Twin Peaks è una serie dalla quale attingo spunti per molte riflessioni in vari contesti tra i quali, non da ultimo, quello del coaching.
Nella prima puntata, quando l'agente speciale Cooper si presenta allo sceriffo Truman, dopo i convenevoli di rito, mette subito in chiaro una cosa: "quando l'FBI entra in gioco, assume il comando delle azioni".
Ecco, il coach di triathlon deve ricalcare un po' questo concetto.
Non esiste "un allenatore che mi segue solo per il nuoto", non esiste "però il giovedì vado ad allenarmi in pista con i ragazzi di atletica", esiste solo UN COACH di triathlon che segue e decide tutto.
Anni fa ho avuto modo di osservare giovani atleti di alto livello che si facevano seguire da un coach di atletica (perché è quello che allena pure gli africani) e da un coach di nuoto in vasca con atleti della nazionale (di nuoto), sotto la supervisione (?) di un coach di triathlon.
Il risultato è che questi atleti hanno mantenuto un livello molto alto, ma non così alto come alcuni loro coetanei seguiti da un unico coach che li ha portati anche alle Olimpiadi.
E' vero che i singoli casi non fanno scuola, ma sono comunque abbastanza per avermi nel tempo schiarito le idee a avermi mostrato la strada.
Quindi, quando mi chiedete se vi posso allenare, ad esempio, SOLO per la corsa e il ciclismo e vi rispondo di no, e magari vi offendete pure, il problema, sostanzialmente, è solo il vostro.

Nessun commento:
Posta un commento