona può darti.
Dopo tre anni torno a riprendermi Roma.
E come sempre, sarà solo una tappa nel cammino di quest'anno.
Ed ora le perle della giornata...
Con fascia, occhiali e barbona me ne hanno dette di tutti i colori lungo il percorso, dai tantissimi "daje panda", classico "corri Forrest".
Passi chi ha frainteso l'animale, strillandomi "daje koala", ma l'osca va sicuramente alla distinta signora attempata che al mio passaggio, con accento nordico, mi ha strillato "forza Messner!!!"
Sono stato a ridere per un chilometro!
Si corre anche per questo!
giovedì 17 marzo 2016
Supporta e sopporta STRONG alla Maratona di Roma 2016
Mi ero ripromesso di non correre la Maratona di Roma per un bel po', ma quando si è aperta la possibilità di farlo per una buona causa non mi sono tirato indietro.
La buona causa è SPORT SENZA FRONTIERE, una Onlus che si batte da anni per l'integrazione sociale attraverso lo sport, e il mio impegno sarà correrla senza una vera preparazione e per questo dovrete sOpportarmi.
SUPPORTATEMI invece nella raccolta fondi che ho aperto per contribuire
Di Maratone ne ho corse alcune bene, altre male.
Roma non sono mai riuscita a finirla in modo decente, e questa sarà ancora più impegnativa, ma sicuramente ci metterò tutto il cuore.
Un pezzettino di sforzo fatelo anche voi.
Correrò la Maratona di Roma con il sorriso, come sempre, e come sempre più vi sentirò vicini alle mie iniziative, più andrò forte!
lunedì 16 marzo 2015
La mia Ferrara Marathon: sotto le 3 ore e 27° assoluto... Tanta tanta roba!
Ce so partito da Roma pensando di fare una Maratona "più" facile.
A parte il fatto che Maratone facili naturalmente non esistono, ma la Maratona di Ferrara è stata tanto dura quanto emozionante.
E per questo, indelebile.
Nonostante sia prevista leggera pioggerella, quando spalanco le finestre dell'albergo il cielo è completamente limpido.
Certo, tira parecchio vento, ma le condizioni non sembrano malvagie.
Alle 8.45 ho appuntamento con Giorgio "the Bridge", Roberto "Wolf" (con cui condivido l'obiettivo odierno) e Sara "Saetta" che è quei per correre la mezza maratona.
Partenza unica per Maratona e mezza alle 9.30.
Anche se c'è il sole, alle 8.30 di una mattina di metà marzo in una città del centro-nord fa comunque un po' fresco e mi ritrovo ad essere uno dei pochissimi a correre solo con la canottiera.
Con il senno del dopo, la scelta è stata azzeccatissima.
Alle 11,30, in pieno sforzo, grondavo di sudore.
Due ore prima di grondare di sudore ero allineato tra le prime file, con gli occhi fissi sui palloncini delle 3 ore.
L'obiettivo stavolta è solo uno, correre meno di 180 minuti.
Il passo è subito più veloce del previsto, si viaggia costantemente tra i 4'10 e 4'13 e la cosa mi sta benissimo.
Tanto più che il gruppetto delle 3 ore è ancora discretamente nutrito e si riesce a stare abbastanza coperti dal vento.
Guardo il crono esclusivamente sui parziali di ogni chilometro, evitando di avere un quadro generale dell'andatura.
Ogni tanto si affianca Roberto e ci facciamo coraggio.
Avere un amico a fianco in battaglia è sempre una carica in più.
Al 18°km c'è il bivio per chi gareggia solo per 21km.
Mi butto a destra e c'è una persona dello staff che ci urla "31,32,33,34,35,36,37,38...."
La posizione????
Ok, non saranno i numeri di New York o di Roma, ma stare tra i primi 40 in una Maratona per me, oltre ad essere una novità, è una botta di autostima enorme.
Passiamo alla mezza in 1h28' con sensazioni ottime, meglio ancora di quelle che avevo avuto l'anno scorso a Padova.
Da qui purtroppo cominciano le difficoltà.
La strada si apre nella pianura senza alcuna protezione e siamo totalmente esposti al vento.
Fondamentale è rimanere nel gruppetto, chi perde anche 5 metri non rientra più ed infatti cominciamo a perdere qualche pezzo.
Alessandro, il pacemaker, con il simpatico accento emiliano ci dice di aver leggermente forzato il ritmo nella prima metà per avere un po' di margine contro il vento.
Ora non si scherza più, testa bassa e si tira dritto.
Tra il 24 ed il 27 abbiamo gli unici 3km con il vento a favore ma ormai si fatica comunque.
Appena il vento ritorna contrario restiamo in sei nel gruppo.
Roberto purtroppo si è staccato un po', io ed un altro ragazzo ci teniamo costantemente nelle retrovie.
Nonostante la fatica, quando mancano 10km all'arrivo faccio un controllo del corpo e sto ancora discretamente.
Naturalmente per come può stare uno che ha corso già 32km...
Alessandro ci dà la seconda brutta notizia di giornata.
Tra il 36° ed il 40°km si corre sotto le mura, nello sterrato con tanti zigzag.
"L'andatura vi calerà di almeno 5/10" al chilometro."
Questa sì che è una mazzata,
Il gruppo si sfalda completamente.
Cedono tutti, restiamo solamente io e l'altro ragazzo che correva con me nelle retrovie.
Nonostante ci inciti a tener duro perché al 37° non si può mollare, le energie sono al lumicino.
Potrei dirvi che è stato magico, che è stata una cavalcata eroica verso il traguardo, che l'emozione mi ha spinto, ma non sarebbe vero.
Ho fatto l'unica cosa che potevo fare per arrivare al traguardo sotto le tre ore.
Ho spento il cervello.
Sguardo in avanti e soffrire per altri venti minuti.
Non guardo né il passo, né il tempo.
Al quarantesimo finalmente si ritorna sull'asfalto.
Ormai le gambe girano bene ed i dolori sono scomparsi.
Non è finita ancora Ste'.
Al quarantunesimo finalmente abbasso gli occhi sul crono.
2h54'.
E' fatta.
Curva a sinistra e difronte a me c'è l'arco di arrivo.
Cerco con lo sguardo Alessia ma sto talmente suonato che nonostante lei stia urlando non la vedo.
Per un'ultima cosa però ho conservato ancora un po' di forze.
Alzo le braccia al cielo e libero un urlo.
SI'!
lunedì 28 aprile 2014
Maratona di Sant'Antonio 2014: il Re della pioggia e nuovoPB,finalmente come si deve!
Era da un po' che non scrivevo come si devo su una gara podistica, probabilmente perchè la vivevo come "semplice" preparazione per la stagione agonistica del triathlon.
Per questa gara è stato tutto diverso però.
A cominciare dalla bella vacanza con la famiglia con cui ho provato a simulare che non fosse solo un viaggio per una gara.
Giovedì a Padova, venerdì a Venezia e sabato di nuovo a Padova, per il relax pre-gara.
Dopo la Maratona di Roma di un mese fa le sensazioni sono decisamente migliori, sebbene non abbia fatto più alcun lungo di avvicinamento (vabbè, ho corso una Maratona un mese fa, se quello non è un lungo...)
Nonostante da giovedì si gira in pantaloncini e maglietta a maniche corte, le previsioni per la domenica sono un disastro, caldo e diluvio.
Quando alle 5:45 apro la finestra il cielo sembra invece piuttosto clemente.
Raggiungo la stazione ferroviaria a piedi da dove partono le navette per la partenza a Campodarsego.
Anche il clima sembra buono per gareggiare, la temepratura si è abbassata parecchio e tira "solo" un fastidioso vento.
Una volta ingrigliato viene a salutarmi Andrea di Brescia, un simpatico lettore del blog che mi ha riconosciuto non so come (non avevo nè il cappello da panda e la canottiera pandesca era ancora coperta).
Il suo obiettivo era sotto le 3h30'... fammi sapere come è andata!
Chiedo agli addetti di poter entrare nella griglia davanti (che tra l'altro era quella che mi spettava per il tempo che ho) per partire insieme a Giorgio, che stranamente non si vede (poi mi dirà di aver perso la navetta e di essere arrivato 5" prima dello start).
Allo start ho i top runners a due metri.
Posso finalmente impostare una Maratona da subito con il mio ritmo, che dovrà essere tra i 4'25" ed i 4'30".
Vado da subito regolarissimo, sembro un pacemaker.
All'8°km si forma un bel gruppetto di una quindicina di persone.
L'andatura è buona, anche se un po' troppo veloce per la mia tabella (tra i 4'20" ed i 4'25") ma cercando di restare coperto non sembro faticare più di tanto.
Andiamo avanti così per parecchi chilometri.
Al 20° tre/quattro persone allungano a 4'15" e sfaldano il gruppetto.
Per due volte faccio l'elastico per cercare di restare con loro ma poi decido di mantenere il mio passo.
Sarà un'ottima scelta.
A questo punto si forma un bel trio.
Io, un ragazzo con la maglia rossa ed una ragazza seguita dal suo allenatore in bici.
Ci alterniamo regolarmente a fare l'andatura, coprendoci nei pezzi col vento contrario ed allungando leggermente quando soffia alle nostre spalle.
Sembra che possiamo proseguire così fino alla fine ma un temporale improvviso cambia un po' i piani.
Dopo Roma, anche qui al 27/28°km arriva una scarica di pioggia che per mezzora ci inzupperà vestiti e scarpe.
Le energie ed anche un po' la testa hanno un po' di cedimento.
Il ragazzo con la maglia rossa si stacca e resto io con la ragazza per qualche chilometro.
Ripassiamo a Campodarsego che sono passati 30km, ne mancano 10 di strada per rientrare a Padova e gli ultimi due nel centro abitato.
Davanti ad una band che suona Johnny Be Good la ragazza fa uno scatto a 4' ed immagino che voglia andare in progressione finale.
Naturalmente non la seguo.
Mi passa anche un altro ragazzo che scherza sul fatto che la canzone ci abbia dato una carica... ma che purtroppo è finita subito.
La ragazza invece riprende l'andatura regolare e piano piano rallenta un po' il passo.
Guardo il cronometro.
Sto al limite del mio obiettivo delle 3h10'.
Se rallentiamo, anche di poco, rischio di saltarlo per poco.
Check out del corpo... c'è un po' di pesantezza ma nonostante quella sto ancora bene.
Siamo al 35°, il classico punto dove cedono le energie, ma stavolta no, stavolta ne ho per riprendere il mio ritmo e riallungare il passo.
Il cronometro ricomincia a scendere fisso a 4'25".
Come sempre succede negli ultimi 10km della Maratona, chi ne ha ancora comincia a recuperare i vari "cadaveri" per strada, ma per una volta lo zombie non sono io.
Al 40° recupero addirittura i 4 che a metà gara stavno nel gruppone con me ed avevano allungato.
Entriamo nel centro abitato e mi ritrovo i tanto odiati sanpietrini che lungo le strade romane mi distruggono fisicamente e moralmente.
Oggi ci volo sopra.
Faccio due conti.
Anche se crollo a 5' per due chilometri riesco a stare sotto l'obiettivo prefissato.
Ma non crollo, anzi aumento a 4'20".
All'ultimo chilometro poi succede quello che neanche a Klagenfurt mi era successo.
Che devo sforzarmi per rificcarmi le lacrime negli occhi.
Gli Ironman non piangono.
Sul rettilineo finale nella piazza più grande d'Europa ho il tempo anche di fermarmi per dare un bacio a mia moglie.
Taglio il traguardo con un salto.
3h08'40".
Questa è una vera vittoria, per me e per coach Diego che da mesi ha creduto che questo tempo fosse nelle mie gambe.
Mentre sto sdraiato sul lettina a farmi massaggiare socchiudo gli occhi e sorrido...
...adesso inizia il divertimento...
Adesso so' cazzi...
MIEI, naturalmente...
![]() |
| il bacio per la fotografa |
| La medaglia...bruttina, ma la più bella |
![]() |
| Carbo-load pre gara con Giorgio "the bridge" |
![]() |
| Grande fase aerea anche al 42° :) |
![]() |
| Ultima curva |
lunedì 24 marzo 2014
XX Maratona di Roma: scommessa persa ma nuovo personal best
Il meteo prevede bufera su Roma.
Per la prima volta mi sbrigo tutte le operazioni preparative al volo ed alle 8 in punto sono già ingrigliato in prima fila nella mia "onda".
Non ho un gran pettorale e partire dietro mi farebbe perdere tantissimo tempo.
In attesa della partenza, per un'ora stiamo fermi immobili sotto il diluvio.
Io mi ero portato l'impermeabile della Roma-Ostia e sto coperto bene, vicino a me c'è un ragazzo in canottiera senza altro addosso che comincia a tremare senza sosta...
Cinque minuti prima della partenza smette di piovere ed esce anche il sole.
Il clima di Roma non tradisce neanche quest'anno.
Via l'impermeabile, in canotta (da panda) si sta alla grande e guadagno subito una posizione che mi permette di non perdere troppo tempo tra il traffico iniziale.
I primi chilometri, vedrò in seguito a casa, parto un po' troppo baldanzoso.
Passo ai riferimenti chilometrici sempre 4-5 secondi prima del previsto ed alla lunga il conto sarà presentato.
Al 5°supero Master e Gianca "RunnerBlade".
Li invito a proseguire con me ma Master mi dice di andare perchè non si sente molto bene (ed infatti si ritirerà al 26°).
Gianca invece tirerà fuori la sua solita grande prestazione sui 42km.
Al 10° supero una faccia conosciuta.
Faccio mente locale e riconosco il sorriso di Chrissie Wellington, probabilmente la più grande triathleta di tutti i tempi.
Al 20° arriva l'appuntamento previsto con Piastrella ed Edo che mi faranno da pacers fino al 40°.
Passo alla mezza in perfetto orario da tabella.
Correre insieme a quei due personaggi aiuta tantissimi.
Edo non sta zitto un attimo e rompe le palle a chiunque incrociamo, Marco invece cerca di mantenere la serietà dandomi continui riferimenti sul passo e consigli sul percorso.
I primi dieci chilometri con loro non dico proprio che volano ma la fatica è ben camuffata.
Una sgrullata di pioggia di 5 minuti mi rinfresca un po' ma mi inzuppa le scarpe fino alle ossa.
Dopo un piccolo cedimento prima della Moschea, al 30° ritrovo nuovamente energie e per due chilomentri riprendo un buon passo.
Ma è il canto del cigno.
Edo dice che fino a qua so' tutti bòni ad arrivarci ed ora tevo tirare fuori la grinta.
La energie sono al lumicino ed il passo comincia inesorabilmente a calare.
Di buono finalmente c'è che come sempre mi è successo a Roma, quando finiscono le energie stavolta non crollo rovinosamente ma continuo dignitosamente a 4'40"/45".
Al 40°, a Piazza del Popolo, ringrazio la mia scorta che esce dal percorso.
Senza di loro non so se fossi risucito a mantenere quella dignità di passo.
Ora c'è la parte nuova del percorso, dicono più facile con arrivo in discesa a Piazza Venezia.
Più facile un cazzo!
Due chilometri di sampietrini in continua salita (in realtà dall'altimetria si vede che dal 35° in pratica si sale sempre) fino agli ultimi 500mt, effettivamente, in discesa.
Chiudo in 3h17' che mi consente di:
- perdere la scommessa delle 3h10' e farmi 180km in bici
- ottente una griglia migliore per l'edizione 2015 (ammesso che la faccia)
- migliorare di 8' minuti il mio personal best
Direi che non è andata così male dopotutto...
..e tra un mese, a Padova, vediamo se riesco a ritoccare ancora un po' questo tempo...
QUI la classifica completa.
lunedì 6 maggio 2013
ColleMar-athon 2013
Mica perchè ho fatto il personale...
Cioè, anche per quello, ma non è quello il motivo principale (anche perchè, a meno che non avevate come me un personale così così, difficilmente riuscirete a migliorarvi sui 42km tra questi saliscendi).
Mi danno il pettorale 16 e ad indossare un numero così basso è un po' fuori luogo per i miei tempi, cerchiamo almeno di onorare al meglio questo "privilegio".
Comunque, si diceva, organizzazione perfetta e paesaggi bellissimi.
Giornata nuvolosa, partenza alle 9 e prevista pioggerella dalle 11.
Si parte da Barchi, in cima ad un colle, e si arriva a Fano, sul mar...
In mezzo si attraversano borghi medievali, castelli, paesini in festa, boschi e lungomare.
Gli occhi hanno sempre da guardare, lasciando scorrere i chilometri più facilmente.
Certo, il dislivello sembrerebbe positivo, ma non è così facile.
I primi 28km sono un continuo saliscendi.
Il tempo perso in salita non si recupera in discesa, anzi... come mi acapita ultimamente, in salita ne risucchio sempre parecchi ed in discesa preferisco "mollare un po'".
Al 5°km ad un giro di boa ci incrociamo con i primi e quando passa "Re" Giorgio Calcaterra è un'ovazione.
Lui, da campione qual è, saluta ed allunga il cinque a tutti.
Il continuo saliscendi e le curve a 90 nei borghi non consentono di impostare un vero e proprio ritmo costante ma riesco comunque a mantenere l'andatura sui 4'45"/4'50".
Al 28° ci sono due km di discesa a picco su Fano.
Da lì i grupponi si sfaldano.
Per la prima volta in una Maratona mi sento bene nel finale e comincio ad impostare il ritmo.
Recupero gente su gente, in tutto saranno oltre 60 persone sorpassate negli ultimi 10km.
Quando si entra nel centro abitato e mancano 3km ritornano anche le energie.
Entro nel porto aprendo le braccia per salutare il pubblico ai lati.
Sul pontile continuo ad allungare il passo.
Mancano 200mt e c'è un gruppo di una decina di persone davanti...
Come mercoledì a Cerveteri, mi esce uno sprint a talloni al culo degno di Bolt.
Chiudo in 3h25' e mi infilo la bellissima medaglia da finisher.
Sono contentissimo.
Lo sprint mi rimane tutto sulle gabe, per i successivi dieci minuti mi muovo come un automa, ma piano piano riesco anche a sciogliermi e farmi una passeggiata per Fano con Alessia e i bimbi e dove riesco a guadagnarmi l'ambito gelatone.
E un altro tassello verso Klagenfurt e sistemato.
Questa Maratona è per coach Diego che sa sempre il tempo preciso che impiegherò ad ogni gara, anche quando sono convinto di fare meglio o peggio...
Daje così!
Recupero
lunedì 18 marzo 2013
La mia Maratona di Roma 2013
La giornata non è delle migliori per correre una Maratona.
Freddo e vento.
Per l'occasione sfoggio il body da triathlon da panda (senza cappellino però).
Per evitare problemi intestinali non ho fatto colazione, solo un gel pre-gara.
Appena mi spoglio comincio a battere i denti, però vado subito ad ingrigliarmi e nella calca riesco perlomeno ad evitare il vento.
Partivo dall'ultima griglia e stando davanti riuscirò comunque ad evitare almeno i camminatori.
Passo sotto il via solo un paio di minuti dopo lo start ufficiale ed appena comincio a muovere i primi passi anche il freddo scompare.
Evito l'errore dell'anno scorso, cercando di recuperare il tempo perso nei primi 3km iniziali e mi metto sul passo del 4'45".
Questa volta non voglio commettere errori.
Non voglio godermi la corsa, non mi va più di scherzare con la Maratona.
Concentrato sul passo e via così.
I chilometri cominciano a scorrere.
Qualche saluto volante ad amici e facce note sparsi sul percorso fino al passaggio alla mezza, con passaggio in 1h4
Prendo il primo gel e di nuovo si torna a macinare.
Supero i pacemaker delle 3h30', considerando che sono partito un paio di minuti dopo, il tempo stimato è di 3h28'.
Sarebbe di 3h28'.
Al 30°km comincio a sentire la stanchezza però il passo lo tengo bene.
Al 32° secondo ed uiltimo gel, forse mi sono alimentato troppo poco, ma oggi non volevo rischiare, quindi va bene così.
Al 34° mi vengo raggiunto nuovamente dai pacemaker delle 3h30'. Stanno un po' in ritardo e mantengono il passo di 4'50".
Perfetto. Mi accodo e tiro dritto con loro.
Al 38° arriva la "botta".
Mi stacco dal gruppetto ma continuo a gestire l'andatura.
Il problema sono i sanpietrini.
Non riesco a far presa, non riesco a spingere e ricado pensantemente su ogni passo.
Ho le ginocchia a pezzi e le energie sono al lumicino.
Gli ultimi due chilometri cerco solamente di trascinarmi all'arrivo.
Non ho mai avuto crampi ma nella salitella finali sento anche il polpaccio che tenta ad indurirsi.
Per fortuna si scioglie subito e scendo in "picchiata" fino all'arrivo.
Tre ore e trentuno, alla fine abbastanza soddisfatto, si poteva fare meglio ma non era una giornata semplice per gareggiare.
Comunque, se dovessi rifare una Maratona, almeno prossimamente non sarà Roma.
Non voglio vedere sanpietrini per almeno 5 anni!
Con questa gara, dovrebbero essere finite le gare podistiche della stagione.
Sta per arrivare la stagione del triathlon (e speriamo pure il bel tempo, finalmente).
La forma c'è.
Il morale pure.
Daje che si comincia!
venerdì 23 marzo 2012
il ballo della Maratona (ovvero: le ultime parole famose di STEFANOLACARASTRONG il giorno prima della Maratona di Roma 2012)
Prima di cimentarvi in una Maratona, magari evitate di fare proclami...la figura di merda potrebbe essere doppia!
giovedì 22 marzo 2012
La prima Maratona di Marco
Ci conosciamo dai tempi delle medie.
Domenica scorsa ha conosciuto anche lui la sofferenza e la gloria della Maratona.
E questo è il suo racconto.
Sono sempre stato cosciente che la Maratona fosse caratterizzata da una estenuante agonia fisica ma, come San Tommaso, ho comunque voluto provare.
Ragazzi miei, credetemi non c’è nulla di più tosto ma allo stesso tempo meraviglioso.
A Settembre 2011 convinto da Stefanolacarastrong e dalla buona forma fisica di una estate di corse, mando la mail alla mia società sportiva per iscrivermi con largo anticipo alla Maratona di Roma.
Tra me e me pensavo: cazzo sono furbo mi iscrivo a ottobre cosi pago di meno e in più ho un motivo per allenarmi l’inverno. E cosi via su Internet a cercare schede di allenamento e consigli dei guru della corsa. Alla fine, invece, supero grossolanamente i mesi invernali continuando a correre saltuariamente nel week end e facendo due unici lunghi: il primo con La roma ostia, dove peraltro abbasso il mio personale di 10 minuti, e, il secondo la domenica successiva con 32 Km.
A quel punto penso che ho migliorato sui 21 km, ne ho fatti 32 e quindi che ci vuole a farne altri 10 per arrivare a 42!!!! Spavaldo.
Eccoli lì quegli ultimi 10 km, maledetto ogni singolo san pietrino, tipica pietra in porfido con il quale son fatte l’80% delle strade di Roma, è stata una Via Crucis. E sì che la portavo la mia Croce e proprio per quella non mi sono fermato. Quando passi in Piazza San Pietro subito ti appare a destra sul porticato una bellissima immagine della benevolente Madre di Cristo, la guardo e lei mi sorride. Mi segno con la croce e le chiedo un favore per una bimba offrendole questa Maratona.
Soffro, sono al 38 km dalle parti di Fontana di trevi, non c’è tempo di vedere il genio del Bernini, tutto sfugge velocemente sotto i piedi mentre il dolore alle caviglie aumenta.
Ancora 100 metri, ecco Mamma e Papà che ancora cercano di incrociarmi nei vari passaggi, è la terza volta che li vedo. Sono stanco da morire, vado lento ma per loro sono un eroe, mi incitano e mi danno la forza di tenere duro.
Proseguo, esco dalle ombre della città eterna, ecco la maestosità di Piazza Venezia, il Vittoriano bianco acciecante mi incita a proseguire. Manca poco, 3 Km ma sono infiniti.
Eccolo li l’Anfiteatro Flavio, bellissimo anche con la vista annebbiata dalle lacrime per aver fatto qualcosa di grande, sono alla fine ora è discesa ecco il cartello dei 42Km.
Mille grida sono tutte per me e per gli altri eroi, migliaia di persone che non conosco mi hanno incitato e sono li mancano 10 metri.
Guardo in alto, ricordo a Maria che ho rispettato il mio patto. Alzo le braccia al cielo e mi sento un oro olimpico.
E’ finita, ho la medaglia al collo.
lunedì 19 marzo 2012
Maratona di Roma 2012
Panda!
Sono un panda, non un orso!
(E questo per mettere le cose in chiaro al pubblico che vedendo il mio coppallini strillava "Daje orso!")
Team Panda al completo ed alle 6:30 partiamo alla volta di Roma.
Per la prima volta riesco ad incontrarmi con gli altri blogger all'ombra del Colosseo. Immortaliamo l'evento e ci diamo appuntamento alle griglie, ma una fila troppo lunga ai bagni mi non mi permette di riprenderli.
Piccola parentesi.
Due signore dietro di me in fila, facendo le simpatiche e ridendo con tutti cominciano ad avanzare finquando non passano davanti anche a me.
"Potete ridere e scherzare quanto volete ma comunque state dietro di me" faccio io.
"Ma mica stavi davanti tu, comuqnue se vuoi puoi passare davanti..."
"Certo che passo davanti, ma mica perchè me state a fa' il favore, perchè stavo prima io de voi"
Adesso, sarà anche una banale polemica bacchettona moralista, ma se davvero nel 2012 esistono persone che provano a fregare anche un posto in fila per pisciare, come cazzo facciamo a risolvere problemi un minimo più seri? Per la cronaca le due stronze erano di Novara.
Mi ingabbio tardi e passo sotto l'arco della partenza 6-7 minuti dopo lo start.
Con il real time non è un problema, ma mi ritrovo chiuso in una calca di persone che mi faranno fare i primi 4km a passo d'uomo. Addio obiettivo delle 3 ore e mezza.
Piano piano la strada si libera e comincio a prendere il mio passo.
All'8°km mi sono riscaldato, e mi sento davvero bene.
Tiro regolare, forse forzando pure un po' troppo, a vedere come concluderò la gara.
Devo andare al bagno però, e se per la mezza avrei trattenuto, oggi non ce n'è bisogno e decido di fermarmi.
Perdo un paio di minuti ma riprendo tranquillamente il passo.
Sto bene, ed alla mezza sto "solo" 3-4 minuti dietro all'obiettivo delle 3h30'.
Devo però rifermarmi al bagno. Perdo altri minuti e decido di non forzare più.
Al 32° arriva la botta.
Non cedo e non mi fermo mai, ma l'andatura comincia a rallentare sempre di più.
Sarà una lenta agonia fino al traguardo.
Al 35° rivado al bagno. Tornato a casa, dopo aver anche rimangiato un po', peserò 6kg di meno, altro che dieta Dukan!
Faccio gli ultimi chilometri a testa bassa.
A Piazza del Popolo sentro i miei suoceri che mi strillano ed ho la forza di sorridere e salutarli.
All'ultimo chilometro, sulla salita finale, dove sapevo che avrei avuto bisogno dell'ultima spinta, ci sono Alessia, Federica e i bimbi. Mi fermo, li bacio tutti e riparto per il rettilineo finale.
Chiudo in 3h57', centrando comunque l'obiettivo minimo che era di scendere sotto le 4 ore, che alla fine è da considerare anche come personal best...
E' chiaro che la Maratona non fa per me.
Come ho già detto a qualcuno, la prossima volta che vi dirò che vorrò fare una Maratona sputatemi negli occhi.
La prossima volta che correrò 42km sarà esclusivamente dopo aver nuotato per 4km e pedalato per 180.
E non è un progetto a breve termine.
[La frase del giorno]
Tra runners...
"Ciao di dove sei?"
"Firenze"
"Com'è la Maratona di Firenze?"
"Abbastanza facile..."
"Ma se vengo a Firenze c'è anche lì qualcosa da visitare come qui a Roma?"
"Beh, è un po' più piccola come città, ma qualcosa da vedere c'è anche lì..."
[La frase del giorno]
Tra runners...
"Ciao di dove sei?"
"Firenze"
"Com'è la Maratona di Firenze?"
"Abbastanza facile..."
"Ma se vengo a Firenze c'è anche lì qualcosa da visitare come qui a Roma?"
"Beh, è un po' più piccola come città, ma qualcosa da vedere c'è anche lì..."
Iscriviti a:
Post (Atom)






















