Che sarebbe stata una gran faticcaccia lo sapevo.
Ma sapevo con altettanta certezza che ne sarebbe valsa la pena.
Il mio esordio nel mondo dell'Ultra Trail è andato esattamente come previsto, dal tempo che avevo stimato in base ai miei allenamenti, agli neluttabili acciacchi con i quali avrei finito la gara, fino alla meraviglia di un percorso da mozzare il fiato sia per la durezza che, ancor di più, per la bellezza, sempre organizzato in maniera eccellente da Antonio Orlandi e il suo gruppo che ancora una volta valorizzano il territorio nel modo migliore.
La prima parte i discesa in mezzo al bosco vola via in un attimo, ma è solo l'inizio.
Da Vallepietra le cose cominciano a farsi serie, con la lunghissima salita che ci porterà prima al Santuario della SS. Trinità, sotto alla imponente rupe dell'aratro e poi ancora, dopo esserci ricongiunti con il percorso del medium Trail, fino a Monte Autore, dove a quota 1885mt troviamo ancora sprazzi di neve.
La fatica qui è già rilevante, ma il panorama che ci regalano "Le Vedute" è uno di quei momenti che io chiamo "Right here Right Now", ovvero il luogo e l'attimo in cuiti sei allenato per mesi per essere proprio lì.
Nei prossimi tratti in discesa, decisamente fangosi, non avendo ancora grandi capacità tecniche da trail runner penso soprattutto a non commettere errori, anche a costo di perdere qualche minuto.
Dopo una quindicina di chilometri di saliscendi c'è l'ultimo discesose di giornata che ci porterà quasi a Subiaco, con 35km di gara alle spalle e i 15km finali durissimi quasi tutti di salita.
Gli eserti mi avevano detto che la gara si fa da questo punto e decido di non forzare gestendo sempre le forze.
Ma più che dal punto di vista fisico (o meglio, oltre che dal punto di vista fisico), qui subentra anche l'aspetto mentale, perchè dopo aver superato un paio di persone all'attacco della salita, non vedrò più altri atleti nè prima nè dietro di me.
Altre due ore e mezzo di gara in solitaria tra boschi, rocce e paesaggi spettacolari.
Nei rari tratti di falso piano a scendere riesco a correre ancora decentemente, ma i sentieri sconnessi e rocciosi uniti alla stanchezza accumulata rallentano decisamente il mio ritmo.
Quando mancano ormai 3km e la strada torna a risalire in maniera importante le forze ci sono ancora e il passo in salita è solido e costante.
Taglio il traguardo poco sopra le 8 ore, a metà classifica, esattamente in linea con le mie aspettative di una gara da 8h30'/9h.
E dopo l'arrivo, dopo gli abbracci con gli amici, arriva il premio più bello.
La medaglia?
Anche, ma in questo caso mi riferivo al caldo piatto di pasta e ceci che in 5 minuti mi ha rifocillato corpo, testa e anima.
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