martedì 27 novembre 2018

Il 7° Convegno Nazionale Tecnico della Fitri in una riga (ok... qualche riga)



L'introduzione.
Sede del convegno: Technogym, non mi piace fare pubblicità, ma quando si entra lì, si fa sempre fatica a non spalancare la bocca.
Ggggente presente: tanta e tante facce conosciute, peccato non abbastanza tempo per scambiare due chiacchiere con tutti.

I relatori 1/3:
Costantino Bertucelli: questo è il suo palco e il suo mondo. Lo padroneggia alla grande e si piacioneggia ancora di più  :)
Joel Fillol: mi sa che le sue quotazioni sono in calo, l'anno scorso durante il suo intervento c'erano cuffie audio con traduzione simultanea, quest'anno ci siamo accontentati della sintesi di Bottoni.
Silvano Zanuso: intervento molto interessante e relatore che sa catturare l'attenzione.

Coffe break: tanta roba che sarebbe bastata anche come pranzo.

I relatori 2/3:
Maria Francesca Piacentini: tra coffee break finito in ritardo e relatore successivo che incombeva, purtroppo un intervento un po' troppo breve.
Mike Maric: piacevole scoperta, focus sulla respirazione e argomento da approfondire. Lui comunque è uno showmam da palco.
Alessandro Bottoni: Rispetto ad altri "mostri sacri" dei tecnici italiano, ha molta meno visibilità ma, secondo me, è di livello mondiale. 

Pranzo: Un'oretta piacevole a chiacchierare con il mio amico Fabio, mangiando organic-veg-healty :)

I relatori 3/3:
Simone Porcelli: Riesce nel difficilissimo compito di mantenere alta l'attenzione anche nella fase post-digestione. 
Comitato scentifico Dorelan: L'intervento sul sonno è da approfondire, ma l'attacco mortale diretto ai mental coach ha rubato la scena al resto.
P.Sestili M.Gervasi: condivizione di uno studio relativo ad uno specifico prodotto di integrazione.  Ok, sarà anche pubblicità, ma se vogliamo eventi di qualità, qualche entrata dovrà pur arrivare da qualche parte...

2 commenti:

IlCorsaro ha detto...

puoi spacificare qualcosa dell'attacco ai mental coach?

Stefano La Cara ha detto...

Mike Maric nel suo intervento ha parlato del lavoro fatto sulla respirazione di Federica Pellegrini, riconoscendo il merito anche di alcuni "mental coach", specificando comunque le virgolette.

Nell'intervento successivo, la psicologa dello sport ha esordito dicendo che i mental coach sono dei totali ciarlatani che rischiano di fare danni gravissimi, soprattutto verso gli atleti più giovani

Commenti

Commenti 2

Related Posts with Thumbnails