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lunedì 8 novembre 2021

Il mio Trail sul Sentiero dei Santi

 

Questo novembre è il mese delle gare "solo per il piacere di farle" e questa è stata un grandissimo piacere.

Non sono un grandissimo amante dei trail, li trovo un ottimo modo per allenarmi ma non potrei mai essere competitivo su queste gare per varie ragioni.

Ma se la gara è organizzata magistralmente e si corre in una cornice stupenda,  tra i boschi intorno ai Monasteri Benedettini, non posso mancare, e non mancheranno neanche i Pandi Walter "Pescecane" e Daniele "Batman".

Prima della partenza è d'obbligo una menzione per il mio nuovo amico boliviano Eitel, che mi riconosce per aver scritto il racconto della gara del 2019. Lui (ancora) non sa che ho una grandissima passione per la Bolivia, ma quando leggerà questo sono sicuro che ne sarà contento!

Memore della partenza a bomba dell'anno scorso, parto da subito tranquillissimo... e infatti dopo un paio di chilometri comincia la scarpinata, quasi esclusivamente di passo.

Primo punto per respirare è quando si attraversano gli interni di Santa Scolastica, l'andatura obbligatoria al passo (naturalmente ci sono i soliti furbi che corrono anche qui) nel chiostro, mi permette di recuperare qualche energia per il secondo tratto duro fino al Monastero di San Benedetto.

Sono legatissimo a questi posti ed ogni volta è un'emozione speciale.


Nella ripidissima salita vedo in lontananza Walter... era convinto che fossi partito a bomba e ha provato a raggiungermi, ma in realtà sto dietro e lo sto recuperando.

Da lontano comincio a strillare "Walteeeeeeer... sto arrivandooooooooooo" degno di Jack con Wendy.

Lo recupero ma questa se l'è segnata e so che non si darà pace finchè non me la farà pagare :)

Al termine della salita recupero anche Daniele, ma è un recupero effimero... da navigato corridore di trail si butta in discesa senza freni e non lo riprenderò più.

Le fatiche, più o meno sono finite, adesso ci sono 7km di discesa, ma bisogna stare sempre concentrati perché il terreno è parecchio impervio e basta una disattenzione per fare una storta o una caduta.


Col freno a mano tirato me ne vado fino all'arrivo, godendomi il paessagio questa meravigliosa corsa tra i boschi e chiudendo comunque 47° su 330 partenti.

Per chiudere in bellezza, un buffet per i partecipanti di altissima qualità, dolce e salato... insomma se ho un motivo per continuare a fare qualche gara di trail, sicuramente questa gara è un valido motivo!

lunedì 11 novembre 2019

Il mio (primo) Trail sui sentieri dei Santi




Sono dieci anni che faccio triathlon, ho fatto gare podistiche, dalle campestri alla maratona, GranFondo ciclistiche e gare di nuoto.
Ma mai un trail.
Almeno fine a ieri.
E non avrei potuto cominciare in maniera migliore, vista l'impeccabile organizzazione.
13km, partenza da Subiaco con 700 metri di dislivello e passaggio "spirituale" dentro i due monasteri benedettini.
In partenza si riconosce da un miglio che non c'entro niente in questo ambiente.
Senza racchette (anche se tra i primi non le ha nessuno), senza camelback o borracce (ma su 13km non c'era bisogno) e senza scarpe da trail (ecco, questa è stata una bella cazzata).
Becchiamo l'unica giornata di sole dopo 5 giorni di pioggia ed altrettanti previsti da domani.
In partenza c'è anche Walter "Pescecane", altro Panda ma molto più attrezzato di me.



Il primo chilometro e mezzo è in pianura.
Sto abbastanza davanti ma appena corriamo sull'erba comincio a fare esercizi di contorsionismo per non perdere attrito.
E poi si comincia a salire.
Per 5 km.
Non sono esperto dei cambi di ritmo tra corsa e camminata in salita e cerco di adeguarmi ai miei compagni di gruppo.
Mentre mi arrampico fatico più di quanto avessi immaginato, ma in mezzo ai boschi la fatica sembra sempre di meno.
Dopo 3km arriva quello che temevo.
Scivolo e mi infango.
In salita!
Però ho due buone notizie:
1) non mi sono fatto niente
2)ma ancora non la potevo sapere, sarà la mia unica scivolata della giornata

 
Il passaggio dentro l'Abbazia di Santa Scolastica è molto suggestivo e va fatto obbligatoriamente al passo, senza correre.
Un motivo in più per recuperare.
Il passaggio al Monastero di San Benedetto invece purtroppo sarà solo dall'esterno, ma ugualmente affascinante.
Gli ultimi 2km di salita sono i più duri.
Rallento un po' per gestire al meglio e finalmente, a metà gara esatta, si comincia a riscendere.
Finalmente un cazzo.
La prima parte della discesa, single track e molto tecnica, è un misto di fango e foglie in grande pendenza.
I volontari sul percorso ci invitando a rallentare per la difficoltà.
Però sai che c'è?
Che mi sto divertendo.
Comincio a disegnare bene le curve e a prenderci gusto.
Dopo 2km la discesa diventa meno ripida e a quel punto ho preso un bel ritmo.
Comincio a recuperare parecchie persone che mi avevano superato in salita.
L'esatto contrario di quello che avevo immaginato in partenza.
Di nuovo discesa ripida sull'erba, e con le scarpe lisce mi sembra di sciare invece di correre, ma il risultato è sempre quello di recuperare qualche posizione.
A 2km dalla fine c'è un ultimo strappo e temo di perdere il ritmo, invece ne riprendo altri due, tra cui la quarta donna assoluta.
Ora si scende fino all'arrivo.
500metri sull'erba li uso per avvicinarmi ad un altro, l'ultimo km per affiancarlo e fare la volata.
Insomma, nonostante la fatica ed un tipo di sforzo che ancora non conoscevo, taglio il traguardo con il sorriso.
Forse per l'incredibile ristoro che ci aspetta dopo il traguardo.
O forse no.
Tra due settimane c'è un altro trail, praticamente sotto casa.
Che dite, ci ricasco?





lunedì 5 agosto 2013

Un caffè a Subiaco


Una volta avevo creato una rubrica chiama "il Gambero Rosa" dove recensivo i bar dove mi fermavo a prendere un caffè durante le mie pedalate.
In particolare le valutazioni erano riferite ad atmosfera (e comodità per il ciclista) e bontà del caffè.
La rubrica è un po' passata nel dimenticatoio (almeno per ora), però il caffè di ieri merita un richiamo...

Pedalatina di prima mattina con Fra Martino e Dario della Temple Bike di Tivoli.
Tivoli - Subiaco e ritorno, un'ottantina di chilometri facili ma tirando ogni tanto.
Arrivati a Subiaco, Fra Martino, invece del "solito" bar, mi porta a questo dall'altro lato della strada...

Divanetti fuori con ragazzi che portano il caffè anche fuori per i ciclisti e rastrelliera nel cortile del bar.

Probabilmente al nord saranno abituati a queste "comodità", ma per me è stata davvero una piacevole sorpresa.

Date ad un ciclista una bella salita ed un buon caffè in cima e sarà felice per tutto il giorno!




 

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