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lunedì 29 agosto 2016

L'effetto che si fa agli altri dopo un IronMan


Un IronMan, agli occhi di un profano, può suscitare diverse sensazioni.
C'è il super-uomo che si vanta verso gli ignari interlocutori delle sue imprese.
C'è il super umile, che fa passare per stupidaggini le sue gare da  12 ore.
Ma c'è anche chi suscita compassione.

Da Maastricht all'aeroporto di Eindhoven abbiamo preso un treno.
Mentre le consorti si sono accomodate nei sedili del vagone, io e Piastrella ci siamo "accomodati" in un corridoio centrale con le nostre valige contenenti le bici.
Dopo una fermata, salgono due cicloturisti olandesi, tanto anziani quanto simpatici come un dito al culo che ci fanno spostare dal posto per le bici, perché LORO avevano la bici (noi invece avevamo pacchi di dollari americani nei nostri borsoni...).
Tanto mi è bastato per tagliare i ponti di qualsiasi comunicazione con un laconico sorry I don't speak english.
Il loquace Piastrella invece si è prodigato per tutto il viaggio in tortuosi racconti sul nostro sport preferito e sulle recenti infauste pedalate in terra olandese.
Per ritornare all'introduzione di questo post... indovinate in quale dei tre personaggi si identifica il buon Piastrella.

Vi dico solamente che prima di scendere, il tizio ultranovantenne si è offerto di scaricare la valigia di Piastrella e portargliela fino al terminal...
E ci chiamano IronMan...
 

mercoledì 15 aprile 2015

Adidas Supernova Boost Glide 6 [la recensione di Piastrella]


Alcuni mesi fa, vittima di un infortunio al piede ero alla ricerca di un paio di scarpe più “tradizionali” rispetto a quelle che normalmente indosso. Letti i giudizi entusiastici su queste Adidas sono passato all’azione acquistandole.
Di aspetto gradevole, peso contenuto e di ottima fattura come da tradizione Adidas, le Glide Boost si presentano molto bene ad una prima analisi “estetica”.
Ai piedi mi hanno fatto però da subito uno strano effetto. Mi aspettavo di infilare i piedi in qualcosa di “morbidoso” e reattivo a leggere del sistema Boost, le ho sentite invece secche, quasi da gara, con le tre fasce del marchio molto avvolgenti (per me anche troppo).
Ci sono uscito a correre diverse volte ma francamente non mi hanno convinto, non è mai scattato quel feeling che ti fa pregustare l’allenamento già solo infilando le scarpe, in camera, seduto sul letto. Probabilmente chi corre di talloni potrà apprezzarle maggiormente, ma gli atleti che poggiano principalmente di mesopiede, si troveranno ad avere una scarpa con una sovrastruttura non utilizzata considerando l’appoggio secco sulla parte anteriore.
Unica nota positiva? Il colore sobrio, che ho scelto, un giallino verdognolo psichedelico!!!

PIASTRELLA RESULT
QUALITA'  - 20/20
COMFORT - 14/20
PREZZO - 15/20
LOOK - 15/20
#MAQUANTOMIPIACE - 8/20

TOTALE - 72/100…mi pare

domenica 8 marzo 2015

Skechers GoRun 3 [la recensione di Piastrella]


Skechers go run 3...una scarpa per ogni occasione.
Tra tutte le scarpe che ho provato le go run si sono rivelate tra le più versatili.
Ancora poco diffuse tra i runners "tradizionali" godono invece di una notevole fama tra coloro che si affacciano al mondo "natural".
Un approccio  meno estremo rispetto alle sorelle go bionic le rende perfette per chi vuole alleggerirsi un po ma ha ancora qualche timore ad affrontare distanze importanti con scarpe più estreme.
Ne ho due paia, mezzo numero di differenza, quelle più corte da usare esclusivamente senza soletta per un'esperienza a drop 0, le altre per un uso più classico.

Hai necessità di una ammortizzazione salva maratona? Taac loro ti forniscono un piacevole cuscino su cui correre.
Vorresti provare l'ebbrezza del drop 0 ma hai paura che poi ci potresti prendere gusto? Et voilà   togliendo e mettendo la soletta interna passi da 0 ad un più rassicurante 4mm in un battibaleno.
Devi partire ma nel bagaglio a mano non puoi mettere un secondo paio di scarpe per correre l'indomani? Nessun problema, nella variante nera e rossa stanno benissimo sotto un paio di jeans alla moda.
Infine, sei tentato dal provarle ma non usi i jeans oppure non sei sicuro che ti faccia piacere correre con l'effetto gomma americana sotto i piedi? Niente paura, l'investimento non sarà mortale. On-line non è raro trovarle intorno ai 50 euro.


p.s. Non le prendete troppo larghe, le scarpe a vocazione natural vanno abbastanza "precise" soprattutto in considerazione della possibilità di utilizzarle senza soletta.
p.s.2 Ricordate di correre atterrando di mesopiede e presto fasciti e tendiniti saranno solo un lontano ricordo.


PIASTRELLA RESULT
QUALITA'  - 15/20
COMFORT - 16/20
PREZZO - 20/20
LOOK - 16/20
#MAQUANTOMIPIACE - 16/20

TOTALE - 83/100



mercoledì 2 aprile 2014

Le vene del triatleta

 
« Strong, sei l'unico triatleta con le vene varicose non causate dalle bombe! »

- Piastrella -

lunedì 31 marzo 2014

Salaria Tour (feat. Piastrella e Sberi)


Sabato uscita con bici da crono, previsti 120km.
Special Guests Piastrella & Sberi, entrambi in assetto TT.
Il programma è di incrociarci sulla Tiburtina, tagliare per l'entroterra di Guidonia e Palombara e buttarci sulla Salaria per spingere sul piattone.
Subito una salitella di 3km...
Sberi mette il 52 ed allunga.
Piastrella si alza e gli va dietro.
Io reggo 200mt e vado fuori soglia.
Mi risiedo e vado su del mio passo, oggi sarà dura cazzo.
Ma per fortuna quella resta l'unica asperità di giornata, e sui piattoni mi metto rigorosamente a ruota beneficiando della loro scia.
Dopo 60km abbiamo 34kmh di media e non sto per niente affaticato...
Quasi quasi mi alleno per mettermi in scia a Francoforte...

Sul pezzo finale della Salaria faccio finta di tirare un po' anche io, ma 'sti stronzi me sgàmano subito che tiravo in un tratto pieno di semafori dove, con la scusa del rosso, avevo modo di rifiatare.
Salutiamo Sberi e con Piastrella ci infiliamo nel traffico capitolino.
Arrivati a Ponte Mammolo, dopo la foto di rito, mi separto anche da Marco.
Mi mancano una quarantina di chilometri, con la salita di Tivoli, per arrivare a casa.
Comincia ad arrivare un po' di stanchezza, ed il vento contro non mi aiuta.
Vado per prendere il gel ma non lo trovo più, probabilmente è saltato con qualche buca.
Vabbè, tiro avanti senza ammazzarmi e completo un buon allenamento ed una bella mattinata.
In settimana si dovrebbe replicare la cosa ma con più gente e, soprattutto, più chilometri...
...vediamo che ne uscirà...



 

lunedì 24 marzo 2014

XX Maratona di Roma: scommessa persa ma nuovo personal best


 
Il meteo prevede bufera su Roma.
Per la prima volta mi sbrigo tutte le operazioni preparative al volo ed alle 8 in punto sono già ingrigliato in prima fila nella mia "onda".
Non ho un gran pettorale e partire dietro mi farebbe perdere tantissimo tempo.
In attesa della partenza, per un'ora stiamo fermi immobili sotto il diluvio.
Io mi ero portato l'impermeabile della Roma-Ostia e sto coperto bene, vicino a me c'è un ragazzo in canottiera senza altro addosso che comincia a tremare senza sosta...
Cinque minuti prima della partenza smette di piovere ed esce anche il sole.
Il clima di Roma non tradisce neanche quest'anno.
Via l'impermeabile, in canotta (da panda) si sta alla grande e guadagno subito una posizione che mi permette di non perdere troppo tempo tra il traffico iniziale.
I primi chilometri, vedrò in seguito a casa, parto un po' troppo baldanzoso.
Passo ai riferimenti chilometrici sempre 4-5 secondi prima del previsto ed alla lunga  il conto sarà presentato.
Al 5°supero Master e Gianca "RunnerBlade".
Li invito a proseguire con me ma Master mi dice di andare perchè non si sente molto bene (ed infatti si ritirerà al 26°).
Gianca invece tirerà fuori la sua solita grande prestazione sui 42km.
Al 10° supero una faccia conosciuta.
Faccio mente locale e riconosco il sorriso di Chrissie Wellington, probabilmente la più grande triathleta di tutti i tempi.
Al 20° arriva l'appuntamento previsto con Piastrella ed Edo che mi faranno da pacers fino al 40°.
Passo alla mezza in perfetto orario da tabella.
Correre insieme a quei due personaggi  aiuta tantissimi.
Edo non sta zitto un attimo e rompe le palle a chiunque incrociamo, Marco invece cerca di mantenere la serietà dandomi continui riferimenti sul passo e consigli sul percorso.
I primi dieci chilometri con loro non dico proprio che volano ma la fatica è ben camuffata.
Una sgrullata di pioggia di 5 minuti mi rinfresca un po' ma mi inzuppa le scarpe fino alle ossa.
Dopo un piccolo cedimento prima della Moschea, al 30° ritrovo nuovamente energie e per due chilomentri riprendo un buon passo.
Ma è il canto del cigno. 
Edo dice che fino a qua so' tutti bòni ad arrivarci ed ora tevo tirare  fuori la grinta.
La energie sono al lumicino ed il passo comincia inesorabilmente a calare.
Di buono finalmente c'è che come sempre mi è successo a Roma, quando finiscono le energie stavolta non crollo rovinosamente ma continuo dignitosamente a 4'40"/45".
Al 40°, a  Piazza del Popolo, ringrazio la mia scorta che esce dal percorso.
Senza di loro non so se fossi risucito a mantenere quella dignità di passo.
Ora c'è la parte nuova del percorso, dicono più facile con arrivo in discesa a Piazza Venezia.
Più facile un cazzo!
Due chilometri di sampietrini in continua salita (in realtà dall'altimetria si vede che dal 35° in pratica si sale sempre) fino agli ultimi 500mt, effettivamente, in discesa.
Chiudo in 3h17' che mi consente di:
 
- perdere la scommessa delle 3h10' e farmi 180km in bici
- ottente una griglia migliore per l'edizione 2015 (ammesso che la faccia)
- migliorare di 8' minuti il mio personal best
 
Direi che non è andata così male dopotutto...
..e tra un mese, a Padova, vediamo se riesco a ritoccare ancora un po' questo tempo...
 
QUI la classifica completa.


 
 

 
 


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