In un contesto totalizzante come il triathlon, dove ci sono tantissimi aspetti che lo rendono uno sport meraviglioso, ci sono anche alcuni fattori assolutamente rilevanti sui quali riporre attenzione.
L'aspetto del peso è sicuramente uno dei più delicati.
Senza girarci troppo intorno, la priorità assoluta di un coach è e deve essere quella della salute dei propri atleti.
Una composizione corporea estremizzata, supervisionata e analizzata costantemente, per quanto mi riguarda ha senso per atleti elite agonisti il cui obiettivo principale e professionale è la prestazione sportiva.
Per tutti gli altri il discorso è paradossalmente ancora più complesso.
Nel mondo dell'endurance il corpo è sottoposto a stress fisici e mentali elevati, difficilmente compatibili con un regime alimentare restrittivo ovvero in costante deficit.
In sintesi, perdere peso mentre si prepara un IronMan non èproprio una scelta saggia.
I rischi in questo caso possono svariare su vari ambiti, da quello di una prestazione sportiva non all'altezza a quelli più seri legati al benessere psico-fisico.
In questi casi, naturalmente, la figura professionale di un esperto di nutrizione sarebbe necessaria, ma prima ancora, forse, sarebbe necessaria la consapevolezza che con il giusto equilibrio si possono ottenere i veri risultati, realistici, solidi, sostenibili e duraturi.
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