mercoledì 15 aprile 2026

Il mio approccio all'Ultratrail

 


Uno dei ricordi più intensi che ho della mia adolescenza riguarda i pellegrinaggi che facevamo con la mia famiglia al Santuario della SS. Trinità di Vallepietra.

La devozione ci spingenva a recarci nel cuore dei Monti Simbruini anche a dicembre, quando il Santuario era chiuso, e scendere lungo l'impervio sentiero che conduce alla base della rupe anche solo per recitare una preghiera davanti a un portone chiuso.

L'esperienza che mi mi porto dentro e della quale ancora adesso conservo il calore non si limitava solo al momento del pellegrinaggio e dell'adorazione, ma comprendeva tutto il contorno.

Il profumo del caffè durante la sosta a Subiaco, il pranzo frugale fatto di panini mangiati sul prato, le soste durante il viaggio di ritorno per raccogliere il muschio da usare nel presepe. 

E in tutto questo vortice di emozioni, l'elemento costante era sempre la meravigliosa cornice dei Monti Simbruini.

Di consegueza, non avrei potuto scegliere uno scenario migliore per avvicinarmi al mondo dell'ultratrail del Long Trail dei Monti Simbruini del 17 maggio.

Lo affronterò con tutta l'umiltà dovuta, perchè nonostante i miei 14 IronMan so bene che questo è un altro mondo che merita e richiede tutto il rispetto possibile.

Umiltà e rispetto dunque, ma anche una enorme gioia e passione per poter, ancora una volta ,vivere i Monti Simbruini dall'interno, respirandone l'essenza  passo dopo passo.

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