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martedì 12 giugno 2018

Il mio IronMan 70.3 Italy 2018 e la tattica conservativa



Quest'anno ho già fatto due mezzi IronMan che mi hanno completamente soddisfatto.
Qui ho deciso di giocarmi il tutto per tutto.
Di solito sono sempre abbastanza conservativo sulla gestione gara, almeno nelle intenzioni, stavolta invece punto all-in.
Il mare finalmente è degno di questa gara.
Piatto, limpido, giusto un po' più corto.
Sto benissimo e gestisco la frazione in totale controllo, spingo quando voglio spingere, recupero quando voglio tirare un po' il fiato.
Esco dall'acqua in 26' con la voglia di spingere al massimo in bici.




Alessia prima della gara mi chiede sempre più o meno a che ora dovrei cominciare la frazione di corsa, per incitarmi a bordo strada.
"Con questo percorso piatto potrei stare tra 2h35" e 2h40", se arrivo prima significa che ho spinto troppo e poi scoppierò nella corsa... ma tanto nella corsa a Pescara scoppio sempre, quindi sticazzi e spingo forte in bici!"


Questo in estrema sintesi era la mia intenzione e questa è stata la mia tattica.
Una cazzata?
Probabilmente, ma ogni tanto potremmo anche giocarcela!
Chiudo la bici in 2h30', oltre 36kmh di media.
Roba che me la sognavo fino a qualche mese fa...

Comincio a correre e naturalmente capisco subito che i giochi sono finiti.
C'è un caldo micidiale, ma non è quello.
In realtà non ho crisi, continuo ad alimentarmi ed idratarmi, semplicemente le gambe sono affaticate e girano lente.
Metto il pilota automatico e cerco di finire la gara nel modo più dignitoso possibile.
Quando incrocio Alessia lungo il percorso le sorrido dicendole "mi sa che ho spinto un po' tropp..."
"E che non lo so!"

Concludo la mezzamaratona finale correndo ben venti minuti più lento di quanto abbia fatto due settimane fa all'IronMan 70.3 di Barcellona.
Ma nonostante questo termino la mia gara in 4h58'... mica male, dopotutto!




Se poi ci aggiungiamo che il Team Panda ha nuovamente vinto la propria divisione triclub, qualificandosi ancora per la finale europea a squadre del 2019, direi che il bicchiere, se non proprio colmo, è abbastanza pieno per brindare ad un'altra giornata da incorniciare.

Alla mia e alla vostra salute!






martedì 20 giugno 2017

Il mio IronMan 70.3 Italy 2017 e perchè ci tornerò



Di cose in questo weekend ne sono successe talmente tante da mantenere il blog.
Ogni cosa meriterà il suo racconto, per ora tuttavia mi limito a raccontarvi la mia gara.
La "mia" è riduttivo, ieri è stata "la gara del Team Panda", ma su questo, appunto, vi racconterò a parte.

Sono un veterano di Pescara, ho partecipato a tutte le edizioni e purtroppo raramente si è riusciti a fare una frazione di nuoto degna.
Tra tempeste improvvise, onde lunghe e pecorsi adattati all'ultimo minuto, riuscire a nuotare 1900 metri lineari come si deve è un'eccezione.
Naturalmente non pèer colpa degli organizzatori.
Per quanto mi riguarda - nonostante sentirete sempre e comunque critiche e lamentele degli eterni insoddisfatti - la gara è stata, è, e sarà un'eccellenza del triathlon Italia che i triathleti meriterebbero di avere sempre come scelta a disposizione.

Nuoto accorciato con traiettoria che consente molto di "camminare" sulle acque senza fare miracoli.
Le onde alte sono altRe, in realtà il mare era nuotabilissimo e sto completamente a mio agio.
Dopo il primo giro di boa comincia a formarsi la fisiologica confusione tra chi arriva e chi torna, con scontri vari.
Spingo dove si può nuotare finendo in controllo con un passo di 1'24"/100.


Stranamente anche la transizone mi viene benino.
In bici le sensazioni sono ottime.
Il nuovo percorso è indubbiamente molto più veloce di quelli passati, ma i 4km in più totali alla fine mantengono il riscontro cronometrico invariato.
Incrocio tanti amici.
Alcuni li passo, altri mi passano.
Sto sempre in estrema sensazione di comfort.
Quando verso la fine mi rendo conto di pedalare respirando con il naso, realizzo che avrei potuto e soprattutto dovuto spingere di più, ma tant'è.
Chiudo quasi con 34kmh di media e le gambe freschissime.



Quando comincio a correre mi rendo conto di non aver mai avuto una gamba così in un 70.3.
Faccio i primi 5km volando - sì, anche sul ponte - a 4'05"/4'10".
Probabilmente però mi sono fatto prendere un po' troppo dall'euforia.
Piano piano arriva la stanchezza che unita al caldo mi sega le gambe.
Rallento sempre di più e mi assesto sulla modalità "chiudiamo la gara e prendiamoci questa medaglia".
Andando piano ne approfitto per assorbire tutte le emozioni.
Tutto il FAVOLOSO seguito del Team Panda, i visi degli amici che correvano soddisfatti, quelli sopraffatti dalla fatica, quelli che sorridono ad ogni passaggio e quelli con cui scambi qualche battuta quando incroci i loro passi.
Probabilmente ho ceduto anche di testa, perchè gli ultimi 2km riprendo in progressione chiudendo con un bel passo.
Mi godo la mia passerella finale passando sotto il traguardo in 5h08'.

Pescara è una gara che per un motivo o per l'altro non mi è andata mai perfetta dall'inizio alla fine.
Ormai ne sono consapevole e me ne sono fatto una ragione.
Forse semplicemente non è la mia gara.
Punto.
Sicuramente non è la gara neanche di chi gira tre boe prima, chi si fa 90km in scia nella bici e chi taglia il percorso di corsa e poi esulta al traguardo.
Una volta mi facevo il "sangue amaro" per queste cose.
Ora sinceramente non me ne frega più niente, e neanche c'entrano i controlli.
Se uno vuole imbrogliare, imbroglia.

Al contrario di altre volte adesso finalmente  riesco ad apprezzare solo il bello di questa atmosfera, degli amici, della famiglia aldilà del risultato (anche perchè puntando tutto sul risultato mi sa che avrei magre soddisfazioni!).
Ci sono state tante di quelle emozioni private e condivise in questi tre giorni che resteranno a lungo nei miei ricordi e - sono sicuro - delle tantissime altre persone che mi sono state vicine.
Per questo vengo a Pescara.
Per questo tornerò a Pescara.

 
 


lunedì 12 giugno 2017

Road to IronMan 70.3 Italy 2017 - la riflessione di Lollo



Ogni anno, una settimana prima del 70.3 di Pescara, ho sempre scritto un post "finale" di avvicinamento.
A volte serio, a volte scherzoso...
Questa volta ho voluto prendere in presto una mail che mi ha scritto qualche giorno fa Lollo.
Lollo è un talento naturale, in poco più di un anno è passato dal non aver mai corso una 10km ad un personale (sotto carico, tra l'altro) di 36' e rotti.
Quando fai una progressione così, poco c'entra il coach, è una questione di talento.
Lollo domenica prossima esordirà sulla distanza del mezzo IronMan a Pescara, e oggi non potrei trovare parole migliori per il "Road to Pescara" di quest'anno!
E quando un ragazzo così ti scrive una lettera centrando tutti i motivi per i quali alleno, allora non può che rassicurarmi di stare sulla strada giusta.
Ovunque questa strada sia destinata a portare...

Ciao Coach!
Non ti scrivo per chiederti un consiglio su un allenamento o su cosa mangiare prima, dopo e durante la gara. Non voglio avere indicazioni sul percorso o sulla strategia, ma ti voglio fare una confidenza.
Non vedo l’ora che sia il 18 per godermi quella giornata, ma senza più l’ansia del risultato.
Mi chiedevo se fosse un bene o un male?
Io sono sempre stato ipercompetitivo e patisco perdere anche solo una partita a carte, ma l’altro giorno mi sono svegliato con questa sensazione!!
Do sempre il 100% quando faccio qualcosa e in ogni allenamento sputo sangue, però mi rendo conto che non può essere tutto finalizzato al semplice risultato cronometrico della gara.
Ma secondo te è una mentalità da perdente? Seriamente te lo chiede, perché questa domanda è un paio di giorni che me la faccio!!
Sto apprezzando di più ogni allenamento, senza avere l’ansia del risultato, ma cercando di godermi il percorso che mi hai portato a fare. Ho iniziato questa avventura 65 settimane fa, come se fosse un gioco, una sfida con me stesso, ma mi sono reso conto che troppo spesso ho messo davanti a tutto e tutti il solo risultato finale, nella vita come nello sport. Credo sia giusto avere degli obiettivi e fare di tutto per ottenere certi risultati, però senza farsi assillare e angosciare dagli stessi.
Quello che facciamo come squadra è qualcosa di molto più grande e solo grazie a voi sto guardando tutto da un’altra prospettiva.
Non so se il fatto di aver conosciuto, per la prima volta nella mia vita, una persona che mi ha stravolto completamente la vita possa centrare qualcosa, ma so solo che sto provando delle belle sensazioni e che adesso capisco ancora di più la filosofia del TEAM PANDA.
Forse ti sembra assurdo questo discorso a 11 giorni dalla gara, ma avevo bisogno di condividerlo con te, che hai creato un gruppo di persone che amano lo sport e che danno l’anima quando si allenano, riuscendo però a godersi il percorso, che credo sia la cosa più importante.
Ti ringrazio per quello che stai facendo per noi, come atleti e come persone.

sabato 29 aprile 2017

Vinci IronMan 70.3 con il Team Panda

 
Sì, avete letto bene.
Vincete un'iscrizione per il prossimo IronMan 70.3 Italy del 18 giugno.
Nessun trucco nessun inganno.
Volete vincere una partecipazione alla gara senza sborsare un quattrino?
Puoi farlo con il Team Panda.
Che c'è da fare?
Più o meno niente.
Scrivimi via mail, su facebook, come commento qui sul blog, telefonami, insomma e fammi sapere che vuoi partecipare con il Team Panda all'IronMan 70.3 Italy.
Al resto ci pensiamo noi.
L'unico requisito - ma dovrebbe essere un privilegio - sarà quello di partecipare alla gara nel TriClub Team Panda (non c'entra niente con il tesseramento Fitri, potrete restare tranquillamente tesserati con vostra squadra).
Il contest scadrà alle 24:00 di martedì 2 maggio!
Daje, ancora state così? 
 

martedì 21 giugno 2016

IronMan 70.3 Italy del Team Panda: gli allievi superano il maestro



L'IronMan di Pescara ormai è diventata una tappa fissa per me.
Sono tantissimi i motivi che mi spingono a gareggiare sul litorale abruzzese ogni anno ma sicuramente la presenza di tanti amici è uno dei fattori principali.
Di questi tanti amici, molti sono diventati rivali, e molti altri "allievi" che alleno nel Team Panda.
(Vabbè, alcuni sono sia amici, sia rivali sia allenati, ma questa è un'altra storia :)
Quest'anno a Pescara eravamo in tantissimi del Team Panda, sia per il 70.3 che per la novità del 5150.

Nel 70.3 naturalmente era lotta aperta tra me, Giorgio "Kalenji", Manzik, Gert, Multilap, Carlo e Mirko.
Nel 5150 ci sono Shorty e Mau, entrambi all'esordio sulla distanza olimpica.
Giorgio ormai si sa, non si diverte se non ha un'avversario e tra i suoi avversari cerca sempre di infilarci anche me.
La sera prima della gara viene anche a controllare cosa mangio e verificare che la pasticca che prendo sia quella per la pressione!
Impossibile non volergli bene.
Sulla linea di partenza la mattina in prima fila c'è Multilap che si domanda che cazzo ci faccio nella prima onda, ma avendo ottenuto un 29' nel 70.3 di Pula sono totalmente autorizzato a starci...
Vicino a me c'è Manzik con cui scherziamo fino a 10" prima dello start e veniamo immortalati da Shorty che in attesa della sua partenza pomeridiana è venuto a vedere la nostra.
In questi casi di tensione avere un cazzarone come Fabio a fianco aiuta sempre a stemperare gli animi.
Gli altri per ora non li vedo.
All'uscita del nuoto e prima di riprendere la gara dalla bici c'è il siparietto posturale con Manzik.
Strong, sono completamente bloccato alla schiena, sbloccami!
Ma come cazzo te sblocco?
Devi farmi una manovra sulla schiena!
A Fa' ma mica so' un fisioterapista...
Basta che spingi con la mano su questa vertebra!
...
Non so con quali risultati ma comunque abbiamo ripreso tutti la gara.
In bici riprendo Multilap ma degli altri non c'è traccia, non so neanche se con la nuova partenza stiano davanti o dietro.
Al 70°km vengo ripresa da Gert che sta pedalando alla grande e dopo un paio di minuti raggiungiamo Manzik.
Come l'anno scorso con Kalenji e Geppo, anche quest'anno mi ritrovo sull'asse insieme a due compagni di squadra.

Lungo il percorso run ho modo di incrociare un po' tutti.
Gert corre alla grande e farà un ottima gara.
Anche Manzik dopo un po' mi passa a doppia velocità ma forse sta tirando un po' troppo.
Kalenji invece va regolare con un buon passo.
E infatti verso la fine mi riprendo ed io riprendo Manzik.
Dopo un po' incrocio anche Multilap, Carlo e Mirko, tutti affaticati ma contenti.
Nonostante ci sia stata qualche critica nel mischiare 70.3 e 5150, non è male ritrovarsi tutti a correre nello stesso percorso.
In questo modo ho la possibilità di incrociare anche Shorty e Mau, scambiandoci gli incitamenti.

Insomma, ribadisco che con tutte le problematiche (alcune sorte in "corso d'opera", altre gestibili a livello organizzativo) è stata una gran festa.
E nonostante Kalenji la butti sempre sulla sfida, ammetto che farsi battere da chi alleni ha sempre un bel sapore (perché aldilà della squalifica di Kalenji della quale si sconosce il motivo, sul campo mi ha battuto).

Soprattutto se hai la scusa di preparare un IronMan full distance...

Gert in spinta
La gioia di Kalenji


Manzik con la schiena sbloccata
Multilap
Carlo
Mirko
Shorty

Mau





martedì 14 giugno 2016

Il mio IronMan 70.3 Italy 2016: sempre presente!


 
Ero venuto a Pescara per nuotare, pedalare e correre, e questo ho fatto.
Non me ne frega un cazzo se dopo aver nuotato hanno deciso di annullare per altri atleti la frazione di nuoto.
Non me ne frega se chi ha nuotato si è lamentato poi di aver gareggiato più stanco di chi si è riposato.
Non me ne frega se l'organizzazione ha scelto di affibbiare indiscriminatamente a tutti un'ora come tempo di nuoto+T1 (scelta non felicissima, a mio parere).
Non me ne frega se la Capitaneria di Porto a gara iniziata ha deciso di cancellare le successive partenze.
Se avessi saputo in anticipo la situazione, comunque avrei scelto di nuotare.
 
 
Che poi è vero, più che in mare sembrava di stare sulle montagne russe, ma se non sei in grado di nuotare con il mare mosso allora non ti iscrivere per niente ad un 70.3.
Evitando di scadere nelle banali esaltazioni, ma il triathlon è (anche) questo.
Se hai paura delle onde resta a casa.
Azzecco pure una buona traiettoria ed esco dall'acqua in 31'50, un paio di minuti peggio di quello che pensavo con le condizioni ideali, quindi non c'era tutta questa catastrofe.
Mentre mi slaccio la muta e corro verso la T1, Alessia mi dice che la gara è stata annullata.
Primo pensiero:  delusione avvampante.
Secondo pensiero: ora come lo smaltisco tutto quello che ho mangiato negli ultimi due giorni?
Per fortuna l'organizzazione decide di far ricominciare tutto dalla frazione in bici, con nuova rolling start.
Ci riprepariamo pronti per pedalare, do una nuova gonfiatina al tubolare che si era un po' ammosciato e parto subito a spingere.
A parte l'asfalto bagnato, le condizioni sono buone per pedalare.
La velocità è buona da subito, spingo in pianura e respiro agile in salita.
Le sensazioni sono buone per tutto il percorso e riesco ad alimentarmi tranquillamente come volevo.
Al 70°km mi riprende Gert.
E' partito un paio di minuti dietro di me, sta facendo una gran gara.
Subito dopo riprendiamo Manzik.
Il tempo di scambiarci un paio di battute ed ognuno continua a spingere per fatti suoi.
Questa è una delle mie più grandi soddisfazioni: tre amici della stessa squadra che si incontrano e continuano onestamente evitando squallidi trenini.
Scendo dalla bici con 33kmh di media.
Tra nuoto (perché io lo considero nel computo finale) e bici sono davvero soddisfatto.
E poi ci sono quei 21km finali.
Ho voglia di correrli e di solito quando parto con la voglia, faccio sempre una bella gara.
In realtà per tutta la frazione le sensazioni sono sempre buone, non vado mai in affanno e sto sempre in controllo e in agilità.
 
 
Il fatto è vado a 4'40" e non riesco ad avere un cambio di passo più veloce.
Probabilmente i lavori lunghi in preparazione dell'IronMan di Maastricht mi hanno tolto un po' di brillantezza e sicuramente non mi sono risparmiato, se avessi potuto avrei spinto di più, ma tant'è.
Incrociare gli amici e compagni di squadra è sempre piacevole, condividere per un secondo la loro fatica, i momenti di esaltazione e quelli di crisi è come stare nella stessa trincea.
 
 
Poi al 15°km faccio la cazzata da pivellino.
L'errore più stronzo in un momento di scarsa concentrazione.
Nel passarmi il giaccio sulla fronte e sulla nuca, me lo passo per bene anche sullo stomaco.
Il crampo addominale è immediato nello stesso istante in cui ho pensato "ma che cazzo ho fatto?!"
Mi piego in due emi blocco, non riesco più a correre.
Mi trascino per tre km a 5'30 tenendomi la mano sul fianco.
Poi piano piano il dolore passa e riprendo come se nulla fosse successo a 4'40.
Se non fosse per quei tre chilometri sarebbe stata una gara non esaltante ma completamente soddisfacente.
Tuttavia...sti cazzi.
5h03' comunque è sempre un cazzo di buon tempo.
 
 
E' stato il solito finesettimana stupendo con la mia famiglia al seguito e tanti tanti amici intorno (quest'anno c'erano tanti ragazzi del Team Panda, a quali dedicherò un post a parte) e questo mi basta.
Questo mi rende felice e mi spinge a fare triathlon.
Questo mi fa amare Pescara, dal 2011 al 2016.
Sempre presente, sempre finisher, dalla prima edizione.
 
 


venerdì 3 luglio 2015

Finishline in compagnia: amici o rivali?


E' sempre giusto sentire due campane.
L'arrivo insieme con Giorgio all'Ironman 70.3 Italy, oltre ad applausi, consensi, bravo e daje, ha ricevuto anche alcune critiche.
Due rivali, anche se amici, che arrivano agli ultimi due chilometri insieme non devono condividere la gioia ma tirarsi il collo fino alla fine per decidere il vincitore.
Paura di perdere?
Voglia di risparmiarsi 2km afosi tirati alla morte?
Manco ci stessimo a giocà il primo premio...
Per quanto mi riguarda, condividere la finishline abbracciando un amico non è stata la prima volta e probabilmente non sarà l'ultima.
O forse sì?
E' giunta l'ora di fare quel cazzo di sprint finale?
Sono aperto a consigli...

venerdì 19 giugno 2015

Cosa resta di Pescara (2015)


I lunghi allenamenti invernali per quanto mi riguarda non basterebbero a giustificare la bellezza di una gara, anche con tutta l'adrenalina che la avvolge.
Ciò che rende unici questi ricordi è anche il contorno, che rende perfetti i giorni che precedono e seguono l'evento clou.
Il contorno di questo finesettimana è stato perfetto, ed il ricordo di Pescara 2015 rimarrà per sempre nella scatola delle belle emozioni.
Nella scatola delle cose che restano.
Quest'anno, con più calma, arrivo di venerdì.
Appartamento preso con i miei genitori al seguito, per festeggiare al meglio il compleanno di mia madre.
Le facce dello staff quando nella registrazione mi chiedevano se il mio nome fosse veramente Stefano "Strong".

Il pomeriggio tranquillo in spiaggia con Alessia e i bimbi.
L'arrivo della mia bici solo sabato per pranzo, grazie soprattutto ad Augusto che è riuscito a metterci una pezza ed a Giorgio che me l'ha portata (senza manometterla...).
Cominciare ad incrociare sempre più facce conosciute ed abbracciare tutti gli amici di Zona Cambio.
Facce vecchie e facce nuove, amici vecchi ed amici nuovi.
Il chiosco delle granite, che per il QUARTO ANNO DI SEGUITO, dice a mia figlia che le sta preparando la granita al carciofo.
La cena del sabato, salutista fino al dolce...
Quando ho visto i super muffin e le mega donuts portate da Luca ho pensato seriamente di fregarmene della gara ed abbuffarmi senza ritegno.

La mattina della gara, sereno con cuffiette e musica fino a mezzora prima della partenza.
Quelle cinque ore e dieci, delle quali ricordo perfettamente ogni minuto.
La routine della pizza dopo-gara, sempre al solito posto, sempre più buona...
...mangiata di fretta, per salire sul palco a ritirare il premio di squadra...
Forse la più grande soddisfazione da quando abbiamo creato Zona Cambio.
E per questo, amici miei, non ve la caverete con una riga.
Restate sintonizzati.






martedì 16 giugno 2015

Il mio Ironman 70.3 Italy 2015 [Rumble in the Jungle]


Doveva essere battaglia e battaglia è stata.
Eravamo tutti concentrati.
Ormai non ce ne frega niente del clima.
Può diluviare, può fare un caldo tropicale, può tirare un vento assurdo... ormai si sta in ballo e si cerca di dare il massimo.
La partenza a batteria non è una gran cosa, toglie il confronto diretto a persone di categorie diverse, ma perlomeno ti permette di nuotare tranquillamente senza troppo caos.
La sensazione in acqua è buona e posso impostare da subito il mio ritmo senza troppi intoppi o cambi di direzione.
La difficoltà maggiore è stata a metà percorso, quando si è aperto il cielo ed ho cominciato a sentire un caldo pazzesco.
Esco in 33' e spicci con un percorso leggermente più lungo (come da tradizione pescarese).

In bici capisco subito che c'è qualcosa di diverso dal solito...
Nel primo tratto autostradale, abitualmente con il vento a favore, abbiamo qualche raffica contraria.
Vabbè, vediamo che succede...
Sulla prima salita riprendo Giorgio.
"Che cazzo ci fai qui?" mi chiede lui.
E' la prima volta che mi esce davanti dall'acqua, evidentemente sta in forma.
Appena lo supero, riprende vigore e comincia a rispingere anche lui.
Intanto il vento aumenta a dismisura.
Vedo gente con le ruote ad alto profilo letteralmente sbatacchiate dalle raffiche a destra e sinistra.
Saranno 80km così, alla mercè di Eolo.
Io e Giorgio ci superiamo a vicenda almeno una ventina di volte.
E' battaglia vera.
Alla fine dell'ultima salita ci riprende Geppo.
Siamo tre Zona Cambio più Andrea, un amico della Forhans, e sta iniziando l'asse attrezzato, gli ultimi 10km.
Questa è sempre stata la parte più delicata di Pescara, sempre con il vento contro.
Invece, almeno in questi ultimi 10km, questa volta ci soffia alle spalle e si spinge una bellezza.
Dopo un paio di km mi giro e non vedo più i ragazzi.
Sto bene e continuo a spingere fino alla T2.

Naturalmente faccio la mia solita dormita in zona cambio e magicamente quando inizio a correre me li vedo tutti e tre davanti che già hanno cominciato l'ultima frazione.
Dopo 500mt li riprendo e continuo sul mio passo.
Dopo 2km avrei voluto iniziare la progressione, ma sebbene non stia male, ho bisogno ancora un po' di corsa tranquilla.
Passiamo sul lungomare e tutti i nostri familiari, fan di ZonaCambio, ed i  tifosi mi fanno sentire il loro appoggio.
Dopo 6km finalmente mi sciolgo e posso cominciare a riprendere un po' di ritmo.
Le sensazioni sono buone, sebbene con questo caldo non possa neanche sognarmi il ritmo che avevo in testa in partenza, riesco comunque a fare una leggera progressione.
Lungo il percorso la stanchezza è mitigata dall'incrocio di tanti amici che gareggiano.
Zona Cambio è presente in massa (su questo e sulle mille altre emozioni che hanno accompagnato questo weekend ci dedicherò un post a parte...) e tutti ci incitiamo reciprocamente.

Giorgio intanto si avvicina.
Lo vedo alle mie spalle ed allungo anche io.
Abbiamo sempre detto che la nostra rivalità ci spinge a migliorarci e questo ne è l'esempio.
A 4 km dalla fine, mi fermo al ristoro per bere coca cola...ma non ne trovo, chiedo ovunque ma niente, è finita...
Mi è bastato perdere questi 15" e Giorgio si è fatto sotto come un falco.
Sti cazzi della coca cola, mica lo lascio andare.
Mi accodo e proseguiamo insieme.
A 3km dalla fine Giorgio sferra l'attacco e forza l'andatura.
Nonostante siamo a fine gara riesco a tenere il ritmo e lo seguo.
A 2km della fine rallenta sensibilmente.
Avrà finito le energie?
Non lo sapremo mai.
"Giò, a te la scelta" gli dico "ce la giochiamo o arriviamo insieme?"
Ci pensa su 5 secondi e poi sentenzia
"Arriviamo insieme..."
E così ci godiamo la passerella finale.
Per questa volta la nostra battaglia può anche finire in pareggio.
Ho avuto in più di un'occasione la gioia di tagliare la finishline insieme ad un amico, e la cosa vale come una vittoria.
Il crono si ferma su 5h10'10".
150° assoluto e 25° di categoria.
Il primo obiettivo stagionale è andato.
Avevo un conto aperto con Pescara, l'ho chiuso degnamente.
Ora si può girare pagina.

[Road to Pescara] Pronti per spaccare il culo al mondo


Se avrò una bicicletta con cui gareggiare potrebbe uscire una bella gara.
Venerdì scorso, prima dell'ultimo combinato, appena monto in bici mi si spacca la forcella della Kuota.
Domenica, mattina, mentre faccio colazione mi arriva una telefonata.
"Stè, so' Giorgio, puoi venirmi a raccattare che ho spaccato la forcella della bici?"
Se a questo ci aggiungiamo che la nostra punta di diamante Lucaone è fermo da 1 mese per infortunio, forse per il 2016 sarebbe il caso di iscriversi ad Ironman Lourdes.
Ma siccome a noi le difficoltà ci caricano, domenica, in un modo o nell'altro, saremo sulla riviera pescarese per spaccare il culo al mondo.

il mio numero è 1132.
La mia partenza alle 12:20.
Voi pensate a strillare, al resto ci penso io.

giovedì 5 giugno 2014

Prima di quel 7°km (il mio Ironman 70.3 Italy quando ancora stava andando tutto bene...)



Prima che la mia gara andasse a puttane, stavo facendo qualcosa di buono.

La notizia che si nuota è una bella notizia, siamo venuti a Pescara per fare triathlon ed il triathlon si fa anche col mare mosso.
1000mt (ma anche qualcosa di più) invece di 1900mt ma comunque si nuota.

Invece di nuotare verso il largo, si nuota orizzontalmente in direzione parallela alla costa.
Parto a razzo verso la prima boa, vicinissima, e noto con un po' di rabbia che oltre il 60% dei nuotatori del mio gruppo - SI' HO DETTO SESSANTA E MI TENGO BASSO - tagliano internamente la prima boa... cominciamo bene...
Nonostante qualche onda fastidiosa ed un po' di corrente si riesce a nuotare discretamente...
...almeno quando si nuota...
Nel ritorno infatti supero parecchia gente che preferisce camminare piuttosto che nuotare...mah...
Giro all'ultima boa che con una folata di vento si alza e mi ricade sopra, facendomi fare qualche metro sottacqua in apnea.
Esco dall'acqua e corro in zona cambio.
Mentre sto prendendo la bici mi passa Marco "Titan".
Nuota molto meglio di me, se stiamo insieme o ha nuotato di merda o ho nuotato bene io (ma lui dirà la stessa cosa...)

In bici le sensazioni sono subito molto buone.
Sull'asse attrezzato spingo parecchio ed anche in salita procedo regolare ma risucchiando tantissima gente partita nelle batterie prima di me.
Allo scollinamento di Cepagatti, in mezzo al paese, un bel gattone nero decide di attraversare la strada proprio davanti la mia ruota.
Il pubblico ride divertito.
Per fortuna che non sono superstizioso, penso.
Superstizioso no, illuso sicuramente...
Al 60°km ho appena finito l'ultima asperità di giornata e mi appresto a lanciarmi in piacchiata per gli ultimi 30km.
Improvvisamente il cielo si fa nero, comincia a diluviare che non si vede la strada ed una simpatica grandine mi flagella il corpo mentre scendo a 70kmh.
Nonostante questo non rallento, anzi, continuo a superare parecchi ciclisti, intimoriti dalle condizioni climatiche.
Quando poi, altrettanto in maniera improvvisa il cielo si apre e spunta il sole, arriva quello stato di estasi che solo un mix di euforia e buona condizione fisica possono regalarti.
Asse attrezzato di ritorno con il solito controvento più controvento del solito fatto comunque sempre spingendo.
Chiudo i 90km di bici con 33kmh di media.
Neanche nei miei sogni più ottimistici.

Entro veloce in zona cambio, vado a prendere la sacca Run rossa e...
Cazzo, non c'è!
La cerco velocemente vicino e non la trovo.
Comincio a perdere la pazienza.
Dopo un po' che sbraito arriva un volontario che la trova posizionata qualche posto prima.
Cambio e veloce e via per le strade pescaresi.

Anche qui il passo è subito buono.
Anche troppo, e quindi cerco subito di rallentare per non pagare le conseguenze a fine gara.
Le energie ci sono eccome, passo al primo giro, saluto Alessia, i bimbi e tutti i tifosi di Zona Cambio e riprendo a tirare...
E poi, in un attimo, le cose cominciano a peggiorare...

 




 




 

 
 

martedì 3 giugno 2014

Finisher



Sto facendo una gara perfetta, sopra ogni più rosea aspettativa.
Al settimo chilometro di corsa, mentre sto correndo molto bene, arriva improvviso il dolore allo stomaco.
Da lì è uno strazio.
Mi fermo sei volte nei successivi sette chilometri per andare al bagno.
Alla quinta sosta, ormai completamente disidratato e senza energie, mi convinco che forse sarebbe più saggio ritirarmi, per la prima volta.
Continuare non ha più alcun senso logico.
Invece continuo.
Mi fermo un'altra volta.
E continuo.
Mentre mi trascino mi domando se ho sbagliato, se ho preso un rischio inutile.
La risposta me la dà mia figlia dopo aver tagliato il traguardo.
Non sa bene cosa sia successo ma ha capito dalla tensione di mia moglie che qualcosa non è andata bene.
Mi si aggrappa al braccio e lo stringe forte.
"Papà, lo sapevo che non avresti mollato"
Ho sempre detto che gli Ironman non piangono, ma, questa volta, l'Ironman ha aperto i rubinetti...

venerdì 30 maggio 2014

Road to Ironman 70.3 Italy 2014: ci vediamo in zona cambio!



Ormai mi sembra sentire chiunque parlare di Pescara.
Al campo durante gli allenamenti, su facebook, su whatsapp, sul forum di zonacambio, sul treno e persino dal salumiere.
Cominciano a girare le foto di chi già è nel territorio abruzzese, foto dei camion marchiati Ironman e dell'organizzazione che comincia ad installare le attrezzature.

Noi di Zona Cambio invaderemo Pescara in gran numero.
Dai dubbi della settimana prima (meteo, lunghezza della frazione natatoria), ai pronostici nei quali più o meno ottimisticamente, ognuno pensa di calcolare le proprie andature.

Inoltre vi ricordo l'importantissimo trofeo Master37 che unire un po' di sano agonismo (tra tapascioni, s'intende...), divertimento e la sempre giusta causa della solidarietà.
Qui per sapere di cosa si tratta e tutte le info.

Per quanto mi riguarda sarà la quarta partecipazione in quattro edizioni, mi sento un po' di casa...
...e questi sono tutti i pettoriali degli zonacambisti (ed amici) che gareggeranno, segnàteli e venite a cercarci, un incitamento in più fa sempre comodo!

Silvia 146
Gian Carlo "RunnerBlade" 410
Stefano "Multilap" 448
Andrea 457
AntGri 471
Giorgio "the Bridge" 564
Antonio "Pacemaker" 652
Diego "Papy" 689
Stefano "Sberi" 741
Marco "Titan" 753
Stefano "Strong" 813
Stefano "Barney" 987
Pietro "Rocco Riccio" 1119
Giuliano 1317
Luca "Gert dal pozzo" 1346
Marco "Piastrella" 1384
Gianluca "Master" 1414
Roberto "Wolf" 1473

lunedì 26 maggio 2014

Road to Ironman 70.3 Italy 2014: i consigli per gli esordienti



La febbre per l'Ironman 70.3 Italy di Pescara ormai è a livelli altissimi.
Tralasciando tutto il carrozzone di aspettative, pronostici, e gare parallele di tutti gli zonacambisti, a cui dedicherò un articolo a parte venerdì, oggi vorrei permettermi di dare qualche consiglio ai tanti esordienti che negli ultimi giorni mi stanno scrivendo numerosi per le incertezze dell'ultim'ora.

Solita premessa.
C'è molta gente più forte di me, ma avendo sempre partecipato a questa gara dalla prima edizione ho la presuzione di poter chiarire qualche perplessità a chi si accinge a farla per la prima volta.

Sono consigli semplici, a volte anche banali, ma per chi esordisce su questa distanza (o anche direttamente con il triathlon) potrebbero essere sfuggiti.

E dunque...

PRE-GARA E ZONA CAMBIO
Tra registrazione, allestimento zona cambio (la bici va lasciata assolutamente il sabato), allenamentino per sciogliersi, tempi per managiare e il giusto relax, il sabato ci sono parecchie cose da fare.
La macchina organizzativa funziona molto bene e tempi di attese sono minimi, ma organizzate tutto per tempo, senza arrivare all'ultima mezzora che dovete ancora fare tutto.
La zona cambio è impostata diversamente dalle gare fitri: non ci si cambia davanti la bici ma in due tendoni (maschile e femminile), con l'occorrente deopistato all'interno di una sacca BIKE ed una sacca RUN, preparate e lasciate prima della partenza.
Visto che NON E' una gara Fitri, l'organizzazione ha ribadito più volte che non è sufficiente il tesserino (portatevelo comunque), ma bisogna portare al seguito, PER TUTTI, il certificato medico agonistico.
La zona cambio è moooolto più lunga delle gare locali, prendete un punto di riferimento esterno per la bici, altrimenti rischiate di perdervi e girovagare a caso.

NUOTO
Il primo anno il nuoto era cortissimo.
Le altre edizioni lunghissimo.
Per farvi un'idea, a meno che non partiate con in Pro, notate quanto tempo impiegano gli elite ad uscire dall'acqua: se come l'anno scorso i primi spiaggiano in 25/26 minuti, allora preparatevi a nuotare un bel po' di più del previsto.

BICI
Non sarà il dislivello ma il percorso di Pescara non è semplice e non va sottovalutato.
Aldilà delle tre salitelle, tutt'altro che impossibili ma che rallentano non poco il ritmo, secondo me per chi esordisce è importante non mollare di testa negli ultimi 30km.
Ma sono tutti piatti gli ultmi 30, dice...
Appunto, uno ci arriva "scarico" di testa, pensando che il più della fatica è stato fatto, ma in quei trenta finali il vento è SEMPRE contrario, ed anche se la pendenza è favorevole, la sensazione sarà sempre quella di uno sforzo superiore a quello previsto.
Per chi prenderà rifornimenti in gara, ricordatevi che il terzo ed ultimo rifornimento sarà esclusivamente di liquidi, quindi le ultime barrette le trovate al secondo rifornimento!

RUN
Il multilap aiuta.
Passare più volte davanti ai vostri amici che vi incitano è un grande sostegno.
A prescindere se pioverà o no, farà molto caldo, quindi idratatevi bene e costantemente.
E, soprattutto, cercate di tagliare quel tragurdo bellissimo messo sulla spiaggia con le braccia alzate, perchè sarà la vostra vittoria!

venerdì 14 giugno 2013

Zona Cambio style a Pescara


"Claudiano"
Fabrizio
Pubblico la mail ricevuta da Fabrizio Terrinoni, amico ed ottimo triatleta...

 
Ciao Stefano carissimo,
come ti anticipavo a Pescara, ti scrivo perché vorrei ringraziare pubblicamente il grande Claudio Gentile.
 
Al primo rifornimento ho gettato la mia borraccia vuota per riceverne una piena, ma dei volontari poco esperti non sono riusciti a passarmene neanche una, per cui mi sono trovato senz’acqua e con il caldo che faceva ero veramente in sofferenza ... in quel momento pensavo all’ironia della sorte, perché quella mattina mentre mi preparavo mia moglie stava sentendo una canzone che diceva “nessuno si disseta ingoiando la saliva”!
Quando però ho incontrato Claudio subito mi ha passato la sua borraccia, e mentre gliela restituivo dopo aver bevuto, più volte mi ha invitato a prenderne ancora, salvandomi e consentendomi di arrivare al secondo rifornimento del 45° km.
Quindi ancora grazie mille a Claudio, degnissimo rappresentante di Zona Cambio, una squadra che fa di lealtà, generosità e sano divertimento la sua filosofia sportiva!!
A presto!
Fabrizio

 E noi di Zona Cambio ringraziamo Fabrizio per aver saputo apprezzare il gesto del nostro Claudiano!

...ed ecco immortalato il nobile gesto...

martedì 11 giugno 2013

Il mio Ironman 70.3 Italy 2013


 

 
 
Moooolto più dura del previsto, ma Pescara è conquistata per il terzo anno consecutivo!
 
Ed' è un orgoglio aver partecipato a tutte e tre le eidizioni di questa gara stupenda.
Sempre più stupenda.
Se pecche c'erano state l'anno scorso,  quest'anno sono state ripagate in pieno.
Potrei dilungarmi inutilmente a sottolineare gli ottimi aspetti, (speakeraggio, accoglienza, volontariato, gadget e premi, sicurezza, zona cambio ed ogni altro aspetto accessorio), mi limiterò a dire che è stato tutto perfetto!
Sabato in compagnia di tanti amici ed il team di Zona Cambio!
Gare internazionali come questa sono un ottimo punto di incontro per incrociare amici da tutta Italia.
Il pomeriggio mi "incoccio" sotto il sole vedendo l'Ironkids di Mavi.
Dopo la terribile esperienza dell'anno scorso, quando aveva finito in lacrime, quest'anno si è decisa a ripetersi, divertendosi tantissimo!
 
La mattina della gara l'atmosfera è rilassata per (quasi) tutti!
Resto dell'idea che per triathlon medi e 70.3 la partenza migliore è proprio quella di metà giornata.
Non c'è motivo di fare alzatacce e si corre senza sole a picco.
Alle 12:30 c'è la mia partenza, dall'acqua quest'anno.
Le sensazioni sono subito buone.
Ho un discreto ritmo e non sto forzando tantissimo.
Capisco subito però che, o per la corrente, o per la distanza un po' superiore, non si uscirà dall'acqua molto presto.
Ed infatti emergo dall'Adriatico in 36', che potrebbe sembrare un tempo alto (e lo è sicuramente) ma di fatto è risultato molto migliore di altri atleti del mio livello.
 

In bici so cosa aspettarmi.
Anche se il percorso è cambiato sempre in queste tre edizioni, le salite, gira e rigira, da un versante all'altro, sono sempre le stesse.
Assolutamente non spezza gambe ma abbastanza impegnative da abbassare la media gara.
Anche in questa frazione la mia gara procede come previsto.
La giusta fatica (tanta...), salite in agilità, e piatti a spingere.
Chiudo in 2h55' a poco meno di 31kmh di media.
Grazie anche al casco super aerodinamico regalatomi dal mio amico Claudio tramite Roberto!
 
 
 
Faccio una T2 senza fretta e parto fiducioso per l'ultima frazione.
Le sensazioni sono subito ottime.
Sono fresco e le gambe girano sciolte...
...per 2km...
Poi comincio ad avere fitte intercostali ovunque.
Corro con mille dolori non riuscendo a stare dritto.
Mi passa Master con un ottimo passo.
Provo a stargli dietro ma non ha senso e rischio di scoppiare.
La mia fortuna sono i tantissimi punti di riferimento di amici e tifosi sparsi sul percorso.
Alessia e i bimbi all'inizio, coach Diego subito dopo, tutto il team Delfini in piazza 1° maggio, Fabrizio del Varano Tri, Emiliano della Green Hill che mi accompagnia per qualche passo, Paolo "kipudda" e Veronica che non mi fanno mai mancare il loro incitamento, Roberto robyasroma", Massimo (già staffettista in bici), il team Master ed alla fine anche il mitico Andrea Schilirò!
E poi tutti i ragazzi che correvano con me, che conosco e non, che mi incitavano, scherzavano e soffrivano con me.
Mai tanti come questa volta.
Vorrei ringraziarli uno per uno ma sicuramente scorderei qualcuno.
Sappiate che un pezzetto della mia medaglia è vostro!
(Unica citazione per il ragazzo che mi chiede quanto manca a Klagenfurt... non avrebbe potuto chiedermelo in un momento peggiore!)
Al 13°km le fitte ed i dolori passano.





 

La corsa si scioglie e mi sento meglio.
Forzare però adesso l'andatura non avrebbe senso.
Continuo con il mio passo lento fino all'arrivo, per oggi può andar bene così.
Chiudo in 5h37 una gara che, seppure non conclusa come pensavo, mi regala ancora una gioia immensa.
Ad aspettarmi al traguardo c'è Giorgio che mi accoglie con un "m'hai fregato per quattro minuti!"
E' il suo primo 70.3, ed anche se in questa edizione non c'era il ponte (...) può finalmente vantarsi, oltre che essere un finisher, di aver fatto una grande gara!
Bravissimo anche Claudiano in 5h40, che completava il quartetto di Zona Cambio Triathlon in questa gara.
I miei complimenti infine sono tutti per Master.
All'esordio assoluto stagionale, si sta allenando silenziosamente con umiltà ed è riuscito a concludere un'ottima gara con una mezza eccezionale di 1h38!
Per adesso il campione di Zona Cambio sul 70.3 è lui. 
Con Pescara ci rivedremo sicuramente nel 2014...
...per il resto...
...meno 18...
Direi che tre settimane sono ababstanza per scordarmi la fatica e presentarmi a Klagenfurt con il solito sorriso idiota!

 
 

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