mercoledì 10 agosto 2022

Il percorso di aggiornamento per dirigenti e operatori sportivi organizzato dal CONI Lombardia


Il Comitato Regionale della Lombardia del CONI ha strutturato un'Academy con tre percorsi formativi online, uno per dirigenti sportivi e due per il settore tecnico, agonistico e giovanile.

La proposta, sia per la quantità di argomenti trattati che per la qualità dei docenti era davvero molto interessante e questa volta ho preferito concentrarmi più sugli aspetti dirigenziali rispetto a quelli tecnici, per mettere a disposizione del Team Panda e del PandaLab ulteriori strumenti di crescita.

Questo perchè ogni giorno cerchiamo di aggiungere un motivo in più per farvi scegliere di essere Panda!

lunedì 8 agosto 2022

Il focus delle cose importanti nella preparazione ad una gara

 

Spesso mi vengono rivolte dai miei atleti domande strane, un pericolosissimo mix di domande banali e inutili.

Banali e inutili non non perchè non siano importanti, ma perchè banale e scontata è la mia risposta.

Domande del tipo:

- coach ieri mi sono rotto una gamba, va bene se oggi non vado a correre?
- coach domani partorisce mia moglie e non so se riuscirò ad allenarmi, è un problema?

Oppure avvertimenti di cambi di allenamento importantissimi del tipo:

- se vedi negli allenamenti il lungo in bici, invece di 5 ore ho fatto 4h58' perchè dovevo scappare al lavoro ed ho dovuto accorciarlo!
-oggi ho nuotato in piscina da 50 ed ho cambiato gli 8x25 in 4x50, quindi non troverai le ripetute sui 25!

 Poi invece trovate allenamenti di 27ORE di bici in zona4 invece dei 45 MINUTI di uscita facile defaticamente che gli avevate assegnato e naturalmente non vi dicono nulla, nè prima nè dopo.

Allora, quando trovate queste domande o precisazioni di questo genere, alzate subito le antenne e andate a spulciarvi per bene tutti gli allenamenti, perchè sicuramente avranno fatto qualche cazzata enorme o la stanno per fare!

A questo punto l'unico dubbio è se questi errori siano effettivamente usati consapevolmente come "copertura" di errori ancora più grossi, oppure siano una reale mancanza di focus sul reale problema da affrontare.

Sono curioso di sapere cosa ne pensiate voi...

giovedì 4 agosto 2022

La domanda giusta nel triathlon


Il giorno prima della gara dell'IronMan Austria, durante una corsetta sciogligambe mattutina, ho incrociato un mio amico che passeggiava per il centro cittadino.

La prima cosa che mi ha chiesto appena mi ha visto è stata "oh, ma che allenamento te stai a fa'?"

L'amico in questione è una persona che mi è particolarmente simpatica con cui ho condiviso spesso tante gare insieme, però quella domanda è proprio la summa dell'ansia senza senso del triatleta.

A parte che il giorno prima di un IronMan, a meno che tu non faccia un lunghissimo da 32km, non è che influisca così tanto sulla prestazione, si tratta più di una routine di consuetudini che ci tranquillizzano per la gara...

...ma, ammesso che ci fosse stata una domanda "giusta", sarebbe stata "oh, che hai fatto in questi ultimi 4 mesi di preparazione?"

Chiaramente non era quella la sede per argomentare un discorso così ampio, ma da questo episodio ho tratto lo spunto per evidenziare quella che spesso è una preoccupazione (e quindi un limite) degli atleti,  senza alcuna motivazione.

Sentirsi chiedere da qualcuno che tipo di combinato lungo può fare ad un mese dalla gara, oppure notare il terrore di un atleta che ti chiede se tre giorni di stop (perchè ha un impegno con la famiglia),   possono compromettere tutta la preprazione, oppure notare le tragedie quando un allenamento non viene come previsto, o ancora chiedere la sera prima di un IronMan cosa possono mangiare a colazione la ma ttina dopo, mi fanno sempre sorridere.

Preprare una un gara importante richiede abbastanza tempo per poter rispondere con tranquillità a tutte le domande che un atleta si pone,  ma quel tempo usatelo per fare le domande giuste!

mercoledì 3 agosto 2022

Un IronMan per un'altalena

Chi conosce le avventure del Team Panda sa bene che dopo aver conosciuto Francesco durante il nostro tentativo di Everesting un anno fa, qualcosa è si è aperto irrimediabilmente...

...il nostro cuore è stato catturato da Franci, e in qualche modo vogliamo donargli quei sentimenti che è riuscito a trasmetterci in quel poco tempo che è stato con noi!

Nel nostro piccolo, quello che vorremo donargli è un'altalena che gli possa regalare momenti di gioia da condividere con le persone che ama e che lo amano.

E siamo sicuri che tutti gli amici del Team Panda saranno lieti di partecipare a questa gioia!

Le donazioni possono essere fatte a:

Associazione TeatroDistinto

IBAN: IT12S0760103200001061908115

Causale: altalena inclusiva 


 


lunedì 1 agosto 2022

'a vulimm intostà sto poc' 'e 'nzogna?

Dal momento che mi è stato suggerito dal mio amico Antonio di utilizzare riferimento non solo filosofici, ma anche più pragmatici, mi è venuto subito in mente un post che fa' al caso nostro.

Proprio con Antonio, partecipammo ad una lezione dove il docente, per invitarci a "mettere più consistenza nel lavoro che stavamo approntando", con la tipica terminologia quantomai efficace napoletana, utilizzò come riferimento la necessità di "rendere più amalgamato uno strutto fatto in casa poco denso..."

La similitudine si adatta quato mai alla preprazione di un IronMan, basata chiaramente sulla consistenza!

Sapete bene come io prediliga sempre gli interessi familiari a quelli sportivi, cosa che cerco di trasmettere anche agli atleti che alleno, però naturalmente se si vuole preparare degnamente una gara impegnativa di endurance, bisogna fissare dei paletti dai quali non ci possiamo allontanare, tantopiù per mtoivi futili.

Dunque, quando mi chiedete un giorno extra di riposo perchè accusate particolarmente la stanchezza mi fate solamente contento, ma quando mi dite che non vi siete allenati perchè faceva troppo caldo, o perchè pioveva, o perchè non vi è suonata la sveglia, o perchè vi faceva male una mano (e dovevate correre)... 

...ecco, poi il giorno della gara non vi lamentate se chell'nzogna ns'è 'ntostata pe'nient'!

giovedì 28 luglio 2022

L'incapacità di sapersi allenare oltre il "gestell" (E.M.O. Training parte IX)

In estate, l'imperante caldo e la pressante umidità, necessita una im portante rivalutazione dei riferimenti che abbiamo sui nostri allenamenti.

Riferimenti di frequenza cardiaca, di wattaggio in bici e di passo nella corsa - spesso in aggiunta ad una preprazione che (come accade spesso in questo periodo) aumenta di volume in considerazione di gare su lunga distanza di prossima data - perdono necessariamente il loro valore per come siamo abituati a considerarlo.

O, perlomeno, dovrebbero perderlo, perchè molti si ostinano a domandarsi perchè non riescono a sostenere i valori che avevano a febbraio o, peggio ancora, si ostinano a voler mantenere quei valori in allenamenti dove non è richiesto.

In questo periodo, come non mai, è fondamentale aver acquisito quella percezione del proprio corpo che nel PandaLab cerchiamo di incularcare da subito nei nostri atleti.

Come aveva preannunciato già il filosofo francese Henri Bergson, nell’epoca della tecnica sarebbe presto divenuto necessario un "supplemento d’anima", proprio per non lasciarsi sopraffare da una tecnologia ingrado addirittura di offuscare le nostre valutazioni.

Lo stesso Heidegger, esaminando gli sviluppi della nascente  civiltà tecnomorfa, constatò come l’uomo stesse sempre più un giocattolo nelle mani della tecnica e finiva per essere l’utilizzato, l’impiegato, dalla tecnica.

Allo stesso modo, quando non riusciamo ad andare oltre la visione fredda ed oggettiva delle nostre strumentazioni elettroniche, non integrandole con il "supplemento delle nostre percezioni" ci illudiamo di poterle padroneggiare mentre invece ne stiamo già pagando le conseguenze. 

Martin Heidegger, riferendosi a questo impianto che chiamava gestell, avvertiva il rischio che potesse lui stesso disporre sempre più illimitatamente dell’uomo (e non vicecersa), producendo una disumanizzazione e minore espansione dell'anima e dello spazio di riflessione.

Spazio di riflessione che è proprio quella scriminante che ci permette di valutare, ponderare e comparare gli elementi oggettivi dei dati, ma decidendo come considerarli alla realtà soggettiva dell'istante.

Insomma, i nostri GPS, i nostri misuratori di potenza, i nostri contatori di bracciata ci dispensano dalla fatica del pensare, in realtà ci stiamo inebetendo, sottomettendoci a questo gestell dove tutti calcolano, pochi pensano e pensare è considerata una perdita di tempo: avere un dato immediatamente visibile significa darlo per assodato, conoscere le percezioni del corpo invece significa sospendere il giudizio per riflettere.

Ma il tempo per riflette purtroppo, lo abbiamo ormai barattato in cambio di un gestell che riflette e ci mette immediatamete a disposizione quello di cui abbiamo illusoriamente bisogno.

E per questo continuiamo a chiederci come mai non riusciamo più a correre quel chilometro in quattro minuti!

lunedì 25 luglio 2022

Il rasoio di Strong

 


Sono già due atleti che alleno che mi fanno notare come le mie idee possano essere accumunate al principio del rasoio di Ockham.

La cosa, oltre che onorarmi, dal momento che sono solito creare mediocri parallelismi tra sport e filosofia, mi lascia anche soddisfatto, perchè è proprio un tipo di messaggio che mi piace veicolare.

Anche se gli americani usano l'espressione KISS (keep it simple, stupid!) molto meno elegante rispetto alla citazione del teologo inglese, il concetto di fatto è il medesimo.

Innanzitutto il ricorso all'esperienza come fondamento della conoscenza di ciò che dovremo valutare, rigettando di conseguenza tutto ciò che trascende i limiti dell'esperienza stessa: l'acquisizione di tale esperienza ci permetterà di conoscere con tutta evidenza se una situazione c'è o non c'è, giudicandone immediatamente la realtà o l'irrealtà. 

Estendendo il concetto al mondo del triathlon, e indotto nell'esecuzione o metodologia di un allenamento, ovvero al ricorso di uno strumento, calzerebbe perfettamente la nota espressione occamiana "non sunt multiplicanda entia sine necessitate" ovvero «gli enti non si devono moltiplicare più del necessario». (certo, poi c'è il problema del ricnoscimento universale del concetto di semplicità, ma qui andiamo troppo sul complesso, soprattutto per me)

Non ho nulla in contrario ed anzi apprezzo chi cura i minimi particolari di ogni aspetto del triathlon, ma la mia ideaa è quella di tagliare ogni elemento non necessario (ossia che complichi la situazione) che di conseguenza mi porterà:

1) ulteriori perdite di tempo
2) distogliere l'attenzione dagli aspetti più rilevanti
3) stress pari o superiore alla corrispondente gratificazione

In sintesi...


giovedì 21 luglio 2022

I 23 compagni di allenamenti che NON vorresti avere!

 

Allenarsi in compagnia è bello eh...

...ma anche no!

Ci sono dei compagni di allenamento che... ecco... oggi meglio se esco da solo perchè non so a che ora mi libero e poi devo andare a fare uncosa ma non so a che ora e vabbè, ci beccàmo un'altra volta!

  1. il Logorroico. Ti parla quando sei in crisi: già non hai voglia di ascoltare nessuno, poi sicuramente attacca a parlare di argomenti dei quali non te ne frega un emerito cazzo!
  2. il Bagnino. Soprattutto in vasca, quando avete le ripartenze fisse, sta zitto per recuperare fino a 3 secondi prima della ripartenza e poi tira fuori dal cilindro una domanda (naturalmente complicatissima)
  3. il Ritardatario. Fai talmente tanto riscaldamento per aspettarlo, che quando è arrivato romai ti sei fatto un lunghissimo...
  4. l'Agonista. Ogni allenamento è un'occasione per sfidarti, solitamente parte già in fuorisella alla prima curva...
  5. l'Influencer. Nel bel mezzo dell'allenamento vifa una foto o gira un video, ma fiinchè non esce una foto con lui in posa smagliante (e voi in posa di merda) continuerà a ripetere l'operazione all'infinito.
  6. la Maglia Nera. Si ostina a voler allenarsi con voi, ma ha la ftp di 85watt e al primo cavalcavia già si stacca. Di solito si trovano scuse per mollarlo dopo mezzora.
  7. l'Animatore. Organizziamo al mare con le famiglie, metre loro stanno in spiaggia noi ci andiamo ad allenare insieme... MA PERCHE'? Se vado al mare voglio grattarmi anche io i cojoni sulla spiaggia con una birra in mano!
  8. l'Anarchico. Vi date appuntamento per fare un 16x100 in piscina, ma all'Anarchico non gli va più e decide di farsi un 2x200 + 4x100 + 6x50 + 8x25. E viceversa!
  9. l'Analitico. Almeno quando ci  alleniamo insieme, spegni quel cazzo di misuratore di potenza!
  10. il Brugola.  Quello che ha sempre una microregolazione da fare: la sella troppo bassa da alzare, gli attacchi dei pedali da stringere o le appendici da allungare... pedaliamo anche però!
  11. il Sosta.  Parente del Brugola, ma in questo caso le soste sono per cazzeggiare: il quinto caffè, riempire la borraccia (già piena per 3/4), fa finta di essersi perso qualcosa dalle tasche.... insomma, ogni scusa è buona per fermarsi! 
  12. la Fregna. In questo caso ci uscireste pure volentieri...ma meglio non fare incazzare vostra moglie. Anche se siete un cesso (e lo siete) almeno farete passare il messaggio che siete voi a tirarvela!
  13. il Marito. Perchè ha questa fissa che vuole farvi diventare forti e avrà sempre qualcosa da ridire sul vostro allenamento... troppo lento, postura sbagliata, puoi forzare di più... aò, so' andata ad allenarmi proprio perchè non volevo stare a casa eh!
  14. il Tossetta. Sbuffa, ansima, tossisce, raschia, scatarra: apprezzare i suoni della natura con lui vicino purtroppo è impossibile!
  15. il Cigolante: quello che ha la bici che ha sempre qualche rumore fastidioso che spunta 5' dopo che inizate l'allenamento e termina 5' prima di finirlo. Peccato che state facendo un lungo di 6 ore!
  16. il Beeper: quello che deve per forza avere il beep elettronico da un dispositivo... o il segnale di un'andatura troppo lenta, o un'andatura troppo veloce, o il metronomo di cadenza sul passo, o il Varia che ti segnala le macchine che arrivano da dietro, o il reminder di quando si deve alimentare. AVETE ROTTO IL CAZZO!
  17. il Campione. Esce con voi solo perchè non ha trovato di meglio, ma ad ogni salita lo trovate in cima che vi fa pesare (diplomaticamente però) quanto siete pippe e che gentilezza vi sta facendo ad aspettarvi.
  18. il Santo: ovvero quello che si fa pregare.Ogni volta è un'impresa per convincerlo a venire... e una volta c'ha un impegno inderogabile, e un'altra volta il lavoro, e ancora deve portare qualcuno da qualche parte... Aò, se non te va basta dirlo!
  19. Alzheimer. Ogni volta che arriva all'appuntamento si accorge di essersi scordato qualcosa di fondamentale. Se vi va bene chiama la moglie per farselo portare, se vi va male torna lui indietro e lo va a riprendere "aspettatemi eh che tanto ci metto 10 minuti!"
  20. Cancellara. Anche se uscite in 27 in bici, vuole tirare sempre e solo lui. Molti pagherebbero per averlo, ma lui lo fa perchè così si può allenare meglio di voi (e voi rosicate perchè non vi state allenando abbastanza per batterlo)
  21. l'Accollo. Appena ha il sentore che state organizzando un'uscita di gruppo si propone per farne parte, anche se CHIARAMENTE non lo avete mai chiamato. Non si sa bene però se ha capito o no che la sua presenza non è gradita.
  22. l'Amico con Riserva. Quello che ti boccia sempre qualsiasi idea, solitamente sono ottime idee, ma trova sempre un "se" o un "ma" per non condividerle.
  23. l'Amico Incondizionato. Quello che ti asseconda sempre in qualsiasi idea. E, di solito, sono idee pericolosamente del cazzo!

lunedì 18 luglio 2022

L'orologio dell'IronMan e Baudelaire (E.M.O. Training parte VIII)

 

Ho notato due elementi di convergenza tra i miei ultimi due IronMan: ho controllato il tempo del mio gps da polso solo due volte!

All'uscita dall'acqua, per controllare il tempo impiegato nella prima frazione, e al termine della bici, per il medesimo motivo.

Basta!

Sia a Cervia 2021 che a Klagenfurt 2022 durante la corsa non avevo la minima idea del tempo che stessi impiegando o del passo.

Vi dirò di più, non ho controllato il tempo neanche prima o dopo dell'arrivo... a Cervia è stata mia moglie a dirmi delle 10h06' e a Klagenfurt, mentre mi scolavo tre birre nel dopo gara, il compito di aggiornarmi sul totale è stato di mia figlia.

Credetemi, non voglio fare quello a cui non interessa il riferimento cronometrico. 

Come tutti ho i miei obiettivi e le mie aspettative e mi alleno, tra l'altro, per superarli, ma la verità è che della bontà della gara che state facendo ve ne accorgete senza bisogno dei minuti (e delle ore) che passano.

E così è successo anche durante le mie migliori Maratone... alla fine si controlla il tempo quando si è insicuri della propria gara, quando si sta bene, non c'è bisogno di una conferma, si sa e basta!

Certo, per arrivare a questo c'è bisogno di una discreta percezione del proprio corpo ed una immersione delle nostre sensazioni nella realtà esterna molto simile alle Correspondaces Baudelairiane, ma questo è un altro discorso, che mi pare di aver trattato già abbondantemente...

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