lunedì 22 febbraio 2021

6 ore di pedalate con i Panda

 

Il programma del giorno prevedeva sei ore facile.

Ma sei ore non sono mai facili...

Tanto più se organizzi un percorso con oltre 2000mt di dislivello.

In assenza di Thomas e Alessio che sono andati ad un duathlon, rispondono alla chiamata Walter, Thor e Matteo, più la special guest Fabrizio, che a termine giro acquisirà il titolo di Panda ad honorem.

Partenza da Tivoli, prima tappa è la tanto agognata pizza bianca ad Orvinio.

La salità è lunga, ma l'andatura tranquilla e le forze ancora fresche ci portano su che neanche ce ne accorgiamo eeiusciamo a guadagnarci le nostre strisce di pizza proprio prima di un gruppo numerosissimo di motociclisti affamati.


Attraversiamo la bellissima vallata tra Orvinio e Vallinfreda e poi cominnciamo a scendere per Riofreddo ed Arsoli.

Da lì svoltiamo a sinistra e ci godiamo un'altra ascesa lunghissima verso Cervara.

La strada in pratica senza traffico ci permette di salire ancora una volta chiacchierando in tranquillità fino allo scollinamento per scendere a Subiaco, dove facciamo una sosta caffè + tozzetti.

Sulla strada di ritorno, decidiamo di prendere la deviazione per Canterano, ma a metà salita ci aspetta una spiacevole sorpresa: la strada è chiusa per lavori e per proseguire bisogna necessariamente passare attraverso Rocca Canterano, con una rampa oltre il 20%.

Matteo attacca la salita troppo allegramente e sarà costretto a mettere un piede a terra (una carta di rivalsa che potremo giocarci a nostro favore in altre situazioni), io non stacco il pedale ma la velocità è la stessa di Matteo che cammina, nonostante un cane ci insegua abbaiando.

Scavalchiamo anche questo passo, e per una quarantina di minuti finalmente abbiamo solo discese e piattoni.

Quando siamo a Tivoli però, invece di rientrare, propongo un'ultima deviazione: il passaggio sulla salita del Colle, di nuovo punti oltre il 20% percorrendo l'arrivo di tappa dell'ultimo Giro d'Italia femminile.

Daniele borbotta un "va bene", non me lo faccio ripetere dui volte e cominciamo ad arrampicarci.

Però il passaggio tra i vicoli silenziosi del centro storico, è una cicliegina finale sulla torta che ci voleva per chiudere in bellezza il giro.

Quasi in bellezza, perchè sulla strada di ritorno incontriamo il fenomeno del giorno, che ci insulta perchè non procediamo allineati (in un punto dove a lato la strada era sconnessa) e si ferma un paio di volte con la macchina anche per abbaiare (ma senza mordere...)

Insomma, un cojone.

Ah dimenticavo... per tornare a casa mia, punto di partenza e arrivo, c'è un ultima rampa di 300mt al 20% : questo sì che è chiudere in bellezza.

Caffè rigorosamente americano per (quasi) tutti ed un'altra bellissima giornata archiviata.

Piccola provocazione finale... ma delle pedalate con amici così, ma c'è davvero bisogno delle gare?

 


 

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