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giovedì 15 ottobre 2026

Gli interessi di chi tira (o di chi non tira) in bici

 

Tornando a fare gare brevi dopo qualche anno, torno, di conseguenza, anche a scrivere di gare brevi.

Parliamo di gruppi nelle frazioni ciclistiche di gare di triathlon a scia consentita, quindi sprint e olimpici.

Ecco, quando avete la fortuna di entrare in qualche gruppetto (o gruppone) solitamente avrete a che fare con il "direttore sportivo" di turno, quello che dà indicazioni a tutti su come devono essere gestiti i cambi, le rotazioni, se e quando tirare.

Ok dai, entriamo nello specifico, o case study come dicono gli scientifici: in quest'ultima gara, appena un mio amico ha provato un paio di volte a rompere il gruppo con qualche scatto, è stato prontamente redarguito da un altro atleta che pretendeva un'andatura regolare.

Detto che, per quanto mi riguarda, l'andatura regolare senza strappi e fatiche extra mi andava più che bene, ma ognuno se potrà fa' la tattica che cazzo je pare in base alle proprie caratteristiche senza dover rendere conto agli altri?

Quel tizio che esigeva i ritmi regolari, di fatto alla fine ha pagato l'andatura in bici e si è ritirato nella corsa, mentre il mio amico che ha provato gli scatti, nella corsa ha allungato e staccato tutti (e dunque direi che la sua tattica ha funzionato, no?)

Quindi, quando trovate questo tipo di Solone che reclama di gestire la tattica di tutto il gruppo, valutate sempre bene quale sia il suo interesse che, solitamente (ovvero quasi mai), potrebbe NON coincidere con il vostro!
 

giovedì 9 luglio 2026

La bici da comprare per chi vuole iniziare a fare triathlon

 

Quale bici comprare per iniziare a fare triathlon? 

Una volta sarebbe stata scontata questa risposta: una bici da corsa, meglio se usata o entry level.

Il concetto era semplice e chiaro:

1) limitare la spesa prima di capire se questo sport entrerà a gamba tesa nella nostra vita;

2)  prendere una bici da corsa perché il primo approccio al triathlon era solamente (e necessariamente) quello per la distanza sprint.

Ma dal momento che la triplice disciplina è in continua evoluzione, sono sempre più spesso contattato sempre  da neofiti che vogliono farsi seguire che esordiscono dicendo "mi sono appena iscritto ad un IronMan (o quando va bene a un mezzo IronMan) e non so da dove cominciare".

Il lavoro che ha fatto il brand IronMan, creando il mito del finisher, ha evidentemente funzionato perfettamente, ma altrettanto chiaramente ha spostato alcune dinamiche anche per i coach.

E così dare una risposta alla domanda sull'acquisto della prima bici è quasi come prevedere come si svilupperà una relazione sentimentale il primo giorno di fidanzamento.

Chiedere ad un neofita se penserà in futuro di dedicarsi alle lunghe distanze, a alle gare con scia consentita o ai percorsi con dislivello diventà un po' chiedere ad una coppietta se ha intenzione di sposarsi.

La risposta più saggia sarebbe quella di crescere insieme, sviluppare e sublimare il rapporto e poi decidere.

Ma saggezza e amore, di sovente non procedono di pari passo.

E allora scegliete la bici come desiderate in quel determinato momento, e il resto si vedrà!  

lunedì 3 novembre 2025

THE VELODROME (Triathlon Off Season Training Plan - BIKE Focus)

 


Ok, siamo in off-season.

E adesso?

E adesso ci si allena lo stesso, ma con criterio.

Tipo con "THE VELODROME", il training plan studiato apposta dal PandaLab per gli atleti esperti ed evoluti che vogliono focalizzare questo fondamentale macrociclo stagionale migliorando nel ciclismo, ma mantenendo comunque tutti gli altri aspetti fondamentali nel nuoto e nella corsa che ci serviranno nella fase specifica.

Un programma di 12 settimane sviluppato su 7 giorni di allenamento a settimana con due giorni strutturati con bigiornaliero (facoltativo) e potenziamento.

E allora, la vogliamo migliorare questa corsa in vista della prossima stagione agonistica?

IL PROGRAMMA LO TROVI QUI 


domenica 5 maggio 2024

Race Across Italy & Ultracycling Training Plan (16 settimane)

 

Appassionati di avventure su due ruote e ciclisti desiderosi di nuove sfide, siete pronti a spingere i vostri limiti e a scoprire il mondo attraverso la Race Across Italy? 

Siamo entusiasti di presentarti il programma del PandaLab di allenamento di 16 settimane (5 allenamenti settimanali + 1 allenamento facoltativo + 1 giorno di recupero), progettato appositamente per prepararti a questo tipo di avventure epiche, che vi fornirà le competenze, la resistenza e la fiducia necessarie per affrontare queste sfide con successo!

  1. Adattato a ogni livello:  il nostro programma di allenamento,  è adattabile e personalizzabile per rispondere alle tue esigenze specifiche, sia che tu stia cercando di completare il tuo primo lungo percorso o che tu stia mirando a migliorare le tue performance.

  2. Progressione graduale: La race Across Italy richiederesistenza, resistenza mentale e preparazione fisica. Il nostro programma di 16 settimane ti guiderà attraverso una progressione graduale, aumentando la distanza e l'intensità dei tuoi allenamenti in modo sicuro ed efficace. Ciò ti consentirà di costruire la resistenza necessaria per affrontare percorsi estesi.

  3. Allenamenti specifici: Il nostro programma comprende allenamenti mirati per affinare le tue abilità su ogni tipo di percorso attraverso allenamenti diversificati e strutturati attraverso la piattaforma Training Peaks, che ti consentirà di averli già impostati giorno per giorno sul tuo orologio o gp.

La race Across italy è un'esperienza trasformativa che richiede preparazione e dedizione. Il nostro programma di allenamento di 16 settimane è la chiave per aprire le porte a questa avventura incredibile. 

Non importa da dove inizi, il nostro programma ti condurrà verso il successo mentre affronti strade lunghe e avventurose. 

Sii pronto a pedalare oltre i tuoi confini e a scoprire l'emozione di questa sfida unica sulla tua bicicletta!

lunedì 25 settembre 2023

Il doping meccanico nel mondo del triathlon (ovvero, triatleti fenomeni con le bici con il motore)


Chi frequenta le pagine di questo blog, sa che scrivo un sacco di cazzate... ma mai a caso...

E non a caso questa volta parlerò dei triatleti che utilizzano la bici con il motore.

Ah Strong, ma perchè, sono consentite le bici elettriche nel triathlon?

No, infatti parliamo di doping meccanico, che si configura quando un concorrente utilizza un dispositivo, come appnto un motore nascosto, per aumentare artificialmente l'accelerazione o la velocità di una bicicletta. 
Il problema è che  i casi confermati sono piuttosto rari già nel ciclismo, figuriamoci in uno sport ancor più settoriale come il triathlon.

Mark Turner, commissario ufficiale per il triathlon USA ha recenemtente affermato i motori nascosti costituiscono un problema complicato da accertare. 
Se una volta era difficile nascondere questi motori (soprattutto per grandezza e durata della batteria), con l'avvento delle e-bike è diventato molto più agevole occultarli nei tubi obliqui, nei mozzi o in altri spazi invisibili esternamente.

Facciamo qualche esempio concreto?

Vivax di Goat Bike è un esempio di motore che può essere facilmente nascosto in un telaio. Il motore si inserisce nel tubo sella della bicicletta e si collega a un ingranaggio sul movimento centrale dove si collega alle pedivelle, fornendo propulsione (secondo Popular Mechanics l'apporto è stimato tra 100w e 150 watt).

L'UCI  ha già utilizzato un dispositivo mobile a raggi X per per l'ultima edizione del Tour de France, ma anche in questo caso, se un ciclista ha un motore nascosto da qualche parte, potrebbe comunque passare inosservato, soprattutto perché le strategie di occultamento sono in continua evoluzione (di fatto, come per il doping "tradizionale").

Nei casi in cui i funzionari non siano in grado di identificare un motore in anticipo, Turner afferma che spetta agli altri atleti "alzare un sopracciglio collettivo"...."Se qualcuno dovesse presentare una protesta e l’attrezzatura illegale fosse il motivo per lanciare una protesta, allora verrebbero effettuati ulteriori esami”. 

Ironman, infatti, non elenca alcun episodio di doping meccanico nel suo elenco di sanzioni.

Quindi, ricapitolando...
1) I controlli maggiori sono eseguiti al Tour de France, e già lì è difficile accertare l'illecito...
2) Si suggerisce (neanche troppo velatamente) che siano gli altri atleti a fare la "soffiata"...
3) IronMan non ha ancora riportato alcun caso tra i sanzionati per doping...

E poi ci sono i fenomeni...

mercoledì 16 agosto 2023

Ultracycling & Bikepacking Training Plan

Appassionati di avventure su due ruote e ciclisti desiderosi di nuove sfide, siete pronti a spingere i vostri limiti e a scoprire il mondo attraverso l'ultracycling ed il bikepacking? 

Siamo entusiasti di presentarti il programma del PandaLab di allenamento di 16 settimane (4 allenamenti settimanali + 2 allenamenti facoltativi + 1 giorno di recupero), progettato appositamente per prepararti a questo tipo di avventure epiche, che vi fornirà le competenze, la resistenza e la fiducia necessarie per affrontare queste sfide con successo!

  1. Adattato a ogni livello:  il nostro programma di allenamento,  è adattabile e personalizzabile per rispondere alle tue esigenze specifiche, sia che tu stia cercando di completare il tuo primo lungo percorso o che tu stia mirando a migliorare le tue performance.

  2. Progressione graduale: Le sfide di ultracycling e bikepacking richiedono resistenza, resistenza mentale e preparazione fisica. Il nostro programma di 16 settimane ti guiderà attraverso una progressione graduale, aumentando la distanza e l'intensità dei tuoi allenamenti in modo sicuro ed efficace. Ciò ti consentirà di costruire la resistenza necessaria per affrontare percorsi estesi.

  3. Allenamenti specifici: Il nostro programma comprende allenamenti mirati per affinare le tue abilità su ogni tipo di percorso attraverso allenamenti diversificati e strutturati attraverso la piattaforma Training Peaks, che ti consentirà di averli già impostati giorno per giorno sul tuo orologio o gp.

L'ultracycling e il bikepacking sono esperienze trasformative che richiedono preparazione e dedizione. Il nostro programma di allenamento di 16 settimane è la chiave per aprire le porte a queste avventure incredibili. 

Non importa da dove inizi, il nostro programma ti condurrà verso il successo mentre affronti strade lunghe e avventurose. 

Sii pronto a pedalare oltre i tuoi confini e a scoprire l'emozione di queste sfide uniche sulla tua bicicletta!

 SCOPRI IL PROGRAMMA QUI

lunedì 14 agosto 2023

Alla conquista della North Cape 4000

 

Quando Michele mi ha contattato l'anno scorso ero un po' scettico.

Preparare la North Cape 4000, un'evento cilcistico in bikepacking di (oltre) 4000km, da Torino a Capo Nord in Norvegia, non era nei miei interessi come allenatore.

Poi invece la determinazione di Michele e la mia voglia di mettermi in gioco, hanno fatto scattare la scintilla della passione di seguirlo nella preparazione di questa avventura.

Michele veniva da un'esperienza già tentata su questo evento, ed interrotta in Ungheria.

Chiaramente qui avevamo un'unico obiettivo, anzi due: finirla, e finirla bene!

Ho studiato ed ho imparato a conoscere questo mondo a se' del ciclismo vissuto come viaggio, ma comunque senza tralasciare la prestazione sportiva, perchè bisogna passare necessariamente in alcuni checkpoint, anche in un tempo accettabile, evitando di rimanere attardati.

E Michele ce l'ha fatta!

Seguito ed incoraggiato giorno per giorno anche dagli atleti del Team Panda, abbiamo vissuto con lui momenti esaltanti e di difficoltà, chilometro dopo chilometro, nelle tappe con dislivelli altimentri importanti e nei giorni dove ha pedalato per oltre 12 ore sotto il diluvio.

Fino ad arrivare al globo sul promontorio di Nordkapp, con un bel sorriso, ed il cappellino del Team Panda in testa!

(ah, qualora ve lo chiedeste, in Italia ci torna con l'aereo...)

venerdì 9 giugno 2023

BIKE COMPETITION Training Plan (p'andà forte!)

 


Siete pronti a portare la vostra esperienza di ciclismo a un livello superiore? 

Il PandaLab presenta il programma di allenamento "BIKE COMPETITION (p'andà forte!)"  progettato per aiutare atleti di qualsiasi livello a raggiungere risultati eccezionali.

Che tu sia un ciclista amatoriale che vuole migliorare le proprie prestazioni o un ciclista esperto che mira a sfidare se stesso in una MedioFondo o Granfondo, il nostro programma di allenamento di 16 settimane è tutto per te!

Personalizzazione: il nostro programma è progettato per adattarsi alle vostre esigenze individuali: non importa il vostro livello di fitness attuale o le vostre ambizioni.

Progressione graduale: il programma segue un approccio graduale che vi permette di migliorare progressivamente la vostra resistenza, la forza e la velocità nel corso delle 16 settimane.

Varietà degli allenamenti: per evitare la noia e massimizzare i risultati, il nostro programma offre una vasta gamma di allenamenti, che includono sessioni di endurance, lavori di resistenza, allenamenti di interval training, sessioni di recupero attivo, nonchè consigli tecnici e motivazionali che vi accompagneranno per i 4 mesi della preparazione.

Non importa quale sia il tuo obiettivo, il programma "BIKE COMPETITION (p'andà forte!)"  ti fornirà gli strumenti necessari per raggiungerlo. 

Daje Panda!!!

SCOPRI IL PROGRAMMA QUI

 



mercoledì 1 giugno 2022

La bici di Joe Friel e quella di Brett Sutton

 

Con questo post vorrei mettere in luce le principali differenze dell'interpretazione della frazione ciclistica per le lunghe distanze tra Joe Friel e Brett Sutton.

Ci sono tre sostanziali particolarità che differiscono sia tecnicamente che biomeccanicamente ma in sintesi ci si accorge subito che l'approccio di Friel sia abbastanza tradizionale rispetto al mondo del ciclismo, mentre quello di Sutton presenta aspetti decisamente anticonvenzionali.

Non entrerò nel merito delle differenze - per chi è interessato possiamo approndire l'argomento in altri luoghi senza tediare i lettori - ma mi limiterò a sottolineare le diverse vedute.

Innanzitutto la cadenza di pedalata: per Friel la soluzione ottimale è tra 80 e 90rpm, mentre per Sutton è decisamente più bassa, ovvero 70-75rpm.

Meno pedalate quindi, ma più efficienti per Sutton, con il motto "ogni pedalata conta", al contrario si Friel che invece suggerisce diutilizzare il mantra-ritmico 2 colpi di pedale facili + 1 colpo di pedale forte.

Grande differenza è anche sul movimento di spinta, classica pedalata "rotonda" di Friel, con tanto di utilizzo della muscolatura antagonista (polpacci e bicipiti femorali) mentre solo in pressione senza richiamo per Sutton.

Insomma, due grandi allenatori con due interpretazioni totalmente diverse (e non ho citato il posizionamento dei pedali, la messa in sella, le misure ideali dei telai e gli aspetti tecnici diversi tra uomini e donne), ma alla fine sapete sempre cosa conta: portare a casa il miglior risultato possibile...

Come ci si riesce, chiaramente, lascia sempre il tempo che trova...

venerdì 27 maggio 2022

Analisi di un allenamento (lungo di bici)

Andiamo ad analizzare un lungo di bici per trarre qualche spunto sull'esatta escuzione.

L'allenamento era piuttosto semplice nella forma: 4h di bici facile (Z1) + 1h "over" (il meglio che possiamo), inserito nella preprazione di un IronMan di un buon amatore del quale rispetteremo la privacy e chiameremo W****r. 

:)

Come vedrete dal grafico qui sotto nel primo allenamento ci sono 4 ore che di zona 1 hanno ben poco: parliamo di 207watt normalizzati che per un atleta come W****r di 75kg e 285 di FTP significano 2.8w/kg e una potenza ben superiore al passo gara di un IronMan.


Il risultato qual è?

Che nell'ora successiva, dove avrebbe dovuto spingere, in realtà c'è una media di 204w, quindi addirittura un calo e non la netta progressione prevista. 

A questo si aggiunge che le sue sensazioni erano di non aver faticato affatto e di aver eseguito correttamente il lavoro, confermato dal cuore che passa da 120bpm (nelle 4h) a 130bpm (nell'ora finale, comunque non una progressione così rilevante)  ma, naturalmente, il lavoro richiesto NON era questo!

Dopo aver esaminato insieme l'errore e valutato come eseguirlo al meglio, fisicamente e tecnicamente la settimana successiva, questo è il risultato:

4h a 143watt medi normalizzati e 126bpm...

 

 1h a 240watt e 152bpm... mo sì!


Quando si va a preparare un IronMan l'aspetto più difficile è proprio lavorare sulle condizioni mentali dell'atleta, spesso convinto di non faticare mai abbastanza, quando invece sta lavorando fin troppo per quello che serve.

Ma alla fine, l'importante è sempre saper(si) corregere e riaddrizzare il percorso, almeno finchè si è ancora in tempo...

giovedì 27 gennaio 2022

20km in bici sono tanti o pochi per un neofita? [video]

 


La pedalata a piacere (e come impostarla)


Alcuni ragazzi che alleno la scorsa settimana mi hanno chiesto come fare una pedalata a piacere.

Come impostarla, se mantenersi sul "facile" o renderla più "intensa".

Sapete come sono meticoloso nei programmi di allenamento, ma questo non deve mai prescindere dall'acquisizione delle sensazioni o percezioni della fatica, e sul piacere di fare una cosa come ci va.

Quindi, quando mi chiedono come va fatta la pedalata a piacere, la mia risposta è "non lo so!"

Metti il culo in sella e comincia a pedalare, c'è una salita, prova a scattare e vedere se ti diverti, non ce la fai, rallenti, ti supera un vecchio con la panza e ti rode il culo, alzati sui pedali e vallo a riprendere!

Insomma, davvero non riusciamo a goderci una bella pedalata da fare come cazzo ci va?

mercoledì 24 novembre 2021

Comodi in bici? Meglio sul divano...

 

Sicuramente avrete sentito dire  che in un IronMan, in bici la cosa più importante è stare comodi, perché altrimenti stacce te sei ore in bici.

Probabilmente lo avrò detto anche io, ma bisogna considerare sempre qual è l'obiettvio... sei un esordiente e non hai obiettivi cronometri?

Allora il discorso ha senso, anzi, è decisamente uno degli aspetti più importante.

Ma se andiamo a cercare la prestazione, la frazione in bici deve essere considerata come lo spazio da coprire nel minor tempo possibile tra il nuoto e la corsa, naturalmente in modo da poter poi correre al nostro meglio.

Sotto questo punto di vista, è chiaro che la posizione più comoda non corrisponde a quella più veloce, ma è altrettanto chiaro che è un aspetto biomeccanico che dovrà essere allenato al pari degli adattamenti metabolici.

Insomma, comodi potrete starci a fine gara, sul divano e con la meritata birra in mano!

lunedì 1 novembre 2021

La mia Granfondo "La Medievale" 2021

Stagione di triathlon archiviata,  ricominciamo la preparazione invernale per la prossima stagione con qualche garetta solo per il piacere di partecipare.

E partecipare a La Medievale, una granfondo organizzata magistralmente dal mio amico Alessandro, sulle strade dove abitualmente mi alleno, è davvero un gran piacere.

Alla partenza con me c'è anche Matteo, che ha voluto condividere con me questa bella pedalata.

La partenza, come mi aspettavo, è a tutta e naturalmente pago il fatto di non essere tesserato per squadre ciclistiche, partendo in fondo al gruppo.

Dopo una decina di chilometri, all'attacco della salita di Marcellina, sono riuscito a scalare fino al secondo gruppo. Il primo si vede a 20", che chiaramente non prenderemo più.

L'andatura comunque è buona, soprattutto grazie ad un cristiano enorme dell'Esercito, che dice chiaramente di mettersi a disposizione per tirare sempre lui.

Ogni tanto c'è qualche cavallo pazzo che prova qualche scatto, ma il nostro gruppetto di una ventina di persone in un modo o nell'altro torna sempre a compattarsi.

A Poggio Moiano comincia la salita più lunga per Orvinio.

La fatica comincia a sentirsi, cos' come un tremendo dolore alla schiena, probabilmente per aver risposto a qualche attacco, ma lo spettacolo di pedalare in mezzo ai boschi in autunno, con le strade ricoperte da foglie ingiallite, è impagabile.

Nella lunga discesa da Orvinio a Vicovaro, il gruppo si spezza in due: naturalmente io, con le mie pessime abilità da discesista, resto dietro, ma anche stavolta il tizio dell'Esercito si mette sotto e ci riporta sotto.

Ai piedi della salita di San Polo il gruppo è di nuovo compatto, ma c'è una novità: in molti pensavamo che la salita fosse quella tradizionale, e invece scopriamo che si passa dalla variante di Santa Balbina, con due strappi ben oltre il 20%.

Stranamente però le gambe rispondono benissimo, e resto agganciato ai primi tre del gruppetto che hanno allungato.

Mantengo una ventina di metri dai primi tre fino all'ultimo km, quando mi gioco tutto.

Due anni fa mi staccarono qui, questa volta sono io che allungo e li riprendo uno ad uno: ci giochiamo le posizioni di rincalzo, non c'è alcuna ambizione agonistica, ma allungare in salita sul proprio gruppetto, ha sempre il proprio fascino, e me la godo tutta fino al traguardo!

Mica devo specificare che il prossimo anno sarò di nuovo sulla linea di partenza vero?



sabato 23 ottobre 2021

Le emozioni indelebili legate ai luoghi delle nostre imprese sportive

Facciamo subito una premessa.

Non cominciate a rompere i cojoni con la definizione di "impresa"... chiunque nel suo piccolo può conquistare la sua epica battaglia, con il diritto di sentirsi un eroe, senza dover rendere conto ad alcuno.

Chiunque abbia completato un IronMan, quando tornerà su quelle strade, anche senza gareggiare, sicuramente avrà i pensieri che vagano verso quei ricordi fortissimi pieni di emozioni.

Così chi andrà al mare sulle spiagge di Cervia avrà spesso lo sguardo perso tra quelle onde, chi capiterà per vacanza in una città dove ha messo il suo personale sulla Maratona, ricorderà benissimo ogni singolo passo che ha calpestato, e chi avrà completato una GranFondo epica, non potrà fare a meno di sognare quei tornanti ogni volta che li salirà anche con la macchina.

Io ho avcuto la fortuna di completare il mio Everesting in bici, proprio sulla salita che porta a casa mia e, sapete qual è il risultato?

Che ogni sera, nel silenzio della notte che giunge, quando esco per buttare l'immondizia, mi affaccio sulle rampe che mi hanno permesso di arrampicarmi su quei 8840mt, e mi rivedo che sgambetto in fuorisella, illuminato solo dalla luna e da qualche lampione.

E sapere che questa scena la posso rivivere ogni sera, da solo, al buio, mi regala sempre un sorriso velato, ed ingenuamente romantico...


lunedì 18 ottobre 2021

Everesting Strong (i miei 8848mt tra ciambelle fritte, caffe americani e cieli notturni)



E' chiaro che quel tentativo di Everesting, per quanto ci avesse regalato una giornata indimenticabile e ricca di emozioni, avesse lasciato a me, Walter, Alessio e Matteo una sensazione di qualcosa di non terminato.

Abitando lì vicino, mi capita spesso di salire a San Polo, e ogni volta, la mente si fermava su quei tornati.

Ci siamo più volte ripromessi di rifarlo, abbiamo in qualche occasione provato ad organizzarlo di nuovo, ma per la difficoltà di incastrarlo in un finale di stagione ricco di gare importanti, avevamo deciso di rimandarlo al prossimo.

E poi così, senza pensarci più di tanto, ho notato che tra sabato 16 e domenica 17 ottobre, non c'erano gare, non avevo allenamenti importanti e non erano in programma impegni familiari... che ci faccio con questo weekend?

Non avete bisogno della risposta.

Organizzo tutto sulla "salita di STEFANOLACARSTRONG", segmento di Strava che ha segnato la mia gloriosa carriera ciclistica (Breve storia di questa salita... inziialmente era il mio piccolo "regno", la salita per tornare a casa mia, dove in pratica potevo avere un KOM tranquillo. Con il tempo, vari amici che erano venuti a conoscenza di questo porto franco, sono venuti sfidarmi, e ci siamo tolti più volte reciprocamente il primato, attualmente detenuto da Giacomo).


Tentare l'Everesting su un tratto vicino casa, totalmente illuminato (oltre ad aver fatto tesori degli errori del primo tentativo e dei consigli di "Iron" Marco Accardo), sicuramente ha agevolato logisticamente l'organizzazione di ogni dettaglio.

Mi faccio due conti e penso (spero) di finirlo sulle 21 ore (stima esatta, visto che lo completerò in 20h52') e decido di cominciare alle 4 di mattina, per evitare le "ore pensanti" dall'1 alle 4.

(Vi ricordo le "regole" dell'Everesting: 8848mt di dislivello positivo da coprire in bici, sulla stessa salita, di seguito e senza dormire)

Sto coperto bene e pedalo tagliando i tempi morti (due errori imparati dal primo tentativo), mangio e bevo per quanto possibile sempre sulla bici, fino alle 8.30, quando Alessia mi porta un bella ciambella fritta con the caldo.

Nel frattempo arriva anche Alessio... è venuto esclusivamente per farmi compagnia ed alleviarmi per qualche ora dalla fatica, e i 2000mt di dislivello in sua compagnia volano fin troppo in fretta!

Vado avanti senza problemi fino alle 12.30 quando faccio una sosta per mangiare un po' di pasta.

Nel frattempo gli abitanti di zona cominciano a guardare perplessi questo tizio che ha già fatto fa su e giù per la salita un centinaio di volte.

Le mie ripetute sono scandite da alcuni appuntamenti dove mi concedo qualche pausa un po' più lunga, con qualche piccolo "regalino", un dolcetto, un caffè americano...

Quando arrivo ai 6000mt, il punto dove abbiamo interrotto la volta precedente, mi sento benissimo e mi illudo che ormai il più è fatto.

Naturalmente è una gran cazzata e lo sapevo benissimo, ma in qualche modo bisogna cercare di fregare la mente.

Alle 19 di nuovo un po' di pasta e si ricomincia con il buio.

Ai 7500 arriva un po' di botta: in realtà fisicamente sto benissimo e non ho alcun dolore (tranne alle mani in continua tensione per i freni nelle discese), ma i tempi delle soste cominciare a dilatarsi. Niente di che, 30 secondi di qua, un minuto di là, ma sul tempo totale, ripetuti centinaia di volte si faranno sentire: ormai si va avanti solo a RedBull e caffè!

Nelle ultime 10 salite invece, naturalmente, sparisce la fatica e torna tutta la forza del mondo.

L'ultima salita, l'arrivo, il completamento del mio Everesting, saranno in maniera totalmente diversa dall'IronMan: da solo, all'una di notte, sotto un cielo meravigliosamente blu e nel silenzio totale... non mi serve uno speaker o il pubblico che mi acclama, questa vittoria è tutta per me!

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OK, FINO AD ORA ABBIAMO PARLATO DI CAZZATE, ADESSO LE COSE IMPORTANTI!

Il nostro primo tentativo di Everesting di giugno 2021, era nato e si è sviluppato per un motivo: raccogliere fondi per l'A.GE.PI.

Il mio Everesting, sebbene fatto a qualche mese di distanza, ne è la conseguenza e l'evoluzione, quindi, se avete apprezzato la mia fatica, sarebbe bello che possiate sostenere l'Associazione Gene Piga, che di fatica, VERA, ne fa ogni giorno!

Questa è stata la mia vera vittoria: "Grande Stefano! Abbiamo saputo dell'impresa. Franci non può farlo a voce ma questo è il suo bel sorriso per ringraziarti con tutto il cuore..."

venerdì 4 giugno 2021

Kilimanjaring Panda


Sì, doveva essere un Everesting, ma ci siamo fermati a 6000mt di dislivello.

Tanti piccoli errori di inesperienza ci hanno portato a perdere vari minuti più del previsto nelle pause, e la rimodulazione dell'orario di fine non era più compatibile con i nostri impegni.

Tentativo di Everesting non riuscito?

Poco male, se cercavamo un senso a questa fatica l'abbiamo trovato.

Tentantivo di Everesting non riuscito?

Leggete e poi rispondente.

Io, Walter, Alessioe Matteo partiamo poco prima delle 21... in realtà eravamo pronti già una mezzoretta prima, ma Alessio si scorda il Garmin (niente di che, solo l'attrezzo che avrebbe dovuto certificare la nostra impresa) e aspettiamo la moglie Eleonora che si fa 30km per portarglielo. Naturalmente non è neanche incazzata, perchè sa che con questo ci campa di rendita per almeno due anni in favori da chiedere al marito!

La salita individuata per il tentativo è San Polo mdei Cavalieri lato Tiburtina, 7km per un dislivello medio del 5% circa, da fare una venticinquina di volte, per un totale di 360km circa.

L'occasione, come già condiviso più volte, era raccogliere fondi per l'A.Ge.Pi.

Le prime due salite, naturalmente, volano.

Poi arriva la prima difficoltà: il freddo.

Eravamo tutti attrezzati al meglio, ma il cambio tra vestiario leggero per la salita e quello pesante per la discesa ci prende più tempo del previsto, oltre le sosteper rifollarci con la crostata di Giusy e per la pipì per il freddo ad ogni discesa.

Fino ad una certa ora abbiamo anche il fotografo ufficiale che ci immortala mentre saliamo e scendiamo al buio, ma dopo mezzanotte siamo totalmente soli.

La sensazione è unica e (per noi) mai provata.

Saliamo nel cuore della notte, senza alcun rumore, in mezzo ai boschi illuminati solo dalle nostre luci e dalle stelle, accomapgnati da due volpi e un istrice, e c'è qualcosa di magico in tutto questo.

Il sonno e il freddo, sopratutto dalle 3 alle 4, sono logoranti, ma siamo ancora lucidi per apprezzare e goderci questi momenti indescrivibili.

Facciamo una salita completamente in silenzio, cercando un senso alla nostra fatica.

Alle 4:45 comincia ad albeggiare, e in quel momento scompare ogni fatica: il morale è alle stelle e non vediamo l'ora di continuare.

Altre due salite e ci fermiamo a San Polo a prendere un caffè ad un bar appena aperto.

Alle 8:30 arriva mia moglie con altro caffè e cornetti caldi, altra botta per il morale.

Passa un'altra ora e arrivano tanti altri Panda e amici ciclisti locali per accompagnarci per le salite ed amici e parenti lungo la strada si fermano per acclamarci... uno spettacolo ed un aiuto enorme, i chilometri scorrono senza accorgercene.

E poi al termine di una salita, la 14^ se non sbaglio, su in cima troviamo Chiara dell'A.Ge.Pi. che è venuta a sostenerci con il figlio Francesco. Dovremmo essere noi a regalargli un sorriso ed un'emozione, ma è il contrario.

Ci facciamo una foto insieme, lo abbraccio e gli do un bacio, ma vorrei stringerlo ancora più forte. Un vortice di emozione eche, parlandone durante la discesa con gli altri ragazzi, hanno avuto tutti.

Abbiamo trovato il senso a tutto questo.

Non la gloria personale o l'egocentrismo (che per affrontare una cosa del genere sicuramente erano presenti), ma aver fatto qualcosa, seppur una briciola sola, per Francesco.

Le soste si sono prolungate tantissimo, ci facciamo due conti e vediamo che l'orario di termine andrebbe ben oltre le nostre aspettative, rendendo tutto incompatibile con l'orario lavorativo del giorno seguente.

Matteo e Alessio si fermano dopo 16 salite, io e Walter ne facciamo una in più giusto per raggiungere 6000mt, ma il risultato sostanzialmente non cambia.

Adesso, vorrei ripetere la domanda iniziale,e date voi la risposta...tentativo non riuscito?



lunedì 17 maggio 2021

Everesting Panda (2 giugno 2021)

Cos'è un Everesting?

In estrema sintesi, bisogna pedalare su e giù per la stessa salita finché non si coprono 8848mt di dislivello positivo. 

Semplice, no?

Giusto per chiarire, stiamo parlando di una prova che consiste più o meno in  260km e almeno 20 ore circa di pedalata.

Un po' meno semplice eh...

Comunque, il Team panda naturalmente non poteva esimersi dall'affrontare una sfida del genere, ed altrettanto naturalmente lo faremo, anche questa volta appoggiando l'A.Ge.Pi, cosa che rimane la sfida più importante!

Quindi, il 2 giugno 2021, sulla salita di San Polo dei Cavalieri (lato Tiburtina) noi ce la metteremo tutta a portare a casa questo grande risultato ma voi se volete potreste aiutarci in vari modi:

  1. Facendo una donazione all'A.Ge.Pi
  2. Pedalando qualche chilometro con noi per farci compagnia
  3. Incitandoci lungo la salita al nostro passaggio
Daje sempre, daje Panda, daje mo!

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