sabato 24 settembre 2022

Wanda Nara e il mio IronMan...

Oh... visto il momento io ci riprovo...


 

giovedì 22 settembre 2022

E adesso?

 

Indubbiamente con questo IronMan sotto le 10 ore si chiude un capitolo del mio percorso di triatleta.

In realtà non è che sia stato un punto di riferimento così importante, ma l'anno scorso, dopo che in maniera inaspettata era arrivato un 10h06' avevo chiaramente focalizzato l'obiettivo senza girarci troppo intorno.

La gara è stata esaltante, senza mai un crisi, paradossalmente anche meno emozionante di altre, perchè da subito ho capito che c'erano tutte le condizioni per scendere sotto le 10 ore: clima perfetto, e una condizione fisica come non avevo mai avuto.

Non ci sono stati arrivi con i secondi contati, non ci sono stati calcoli per impostare un passo in compelta sofferenza per raggiungere l'obiettivo... aldilà di sterili speculazioni su un percorso troppo affollato di atleti, mi sono presentato allla partenza in una condizione perfetta.

Come spesso accade, quando si cerca un'obiettivo, alla fine si ottiene senza drammi e senza rincorrerlo ma in modo assolutamente naturale.

Chiaramente non significa per caso, dietro c'è stato tanto lavoro, tanta consistenza negli allenamenti, tanta determinazione e una motivazione sempre altissima.

In questo mi è sembrato di rivivere la mia maratona sotto le 3 ore: avevo una tale conspapevolezza della mia preparazione che non ho mai avuto dubbi di riuscire ad ottenerla.

La domanda a questo punto è: e adesso che si fa, quale obiettivo si cerca?

Qualche idea c'è, anche interessante e stimolante, ma è ancora tutto fumoso...

Poco male, a proposito di fumo, intanto mi godo questo traguardo con un bel Talisker e un buon sigaro di Big Luciano che aspettava di essere onorato... non c'è fretta di decidere per adesso, perchè c'è ancora da godere per molto!

martedì 20 settembre 2022

Il mio IronMan Italy 2022: 9h34' e un cuore grande così!

 

Come sempre, al termine di un IronMan, sono talmente le cose che passano per la testa che si rischia sempre di scordare qualcosa, ma anche se quel qualcosa non attraversa i pensieri, sicuramente alberga in qualche posto in fondo al cuore.

I giorni prima sono montagne russe di emozioni: giovedì c'è la tensione pre-gara, venerdì la consapevolezza che con il meteo disastroso previsto per il giorno dopo la gara possa essere un'agonia o che possa saltare. Si decide (per fortuna) di spostare la gara alla domenica insieme al 70.3 (il 5150 sarà eliminato, lo so, è una decisione drastica, però qualcosa bisognava fare), ma si resta in attesa dei danni che la tempesta ha provocato il sabato. Alle ore 18 finalmente c'è l'ufficialità della partenza, consegna bici con fila chilometrica fino alla notte, ma lo sforzo dell'organizzazione per mantenere tutto  è da applausi ed il giorno dopo si gareggerà in totale sicurezza.

Il giorno dopo...

Dopo tanti dubbi c'è una finalmente una certezza: ci sono tutte le condizioni per fare una grande prestazioni. Per chi ha un obiettivo cronometrico ben fisso, condizioni ottimali si traduce però in tante aspettative per non fallire.

Dopo 10h06' dell'anno scorso, il mio obiettivo naturalmente era scendere sotto le 10 ore. Le indicazioni dell'IronMan di Klagenfurt a Luglio erano decisamente ottimistiche: con una prestazione del genere su un percorso più facile come quello di Cervia sicuramente sarei riuscito a centrare il mio obiettivo, ma calcoli e chiacchiere valgono ben poco quando bisogna tirare le somme.

Muta consentita e mare calmo: nuoto in totale scioltezza senza mai forzare uscendo come previsto in 1h01'.


La zona cambio lunga 1km, allungata per unire IronMan e 70.3,  sembra non finire mai, ma appena salgo in bici mi sento totalmente centrato sull'obiettivo e motivato a dare il meglio.

Gestisco come da tattica impostata la prima parte di gara fino alla prima salita di Bertinoro, lì mi alzo sui pedali e comincio a spingere, breve recupero in discesa e poi comincio a martellare in bici.

Solitamente a metà gara arriva sempre un po' di stanchezza, più che altro mentale... mancano ancora 90km di bici e c'è ancora tanto da pedalare, ma stavolta mi sento completamente in forza con la voglia di spingere ancora.

Parentesi necessaria sulla questione scie, dovute alla presenza sul percorso di atleti sia dell'IronMan che del 70.3. Ci sono stati episodi di scia? Naturalmente, come avrà visto chiunque abbia partecipato, sì. C'era modo di approfittarne in maniera esagerata? Come sempre, dipende dalla volontà di ciascuno. Per quanto mi riguarda parlano i miei watt. Discorso chiuso.

Fresco durante tutto il percorso, vento sempre a favore dove serviva e sfavorevole dove non causava danno, e naturalmente una condizione eccellente (eh beh!), mi fanno chiudere la frazione sotto le 5 ore, con un tempo addirittura migliore rispetto alle mie aspettative.

I primi 200mt della corsa mi fanno subito capire che tipo di maratona sarà, e stavolta capisco che anche l'ultima, sarà un'ottima frazione.

Non faccio calcoli, ma so bene che anche con una corsa più lenta del previsto ho parecchio margine per stare sotto le 10 ore. 

Però da un po' di tempo non mi piace giocare più per "pareggiare", ma vado sempre "all in", anche a costo di perdere tutto.

E così spingo anche la corsa.


C'è solo una cosa ormai che mi preoccupa: dopo 2km di corsa il bicipite femorale sinistro si irrigidisce pericolosamente in continuazione. Che faccio, rallento? Ma non se ne parla! Cerco di cambiare postura di corsa finché non trovo un movimento che non mi dà fastidio.

E così dopo i primi 10km, quando passa anche quel fastidio, sono consapevole che nulla potrà più fermarmi. Durante l'ultima frazione non guardo mai l'orologio, il passo è costante senza cedimenti e non c'è bisogno di conferme cronometriche!

Quando mancano 4km penso che posso anche aumentare l'andatura, ormai potrei correre per altri 42km!

Sotto il traguardo, che segna 9h34', mi aspetta Alessia, pronta a passarmi il cappellino da Panda.

E' il nostro rituale, che ci ha accompagnato in ogni gara, quelle dove arrivo stravolto e quelle, come  oggi, esaltanti. Ma quando lo indosso, stanchezza o no, c'è sempre un sorriso che mi solca il volto.

Oggi, oltre il sorriso, c'è anche un cuore enorme, quello che regalo a mia moglie e a chiunque, in tanti anni che faccio triathlon, ha condiviso il mio percorso,anche solo di passaggio, anche per solo un metro, verso il mio obiettivo.



 

 

giovedì 8 settembre 2022

Quando e come provare gli "esperimenti" nella preparazione

 

Abbiamo parlato nel post del "Big Weekend" dell'opportunità di sperimentare durante la preprazione alcuni elementi nuovi.

Potrebbero essere degli allenamenti con un diverso rapporto alta/bassa intensità, curare aspetti tecnici non precedentemente non presi in considerazione oppure, come nel caso sopra citato, di inserire un blocco di allenamenti particolarmente instenso.

La domanda adesso quando è il caso di fare un esperimento del genere?

Le considerazioni da fare sono varie e complesse ma poichè, come sapete, mi piace sintetizzare all'estremo i concetti, possiamo riassumerle in tre punti:

1) l'atleta deve essere già esperto, in grado di valutare bene le sensazioni del carico, giudicando se è il caso di fermarsi o rimodulare in corsa il cambiamento

2) l'atleta deve saper eseguire bene quegli allenamenti, affrontati precedentemente con una diversa (più ampia) densità settimanale

3) l'atleta deve essere consapevole che l'esperimento, in quanto tale, può tramutarsi in una cazzata tremenda. In questo caso essere un coach-atleta-cavia potrebbe aiutare...

martedì 6 settembre 2022

Team Panda Running Club: allenati a Roma insieme ai Panda!

 

Per la prossima stagione agonistica, il Team Panda ed il PandaLab organizzano due allenamenti di gruppo a settimana a Villa Ada.

Chiunque vorrà unirsi al nostro gruppo sarà il benvenuto, si dice che allenandosi con i panda si diventa più forti...

Per qualsiasi info scrivete a: training@teampanda.it

lunedì 5 settembre 2022

il Big Weekend

 


Più volte abbiamo avuto di parlare nell'ultimo periodo del Big Day, ovver del giorno in qui si fanno complessivamente 8 ore di allenamento, ricreando alcune caratteristiche che si troveranno poi durante l'IronMan.

Oggi invece parliamo del Big Weekend, questa volta non un protocollo già creato (da Friel, nel caso del Big Day), ma una sorta di esperimento (parleremo in un post successivo sull'utilizzo degli "esperimenti" in una preprazione).

Innanzitutto la differenza principale: il Big Day IO lo utilizzo prima di un periodo di stop (naturalmente non per infortunio, solitamente vacanza), mentre il Big Weekend è strutturato al termine di un periodo di pausa.

Ok, arriviamo al punto, ecco come l'ho modulato:

Giovedì: doppia bici (ripetute in soglia la mattina e progressione nel pomeriggio)
Venerdì: triple run day, tre corse seconda corsa di qualità (fartlek 1:1)
Sabato: combinato lungo, 6 ore di bici e 40' di corsa (con un settore ad alta intensità in entrambe le frazioni)
Domenica: lungo di corsa di 2h30' la mattina e corsa in progressione la sera.

Insomma, dopo quattro giorni così, direi che adesso può iniziare serenamente lo scarico poer l'Ironman...

mercoledì 10 agosto 2022

Il percorso di aggiornamento per dirigenti e operatori sportivi organizzato dal CONI Lombardia


Il Comitato Regionale della Lombardia del CONI ha strutturato un'Academy con tre percorsi formativi online, uno per dirigenti sportivi e due per il settore tecnico, agonistico e giovanile.

La proposta, sia per la quantità di argomenti trattati che per la qualità dei docenti era davvero molto interessante e questa volta ho preferito concentrarmi più sugli aspetti dirigenziali rispetto a quelli tecnici, per mettere a disposizione del Team Panda e del PandaLab ulteriori strumenti di crescita.

Questo perchè ogni giorno cerchiamo di aggiungere un motivo in più per farvi scegliere di essere Panda!

lunedì 8 agosto 2022

Il focus delle cose importanti nella preparazione ad una gara

 

Spesso mi vengono rivolte dai miei atleti domande strane, un pericolosissimo mix di domande banali e inutili.

Banali e inutili non non perchè non siano importanti, ma perchè banale e scontata è la mia risposta.

Domande del tipo:

- coach ieri mi sono rotto una gamba, va bene se oggi non vado a correre?
- coach domani partorisce mia moglie e non so se riuscirò ad allenarmi, è un problema?

Oppure avvertimenti di cambi di allenamento importantissimi del tipo:

- se vedi negli allenamenti il lungo in bici, invece di 5 ore ho fatto 4h58' perchè dovevo scappare al lavoro ed ho dovuto accorciarlo!
-oggi ho nuotato in piscina da 50 ed ho cambiato gli 8x25 in 4x50, quindi non troverai le ripetute sui 25!

 Poi invece trovate allenamenti di 27ORE di bici in zona4 invece dei 45 MINUTI di uscita facile defaticamente che gli avevate assegnato e naturalmente non vi dicono nulla, nè prima nè dopo.

Allora, quando trovate queste domande o precisazioni di questo genere, alzate subito le antenne e andate a spulciarvi per bene tutti gli allenamenti, perchè sicuramente avranno fatto qualche cazzata enorme o la stanno per fare!

A questo punto l'unico dubbio è se questi errori siano effettivamente usati consapevolmente come "copertura" di errori ancora più grossi, oppure siano una reale mancanza di focus sul reale problema da affrontare.

Sono curioso di sapere cosa ne pensiate voi...

giovedì 4 agosto 2022

La domanda giusta nel triathlon


Il giorno prima della gara dell'IronMan Austria, durante una corsetta sciogligambe mattutina, ho incrociato un mio amico che passeggiava per il centro cittadino.

La prima cosa che mi ha chiesto appena mi ha visto è stata "oh, ma che allenamento te stai a fa'?"

L'amico in questione è una persona che mi è particolarmente simpatica con cui ho condiviso spesso tante gare insieme, però quella domanda è proprio la summa dell'ansia senza senso del triatleta.

A parte che il giorno prima di un IronMan, a meno che tu non faccia un lunghissimo da 32km, non è che influisca così tanto sulla prestazione, si tratta più di una routine di consuetudini che ci tranquillizzano per la gara...

...ma, ammesso che ci fosse stata una domanda "giusta", sarebbe stata "oh, che hai fatto in questi ultimi 4 mesi di preparazione?"

Chiaramente non era quella la sede per argomentare un discorso così ampio, ma da questo episodio ho tratto lo spunto per evidenziare quella che spesso è una preoccupazione (e quindi un limite) degli atleti,  senza alcuna motivazione.

Sentirsi chiedere da qualcuno che tipo di combinato lungo può fare ad un mese dalla gara, oppure notare il terrore di un atleta che ti chiede se tre giorni di stop (perchè ha un impegno con la famiglia),   possono compromettere tutta la preprazione, oppure notare le tragedie quando un allenamento non viene come previsto, o ancora chiedere la sera prima di un IronMan cosa possono mangiare a colazione la ma ttina dopo, mi fanno sempre sorridere.

Preprare una un gara importante richiede abbastanza tempo per poter rispondere con tranquillità a tutte le domande che un atleta si pone,  ma quel tempo usatelo per fare le domande giuste!

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