lunedì 30 settembre 2019

La mia GranFondo "La Medievale"... con un gregario d'eccezione!


Sono un triatleta che ha fatto parecchie gare podistiche, qualche gara di nuoto e pochissime granfondo ciclistiche.
Una, per la precisione.
E' ora di gareggiare più spesso anche su questa disciplina, sia perché un ottimo allenamento, sia perchè il ciclismo resta tra i tre il mio sport preferito (sebbene sia quello dove sono più scarso).
L'occasione di avere un Granfondo che parte e arriva praticamente sotto casa mia è un'occasione che non posso lasciarmi scappare, tanto più che quest'anno capita in un periodo in cui non ho sovrapposizioni di gare di triathlon.
Oltre me, ci sono Alessio e Gabriele arruolati dal Team Panda per l'occasione.
In più Giacomo, che mi preannuncia che verrà solamente per farmi da gregario.
Giacomo è l'altleta più forte del Team Panda, che potrebbe staccarmi in bici anche utilizzando una sola gamba, ed averlo al mio fianco è una bella botta di fiducia.

La partenza della Granfondo è sempre un momento delicato, tra assestamenti del gruppo, restringimenti stradali ed accelerazioni improvvise, la cosa più importante è stare concentrati a restare in piedi.Da
In primi nel frattempo scappano già via, ma quella è un'altra gara.
Dopo 10km c'è il piccolo strappo di Marcellina.
Mentre vado regolarmente con il mio passo vedo persone che forzano e scattano come se fosse l'arrivo.
Una gestione delle energie che mi lascia perplesso.
E infatti molti me li perderò per strada.
Nel saliscendi tra Marcellina a Moricone arriva la prima botta di motivazione.
Su forcing mio, il mio gruppetto riesce chilometro dopo chilometro ad annullare il gap da un gruppone numeroso davanti.
Qui nel gruppone si sta benissimo, andatura gestibile, alta velocità e possibilità di recuperare dallo sforzo fatto.
In discesa c'è un tizio, non proprio giovanissimo e piuttosto sgraziato in bici, che sbaglia OGNI SINGOLA CURVA.
Con Giacomo ci guardiamo e facciamo una risata.
Appena la strada sale scatta e non lo vediamo più.
A metà gara arriva la prima asperità della giornata.
La lunghissima salita di Orvinio, quasi 18km.
Qui naturalmente il gruppo si comincia a frazionare e qui comincia Giacomo a ricucire ogni singolo buco che si forma con un lavoro eccezionale!
Quando la stanchezza sta prendendo il sopravvento, la salita spiana leggermente, e possiamo fare un bella andatura, sempre tirati da Giacomo.
Da questo momento in poi non mi supererà più nessuno.
In cima ad Orvinio mi sento un leone.
Da qui in poi gioco in casa, sono i percorsi dove mi alleno e dei quali conosco ogni singolo centimetro.
Giù in picchiata fino a licenza, facendo sempre attenzione alla strada in pessime condizioni.
Naturalmente riprendiamo ancora il tizio che non sa andare in discesa.
Dopo Vicovaro ci sono 15km di saliscendi, il gruppo è di circa 30 persone, vanno tutti pianissimo nessuno tira e anche Giacomo è esausto.
O sono tutti scoppiati o si stanno risparmiando alla grande per la salita finale.
Nel dubbio mi metto a tirare io.
Esattamente sotto casa mia comincia l'attacco alla salita finale.
7km al 6%.
Dopo un chilometro mi giro.
Di trenta che eravamo si sono staccati tutti.
Botta di autostima a mille.
A dire il vero si sono staccati tutti, tranne uno.
Il tizio sgraziato in discesa.
Si fa TUTTA la salita attaccato un centimetro alla mia ruota.
Però sto bene e non mi dispiace fare l'andatura.
Naturalmente, ad 800mt dall'arrivo, il tizio dietro di me scatta e mi lascia sui pedali.
Provo a tenere ma non ho il passo.
Va bene così.
Però davanti me ce n'è un altro che sta in crisi e quello si può prendere.
Faccio un ultimo forcing, mi alzo sui pedali e a 10mt dall'arrivo lo passo.
Insomma sotto il profilo della motivazione la mia seconda granfondo è stata stupenda.
Mi sono divertito, ho pedalato con amici ed ho gareggiato in progressione.
Meglio di così, non potevo immaginare.



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